Archive for the ‘punti di vista’ Category

L’informazione diretta, il Bengalese aggredito dai vv.uu. di Termoli

Thursday, August 28th, 2008

Qualche giorno fa’ a Termoli, un bengalese e’ stato maltrattato dai vigili urbani, ma la gente che ha assistito alla scena ha fotografato tutto e ripreso con i telefonini. E’ scoppiato il caso, che e’ stato per qualche giorno al centro dell’attenzione. Oggi sui grandi quotidiani, sono apparsi degli articoli in cui sembra  che l’aggredito smentisse il fatto di  essere stato aggredito, ma anzi. Dico la verita’ sono stato sorpreso, ho ceduto alla versione data sui giornali. Coincidenza vuole che un mio amico Alfredo nato a Termoli, mi manda un sms, scrivendomi - Visto che e’ successo a Termoli ? - Gli rispondo di farmi sapere, subito la risposta con un altro sms mi dice di andare su questo sito www.primonumero.it e su questo sito di informazione di Termoli trovo tutta un’altra versione, molto piu’ plausibile che vi invito a leggere, dove ci sono anche le foto dell’aggressione.

Morale, quando si puo’ e’ meglio avere informazioni dirette da chi magari vive vicino alla situazione, meglio sempre cercare informazione alternativa ai mezzi piu’ diffusi e quanto e’ importante il lavoro di queste persone che fanno informazione alternativa.

Gisby

il sito ufficiale della marcia mondiale per la pace e la non violenza

Wednesday, August 27th, 2008

E’ stato un mese questo di agosto, scandito dalle vacanze, ma purtroppo la violenza non si e’ fermata, anzi. Proprio durante i giochi olimpici, che un tempo imponevano una tregua dei conflitti, e’ scoppiata una nuova guerra tra la Georgia e la Russia. La tensione internazionale e’ aumentata in modo brusco con la contrapposizione della Russia agli Stati Uniti e alla Nato. La Corea del Nord ha minacciato di proseguire l’arricchimento del plutonio, perche’ gli Usa non hanno mantenuto la promessa fatta di togliere la Corea dall’elenco degli stati canaglia. La Signorina Rice ha firmato con la Polonia, l’accordo di mettere i missili intercettori nel Paese di Solidarnosc. In Afghanistan e in Iraq la guerra continua massacrando migliaglia di persone. Un piccolo e povero Paese come la Bolivia si trova in una situazione difficile perche’ la maggioranza della popolazione ha deciso di stare con il loro presidente Evo Morales, che ha iniziato un processo nonviolento di restribuzione delle ricchezze verso i piu’ poveri, cosa che non ha trovato daccordo i ceti ricchi prevalentemente di origine creola europea, che con l’aiuto degli Stati che hanno interessi nello sfruttamento delle risorse della Bolivia, Stati uniti e Paesi Europei come Spagna e anche l’Italia, si oppongono anche con mezzi violenti alla maggioranza del popolo. La violenza verso gli immigrati aumenta, lasciando morire centinaia di persone nei mari che portano all’Europa. Negli Stati Uniti un gruppo di Neonazisti razzisti armati di tutto punto, sono stati fermati poco prima di attentare a quello che potrebbe essere il primo presidente nero degli Stati Uniti, mentre centinaia di manifestanti pacifisti e nonviolenti venivano caricati e arrestati dalla Polizia a Denver sempre negli Stati Uniti. In India scoppia la violenza contro i Cristiani da parte di fondamentalisti Indu’, aumentando il rischio di scontri religiosi. Se ci guardiamo intorno la violenza aumenta in tutti i campi del fare umano fino ad arrivare ad ognuno di noi.

Non sembra che ci siano molte vie d’uscita a queste assurdita’, ma sembra che si stia anche promuovendo una coscienza della nonviolenza, come comportamento di vita. C’e’ bisogno, oggi piu’ che mai, che questa coscienza della nonviolenza diventi una forza che contamini gli animi e i cuori di chi si sente perduto nell’assurdita’ di questo mondo. C’e’ bisogno di creare la coscienza della nonviolenza, che bisogna uscire da questo vortice pericoloso dove ci siamo infilati. C’e’ bisogno di creare una coscienza che elevi le aspirazione dell’essere umano oltre, cioò che crea morte distruzione e sofferenza.

