Posts Tagged ‘Pace’

ia Usa, musulmani pregano in sinagoga

Tuesday, August 25th, 2009

Fonte Peacereporter

La soluzione di un rabbino della Virginia ai “problemi di spazio”

Negli Stati Uniti la comunita’ musulmana e’ in rapidissima crescita, tanto che non si hanno studi che ne riferiscano il numero. Questo puo’ essere un problema quando, nel mese del Ramadan, a pregare in moschea si recano tutti quei fedeli che normalmente non praticano: un po’ quello che succede ai cristiani col Natale o agli ebrei con Hannuka.  La soluzione adottata nella citta’ di Reston, nel nord della Virginia, ha del sorprendente: la comunita’ ebraica locale, accorgendosi di questa necessita’ dei musulmani, ha deciso di prestare loro gli spazi della sinagoga cittadina.
Il  rabbino Robert Nosanchuk sostiene che “il profeta Isaia disse che le case che avremmo costruito sarebbero state luoghi di preghiera per tutte le genti” e la comunita’ islamica, per questa interpretazione davvero “open-minded”, ringrazia di cuore.


Italia in guerra in Afghanistan

Wednesday, June 17th, 2009

Molto si parla delle scappatelle del presidente del consiglio, della sua moralita’ per le sue feste con giovani donne consenzienti o a pagamento poco importa. Poco del fatto che l’Italia, e’ un Paese in guerra. non ce l’abbiamo in casa ma l’esercito italiano e’ impegnato in missioni cosidette di “Pace”, ma dove invece si spara. La Pace non la si puo’ portare con le armi, sembra tanto logico, ma non e’ cosi’. Poco importa se con i nostri soldi si va’ in giro per il mondo con l’esercito, a fare una guerra, a uccidere e impoverire ancora. Sembrano tutti daccordo, poche voci si alzano contro questo. Quando la morale ci fara’ indignare perche’ il nostro governo, continua a finanziare queste missioni, in accordo con la triste opposizione, che quando c’e’ da votare o dare un giudizio non esce dalla logica della guerra.Manderemo nuove truppe in Afghanistan, come richiesto dagli USA, perche’ nessuno e’ contrario a Berlusconi per questo?

Gisberto Gallucci

Clicca sulla foto per vedere il video che mostra azioni militari italiane in Afghanistan

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Dal 10 aprile al 20 aprile, campagna internazionale di adesione alla Marcia Mondiale

Tuesday, April 7th, 2009

Da venerdi’ 10 aprile, fino al giorno 20 di aprile, il Movimento Umanista con i suoi fronti e i suoi organismi, Partito Umanista, Centro delle Culture, La Comunita’ per lo sviluppo umano, Mondo senza guerre, Centro di studi Umanisti, in tutto il mondo faranno una campagna di adesioni alla MM. L’obiettivo e’ in 10 giorni di far aderire 1000000 di persone, e trovare tra queste chi vuole diffondere ad altri la MM. Nella sezione eventi di questo sito, potrete trovare alcuni  eventi calendarizzati di insieme e non, con i luoghi e orari di raccolta delle adesioni. Per chi vuol dare una mano scriva a questo sito, o direttamente alla mia mail gisby.g@tiscali.it

Gisberto Gallucci

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LA MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA

LA MARCIA MONDIALE: UNA PROPOSTA UMANISTA

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e’ stata lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nel Parco di Studio e Riflessione di Punta de Vacas (Argentina) il 15 novembre 2008.

Questa Marcia punta a far prendere coscienza della pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall’alta probabilita’ di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.

Si tratta di una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre.

La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l’adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di vario tipo, personalita’ del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all’urgenza del momento. Ha anche ispirato un’enorme diversita’ di iniziative in oltre 100 paesi, creando un fenomeno umano in rapida crescita (www.theworldmarch.org).

LA SITUAZIONE ATTUALE

Viviamo in una situazione critica a livello mondiale, caratterizzata dalla poverta’ di vaste regioni, dallo scontro tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione. Conflitti armati devastano molte zone e ora dobbiamo affrontare anche una profonda crisi del sistema finanziario internazionale. A tutto questo si aggiunge il problema piu’ pressante, la minaccia nucleare in aumento. E’ un momento di enorme complessita’; non solo dobbiamo prendere in considerazione gli interessi irresponsabili delle potenze nucleari e la follia di gruppi violenti, con possibilita’ di accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, ma dobbiamo tener presente anche il rischio di un incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante.

