Archive for the ‘testimonianze’ Category

la logica del risentito…

Friday, January 18th, 2008

A chi giustifica il suo odio con il fatto che tutti sono contro di lui, bisognerebbe domandargli se non sara’ l’annebbiamento causato dal suo odio a fargli vedere nemici da tutte le parti.

A chi giustifica il suo nichilismo dicendo che tutto va a finire male, bisognerebbe domandargli se non sara’ il pantano della sua impotenza a fargli vedere solamente i problemi e mai le soluzioni.

A chi discrimina gli altri perche’ li considera inferiori, bisognerebbe domandargli se non sara’ che dal piedistallo della sua superbia, non puo’ vedere nient’altro che difetti negli altri.

Lettera ad amiche/i “compagne/i”:

Wednesday, June 13th, 2007

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E cosi, anche se poco convinto, andavo alla Manifestazione “contro” Bush, sapendo ke li avrei trovato l’atmosfera di quei “costruttori”, di quelle belle realta’ ke da anni non si muovono solo per il “contro” o per darsi un contegno di circostanza da contestatario disilluso, indignato e ribelle.
Nonostante i timori e le voci di corridoio mi piaceva tenere dentro le orecchie l’mp3 di Vicenza, del 17 Marzo…
Nonostante le “Manifestazioni” come strumento di lotta non siano mai riuscite a conquistare la mia anima ne’ a sedurre il mio intelletto, consideravo senza pregiudizi ne’ pretese come potessero essere un modo per esprimersi, testimoniare e posizionare un disagio, una proposta, un’organizzazione e una rete crescente di un tessuto sociale che reagiva attivamente alla passivita’ mediatica e alle scandalose bugie di un sistema sociale mostruoso e disumano. Osservavo inoltre che, indipendentemente dall’efficacia di un corteo, indipendentemente dalle motivazioni ideologiche “ufficiali” degli organizzatori, molta gente si riversava li perche’ era un’opportunita’ per incontrarsi, ri-conoscersi, stare insieme condividendo un’esperienza comune.
Nonostante le fragranze di cannaroli alla deriva e slogan ke sembravano provenire piu’ dal pancreas che dalla zona corticale dell’encefalo, non potevo ignorare che una significativa maggioranza di persone stava partecipando con la generosa intuizione o la lucida convinzione che un’altra civilizzazione fosse possibile.
Poi ci sono stati gli scontri e Umanisti di diverse realta’ e citta’, insieme, se ne sono andati via, quasi tutti, ancora prima di raggiungere la Piazza.
La provocazione di 30/50 ragazzi con caschi, fazzoletti e passamontagna dura un’ora. Lanciano bottiglie, sanpietrini, e gadget tipici per queste circostanze. Tra loro e la polizia si schierano manifestanti pacifici, ma anche loro prendono bottigliate da questi ragazzi. Anche i fotografi ricevono sassi e bottiglie. La polizia non reagisce, alcuni di loro sono tentati, ma vengono richiamati; hanno l’ordine di non reagire. Alla fine, dopo un’ora, la carica. Fuggi fuggi su Corso Vittorio per l’effetto a catena che produce. Un ragazzo che non c’entrava nulla finisce all’ospedale in gravi condizioni colpito da una manganellata, non puo’ muovere le gambe.
Tra confuse divagazioni mi riviene in mente Pasolini, quando ancora certe consapevolezze non erano state metabolizzate, a proposito degli scontri di Valle Giulia:

“…Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Universita’) il culo. Io no, amici. Avete facce di figli di papa’. Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!
Perche’ i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non da’ autorita’.
La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc. E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente, e lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese): senza piu’ sorriso, senza piu’ amicizia col mondo, separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali); umiliati dalla perdita della qualita’ di uomini per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare). Hanno vent’anni, la vostra eta’, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia. Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete! I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papa’, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si e’ cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benche’ dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Ecco io mi chiedo: come fare in modo che questa gente, che si infila, si infiltra, si infilza nelle nostre manifestazioni, questa gente rimasta indietro di almeno un trentennio (e per certi versi di almeno 2 secoli), questa gente che trova piacevole conforto nello “scontro”, questi che alla fine sono gli stessi (ideologia o no) che si sentono autorizzati a menare allo stadio o picchiare qualcuno per un avventato sorpasso all’incrocio; come fare in modo, mi chiedo, che si sentano a disagio in queste manifestazioni? Che non si sentano i benvenuti, che non si sentano “parte”, che si sentano pesci fuor d’acqua? Perche’, in qualche modo, queste persone, seppur in dissidio, sentono di appartenere alla stessa parte della barricata delle persone che partecipano pacificamente a questa Manifestazione? Perche’ la Non Violenza non rappresenta La Barricata? Perche’? Perche’ la Non Violenza non e’ abbastanza per definire tale distinzione? Forse perche’ in fondo…violenti o no… “so’ compagni”? E se si: “Compagni de che”? E “de chi”? Perche’ non riesco a convincermi che, per una sostanziosa fetta di sinistra in Italia, la Non Violenza non sia riuscita a conquistare il cuore dei propri militanti? Non sia riuscita a rappresentare, veramente, scavalcando le “dichiarazioni”, una “conditio sine qua non”? E questa tremenda debolezza e debilitazione ideologica (una debolezza storica ed una debilitazione fisiologica) non dovrebbe essere ragione di riflessione?
Perche’, continuo a chiedermi, questo non dovrebbe essere motivo, non di semplice revisionismo, non di formale lifting politico, non di marketing all’inseguimento delle tendenze pacifiste del momento, non di sintonia olfattiva, ma piuttosto di profonda autocritica e necessita’ di ridefinire i paradigmi ideologici, programmatici, metodologici, culturali, di una nuova sinistra? Non sono preoccupati i Compagni e le Compagne che si possa candidamente dire: “ecco, questo e’ un compagno violento”, “ecco questo e’ un compagno non violento” mantenendo abusivamente lo stesso sostantivo per aggettivi tanto diversi?
No, cari compagni, e’ necessario che la non violenza sia il DNA dottrinario di una sinistra con la S maiuscola e non un semplice epifenomeno culturale per gli squisiti palati delle “ale piu’ moderate” o “pacifiste”. E’ necessario colmare (tanto per iniziare con la cosa piu’ semplice) le lacune dottrinarie. In una dottrina con la D altrettanto maiuscola come la S, le grossolanerie del socialismo reale non sarebbero state possibili, non perlomento sotto quelle bandiere! E non si puo’ liquidare tanto facilmente la questione dicendo: Marx non ha mai detto questo, quella e’ una degenerazione del Marxismo se prima non si comprende che la trascendenza di un sistema di pensiero la si pesa in base alle sue conseguenze sociali e che non parlare di violenza non e’ lo stesso che parlare di Non Violenza. Non e’ lo stesso che porre il “disgusto” per ogni forma di violenza come massima aspirazione e priorita’ rispetto alla rivendicazioni puntuali delle classi oppresse.
Forse questa non e’ una medicina per la violenza, ma perlomeno sono vitamine per il dottore. Perche’ io mi preoccuperei davvero tanto se un giorno in nome dell’Umanesimo si collezionassero aggressioni sociali.
E mi chiederei: “dove abbiamo sbagliato?”…
X la sinistra oggi il tema “violenza/non violenza” e’ oggetto di discussione (!!!) tra diverse correnti, cosa che nel Movimento Umanista e’ impensabile giacche’ e’ l’elemento che ci accomuna.
Oggi ci sono signori che ancora distinguono violenza rivoluzionaria da terrorismo e da violenza controrivoluzionaria borghese che ne rappresenterebbe l’antitesi…; ecco io rifletterei molto su questo fatto delle “antitesi”, povero Hegel, poiche’ ogni contrapposizione, ogni antagonismo, e’ legato al suo opposto da un sottile e tenace filo di dipendenza.
Per la sinistra che verra’ non si dovra’ piu’ dire “con violenza o senza?” come dice il gelataio al momento di mettere la panna sul cono; per la sinistra che sta arrivando e che in parte gia’ esiste, la non violenza dovra’ essere il suo tratto somatico di riconoscimento.
Chissa’ cosa aveva in testa quell’esponente del “Partito Comunista dei Lavoratori” in concomitanza degli scontri di ieri, quando diceva: “Rimanete calmi, non andate via, noi non siamo come gli umanisti!”… quel pover’uomo neanche poteva sospettare la profonda verita’ che, senza volerlo, stava pronunciando.

