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PIAZZA APERTA AL DIALOGO CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO

Thursday, April 16th, 2009

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PIAZZA APERTA AL DIALOGO CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO

15 aprile 2009: due aggressioni razziste, particolarmente brutali, a Roma e Torino.

A Roma, nella notte fra domenica e lunedi’, un ventenne italiano ha spaccato una bottiglia in testa ad un senegalese di trent’anni, cavandogli un occhio. L’episodio e’ avvenuto di fronte a un bar di via Mussomeli, di fronte a vari testimoni. L’aggressore ha gridato alla vittima “Negro di merda,” prima di colpirlo. Quando i carabinieri sono sopraggiunti per arrestarlo, il giovane ha sorriso loro con orgoglio, confermando di essere l’autore della violenza.

A Torino una donna italo-somala di 39 anni e’ stata colpita a bastonate da un settantenne italiano, che poi le ha rivolto insulti razziali.

Di fronte agli ennesimi episodi di violenza ai danni di cittadini stranieri che sottolineano la misura della gravissima deriva xenofoba che l’Italia sta vivendo ed e’ descritta tra l’altro nelle 25 pagine del rapporto sull’Italia scritto da Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa dopo la sua visita in Italia a meta’ gennaio, Saverio saverio-ragonesiRagonesi e Gabriele Palloni,gabriele-palloni volontari del Centro delle Culture di Firenze e prossimi candidati nella lista civica “PerUnaltracittà” rafforzano l’invito a partecipare all’evento:

PIAZZA APERTA AL DIALOGO CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO,

in programma Sabato 18 Aprile dalle ore 15:30 alle ore 19:30 a Firenze, in Piazza Indipendenza.

Contro le misure discriminatorie e razziste previste nel “Pacchetto Sicurezza e nel Regolamento della Polizia Municipale di Firenze”.
Per politiche di accoglienza e di convivenza.
Perche’ sostenere i diritti delle e dei migranti e’ sostenere i diritti di tutti!

Il Centro delle Culture promuove questa iniziativa, insieme a molte realta’ associative, sia religiose che laiche, per pochi e semplici motivi:

Il primo e’ perche’ gli immigrati, prima di essere “una parte importante del tessuto economico-produttivo del nostro paese” (come sostengono in molti) sono esseri umani.

Un essere umano ha diritto a soddisfare le sue necessita’, crescere dei figli, sviluppare la sua conoscenza, immaginare e pianificare un futuro, anche se non producesse niente di economico.

Per sempre piu’ persone, tutto questo e’ ogni giorno piu’ difficile. Oggi si tratta di palese violazione dei diritti umani. E con l’aggravante di un certo sadismo istituzionale.

Rifiutiamo assolutamente il concetto di essere umano “clandestino”: indipendentemente dall’etichetta che ci affibbiano i governi, esistono diritti inalienabili che tali governi non difendono, cosicche’ lo fa la gente unita da una sensibilita’, che dice piu’ o meno: “l’altro, venga da dove venga, e’ un essere umano come me”.

Il secondo e’ perche’ crediamo che un qualsiasi essere umano in difficolta’ vada aiutato: perche’ a noi piacerebbe essere aiutati, non lasciati morire a migliaia mentre cerchiamo di raggiungere un paese che speriamo sia migliore del nostro. E non possiamo credere che se solo fossimo nati a poche centinaia di chilometri piu’ a sud, saremmo stati tra quelli che si sarebbero salvati solo se sapevano nuotare.


Il terzo e’ perche’ crediamo che nel dialogo tra le diversita’ umane stia la forza di una societa’ che cerca di salvarsi, uscendo da un periodo veramente buio come questo che ci tocca vivere. Unirci con altre realta’ sensibili rappresenta il tentativo di un passo che diventi una marcia simbolica, una marcia in cui si avanzi nella costruzione di un essere umano e di una societa’ nuovi. Questa non e’ la fine della storia, e’ un momento che va affrontato con coraggio, amore e compassione.
In definitiva, crediamo che l’essere umano, immigrato o no, sia la cosa piu’ importante e che ogni negazione della sua intenzionalita’ sia violenza, un fenomeno tipicamente umano che ci sforziamo di comprendere per poter superare e dare il nostro piccolo contributo nel far avanzare la Storia, quella con la S maiuscola.