Non si tratta della somma di singole crisi: ci troviamo davanti al fallimento globale di un sistema la cui metodologia di azione e’ la violenza e il cui valore centrale e’ il denaro.

LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE

Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:

il disarmo nucleare a livello mondiale,

il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,

la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,

la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e

• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

E’ urgente creare una coscienza a favore della pace e del disarmo, ma e’ necessario anche risvegliare la coscienza della nonviolenza, che ci consenta di rifiutare non solo la violenza fisica, ma anche ogni altro tipo di violenza (economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale ecc.). Questa nuova sensibilita’ potra’ instaurarsi e scuotere le strutture sociali, aprendo la strada alla futura Nazione Umana Universale.

Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e liberta’. Non si vive in liberta’ quando si vive sotto la minaccia della violenza.

La Marcia Mondiale e’ un appello a tutte le persone a unire gli sforzi e ad assumersi la responsabilita’ di cambiare il mondo, a superare la violenza personale e a lavorare nel proprio ambiente piu’ immediato, fino a dove arriva la loro influenza.

LA MARCIA IN AZIONE

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta gia’ ispirando diverse iniziative e attivita’ che nei prossimi mesi dovranno moltiplicarsi. Una di esse sara’ la marcia simbolica di un gruppo multinazionale e multiculturale che percorrera’ i sei continenti, partendo il 2 ottobre 2009 (Giornata internazionale della Nonviolenza) da Wellington (Nuova Zelanda) e concludendo il suo viaggio il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina).

In tutto questo periodo, in centinaia di citta’ si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per far prendere coscienza sull’urgenza della Pace e della Nonviolenza. In tutto il mondo le campagne di adesione alla Marcia moltiplicheranno questo segnale al di la’ di quanto possiamo immaginare oggi.

Per la prima volta nella storia un evento di queste proporzioni si mette in moto per iniziativa della gente.

La vera forza di questa Marcia nasce dall’atto semplice e cosciente di chi aderisce ad una causa degna e la condivide con altri.

PER IL MOVIMENTO UMANISTA

Portavoce della Marcia Mondiale: Rafael de la Rubia

Portavoce per l’Africa: Michel Ussene

Portavoce per Asia-Pacifico: Sudhir Gandotra

Portavoce per l’Europa: Giorgio Schultze

Portavoce per l’America Latina: Tomás Hirsch

Portavoce per l’America del Nord: Chris Wells

Firenze, manifestazione per la Pace

Wednesday, March 18th, 2009

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Venerdi’ 20 Marzo ore 19,00


P.zza della Repubblica per

dire

In occasione del 6° anniversario dell’invasione del popolo Iracheno da parte delle truppe Statunitensi e Britanniche , riteniamo importante fare un appello a tutti coloro che vogliono impegnarsi per la pace e la non violenza.

In questi anni abbiamo visto gli orrori prodotti dalle guerre, le frustrazioni e l’impoverimento di intere popolazioni. Troppe volte sono state trovate giustificazioni per validare azioni che avevano come unico scopo quello di assoggettare interi popoli, altre volte sono state fatte guerre in nome della “democrazia” portandola in trionfo con la forza e commettendo atrocita’ che qualunque guerra impone. Altre volte siamo stati sopraffatti da immagini di una crudelta’ tale, che, si stenta presumere siano opera di altri esseri umani, crediamo che tutto questo deve avere una fine, deve rimanere una inqualificabile e avvilente vicenda del passato. Oggi e’ arrivato il momento di riscrivere una nuova pagina della storia che sia di fatto ispiratrice per le nuove generazioni, e’ il momento di trovare convergenze che diano spazio ad un dialogo costruttivo che abbia come unico fondamento la pace!


www.mondosenzaguerre.org

Nel senato italiano tutti daccordo con la guerra

Friday, February 20th, 2009

Il Parlamento approva in blocco il rinnovo della missione afgana

Il Parlamento ha approvato senza obiezioni e con voto plebiscitario un aumento di spesa del 38 percento nei finanziamenti alla guerra in Afghanistan.