Con tanto affetto
Vostro …compagno… arancione Eracle
10/06/2007

Punta de Vacas 3 maggio 2007

Saturday, May 5th, 2007


Questo e’ uno dei primi video che stanno arrivando da Punta de Vacas. Si riferisce al primo dei 3 giorni di ispirazione spirituale, il 3 maggio. Buona visione!
IMPORTANTE:
In occasione delle giornate a Punta de Vacas ci sono stati dei problemi con la Gendarmeria argentina (accesso al Parco impedito ai veicoli, forzatura dell’ingresso di emergenza da parte della Polizia, comportamento intimidatorio e prepotente, personale armato…)
A seguito degli eventi, chiediamo di inviare una lettera di protesta all’ambasciata italiana in Argentina.
Qui la lettera da inviare all’ambasciatore che descrive i problemi incontrati con la Gendarmeria.

L’email dell’ambasciata in Buenos Aires e’: ambasciata.buenosaires@esteri.it
Il numero di fax dell’ambasciata e’ 0054 11 40112159.

Il giorno del leone alato

Friday, May 4th, 2007


Durata video: 1 minuto ca.

Ieri sono iniziati i giorni dedicati all’ispirazione spirituale. Mentre a Punta de Vacas si inaugurava la Sala a Firenze ci siamo trovati per leggere insieme “Il giorno del Leone Alato”, di cui pubblico un piccolo estratto per captarne la poesia.

“E mentre il canto si moltiplicava in echi lontani, in cielo apparve un punto che si avvicinava velocemente. Tenetor regolo’ lo zoom su quella distanza ed allora vide chiaramente delle ali ed una testa d’aquila, un corpo ed una coda di leone, un volo maestoso da nave, un metallo vivo, un mito e una poesia in movimento che rifletteva i raggi del sole calante. Il canto continuava mentre si delineava la figura alata che allungava le sue forti zampe di leone. Allora si fece silenzio ed il grifone celeste apri l’enorme becco d’avorio per rispondere con un grido che, rotolando per le vallate, ridesto’ le forze del serpente sotterraneo. Alcune pietre alte si sgretolarono sollevando nella caduta nuvole di sabbia e di polvere. Ma tutto si placo’ quando l’animale si poso’ dolcemente a terra.”