Durante la manifestazione raccoglieremo adesioni alla partecipazione nell’organizzazione della Marcia per la Pace e la Nonviolenza, dal 2 Ottobre 2009 al 2 Gennaio 2010, che passerà da Firenze l’11 Novembre prossimo.

PER CONTATTI PER CENTRO DELLE CULTURE DI FIRENZE

Ragonesi Saverio

Cellulare 347 9504123

saverio@etnie.org

Palloni Gabriele

Cellulare: 339.5495116

gabriele@etnie.org

www.etnie.org

Prada, il diavolo veste in Turchia

Friday, March 6th, 2009
Comunicato stampa Per Unaltracitta’
Lista di cittadinanza per le amministrative Firenze 2009
www.perunaltracitta.orgwww.unaltracittaunaltromondo.it
Il prezzo del lusso sulla pelle delle donne sfruttate

Prada, il diavolo veste in
Turchia
Per Unaltracitta’ riceve a Palazzo Vecchio una delegazione di lavoratrici turche.
Il 7 marzo Giornata di mobilitazione internazionale. De Zordo: “Rispettare sempre i diritti”
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Si e’ svolta stamattina a Palazzo Vecchio la conferenza stampa di presentazione della missione italiana della Clean Clothes Campaign (CCC – Campagna Abiti Puliti) sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici che producono il lusso italiano in Turchia. Ornella De Zordo di Unaltracitta’/Unaltromondo ha introdotto le protagoniste della lotta Emine Arslan e Nuran Gulenc e le attiviste Bilge Seckin e Deborah Lucchetti della sezione italiana della Campagna Abiti Puliti. Per Ornella De Zordo: «La crisi economica che coinvolge anche le imprese nazionali non deve far perdere di vista la dignita’ del lavoro nella filiera produttiva, in Italia come all’estero. I diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del Sud del mondo devono essere garantiti, a maggior ragione quando il costo alla produzione di una borsa e’ tra i 10 e i 20 euro e poi viene rivenduta a cifre anche di 2.000 euro».

LA STORIA
44 persone della DESA, azienda turca che produce prodotti di lusso per il mercato europeo, tra cui l’aretina PRADA, sono state licenziate dopo essersi iscritte al sindacato DERI IS per cambiare le proprie condizioni di lavoro in fabbrica, dati i bassissimi salari, gli orari di lavoro eccessivi e le precarie condizioni di igiene come l’assenza di servizi igienici e di acqua potabile. Avere un sindacato e’  un diritto non un lusso e i lavoratori hanno diritto ad un salario dignitoso. PRADA e tutte le imprese committenti hanno la responsabilita’ di assicurarsi che i diritti dei lavoratori siano rispettati in tutta la filiera produttiva.

PRADA aveva dichiarato in una lettera alla Campagna Abiti Puliti che “qualora emergessero prove di violazioni di normative giuslavoristiche, comprovate dalle autorità turche” sarebbe stata pronta a prendere le misure necessarie. Il tribunale turco ha gia’ emesso una sentenza che conferma le discriminazioni sindacali e ha ordinato l’immediato reintegro di Emine e di altri 7 lavoratori. Ma nessuna misura e’ stata intrapresa da PRADA per indurre la DESA a rispettare la legge e le convenzioni internazionali.

LE RICHIESTE DELLE LAVORATRICI

Le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici alla direzione della DESA sostenute dalla CCC:
- Riassumere immediatamente e incondizionatamente tutti i lavoratori nella stessa posizione precedentemente occupata e assicurare che gli vengano corrisposti i salari per il periodo di forzato licenziamento
- Fornire ad ogni lavoratore una dichiarazione scritta in cui si dichiara che essi sono liberi di associarsi ad una sindacato di loro scelta.
- Sviluppare adeguate procedure disciplinari e di denuncia.
- Riconoscere il sindacato Deri Is come legittimo rappresentante dei suoi iscritti e assicurare ai lavoratori la libera iscrizione a sindacati indipendenti.

LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul vero prezzo del lusso, la Campagna Abiti Puliti, sezione italiana della CCC, ha portato in Italia la delegazione di sindacaliste turche protagoniste della lotta che da quasi un anno stanno conducendo insieme a molte altre donne e uomini della DESA per rivendicare il diritto fondamentale sancito dalle convenzioni internazionali alla libera associazione sindacale.