40 milioni al mese. Ieri sera il Senato ha approvato all’unanimita’ il decreto legge (n.209 del 30 dicembre 2008) che rifinanzia tutte le missioni militari italiane all’estero. La Camera dei Deputati l’aveva approvato lo scorso 21 gennaio con due soli voti contrari e quattro astenuti.
Per la partecipazione italiana alla missione Nato in Afghanistan (Isaf) sono stati stanziati oltre 242 milioni di euro per i prossimi sei mesi, ovvero circa 40 milioni al mese – nel 2008 la missione era costata 29 milioni al mese.

2.500 para’ della Folgore. L’incremento dei costi e’ dovuto al consistente aumento di truppe e mezzi mandati al fronte dal governo su richiesta degli Stati Uniti – senza contare l’invio di rinforzi temporanei per le elezioni presidenziali di agosto. Nei prossimi mesi, con l’arrivo di 2.500 paracadutisti della ‘Folgore’ (in sostituzione degli alpini della ‘Julia’) e di altri elicotteri da guerra (con relativi equipaggi), il contingente italiano superera’ quota 3.000. I costi saliranno ulteriormente quando diventera’ effettiva la gia’ annunciata rimozione delle ultime limitazioni che impedisce ai nostri soldati di condurre operazioni offensive e ai nostri Tornado di sganciare di bombe.

“Le Ong se ne vadano”. L’approccio militarista della nuova politica italiana in Afghanistan risulta evidente anche dall’invito informale che ieri la Farnesina ha rivolto alle Ong italiane che lavorano in Afghanistan con la Cooperazione

continua

Voglio un’informazione FAZIOSA

Saturday, January 17th, 2009

460_0___30_0_0_0_0_0_censuraL’informazione che non piace al sistema e’ quella che racconta i fatti, e’ quella che prende posizione, che vuole informare non rimanendo neutra. Almeno questo avviene su temi forti come la guerra, poi magari per gli Amici di Maria, la faziosita’ fa parte dello spettacolo.Tutta la polemica di Lucia Annunziata, all’ultima trasmissione di Santoro, Anno Zero, dedicata alla strage di Gaza, hanno questo sapore. Un sapore di Sistema, di giornalisti lacche’ dei potenti di chi le guerre le vuole e le fa’, quei giornalisti a cui scappa di mano il controllo “dell’opinione che si pubblica”, sormontati e surclassati da chi informa descrivendo i fatti, e che lo fa’ perche’ crede che quello che ad esempio sta’ succedendo a Gaza, come tutte le guerre, siano massacri che vanno fermati, a cui non si puo’ rimanere indifferenti, a cui non c’e’ bisogno di capire chi ha iniziato prima, come le picche che facevamo da bambini, ma vuole che le responsabilita’ siano definite. Cosi parte l’accusa di faziosita’, e chi e’ che non e’ fazioso? forse il giornalista di fama che prima di sentire chi e’ dentro la situazione, invita con tappeti rossi “l’esperto” che ha studiato quell’argomento senza viverlo? Certo perche’ complice del sistema e di conseguenza fazioso. C’e’ bisogno di informazione faziosa, faziosa verso la denuncia dei soprusi, delle ingiustizie dei piu’ forti. Come c’e’ bisogno della faziosita’ dell’informazione di chi vuole un mondo di Pace e dove vinca la Nonviolenza. Se un giornalista sta’ dalla parte dei piu’ deboli di chi subisce e si fa’ portavoce denunciando fa’ il suo mestiere. Nella situazione che si e’ creata ad Anno Zero, sono daccordo con Lucia Annunziata, il programma era fazioso,  lei anche e’ faziosa perche’  la sua “imparzialita’”, e’ il megafono addormentatore di questo sistema legato ai poteri economici forti, lacche’ di politici che niente hanno fatto in questi anni per risolvere il conflitto israelo-palestinese, che si indignano piu’ alla vista di una bandiera bruciata, che per i le vite e i corpi carbonizzati dal fosforo lanciato dagli aerei, su bambini, donne e uomini. L’imparzialita’ non esiste a ognuno decidere da quale parte stare.

Gisby

video israeliano di manifestanti contro l’occupazione e la guerra a Gaza

Monday, January 12th, 2009

Come si vuole dimostrare in questo video, ci sono molti israeliani che non sono daccordo con la politica militare del proprio governo, e che anzi pensano a un futuro di convivenza con gli altri popoli. E’ a questi che si deve dare spazio e pubblicita’ se si vuole realmente avere un mondo di pace. Questo dimostra che non c’e’ solo l’odio, ma esiste la volonta’ di vivere in un mondo nonviolento.