L’organizzazione della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e’ partita, c’e’ bisogno dell’aiuto di tutti. C’e’ bisogno di partecipazione da parte delle coscienze di ognuno di noi. Nel sito ufficiale, da poco finito, ci si puo’ iscrivere a partecipare come meglio uno puo’. Dalla partecipazione a un pezzo della marcia, alla diffusione, al sostegno economico, dall’adesione come citta’, organizzazione, partito politico, scuole, universita’ ecc. Per ora e’ solo in spagnolo ma presto verra’ fatto in altre lingue. Iscriviti e visita il sito

www.marchamundial.org

altrimenti manda un commento a questo articolo e verrai contattato.

Gisby

AGOSTO TEMPO DI VACANZA

Monday, August 4th, 2008

Siamo ad Agosto tempo di vacanza, anche noi andiamo un po’ in vacanza, come tutti gli anni organizziamo un campeggio dove ci troviamo tra amici e ci ricarichiamo per rincominciare le nostre attivita’. Ci incontriamo per una ventina di giorni con amici di varie parte d’Italia con cui condividiamo le nostre esperienze. Per cui anche questo sito non avra’ aggiornamenti per qualche giorno. Quando torniamo avremo tanto da fare, per cui se vi volete avvantaggiare gli avvenimenti piu’ importanti saranno IL FORUM UMANISTA EUROPEO, e LA MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NON VIOLENZA, qui potete vedere una video intervista fatta a Barcellona a Rafael De La Rubia ideatore della Marcia Mondiale, e’ un po’ lungo ma ne vale la pena

Vi auguriamo buone vacanze per chi le fa’ e un buon agosto anche a chi non ne fa’.

Gisby

AMPLIAMENTO BASE DAL MOLIN, IL POPOLO SOVRANO

Tuesday, July 29th, 2008

Il Consiglio di Stato non ha ammesso il ricorso di alcune associazioni, contro l’ampliamento della base militare Dal Molin di Vicenza. La costituzione italiana indica il Popolo come sovrano, ma lo Stato in caso di basi militati (e altro) non lo vuole prendere n considerazione. Nella sentenza si dice infatti che ” Non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva competenza dello Stato, la consultazione della popolazione interessata -e’ detto in una nota- ne’ tanto meno essa e’ prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995; tale consultazione e’ stata soltanto ipotizzata nelle dichiarazioni del Ministro della Difesa pro tempore in sede parlamentare “. Hanno paura di consultare direttamente i cittadini sulle decisioni che piovono dall’alto, il vero federalismo e’ la consultazione diretta . Se il Popolo e’ sovrano lo deve essere sempre, non una volta ogni cinque anni.

Gisby

Per piu’ informazioni NO DAL MOLIN

PRECARI A VITA

Monday, July 28th, 2008

Con il nuovo decreto che non obbliga i datori di lavoro ad assumere i lavoratori precari, che secondo la legge ne hanno diritto, abbiamo fatto un altro passo verso la cancellazione del diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. Questo nuovo decreto violento del governo, va verso la direzione intrapresa da anni di cancellare i diritti fondamentali delle persone. Aumentera’ l’insicurezza del futuro, di milioni di persone che lavorano per il proprio sostentamento e magari della propria famiglia, aumentando il potere decisionale delle grandi imprese che a guardare bene, sono le uniche che ci guadagnano. Non sono le piccole e medie imprese, che secondo me avrebbero piu’ bisogno di avere i lavoratori come compartecipatori dell’azienda piuttosto che lavoratori in bilico.

Nell’anno in cui ci sono state decine di vittime del lavoro, con questo decreto si rende ancora piu’ insicura la vita nei posti di lavoro, proprio perche’ l’insicurezza di avere uno stipendio a fine mese, costringera’ a non denunciare situazioni di pericolo per la paura di perdere lo stipendio.

Ci vogliono precari a vita, cosi’ ci controllano meglio nel disastro che stanno producendo.

Mentre loro se la spassano sulle grandi barche di grossi imprenditori e personaggi dell’alta finanzia, a farci compagnia ci mandano la Polizia e l’Esercito, che sorveglieranno Noi piu’ che i muri delle nostre citta’. Cosi’ saranno pronti, in caso che qualcuno vada fuori lo schema da loro stabilito, ad usare le forze armate per difendere il Grande Capitale Speculativo, che nel frattempo studiera’ altre mosse da far passare come leggi e decreti dai nostri politici.