Il 7 marzo 2009 la Clean Clothes Campaign insieme al sindacato turco DERI IS organizzeranno una giornata di mobilitazione internazionale nei confronti di PRADA per denunciare la situazione di continua repressione del diritto dei lavoratori e delle lavoratrici della DESA, sua azienda fornitrice, ad organizzarsi in un sindacato libero. Le mobilitazioni avverranno contemporaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Instanbul.

GLI INCONTRI TOSCANI
Oggi Emine Arslan e Nuran Gulenc insieme alla Campagna Abiti Puliti hanno incontrato a Firenze la Commissione Etica Regionale della Regione Toscana, per portare all’attenzione dell’organismo regionale il caso di violazione tuttora in corso. Per Deborah Lucchetti, portavoce della campagna: «Si e’ trattato di un incontro necessario e importante, per mettere a conoscenza della vicenda PRADA in Turchia chi si impegna per un’etica della produzione in Toscana. Adesso ci aspettiamo un impegno concreto della CER nei confronti della proprietà di PRADA.»

Domani, 6 marzo, la stessa delegazione incontrera’  il coordinamento delle RSU di PRADA ad Arezzo in un incontro organizzato dalle tre organizzazioni dei sindacati tessili italiani, Filtea-CGIL, Femca-CISL, Uilta-UIL, dall’inizio mobilitati in sostegno alla campagna internazionale.

LA CAMPAGNA ABITI PULITI

La Clean Clothes Campaign (CCC) opera da piu’ di 15 anni per il miglioramento delle condizioni e il rafforzamento dei lavoratori nell’industria tessile globale. E’ composta da coalizioni nazionali in 12 paesi europei con un network di 250 organizzazioni in tutto il mondo.
In Italia e’ promossa da Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Coordinamento Nord/Sud, FAIR e Manitese con l’adesione di AltraQualita’, Assobotteghe, Ctm-Altromercato, Fondazione Cuturale Responsabilita’ Etica, Gas Birulo’, LiberoMondo e Rete Radie Resch

Maggiori informazioni

Deborah Lucchetti 338/1498490
www.abitipuliti.org www.cleanclothes.org

Lo Sciopero e’ un diritto

Friday, February 27th, 2009

sciopero

L’attacco del governo e dei sindacati come uil cisl e ugl, al diritto di sciopero, va pari passo con tutti gli altri decreti passati in questi ultimi tempi. L’attacco e’ chiaro nel momento del fallimento del modello neoliberista, gli stessi fautori neoliberali, si trasformano in quello che realmente sono: fascisti.

Oltre a dare i soldi alle banche e alle grandi industrie che producono fuori dall’Italia con gli incentivi statali, viene colpito un diritto fondamentale dei lavoratori. Non si vuole che la gente protesti o che faccia valere le proprie ragioni. La scusa che e’ limitato al settore trasporti, non convince, perche’ anche loro sono lavoratori, che hanno a che fare con la crisi e con aziende gestite in maiera vecchia e neoliberale. Poi, creato il consenso si applichera’ anche agli altri settori, questo e’ certo, e futuribile. In un momento in cui i lavoratori perdono o rischiano il posto di lavoro e la sussistenza,  questo e’ solo un attacco alle fasce piu’ deboli, che si propone di far accettare o meglio imporre regole diverse che vanno a discapito del lavoratore e a favore della grande impresa. Da sottolineare la complicita’ dei sindacati uil, cisl, e ugl, legati al governo e ai poteri forti, che in qusti anni hanno appoggiato qualsiasi schifezza, peggiorando le condizioni dei lavoratori e del lavoro.

La cigl in questo momento e’ in forte crisi  spiazzata dagli altri sindacati, e dalla politica fatta in questi anni che non ha mai messo in discussione il sistema neoliberale, contribuendo anche loro all’abbassamento della qualita’ del lavoro. Sono rimasti  i sindacati di base (qui la posizione del sindacato rdb-cub), che verranno schiacciati dai limiti imposti da queste nuove leggi.

Per uscire da questo momento difficile sarebbe necessario che gli investimenti Pubblici di aiuto per fronteggiare il crollo capitalistico, vadano a sviluppare nelle aziende la compartecipazione dei lavoratori, e quindi la produzione in Italia. Ad esempio se lo Stato mette i soldi per vendere le macchine, questi soldi devono rientrare ai lavoratori italiani non alla Fiat che produce auto in Polonia, Brasile e Cina, (Paesi tra l’altro che non hanno rappresentanza e diritti sindacali come avevamo noi). E questo lo puoi fare solo incentivando la compartecipazione dei lavoratori nella direzione dell’impresa, creando un altro sistema umano che rimpiazzi il crollo di questo mostro.