Gisby

http://www.tv.social.org.il/medini/stv-aza-refuseniks-8-1-09.htm

Lo stato di Israele si deve ritirare dai territori occupati

Thursday, January 8th, 2009

gaza

La guerra a Gaza, e’ senza dubbio il triste evento del momento. Per cui molto se ne parla, e molto si commenta. E’ sicuro che chi ama la Pace, e ripudia la violenza in tutte le sue forme, rimane sconcertato. Ti informi, con i media ufficiali, e non capisci quasi piu’ chi e’ il colpevole. La guerra tra Palestinesi e Israeliani e’ oramai decenni che c’e’. Magari in alcuni momenti tacciono le armi, ma il clima per milioni di persone sopratutto paletinesi, e’ di restrittezze e nessun tipo di liberta’, nemmeno quella di spostarsi. C’e’ un embargo che dura da anni. Insomma un popolo in trappola, un popolo che paga le politiche guerrafondaie e anti-mussulmane dell’occidente. Un popolo, che bombardato, non puo’ uscire dalla trappola di Gaza, nemmeno dal confine egiziano.

Se, vogliamo la Pace e se vogliamo vivere finalmente in un mondo nonviolento, l’impegno che dobbiamo mettere, e’ perche’ gli eserciti occupanti si ritirino. In questo caso l’occupante e’ la Stato di Israele, e gli sforzi della diplomazia e dell’Onu, oltre a quello di chi manifesta, deve andare verso il ritiro delle truppe d’invasione, altrimenti a quale altra Pace si puo’ aspirare?

Quale dialogo, quale prospettiva puo’ avere un popolo occupato militarmente?

Ci sono persone sia israeliane che palestinesi che dialogano e si aiutano. Ci sono israeliani che criticano da anni il proprio Stato, cosi’ come palestinesi non vedono nell’ebreo un nemico.

Ma chi occupa militarmente, da anni, e’ lo Stato di Iraele ed e’ lo Stato di Israele, che e’ nel torto.muro-di

Consiglio di informarsi con la stampa alternativa, magari gente che vive sul campo. Ad esempio su questo link di Peacereport si puo’ trovare un po’ di storia, e nel loro sito articoli e cronaca che non vedrete dai media del sistema.

Gisby

I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo

Wednesday, January 7th, 2009

manifestazione_di_pacifisti_israeliani_e_palestinesiI pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo

Migliaia di giovani israeliani sono scesi in piazza a manifestare,
chiedendo al loro governo di fermare l’invasione di Gaza. Molti sono
finiti in prigione, come gli obiettori di coscienza, i soldati e i
riservisti che si rifiutano di varcare il confine con il territorio
palestinese.

Giovani palestinesi protestano contro la violenza di Israele, ma
chiedono anche che Hamas sospenda gli attacchi con i razzi o con
qualsiasi altra arma.

Organizzazioni ebraiche e palestinesi lavorano insieme nella Marcia
Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
, risvegliando la coscienza dei
popoli perche’ si metta fine alla follia della violenza.

Non e’ facile levare la propria voce per la pace, quando si scatena la
violenza, non e’ facile sopportare l’aggressione contro il proprio
popolo quando si subisce la paura e l’ira di un altro popolo. I
pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo.

I giornali non diffondono il loro punto di vista, i mass media non
danno spazio ai loro sforzi. Riceviamo solo la propaganda e la
contro-propaganda di chi guida una o l’altra fazione e pensa solo a
giustificare le proprie azioni.

La popolazione e’ spaventata e i violenti di entrambe le fazioni
tentano di terrorizzarla ancora di piu’. Contaminati dalla paura e
dalla vendetta, tentano di controllarci per i loro interessi.

Respingiamo la violenza dello Stato di Israele, ma anche quella dei
gruppi armati palestinesi. Solo una coscienza nonviolenta potra’
fermare la violenza e se oggi questa coscienza e’ ridotta dobbiamo
farla crescere.