DICHIARAZIONE FINALE FORUM UMANISTA DI LISBONA 4/5 NOVEMBRE 2006

Sunday, November 12th, 2006

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La situazione dell’Europa di oggi e’ un disastro:
1. Privatizza la salute e l’educazione, trasformando i diritti di tutti in buoni affari per pochi.
2. Ha convertito l’immigrazione in una nuova forma di schiavitu’, installando l’esclusione e la discriminazione nel seno della societa’.
3. Si e’ fatta complice della folle corsa agli armamenti e della criminale invasione di territori, ammettendo al proprio interno il potere distruttivo nucleare che pone il mondo sull’orlo della catastrofe.
4. Col pretesto di proteggere dal terrorismo, installa meccanismi di controllo progressivo che, nel nome della sicurezza, uccidono la liberta’ della gente.
5. Infine, ha svuotato di contenuto la democrazia sottomettendo la gente alla manipolazione da parte di poteri economici crescenti e dei mezzi di comunicazione al loro servizio.
Da tempo abbiamo detto che se c’e’ un solo modello e questo modello non funziona, c’e’ bisogno di un’uscita di emergenza e abbiamo costruito la via umanista come uscita. Oggi e’ evidente per tutti che questo sistema neoliberista e’ fallito. E’ arrivato il momento di dargli il colpo di grazia e di usare l’uscita di emergenza.
I primi passi devono essere:
1. Smantellare gli arsenali nucleari, come si propone nella campagna per il disarmo nucleare mondiale lanciata da Silo. Questa e’ la massima urgenza del momento attuale.
2. Ritirare immediatamente tutte le truppe europee che stanno invadendo o partecipando all’invasione di territori stranieri.
3. Uscita dei paesi europei dalla NATO e chiusura delle sue basi in territorio europeo.
4. Garantire salute ed educazione gratuite e di qualita’ per tutte le persone che vivono in Europa.
5. Cancellare le leggi sull’immigrazione e chiudere tutti i centri di detenzione. Dare priorita’ a una cooperazione internazionale reale, non soggetta alle leggi del mercato.
6. Cancellare le leggi antiterrorismo.
7. Garantire l’esercizio della democrazia reale attraverso leggi di responsabilita’ politica, la decentralizzazione del potere e il rispetto delle minoranze.
L’Europa raccoglie in se’ la maggior concentrazione di diversita’ del pianeta. Tutte le culture del mondo convivono gia’ sul nostro suolo. Tra di noi si esprimono anche tutti i conflitti di questo mondo. E’ il nostro maggiore problema, la nostra sfida piu’ grande e, allo stesso tempo, e’ anche la nostra piu’ grande possibilita’ di risoluzione e di contributo alla Nazione Umana Universale.
Ogni passo di avvicinamento, ogni momento di comprensione, ogni ponte gettato tra culture, generazioni e credenze e’ parte di questa nuova costruzione, che non solo e’ necessaria per l’Europa, ma che sara’ anche un contributo ispiratore per altri luoghi e altri popoli che hanno necessita’ di avanzare verso la pace.
L’Europa ha bisogno di superare le leggi di mercato per liberare la sua enorme portata di conoscenza, di tecnologia e di risorse e metterla al servizio di tutti gli esseri umani e dei popoli della nostra Terra.
Esiste un movimento sociale nascente, che sta cominciando a prendere coscienza di se stesso. Questo movimento rifiuta la violenza, spinto da un forte impulso morale. Questo impulso morale ha le sue radici in profondi spazi comuni, propizi all’incontro spirituale tra i popoli.
Coloro che governano il nostro continente non possono immaginare un futuro diverso da quello che consente loro la legge di mercato, alla quale restano incatenati. Essi ormai non rappresentano piu’ i popoli d’Europa.
I popoli d’Europa si incontreranno e si esprimeranno in molteplici forum, con la loro crescente diversita’, con i loro fronti d’azione, con le loro campagne e le loro attivita’ che non solo denunciano l’immoralita’ del modello attuale, ma che, anche, propongono questa Europa aperta al futuro, diversa, accogliente, nonviolenta, solidale e ispiratrice.
Noi, partecipanti al Forum Umanista Europeo, prendiamo l’impegno di dare spinta al cambiamento invitando con ogni mezzo alla partecipazione e alla costruzione di questa nuova Europa.

Testimonianza sul Forum Latinoamericano del Senatore della Bolivia, Gaston Cornejo

Wednesday, November 1st, 2006

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Abbiamo gia’ parlato del Forum Latinoamericano di Quito e, tra le altre cose, che vi ha partecipato un senatore del Governo Boliviano di Evo Morales.
Questa e’ la traduzione della parte in cui parla del Forum del rapporto inviato al Governo Boliviano.

“Forum Umanista Internazionale”

Persone di tutte le eta’ e di molteplici organizzazioni di tutta l’America Latina, Nordamerica, Europa, titolari di correnti umaniste si sono dati appuntamento nella citta’ universitaria centrale dell’Ecuador, per discutere temi vitali degli avvenimenti americani e della integrazione dei popoli. Tre giorni di lavoro incessante, di profonda amicizia, conoscenza, apprendimento e affetto espressi da tutti i partecipanti.