Gisby

Gia’ fatto, le prossime impronte digitali sono le nostre…

Wednesday, July 16th, 2008

Grandiosi, si sono messi daccordo, con l’appoggio dell’opposizione (opposizione? a cosa?) il governo ha emanato un decreto legge che ci schedera’ tutti con le impronte digitali. Falsi! per come dicono loro , zittire le polemiche sulla legge, di ricordo fascista, che imponeva la schedatura dei piccoli Rom, adesso le prendono a tutti. Si’ con questo decreto legge bipartisan, dal 2010 verranno prese le impronte digitali a tutti.

Certo non costano niente un po’ di inchiostro cosa vuoi che costi, ma intanto ci mettono tutti sotto controllo, aumenta la sensazione del controllo. Non solo mentre tagliano i fondi per tutto quello che e’ sociale, sanita’ e istruzione verranno messe al collasso ancora piu’ , la discussione ancora viene portata su questa favola della sicurezza. Io di una cosa sono sicuro CI STANNO FREGANDO! E da un po’ che ne sono SICURO.

Non c’ e’ sicurezza dove non ci sono pari opportunita’ per tutti, dove la vita diventa una lotta. Uno stato dove la tortura non è reato è forse un Paese sicuro? Chiedetelo a quei ragazzi picchiati, privati della dignita’ nella caserma di Bolzaneto. Gli accusati dei maltrattamenti, sono stati condannati, e non tutti, a una condanna, inferiore ai tre anni, e con l’indulto sara’ come non fosse successo nulla. Ma il ministro dell’interno di allora, se e’ successo qualcosa, e la sentenza ammette questo, perche’ non e’ stato indagato?

Questo sistema e’ violento, perde credibilita’ e diventa sempre piu’ violento.

Nel 2010 forse avranno le mie impronte, ma ci sara’ un Movimento nonviolento che si mettera’ in Marcia da tutto il mondo per un luogo sulle montagne del Sud America, li’ sulla cordigliera’ delle Ande, per ricordare che

La violenza ha perso la guerra, giacche’ non si potra’ più imporre con la violenza una pace ingiusta. Non si potra’ nemmeno violentare la verita’ manipolando la parola ” pace “.

La violenza e’ cosi’ logora che si sta per ottenere il ritiro delle truppe d’ invasione, la restituzione dei territori occupati e lo smantellamento delle armi di distruzione di massa.

Comincia a suonare l’ora in cui finira’ la violenza economica, razziale, religiosa, culturale, sessuale e psicologica in tutto il mondo.

Ma sta arrivando anche l’ ora più difficile, in cui superare la violenza radicata nei nostri cuori.

Silo

Gisby

Ridurre le spese militari per ridistribuire le risorse

Monday, July 14th, 2008

(more…)

NUOVE IMPRONTE DI VECCHI RAZZISMI

Thursday, July 10th, 2008

Il Centro delle Culture denuncia l’utilizzo delle impronte digitali come metodo di identificazione degli extracomunitari, in quanto evidente atto di discriminazione basata sulla razza e l’origine etnica.

La proposta di Maroni, introducendo la schedatura su base razziale e richiedendo le impronte digitali anche ai minori Rom e Sinti, non solo viola i principi della Costituzione Italiana, ma anche la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.

In un facile parallelismo con le pagine più tristi della storia italiana ed europea, il popolo Rom torna ad essere capro espiatorio e simbolo di ogni male. Di proposito viene ignorato il fatto che Rom e Sinti di fatto appartenengono all’UE e che oltre la metà dei Rom presenti in Italia (circa 150.000) sono a tutti gli effetti cittadini italiani.

Ma allora perché tanta paura e tanti pregiudizi nei confronti di questo popolo?

Le popolazioni Rom e Sinti sono portatrici di un proprio sistema culturale che abbraccia ogni aspetto della vita, a partire dalla musica, passando per la cultura medica, sociale e spirituale. Esattamente come gli Italiani o altri appartenenti all’Unione Europea, hanno le propri tradizioni e le proprie peculiari credenze. Ma in una società in cui il valore dominante è l’omologazione, la diversità tra un presunto “noi” e quelle popolazioni di antiche origini indoeuropee spaventa.

Solo se si diffondesse una cultura della conoscenza reciproca e del dialogo molte paure si ridimensionerebbero e allora davvero saremmo più sicuri.

