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Viareggio, una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

Tuesday, June 30th, 2009

un automezzo distrutto dal fuoco

un automezzo distrutto dal fuoco (foto di Elena Torre)

Comunicato stampa del Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze

L’entita’ del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l’estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato vanno a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.

Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non puo’ esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima e’ che l’aver convogliato la quasi totalita’ delle risorse economiche ad un progetto faraonico come l’Alta Velocita’ “all’italiana” ha provocato l’abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non puo’ che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo e’ frutto di una greve decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.

La seconda e’ una riflessione sul processo di privatizzazione delle FS che ha dato nella generalita’ un esito negativo. In particolare nel settore delle merci ha visto un abbassamento delle norme di sicurezza per i lavoratori interessati tra i quali gli incidenti sono, in percentuale, molto aumentati. Il fatto che il presidente delle FS Moretti si trinceri, per scaricarsi delle responsabilita’ aziendali, dietro il fatto che i carri coinvolti nell’incidente non sono di proprieta’ delle FS e’ un implicito riconoscimento del fatto che ai privati non puo’ essere delegato un fatto importante come la sicurezza e la manutenzione. E’ la constatazione che “il porsi sul mercato”, come ama dire Moretti, non e’ la panacea per tutti i problemi, anzi i vincoli di bilancio e la ricerca ossessiva di profitto provocano economie che spesso portano a tragiche conseguenze. Il degrado delle ferrovie della Gran Bretagna (le prime privatizzate) avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma pare che i nostri politici e i nostri manager non se ne siano accorti.

Una azienda pubblica sana (moralmente ed economicamente), il cui unico compito sarebbe quello di produrre e garantire il trasporto pubblico, dovrebbe sovrintendere e coordinare lo sviluppo di un settore cosi’ importante per un paese moderno e non delegarlo ad una fantomatica imprenditorialita’ che non puo’ e non vuole farlo.

Invece oggi siamo attoniti a contare i morti, i feriti, le case distrutte di un disastro che sarebbe stato improbabile se le risorse fossero state saggiamente destinate a garantire manutenzione e controlli di sicurezza.

Per questo ribadiamo la nostra ossessiva richiesta: che le risorse pubbliche siano destinate alla sicurezza e al trasporto pubblico, quello dei pendolari, delle merci, di tutti quelli che hanno bisogno di spostarsi nel nostro paese. Che si abbandonino progetti folli come il tunnel sotto Firenze: inutile per le ferrovie, dannoso per citta’ e ambiente, catastrofico per le casse dello stato.

info: notavfirenze@gmail.com

Dal Forum degli insegnanti, contro il decreto legge Aprea

Thursday, February 19th, 2009

Sembra che dopo tutto il chiasso di questo autunno che c’e’ stato nella scuola non succeda piu’ niente, ma non e’ cosi’. Sotto il silenzio dei mezzi di comunicazione continua l’attacco alla scuola pubblica per  favorire la privatizzazione dell’istruzione. In questi giorni al vaglio del parlamento si sta’ discutendo una legge che in effetti privatizza l’attuale scuola pubblica.

Ecco la voce di chi non vuole che la scuola sia privatizzata, sotto un appello con petizione del “Forum degli insegnanti”

Gisby

SCUOLA PRIVATIZZATA? NO GRAZIE!

NO AL DDL APREA
Ma che razza di scuola e’?

- Una scuola che si “governa” tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA.

- Una scuola che puo’ essere trasformata in fondazione e soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la presenza nel consiglio di amministrazione, come se si trattasse di una SpA.

- Una scuola regionalizzata con il trasferimento a tali enti delle risorse umane (docenti e ATA) e dei beni e delle risorse finanziarie.

- Dove si lavorera’ per chiamata diretta come in una ditta privata, senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di istituto.

- In cui i docenti non decidono neanche dell’offerta formativa, perche’ il piano elaborato dal collegio dovra’ subire l’approvazione dell’onnipotente consiglio e dovra’ soddisfare la richiesta prevalente delle famiglie.

- Con i docenti inquadrati per gradi come in un corpo militare e promossi al grado superiore, se lo vorra’ il dirigente e il ministro delle finanze, che concedera’ i soldi.

- Con capi sottocapi e caporali.

- Sottoposti a periodica valutazione sull’attivita’ svolta, documentata nel loro portfolio.

- Dove tra due insegnanti, a parita’ di ore lavorate ed anzianita’ di servizio, potranno esserci consistenti differenze di retribuzione, sulla base di un presunto merito attribuito da una commissione interna presieduta dal dirigente, con tutti i probabilissimi risvolti clientelari del caso.

- Dove il precariato sara’ una condizione lavorativa permanente di tutti.

- Senza rappresentanza sindacale di istituto, le cui mansioni sarebbero svolte da più compiacenti associazioni professionali.

Quest’obbrobrio non e’ la scuola della Costituzione!

Eppure tutto cio’, per quanto incredibile e orribile, e’ contenuto in un disegno di legge presentato da Valentina Aprea (viceministro dell’istruzione), attualmente in discussione in Parlamento.

il DDL Aprea e’ un colpo mortale alla Scuola Pubblica e ai diritti dei lavoratori

- Destruttura il carattere pubblico dell’istruzione statale.

- Elimina la liberta’ d’insegnamento

- Attacca la Costituzione.

- Infrange l’unicita’ della funzione docente istituendo gerarchie di ruolo, giuridiche e funzionali.

- Viola le regole generali per il reclutamento dei dipendenti pubblici.

- Svilisce il contratto nazionale.

Bisogna disinnescare subito questo pericolosissimo progetto attraverso una massiccia opera di controinformazione ed una mobilitazione generale e diffusa nelle Scuole e nel Paese

Il Forum Insegnanti

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE BENE COMUNE DI TUTTI I CITTADINI
FIRMA E DIFFONDI QUESTO APPELLO

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