SILO
Abbiamo conosciuto personalmente il pernaggio di fondo, il filosofo Mario Luis Rodriguez Cobos, SILO, colui che scrive significativi messaggi umanisti:

“Scoprii, non per mezzo dell’insegnamento, ma attraverso l’esperienza e la meditazione, che non c’e’ senso nella vita se tutto finisce con la morte.”. “Le mie ragioni non sono migliori ne’ peggiori delle ragioni altrui.”. “A volte mi ha estasiato una comunione perfetta con tutto.”. “A volte ho infranto i miei sogni ed ho visto la realta’ in modo nuovo.”. “Non mi meravigliai di trovare tra i popoli antichi la devozione al dio Sole e vidi che, se alcuni di essi adoravano l’astro perche’ dava vita alla loro terra ed alla natura, altri riconoscevano in quel corpo maestoso il simbolo di una realta’ piu’ grande.”. “Rifiuta l’attaccamento ai ricordi.”. “Prendi la Forza dalla citta’ nascosta. Ritorna al mondo della vita densa, con la fronte e le mani luminose.”. “Non credere mai alle menzogne degli avvelenatori della vita quando si riferiscono al sesso come a qualcosa di spregevole. Al contrario in esso esiste bellezza e non a caso e’ in rapporto con i migliori sentimenti dell’amore.”. “Quando incontri una grande forza, allegria e bonta’ nel tuo cuore, e quando ti senti libero e senza contraddizioni, ringrazia immediatamente dentro di te”. “Accetta invece la mia proposta: prendi come modello cio’ che nasce e non cio’ che cammina verso la morte. Salta al di la’ della tua sofferenza ed allora non crescera’ l’abisso, ma la vita che e’ in te.”. “Accetta invece la mia proposta: prendi come modello cio’ che nasce e non cio’ che cammina verso la morte. Salta al di la’ della tua sofferenza ed allora non crescera’ l’abisso, ma la vita che e’ in te.”. “Che il tuo cuore affermi: amo la realta’ che costruisco. Prendi ad esempio la musica. Prendi ad esempio le parole che hanno un significato sociale o religioso.”. “Perche’ se dici: “Abbiamo raggiunto altri pianeti”, devi anche dire: “Abbiamo massacrato e schiavizzato popoli interi, abbiamo riempito le carceri di gente che chiedeva liberta’, abbiamo mentito dall’alba al tramonto… abbiamo falsificato il nostro pensiero, il nostro sentimento, la nostra azione. Abbiamo attentato alla vita ad ogni nostro passo perche’ abbiamo creato sofferenza”.”Cavaliere che vai a cavallo del tempo, che cos’e’ il tuo corpo se non il tempo stesso?”. “Non compirai la tua missione se non userai le tue forze per vincere il dolore e la sofferenza in coloro che ti circondano. E se riuscirai a far si che essi, a loro volta, intraprendano il compito di umanizzare il mondo, il loro destino si aprira’ e per loro iniziera’ una vita nuova.”. “Non posso chiederti di andare oltre; ma non deve sembrarti irriverente questa mia affermazione: “Ama la realta’ che costruisci e neanche la morte fermera’ il tuo volo!”.

Cosi dice SILO nei suoi messaggi profondi di umanesimo poetico. Umanizzare la Terra e’ il suo scopo e verso questo orizzonte luminoso invitiamo a lavorare tutti: per la patria, per l’america e per tutto il mondo.
In una intervista speciale ci identifichiamo nel sentire americano e nella spiritualita’ comune che nutre il cuore. Ci siamo dati un grande abbraccio.

TOMAS HIRSCH
Altro gran personaggio tra tanti e’ stato reincontrare Tomas Hirsch, il politico umanista cileno per eccellenza. Con lui abbiamo programmato un incontro con il vertice alternativo dei presidenti a Cochabamba e futuri incontri per costruire le vera integrazione tra Cile e Bolivia.

Abbiamo costruito relazioni con una serie infinita di esseri umani straordinari. Ora abbiamo amici e fratelli in comune, tra cui risaltano: Jose’ Salcedo, Raul Baca Guevara, Giomar Bastidas de Ecuador, Lia Mendez, Roberto Mendoza y Maria del Rosario Aiello de Argentina; Hernan Otoniel Fernandez de Colombia; Manuel Gonzales. Mariluz Guillen de Venezuela; Raul Mercado, Maria Lohman, Jose’ Guzman, Bladimir Machicao Gome Sergio Larrea Z, de Bolivia; Ademas de Tomas Hirsch, su esposa Juanita Vergara y su hija dirigente estudiantil, Dario Ergas, Fernando Ortiz Silva, Mario Aguilar, Gloria Mujica, Efren Osorio, Jorge Huidobro de Chile; Rafael de la Rubia, Ignacio Martinez de Espana. Diego Ribadeneira, el Viceministro de Relaciones Exteriores y Monsenor Giacomo Ottonello, Nuncio Apostolico en Ecuador. Un sinnumero de personalidades relevantes. Alexandre Sammogini de Brasil; Estela Rodriguez Ghiara de Malaga; Mauricio Tejada del Salvador; Nicole M.H. de Estados Unidos.

Abbiamo presentato l’infomativo critico “Nove mesi di Governo di Evo Morales in Bolivia” e presentato “Uno sguardo del Sud sull’America Latina”, dell’autrice Maria Lohman, con un risultato magnifico.

Beh, consiglio a tutti di leggersi Umanizzare la Terra, ricordando a chi ancora non lo sapesse che fra 3 giorni iniziera’ il Forum Umanista Regionale Europeo a Lisbona.

Un abbraccio per tutti…e le raccolte firme…

Tuesday, October 17th, 2006

Beh…io oggi distribuiro’ un sacco di abbracci…
Questo video troppo tenero mi ha fatto riflettere (oltre che voglio aumentare il numero dei miei abbracci quotidiani) sulla efficacia di uno strumento di democrazia: la raccolta firme. Per amplificare la nostra voce e’ il primo strumento…
A proposito voglio ricordare che ogni Comune ha nello Statuto l’obbligatorieta’ di riferire del proprio operato su specifiche questioni al raggiungimento di un numero di firme dei residenti. Per esempio a Firenze e’ 250…
Beh…io oggi distribuiro’ un sacco di abbracci…iniziando virtualmente da voi tutti!

Dallo Statuto del Comune di Firenze:

“art. 99
(Proposte e petizioni)

1. Duecentocinquanta soggetti titolari del diritto di iniziativa e di partecipazione possono, con atto scritto e sottoscritto, esporre problemi e chiedere al Sindaco l’adozione di provvedimenti, ovvero presentare al Sindaco od al Consiglio comunale proposte di adozioni di provvedimenti. Le petizioni e le proposte devono indicare tre sottoscrittori che possono essere uditi dal Sindaco o dagli organi collegiali competenti.
2. Il regolamento del Consiglio comunale e degli altri organi istituzionali stabilisce le modalita’ di sottoscrizione ed i criteri di esame delle petizioni e delle proposte prevedendo comunque, entro 45 giorni dalla presentazione, una risposta motivata in cui si da’ atto degli atti consequenziali assunti ovvero dell’impossibilita’ a provvedere.
3. Il Comune garantisce un adeguato supporto ai soggetti proponenti, anche ai fini della loro predisposizione.

Piu’ sotto dice che da 5000 a 7500 persone possono chiedere una consultazione e che 10000 persone possono far indire un referendum consultivo.”

Amir e’ libero! Firenze, ore 24.00 del 29 settembre 2006

Saturday, September 30th, 2006


Le immagini spiegano meglio di tante parole l’infinita emozione e gioia di rivedere Amir dopo 25 giorni di attesa, di lotta, di giorni e notti di lavoro in equipe. Ora godiamoci questa stupenda sensazione di gioia, liberta’ e futuro aperto…prendiamo nuove energie…e stiamo tutti uniti e in contatto…insieme si puo’!

Qui ci sono un po’ di foto di Amir appena uscito dal Corelli.

Continua la raccolta firme per Amir, da tutta Italia e non solo!