Gisby

I migranti si ribellano

Monday, January 26th, 2009

stop-razzismo manifestazione del 4 ottobreE’ successo sia a Lampedusa che a Massa Carrara, i migranti si ribellano, alla condizione disumana in cui gli tocca vivere nei centri di detenzione,  colpevoli di cercare una via d’uscita alla miseria e alle guerre. Persone che sono nel campo profughi di Massa, Eritrei e Somali scappati dalla guerra nei loro paesi, da mesi aspettano di essere accolti come rifugiati, picchiati dalla Polizia perche’ non avevano il permesso di manifestare. Assurdo. A Lampedusa, la condizione disumana in cui devono stare, in  molti di piu’ della capienza del “Lager”, ha convinto anche i cittadini del posto, che quel Centro non e’ un posto accogliente ma un “lager”. Berlusconi starnazza, che sono usciti per farsi una birra, mentre il Pd cerca di accordarsi con la Lega rispetto a varie questioni senza commento alcuno sulla vicenda.

L’unica possibilita’ e’ l’accoglienza dei migranti con riconoscimento  di residenza, portarli nella luce della tanto decantata legalita’. Il popolo italiano deve prendere coscenza di questo, o ci sono diritti per tutti o non ce ne saranno per nessuno. Inutili gli appelli alla sicurezza, o c’e’ sicurezza di vita per tutti, o  non c’e’ sicurezza per nessuno.

Si vuol fare credere che piu’ controllo, aumenta la sicurezza, cosi’ la Gelmini con la sua proposta di sms ai genitori di chi fa forca, sega, marina la scuola, vuol mettere le nuove generazioni sempre piu’ sotto controllo. Ecco le proposte per il popolo italiano, come se marinare la scuola ha prodotto il disastro del sistema attuale.

Tutte decisioni che vanno al contrario della speranza dei popoli, che sembra esserci in questo momento.

Non c’e’ alternativa, al decadimento attuale del sistema, se non l’apertura agli altri e la difesa dei diritti cominciando dai piu’ deboli, gli immigrati.

Gisby

Martedi’ 20. Insieme ad Ornella De Zordo Per un’altra citta’, un futuro diverso per Firenze

Monday, January 19th, 2009

Ornella De Zordo e Antonio Berti

Al cinema Spazio Uno in via del Sole 10, inizio ore 21.00

Difesa e espansione dei diritti della persona a partire dai valori costituzionali, tutela dei bene comuni e dell’ambiente, gestione pubblica dei servizi locali, rifiuto dell’urbanistica contrattata, cultura come strumento di cambiamento.

Dopo la voragine morale aperta dallo scandalo di Castello, dopo il fallimento dell’amministrazione di centro sinistra, contro l’antipolitica e il rischio di uno sbandamento a destra, Firenze ha bisogno di una proposta politica alternativa, fondata sulle migliori esperienze e competenze maturate in questi anni sul territorio.

Ritroviamoci per costruire insieme un progetto politico che si concretizzera’ in una lista per le prossime elezioni comunali.

Programma della serata

Presentano Chiara Brilli e Daria Morandi

- Introduzione di Ornella De Zordo “Da Unaltracitta’/Unaltromondo a per Un’altra citta’

- Giorgio Pizziolo su “Questione morale, beni comuni, grande crisi

- Lorenzo Guadagnucci e Camilla Lattanzi su “Per una nuova economia urbana

- Antonio Berti su “La citta’ dei diritti

- Maurizio Paoli su “La Cultura come strumento di cambiamento

- Silvia Gabbrielli e Stefano Cecchi su “Servizi pubblici e macchina comunale

- Tiziano Cardosi su “La mobilita’ utile

- Antonio Fiorentino su “Dopo il disastro, l’urbanistica al servizio dei cittadini

Riferimenti alla Costituzione accompagneranno tutti gli interventi
a cura di Roberta Anguillesi e Marco Ottanelli

Una breve lettura teatrale di Saverio Tommasi, autore e attore

Interventi dal pubblico

Chiusura di Ornella De Zordo

Info:
http://www.perunaltracitta.org
info@perunaltracitta.org

www.elezionicomunalifirenze.org