Posts Tagged ‘Pacchetto sicurezza’

A Pitti Immagine Bimbo si muore da invisibili

Friday, July 3rd, 2009


“Una morte atroce quella di un giovane marocchino rimasto gravemente ferito martedì scorso all’interno della Fortezza da Basso di Firenze , dopo essere stato travolto da uno stand in legno durante lo smontaggio della struttura” dice oggi, giovedi’ 2 Luglio, La Nazione. Il giovane marocchino aveva 22 anni ma non esisteva, anche se il suo preziosissimo lavoro sottopagato, insieme a quello delle migliaia di Ahmed, Bubakar, Ali, rende possibili fantastici guadagni per costruttori immobiliari, organizzatori fieristici e all’industria italiana in genere. Per non parlare delle donne inesistenti che si prendono cura dei nostri nonni non piu’ autosufficienti.

Il giovane marocchino muore il giorno in cui passa al Senato il Pacchetto Sicurezza, che comporta il reato di immigrazione clandestina. L’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso questo complesso di norme proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione e quindi la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia. E’ cosi’ per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilita’, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.La richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile rende generalizzata la possibilita’ di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno piu’ strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi e’ privo di passaporto) o la registrazione dei decessi.

E anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalita’ sullo sfruttamento di manodopera “irregolare”, sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

C’e’ chi dice che una cosa del genere non si vedeva dai tempi del terzo reich, eppure ognuno di noi (o quasi) continua la sua vita normalmente. Forse perche’ non e’ ancora stato toccato, direttamente o indirettamente, dalla mano assassina del pacchetto normativo, ne’ si immagina che lo sara’. O forse perche’ si sente, o si sforza di sentirsi, terribilmente lontano da quegli Ahmed, Bubakar, Ali di cui adesso le nostre leggi sanciscono la condizione di “carne da lavoro”: gente che puo’ morire, da invisibile, mentre smonta un padiglione fieristico di alta moda.

Saverio Ragonesi
Centro delle Culture – Firenze

CON KANTE, TRAORE E ABOU – SEMPRE Piu’ CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

Thursday, April 2nd, 2009

ivoriananonlattesuobimboospedale

Il 5 marzo scorso a Napoli, ospedale Fatebenefratelli, abbiamo avuto l’ennesima conferma – quanto mai pero’ grave e disumana – di quanto sia pericoloso e vergognoso il clima di intolleranza, paura del diverso, violenza razzista, cattiveria che si sta creando ad arte nel Paese ad opera di un branco di scellerati in cravatta verde, di un governo di cui fanno parte che li sostiene, e di un’opposizione che, non agendo, indirettamente li appoggia. Non possiamo neanche dire che sia diretta responsabilita’ di un provvedimento come il “Pacchetto Sicurezza”, visto che ne e’ ancora in corso l’approvazione in Parlamento e quindi non e’ ancora in vigore; e il paradosso e’ proprio questo, che questa legge razzista e discriminatoria ha gia’ i suoi terribili effetti prima che entri in vigore (caso probabilmente unico nella Storia!). Figuriamoci dopo.

La vicenda e’ questa: Kante, 25enne donna della Costa d’Avorio, si reca con le doglie all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, visto che al San Paolo, dove lavorano i medici che l’hanno seguita senza problemi in gravidanza, non c’e’ posto per farla partorire. E’ da 2 anni qui in Italia, fuggita dalla Costa d’Avorio dove le milizie governative le hanno ucciso il marito nel corso della guerra civile… evidentemente motivo non sufficiente alle autorita’ italiane per concederle il diritto d’asilo politico! Le vengono immediatamente chiesti i documenti di cui era in possesso, la fotocopia di un passaporto e una richiesta di soggiorno scaduta, e cosi’ dall’ospedale parte un fax verso il commissariato di polizia che richiede “un urgente interessamento per l’identificazione di una signora di Costa d’Avorio”. Ossia scatta una denuncia. A seguito di questo, alla donna viene inoltre proibito di allattare il neonato Abou, tenuto distante da lei per 10 giorni.

Oltre ad un tradimento del giuramento di Ippocrate, il tutto e’ stato una palese e crudele violazione di diritti fondamentali che vanno assolutamente garantiti ad ogni essere umano… e il punto infatti e’ proprio questo: c’e’ chi non viene a tutti gli effetti ritenuto un vero e proprio essere umano portatore di bisogni e diritti, solo sulla base del possesso di un documento che sono le istituzioni stesse a non rilasciare e rinnovare. Una cosa che non possiamo permettere. E questa violazione dei diritti umani non e’ la prima e non sara’  l’ultima, se permane questo clima in cui si rendono capri espiatori le persone socialmente piu’ deboli, come i migranti e non solo; in cui non si riconosce nell’altro una persona come noi; in cui siamo spinti a odiarci l’uno contro l’altro e a “lottare tra disgraziati” per non si sa cosa, anziche’ dialogare, collaborare, aiutarci nelle difficolta’logocdc

Il Centro delle Culture di Napoli, sin dal primo momento impegnato nel denunciare e lottare contro provvedimenti razzisti, violenti e discriminatori come il “Pacchetto Sicurezza”, esprime solidarieta’ a Kante, al compagno Traore e al piccolo Abou, denuncia con forza questo gravissimo episodio, ribadendo che non sara’ un caso isolato se si continueranno ad accettare le politiche discriminatorie e razziste della Lega e del Governo. Chissa’ quanti sono gia’ ora che di questa legge se ne parla soltanto, i migranti che hanno paura di farsi curare in strutture pubbliche, e che quindi vengono lasciati colpevolmente a soffrire e morire senza che la cosa ci riguardi.

Invitiamo percio’ tutti a non restare indifferenti di fronte a questa situazione di tensione e violenza, che passa attraverso aggressioni e omicidi a migranti, stragi nei mari, negazione di diritti fondamentali. E ad unirsi per lottare contro la discriminazione e proporre invece valori diversi, come il dialogo tra le culture, la convivenza, il confronto e la collaborazione pacifici, l’accoglienza, la solidarieta’ Tenendo presente (ed e’ triste che nel 2009 ci sia ancora la necessita’ di ricordarlo), che siamo tutti esseri umani con stesse necessita’ e stessi diritti, aldila’ del luogo dove siamo nati, del colore della pelle, della condizione sociale e… di un permesso di soggiorno.

Napoli, 1 aprile 2009

Centro delle Culture di Napoli

Centro delle culture di firenze