Tuesday, September 26th, 2006

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Ieri Niccolo’, responsabile del Centro delle Culture di Arezzo e della campagna “NO AI C.P.T.” ha ricevuto una mail che fotografa come le nostre azioni si possano moltiplicare e come la solidarieta’ sia un sentimento vivo e vegeto. A me si apre il cuore e viene molta forza a leggere cose cosi…volevo condividerlo con voi :)

“Salve
siamo dei/lle Giovani Comunisti del Circolo Impastato di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso. Abbiamo raccolto a Vasto (CH) 80 firme per la liberazione Amir… ve le mandiamo cosi potete aggiungerle alle vostre. So che il risultato e’ piuttosto magro, ma la pioggia non ci ha permesso di fare di meglio.

Abbiamo scannerizzato i moduli di raccolta firme e li abbiamo uploaddati
in rete… ecco gli indirizzi..”….

Ieri ho potuto riabbracciare Amir…NO AI C.P.T.

Monday, September 18th, 2006

Arezzo 16/09/06
Ieri ho potuto riabbracciare Amir…NO AI C.P.T.
E’ stata una bella emozione. Il mio corpo, il mio cuore e la mia mente erano completamente in “tilt”. Rivederlo dopo tutto il trascorso degli ultimi giorni e trovarci li,in quel luogo assurdo, dentro una stanza vuota sotto gli sguardi di chi ha buttato nel cesso le chiavi della propria anima nascondendosi dietro una divisa…mi e’ sembrato tutto cosi’ irreale.
Un pomeriggio la nostra Titti scrisse su un pezzo di carta: “la realta’ e’ quella che tu decidi di viverti”
Ecco, ieri ho sentito nuovamente con forza la realta’ che stiamo scegliendo e costruendo ogni giorno.
E’ stato molto bello lasciarsi andare in un lungo abbraccio (dovevo portargliene qualche migliaio!)
In quel momento ho sentito chiaramente Amir abbandonarsi finalmente tra le braccia di un amica.
Siamo arrivati al Cpt alle 15.30 circa (l’orario delle visite e’ dalle 15 alle 18). Ero con Maria (l’avvocato) e Carlo.
Maria ed io eravamo autorizzate ad entrare, Carlo invece avrebbe potuto solo consegnare la valigia con i vestiti di Amir, e anche qui si apre un punto di domanda a cui nessun poliziotto ha saputo rispondere con chiarezza: Perché nonostante il numeroso elenco di persone che hanno fatto richiesta di poter vedere Amir più di una settimana fa ad oggi solo 2 di noi hanno l’autorizzazione? In base a quale criterio?
E’ molto peggio di una galera.
Appena ci hanno visto entrare nella stanza in cui ci si registra per le visite (posta tra le mura della recinzione esterna) un commento di traverso e a brutto muso di un poliziotto sul numero esagerato di persone in visita (eravamo 3!), porta l’avvocato Maria a puntualizzare che lei, essendo il legale, ha il diritto ad entrare insieme alla sottoscritta autorizzata. Il poliziotto si è chetato subito.
Questa è stata la nostra “accoglienza” all’ingresso.
Dopodiché abbiamo consegnato i documenti d’identità e svuotato la valigia con i vestiti e gli oggetti personali di Amir, permettendogli di esaminare ogni singolo indumento.
Le creme per il corpo, il gel e il profumo non li hanno fatti passare perché non si vedeva il contenuto: “dobbiamo tutelare i nostri ospiti” ci risponde uno dei poliziotti.
Tiro fuori un vassoio con un dolce fatto da un amica per Amir, chiedendo se lo avrei potuto portare:
“No i cibi non sigillati non possono entrare, in teoria quel dolce potrebbe essere avvelenato e noi siamo responsabili della salute dei nostri OSPITI,faccia conto che dobbiamo proteggere e tutelare dei bambini”
“Che trattamento a dei bambini!” ho pensato dentro di me.
La risposta di quel poliziotto senza sorriso è la sintesi della piena contraddizione in cui si trova questo sistema violento e disumano insieme a tutti i suoi burattini.