Oggi, al contrario, in Italia come in Europa, aumentano il controllo, la repressione, il senso di insicurezza e la disinformazione.

Pochi sanno che le impronte digitali, ad esempio, fanno parte dei rilievi biometrici sviluppati in ambito militare, insieme al riconoscimento dell’iride e del volto, alle rilevazioni delle caratteristiche fisiche e comportamentali, all’identificazione del segnale vocale e del movimento labiale su speciali sim card introdotte nei cellulari. Tali metodi dovrebbero essere utilizzati per individuare persone pericolose per la comunita’ o per smascherare azioni illegali.

Gia’ le nostre impronte digitali vengono invece rilevate in alcuni casi in cui è considerato necessario - e senza il nostro consenso - come all’entrata di una banca o tra i dipendenti comunali per rilevarne le presenze.

In generale non e’ prevista l’archiviazione dei dati perche’ ancora non esiste il modo di proteggerli, e comunque, qualora si trovasse, al momento della trasmissione per il confronto dei dati questi potrebbero essere facilmente intercettati e usati in maniera inopportuna. Una procedura simile renderebbe quindi molto incerta e dubbiosa l’identificazione personale, annullando qualsiasi velleita’ di “sicurezza”.

Anche per questo motivo sembra che non siano mai state utilizzate per tutta la popolazione.

Per quanto riguarda gli immigrati maggiorenni, invece, le impronte digitali sono state introdotte all’atto del rinnovo del permesso di soggiorno gia’ dalla legge Bossi-Fini.

E’ quindi corretto chiedersi, quali garanzie siano offerte al migrante? Come verrà tutelata la sua identita’? Chi puo’ assicurare che queste informazioni non vengano usate per danneggiarli?

Appare chiaro che tutte queste misure di controllo nascondono un’intenzione e un atteggiamento che considera i migranti alla stregua di criminali, che impone loro stili di vita considerati “migliori”, pena l’espulsione dal Paese. Prendere le impronte digitali a chi non ha alcun capo d’accusa induce l’esclusione e la ghettizzazione sociale. Da li’ al prendere le impronte digitali agli abitanti dei quartieri piu’ degradati in cui il tasso di criminalita’ e’ più alto, il passo e’ breve. E perche’ non prenderle anche ai disoccupati che delinquono in media di piu’ rispetto alle persone che hanno un lavoro? O magari ai pensionati, che secondo le ultime statistiche commettono sempre piu’ furti di beni alimentari nei supermercati…

Prendendo atto di una situazione che si fa di giorno in giorno piu’ grave e urgente, il Centro delle Culture chiede l’unita’ e la collaborazione di tutte quelle forze che non si riconoscono in questo atteggiamento violento e si sentono indignati e realmente insicuri dall’applicazione di queste norme.

Propone la costituzione in ogni citta’ di “reti” composte da italiani e migranti uniti da comuni valori di antidiscriminazione, libera circolazione degli esseri umani, informazione libera e obiettiva. Reti in grado di proporre esperienze di lavoro in aiuto alle marginalita’ sociali senza cadere nell’assistenzialismo o con pretese d’integrare una cultura in un’altra. Reti, infine, che sappiano sviluppare una visione veramente interculturale in grado di superare le barriere e di realizzare la nazione umana universale.

Gabriele Palloni

Responsabile nazionale Centro delle Culture

Direttiva Europea sui rimpatri forzati e “Pacchetto sicurezza”

Thursday, July 3rd, 2008


La vecchia e ricca Europa ha saccheggiato senza scrupoli le risorse naturali e la ricchezza umana di altri popoli. Abbiamo schiavizzato popoli interi, considerandoli funzionali al nostro uso, vedendoli come oggetti, trattandoli come semplici macchine da lavoro, spogliandoli della loro umanita’, della loro cultura e sicuramente della loro intenzionalita’ e liberta’.

Noi Europei non abbiamo mai chiesto il permesso a nessuno per emigrare e cercare fortuna in altri continenti. La nostra buona gente si e’ mescolata alle popolazioni originarie, ricevendo benefici e contribuendo ad avanzamenti sia nei luoghi di origine che nelle terre di emigrazione. Gran parte della ricchezza proveniente da questi paesi ha costituito la base del nostro successivo sviluppo e benessere.

La Direttiva Europea sui rimpatri forzati e il “Pacchetto sicurezza” disegnato in Italia sembrano essere il frutto di un pericoloso attacco di amnesia o di una conveniente lobotomia nelle menti degli attuali governanti europei e italiani.

