
PIAZZA APERTA AL DIALOGO CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO
15 aprile 2009: due aggressioni razziste, particolarmente brutali, a Roma e Torino.
A Roma, nella notte fra domenica e lunedi’, un ventenne italiano ha spaccato una bottiglia in testa ad un senegalese di trent’anni, cavandogli un occhio. L’episodio e’ avvenuto di fronte a un bar di via Mussomeli, di fronte a vari testimoni. L’aggressore ha gridato alla vittima “Negro di merda,” prima di colpirlo. Quando i carabinieri sono sopraggiunti per arrestarlo, il giovane ha sorriso loro con orgoglio, confermando di essere l’autore della violenza.
A Torino una donna italo-somala di 39 anni e’ stata colpita a bastonate da un settantenne italiano, che poi le ha rivolto insulti razziali.
Di fronte agli ennesimi episodi di violenza ai danni di cittadini stranieri che sottolineano la misura della gravissima deriva xenofoba che l’Italia sta vivendo ed e’ descritta tra l’altro nelle 25 pagine del rapporto sull’Italia scritto da Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa dopo la sua visita in Italia a meta’ gennaio, Saverio
Ragonesi e Gabriele Palloni,
volontari del Centro delle Culture di Firenze e prossimi candidati nella lista civica “PerUnaltracittà” rafforzano l’invito a partecipare all’evento:
PIAZZA APERTA AL DIALOGO CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO,
in programma Sabato 18 Aprile dalle ore 15:30 alle ore 19:30 a Firenze, in Piazza Indipendenza.
Contro le misure discriminatorie e razziste previste nel “Pacchetto Sicurezza e nel Regolamento della Polizia Municipale di Firenze”.
Per politiche di accoglienza e di convivenza.
Perche’ sostenere i diritti delle e dei migranti e’ sostenere i diritti di tutti!
Il Centro delle Culture promuove questa iniziativa, insieme a molte realta’ associative, sia religiose che laiche, per pochi e semplici motivi:
Il primo e’ perche’ gli immigrati, prima di essere “una parte importante del tessuto economico-produttivo del nostro paese” (come sostengono in molti) sono esseri umani.
Un essere umano ha diritto a soddisfare le sue necessita’, crescere dei figli, sviluppare la sua conoscenza, immaginare e pianificare un futuro, anche se non producesse niente di economico.
Per sempre piu’ persone, tutto questo e’ ogni giorno piu’ difficile. Oggi si tratta di palese violazione dei diritti umani. E con l’aggravante di un certo sadismo istituzionale.
Rifiutiamo assolutamente il concetto di essere umano “clandestino”: indipendentemente dall’etichetta che ci affibbiano i governi, esistono diritti inalienabili che tali governi non difendono, cosicche’ lo fa la gente unita da una sensibilita’, che dice piu’ o meno: “l’altro, venga da dove venga, e’ un essere umano come me”.
Il secondo e’ perche’ crediamo che un qualsiasi essere umano in difficolta’ vada aiutato: perche’ a noi piacerebbe essere aiutati, non lasciati morire a migliaia mentre cerchiamo di raggiungere un paese che speriamo sia migliore del nostro. E non possiamo credere che se solo fossimo nati a poche centinaia di chilometri piu’ a sud, saremmo stati tra quelli che si sarebbero salvati solo se sapevano nuotare.
Il terzo e’ perche’ crediamo che nel dialogo tra le diversita’ umane stia la forza di una societa’ che cerca di salvarsi, uscendo da un periodo veramente buio come questo che ci tocca vivere. Unirci con altre realta’ sensibili rappresenta il tentativo di un passo che diventi una marcia simbolica, una marcia in cui si avanzi nella costruzione di un essere umano e di una societa’ nuovi. Questa non e’ la fine della storia, e’ un momento che va affrontato con coraggio, amore e compassione.
In definitiva, crediamo che l’essere umano, immigrato o no, sia la cosa piu’ importante e che ogni negazione della sua intenzionalita’ sia violenza, un fenomeno tipicamente umano che ci sforziamo di comprendere per poter superare e dare il nostro piccolo contributo nel far avanzare la Storia, quella con la S maiuscola.
Durante la manifestazione raccoglieremo adesioni alla partecipazione nell’organizzazione della Marcia per la Pace e la Nonviolenza, dal 2 Ottobre 2009 al 2 Gennaio 2010, che passerà da Firenze l’11 Novembre prossimo.
PER CONTATTI PER CENTRO DELLE CULTURE DI FIRENZE
Ragonesi Saverio
Cellulare 347 9504123
saverio@etnie.org
Palloni Gabriele
Cellulare: 339.5495116
gabriele@etnie.org


E’ successo sia a Lampedusa che a Massa Carrara, i migranti si ribellano, alla condizione disumana in cui gli tocca vivere nei centri di detenzione, colpevoli di cercare una via d’uscita alla miseria e alle guerre. Persone che sono nel campo profughi di Massa, Eritrei e Somali scappati dalla guerra nei loro paesi, da mesi aspettano di essere accolti come rifugiati, picchiati dalla Polizia perche’ non avevano il permesso di manifestare. Assurdo. A Lampedusa, la condizione disumana in cui devono stare, in molti di piu’ della capienza del “Lager”, ha convinto anche i cittadini del posto, che quel Centro non e’ un posto accogliente ma un “lager”. Berlusconi starnazza, che sono usciti per farsi una birra, mentre il Pd cerca di accordarsi con la Lega rispetto a varie questioni senza commento alcuno sulla vicenda.