L’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano deve cessare
immediatamente. I pacifisti palestinesi devono rafforzarsi per fermare
Hamas e qualsiasi gruppo armato. E’ necessario creare uno stato
palestinese e la comunita’ internazionale ha una responsabilita’ perche’
questo avvenga. Siamo tutti responsabili dell’umanizzazione dei
nostri popoli.

In tutto il mondo si verificano situazioni di violenza inaudita,
sempre piu’ difficili da arrestare. Dobbiamo cambiare l’atmosfera
psico-sociale in cui siamo immerse: questo e’ l’obiettivo della Marcia
Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e il disarmo nucleare mondiale e’
la sua richiesta piu’  importante. Questo e’ il primo passo per invertire
la direzione degli eventi. Raggiungere questo obiettivo rappresenta un
cambiamento rivoluzionario per l’umanita’. Quale sara’ il nostro
destino, se non ci proviamo?

La Marcia Mondiale e’ una causa in cui possono convergere tutte le
razze, tutti i popoli, tutte le culture e tutte le religioni,
superando la sofferenza che causiamo ad altri popoli e quella che
altri popoli ci hanno causato. Ci uniamo per costruire il futuro
nonviolento che emerge gia’ dalla profondita’ dell’essere umano.

Patricia Arriagada Feliu’ Roberto Kohanoff
Comitato promotore della Marcia in Palestina Comitato promotore della
Marcia in Israele
Giorgio Schultze
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

Il comitato del premio Nobel – ancora un altro scandalo

Thursday, November 13th, 2008

Mi sembra interessante questo articolo trovato su peacelink, sul premio nobel per la Pace dato questo anno.

Non che sia rilevante il premio Nobel dato dai Norvegesi, ma quanto e’ interessante il punto di vista dato dall’articolo di seguito sull’assegnazione di questo premio.

Gisby

Il comitato del premio Nobel – ancora un altro scandalo

Jan Oberg (TFF co-founder and director)

Martti Ahtisaari

La scelta di Martti Ahtisaari non soddisfa, nemmeno con un’interpretazione molto libera nessuno dei criteri delineati nelle volonta’ di Alfred Nobel, cioe’: contribuire alla fraternita’ nel mondo, ridurre gli eserciti ed incoraggiare i congressi di pace, tanto per citarli nelle parole dello stesso Nobel nel 1895.Ahtisaari ha ripetutamente operato come “pacificatore” per le e’lites del potere occidentale. Nel 1999 fu il rappresentante che persuase lo stato serbo ad arrendersi dopo 78 giorni di bombardamenti NATO, l’avvenimento piu’ brutale in Europa dal 1945, che mancavano anche di un mandato del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

E’ stato quindi designato come “architetto” del piano dietro la separazione dell’attuale Kosovo “indipendente” che, dopo i suddetti bombardamenti, interruppe i contatti con la Serbia. L?indipendenza del Kosovo e’ riconosciuta soltanto dal 25% dei governi mondiali.

Ahtisaari e’ dunque un uomo che sostiene pienamente attraverso le sue “mediazioni” una “pace” realizzata con mezzi militari e violazioni di leggi internazionali piuttosto che seguendo la norma delle Nazioni Unite di una “pace con mezzi pacifici”.

Stando al testamento di Nobel, il comitato Nobel non dovrebbe necessariamente consistere in parlamentari norvegesi. Nobel ha solo detto che coloro che devono decidere a chi assegnare il premio debbano essere designati dal parlamento norvegese.

Chi si sognerebbe mai di far assegnare il premio in, diciamo, medicina, fisica o letteratura ad un gruppo di parlamentari che non abbiano la minima conoscenza dell’argomento o formazione professionale? Eppure cio’ e’ esattamente quello che fa il comitato Nobel. Nessuno di loro ha
alcuna conoscenza professionale riguardo la pace.

Il comitato ha di nuovo premiato uno dei suoi amici politici invece di uno dei candidati indipendenti di questo anno che hanno realmente contribuito, sul piano intellettuale, culturale o attraverso il dialogo ad una vera pace.

Questo e’ uno scandalo, ancora un altro dopo Al Gore lo scorso anno.

Chi come noi aspira a un mondo sinceramente pacifico si sente, con questa decisione, ancora una volta privato del premio piu’ importante.

Note:Tradotto da Stefano Mazzucco per www.peacelink.it

Il testo e’ liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte, l’autore e il traduttore.