Non dubitiamo che queste misure avranno conseguenze negative per tutti: per chi le esercita, non solo per chi le subisce.
Noi umanisti europei preferiamo una e mille volte che tra di noi rimangano i “senza documenti” e i “non identificati”, e che invece se ne vadano i “senza vergogna”. Questi ultimi si che sono illegali, per il solo fatto di sostenere un sistema che antepone anti-valori alla vita e all’essere umano, chiudendo cosi il futuro a milioni di persone.

La sicurezza andrebbe secondo noi intesa come un sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla salute, all’educazione, al lavoro, alla casa, alla liberta’ di espressione. In altre parole il diritto alla vita.
La sicurezza, quella a cui aspiriamo, e’ uno dei principali obiettivi della politica sovrana che risponde agli interessi di ogni persona e di tutta la societa’ in generale. Questa sicurezza comprende la pace e lo sviluppo stabile e progressivo della personalita’ e della societa’.
I regimi autoritari confondono l’orientamento della sicurezza, attribuendole al contrario lo scopo di conservare lo status quo mediante qualsiasi mezzo.

Tutto cio’ si esprime chiaramente nel “pacchetto sicurezza”, varato da poco dal Governo italiano. Un insieme di provvedimenti attraverso cui si cerca di giustificare violazioni ai diritti umani, tacendo invece gli interessi in gioco dei gruppi economici e politici dominanti ed esaltando pregiudizi, xenofobia e militarismo.
Questo “pacchetto sicurezza”, che sta minando alla base i diritti civili della nostra societa’, assomiglia troppo alle leggi razziali varate negli anni trenta del secolo scorso dal regime fascista.

Esso prevede la possibilita’ di schedare senza alcun motivo cittadini italiani (abbiamo visto nei giorni scorsi la schedatura di Rom italiani (cittadini italiani a tutti gli effetti che per di piu’ non hanno commesso alcun reato)

Insinua la possibilita’ di creare un diritto speciale per alcune categorie di persone (nella fattispecie gli immigrati), cosa questa assolutamente incompatibile col nostro sistema giuridico, che prevede l’uguaglianza delle persone di fronte alla legge. Inoltre, apre la porta alla violenza bruta di gruppi estremisti che hanno preso la palla al balzo, perpetrando violenze inaudite a danni di gente indifesa. Violenza che, una volta innescata, sara’ molto difficile da fermare.

Per di piu’ non si capiscono l’urgenza e la straordinarieta’ nel varare questo decreto, quando per contro vediamo di giorno in giorno aumentare il prezzo dei beni di prima necessita’, quando la precarieta’ dell’impiego e l’insicurezza sul lavoro si fanno sempre piu’ manifesti, mentre si vanno progressivamente smantellando i diritti acquisiti relativi alla salute, al lavoro, alla pensione, alla casa.

A questa situazione allarmante si aggiunge la direttiva sui rimpatri forzati che il Parlamento Europeo ha approvato 18 giugno 2008, e che consente di:

- Estendere il periodo di detenzione amministrativa per i migranti irregolari fino a 18 mesi, una prescrizione che in alcuni paesi come l’Italia appare in stridente contrasto con il dettato costituzionale (art. 13), che stabilisce limiti precisi.
- Creare regole processuali diverse per i migranti irregolari, in violazione dell’art. 24 della Costituzione italiana che sancisce il diritto di difesa, e dell’art. 6 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell’uomo che afferma per tutti gli esseri umani, compresi i migranti irregolari, il diritto ad un processo equo, la presunzione di innocenza e il diritto ad un ricorso effettivo.
- L’espulsione ed il trattenimento dei minori non accompagnati, cosi come delle famiglie con minori in violazione delle convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei minori.
- Applicare un divieto di reingresso di cinque anni, per quanti abbiano subito un provvedimento di espulsione, creando cosi le condizioni per un riprodursi incontrollabile della clandestinita’.
- Aprire per la prima volta la possibilita’ di deportare migranti irregolari nei paesi di transito.

La strategia dei gruppi di potere economico e’ chiara, e riguarda tutta l’Europa. Si sta sviando l’attenzione delle persone verso falsi colpevoli, alimentando la xenofobia e il razzismo indicando in ogni straniero un potenziale criminale.