Io e Maria entriamo. Vi risparmio i dettagli ma vi assicuro che l’atmosfera che ci circondava era tremendamente ostile. Molto peggio di una galera.
Attraversiamo un atrio pieno di poliziotti stravaccati e ci conducono dentro una stanzetta con un tavolo e delle sedie.
Io e Maria appoggiamo i documenti e le borse sul tavolo e ci mettiamo in piedi vicino alla soglia della porta aperta ad aspettare l’arrivo di Amir. Davanti a noi fuori dalla stanza un gruppo di 5 o 6 poliziotti ci fanno da sentinelle!
Intanto Maria mi dice delle cose e alla mia esclamazione “..prendo appunti su tutto!” ci si avvicina una “sentinella” e ci ORDINA di metterci a sedere.
Maria puntualizza che lei è il legale del ragazzo e il poliziotto si rimette a cuccia.
E’ evidente che non vogliono far vedere o sentire cose che potrebbero essere scomode.
Dopo poco arriva Amir, ci abbracciamo, e ci mettiamo subito a vedere dei documenti importanti con l’avvocato.
Dopo circa 20 minuti il legale decide di andarsene per terminare delle cose in ufficio. Sarei rimasta io a finire di tradurre i documenti con Amir..
Appena l’avvocato fa per andarsene uno dei poliziotti sentinella si alza bruscamente e rivolgendosi a me mi invita ad andare via.
Maria gli spiega che io avrei continuato a vedere dei materiali importanti col ragazzo per il processo di giovedì prossimo.
Insomma grazie alla sua insistenza l’avvocato è riuscito a ottenere che io rimanessi altri 20 minuti (che mi spettavano di diritto!!).
Appena il legale esce riprendono a rompermi le palle “invitandomi” ad uscire.
Con la politica del rimandare (in questi casi serve!) sono riuscita a stare un’altra mezz’oretta abbondante.
Tutto ciò che è sentimento, tutto ciò che è umano li dentro viene completamente schiacciato.
Nella struttura dove stanno i detenuti non c’è polizia, c’è la croce rossa che fa finta di sorvegliare.
C’è un clima di violenza continua e non c’è controllo.
Qui mi torna in mente l’affermazione del poliziotto all’ingresso “..bisogna trattarli e proteggerli
come bambini..”
Si vede.
Dentro non ci sono solo persone che come Amir non sono riuscite a regolarizzarsi, diciamo che c’è un po’ di tutto, per di più senza un reale controllo continuo. Per cui potete immaginare…
Amir vive in continua tensione, è un posto pericoloso e violento da tutti i punti di vista, in più la Croce rossa è li solo da comparsa.
Il cibo che distribuiscono è sempre alle soglie della scadenza.
Questa è la descrizione di un posto in cui si parla di “tutela” e “protezione”.
Io denuncio tutto questo! Denuncio ogni singolo individuo che permette l’esistenza di questi lager, denuncio il silenzio omertoso di chi nasconde, denuncio chi non prende posizione davanti a uno spettacolo cosi aberrante, denuncio chi mette la burocrazia sopra una vita umana, denuncio questo sistema violento e repressivo, denuncio chi si nasconde dietro una divisa, dietro un titolo, dietro lo sporco potere per schiacciare vite umane!
Denuncio chi fa discorsi ipocriti e parla di diritti, denuncio chi fa finta di rappresentare le buone intenzioni della gente, denuncio chi non vede altro che le pareti di casa sua.
Amir non si è buttato giù, ha la speranza di vedersi riconosciuti dei diritti, sta facendo cose interessanti con i pochi detenuti con cui a fatica è riuscito a mettere relazione, sta raccontando loro cosa stiamo facendo e che tutto questo non si fermerà solo ad Amir.
Prima di salutarmi dice:
“Questa esperienza la porterò nel mondo come testimonianza per continuare la lotta e per aiutare chi ha bisogno”
Amir anche in questo non sarà solo.
Un ringraziamento dal cuore anche a Maria.

Helen.