Prima hanno creato il consenso tra le persone con una massiccia campagna mediatica allo scopo di alimentare un clima di insicurezza, odio e razzismo diffusi, e ora stanno introducendo decreti e proposte di legge chiaramente anticostituzionali.

E’ evidente che in questo vortice del “tutti contro tutti” non saranno solo gli immigrati a farne le spese, ma tutta la societa’ civile.

Il paradosso e’ che questi, che inneggiano alla legalita’, sono gli stessi che vogliono mano d’opera a bassissimo costo, ricattabile da ogni punto di vista e senza nessuna tutela. Vogliono ancora schiavi!

Davanti a tutto questo e’ urgente che le istituzioni e le realta’ associative prendano una posizione, denunciando e smascherando questi pericolosi giochi dei Governi europei.

Occorre ed e’ urgente in questo momento creare reti fra realta’ che si muovono verso l’integrazione ed il dialogo fra culture, unendo le forze e superando particolarismi, in azioni permanenti che puntino a ricostruire un tessuto sociale ogni giorno piu’ disintegrato.

Dare vita a reti di informazione alternativa che raccontino alla popolazione i fatti che avvengono sul territorio, con la collaborazione di tutti i componenti del mondo dell’informazione che non vogliono e non possono sentirsi complici, con le testimonianze di chi osserva o vive gli avvenimenti stessi, aiutati e protetti da tutte le realta’ associative che hanno come obiettivo il porre fine a queste violenze ed abusi che oggi colpiscono gli immigrati ma che domani potranno colpire chiunque.

Organizzare incontri, forum, dibattiti tra tutti i cittadini d’Europa, durante i quali far conoscere ed aggiornare in forma semplice le leggi proposte e la loro applicazione nelle varie situazioni, con la collaborazione di reti di Avvocati sensibili al tema.

Tutto questo applicando la Nonviolenza attiva come metodologia d’azione, mediante iniziative potenti e partecipate che diano una concreta risposta sociale agli abusi e alle atrocita’ che vengono posti in atto. Perche’ consideriamo ogni tipo di violenza ripudiabile, e siamo certi che non si potra’ porre fine alla violenza e all’oppressione mediante l’uso della violenza stessa.

Sentiamo la necessita’ di agire nel campo dell’istruzione ed in questo realizzare corsi, incontri, seminari al fine di stimolare e sviluppare la riflessione su uno stile di vita nuovo, capace di dare una risposta evolutiva alle situazioni quotidiane interpersonali, e che potra’ far uscire l’essere umano da una situazione paradossalmente preistorica e violenta.

Ci sembra necessario approfondire lo studio e la conoscenza della diversita’ di costumi, di miti e quant’altro possa creare apertura e la curiosita’ verso “l’altro”, riconoscendo cio’ che ci unisce profondamente.

Centro delle Culture Nazionale

EUROPA DELLA VERGOGNA

Friday, June 20th, 2008

Il voto con cui il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sui rimpatri e’ una vergogna, una violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e un tradimento dei migliori momenti della storia europea, basati sugli ideali di democrazia e di tutela dei diritti di ogni persona.

Rinchiudere per un massimo di un anno e mezzo persone che non hanno commesso alcun reato ma che, semplicemente, non hanno il permesso di soggiorno, significa imprigionarle non per quello che hanno fatto, ma per quello che sono: questa e’ un’atrocita’ giuridica e morale che ci fa tornare ai tempi bui del nazismo, quando ebrei, oppositori, omosessuali e zingari finivano nei lager semplicemente per quello che erano. E consentire il rimpatrio forzato verso paesi diversi da quello di origine significa condannare migliaia di persone a sparire nei lager del deserto libico.

L’Europa risponde con queste misure vergognose a chi fugge dalla miseria, dalla fame e dalle guerre; e’ gravissimo che molti europarlamentari cosiddetti di sinistra si siano astenuti, dimostrando una vilta’ e un’ipocrisia che li rende indegni di rappresentare le speranze di chi li ha eletti. A questo punto nulla li distingue piu’ dai peggiori razzisti.

Invito tutti coloro che si sentono offesi, preoccupati e indignati da questa offensiva razzista ad unirsi per rispondere insieme a questo trionfo della brutalita’ e della discriminazione, per cambiare la tragica direzione autoritaria e violenta imboccata dai governi d’Europa, dimentichi del passato.

Giorgio Schultze, Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo