Archive for the ‘punti di vista’ Category

Dichiarazione di Jan Tamas sulla sospensione del progetto di Difesa Missilistica in Europa Centrale

Friday, September 18th, 2009

Oggi e’ un grande giorno e rappresenta una nuova era nelle relazioni internazionali, relazioni che negli ultimi anni sono state avvelenate dal riarmo e da continui conflitti, con azioni unilaterali compiute nel disprezzo della volonta’ della gente comune.
Oggi il 70% dei Cechi e’ in festa; qui a Praga e’ una giornata di liberazione. Questa e’ una grande vittoria della nonviolenza.

Allo stesso tempo osserviamo con attenzione la reazione dei potenti che hanno a lungo sostenuto il progetto dello Scudo Spaziale e probabilmente hanno interessi personali nell’installazione di queste nuove basi militari in Europa Centrale.
Ci rendiamo conto del fatto che oggi la vera minaccia non viene dagli stati nazionali, ma dai gruppi di potere economico e militare che operano al di fuori del controllo statale e in qualsiasi momento possono acuire le tensioni internazionali.

Esprimiamo il nostro pieno appoggio al Presidente Obama nei suoi sforzi per il disarmo, soprattutto per quanto riguarda il disarmo nucleare.

Questa intensa lotta e’ stata portata avanti dagli umanisti e da molte altre organizzazioni in tutto il mondo. Ringraziamo tutti per l’appoggio che abbiamo ricevuto.
Speriamo che questa vittoria sia un esempio positivo per tutti i movimenti che si oppongono alle basi e al militarismo in generale, in Europa e in tutto il mondo.
Questo successo e’ di buon augurio per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che comincera’ tra pochi giorni, il 2 ottobre e unira’ la gente che in tutto il mondo lotta per un futuro migliore.
Ci vediamo durante la Marcia!

Jan Tamas
Presidente del Partito Umanista Ceco
Leader del movimento nonviolento contro le basi militari in Repubblica Ceca
Praga, 17 Settembre 2009

Stanno umiliando la scuola

Tuesday, September 15th, 2009

davanti a una scuola occupataDa quando si e’ insediato, questo governo, tra le innumerevoli

nefandezze di cui si e’ reso protagonista, ha preso di mira alcuni

settori vitali della nostra societa’, come la scuola.

Questo governo sta umiliando la scuola. Mediante provvedimenti e

decreti firmati da un ministro-burattino che porta il nome di Maria

Stella Gelmini, sta rendendo veramente impossibile la vita di tutti

coloro che vivono nella e per la scuola ogni giorno, dagli studenti

agli insegnanti, dagli amministrativi ai tecnici e agli ausiliari.

Alle sacrosante proteste dovute al taglio di 57mila posti di lavoro

solo per quest’anno, la piu’ incompetente ministra della pubblica

istruzione che l’Italia abbia mai avuto sa rispondere soltanto

minacciando gli insegnanti che farebbero politica nella scuola.

Come se non bastasse, in piena sintonia con il clima discriminatorio

che domina in questo governo, sempre la Gelmini annuncia un

provvedimento secondo il quale, a partire dall’anno prossimo, ci sara’

un tetto massimo del 30% alle presenze di studenti stranieri nelle

classi.

Risulta evidente la totale incapacita’ di un governo che, invece di

aumentare il numero degli insegnanti e di attivare corsi di italiano

per gli studenti stranieri, preferisce rispondere con una logica

assolutamente riduttiva, tipica di menti poco allenate come quelle

della maggioranza dei politici leghisti.

La stupidita’ regna ormai sovrana in questo governo e quando regna la

stupidita’ il risultato non puo’ che essere l’umiliazione di milioni di

cittadini attraverso la violenza economica e discriminatoria.

C’e’ bisogno di uno scatto di dignita’. Si faccia politica nella scuola

e nell’universita’, ancora piu’ di prima. Si allarghi la protesta. Salga

ancora di piu’ la voce del dissenso.

Perche’, se ancora non fosse chiaro, stanno umiliando uno dei pilastri

fondamentali dell’esistenza di un popolo: la sua istruzione.

Roma, 15 settembre 2009

Carlo Olivieri

6 AGOSTO 1945, HIROSHIMA. Per evitare la catastrofe futura,dobbiamo agire oggi.

Thursday, August 6th, 2009

6 AGOSTO 1945, HIROSHIMA.

Per evitare la catastrofe futura,dobbiamo agire oggi.Rafael de la Rubia

Il 6 agosto 1945 alle 8.00 Truman, il presidente degli Stati Uniti, ordino’ di lanciare la prima bomba atomica su Hiroschima. Il 9 agosto 1945 la seconda bomba atomica veniva lanciata su Nagasaki. In pochi secondi le due citta’ furono rase al suolo e migliaia di persona morirono all’istante. Nei giorni successivi continuarono a morire coloro che si trovavano piu’ distanti dai centri dell’esplosione e i pochi sopravvissuti soffrono ancora oggi per le conseguenze della radiazione, che si sono trasmesse alle generazioni posteriori. Alcuni giorni dopo L’Impero giapponese si arrendeva, segnano la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Gli autori di quel massacro hanno preteso di giustificarlo replicando che era necessario forzare la resa del nemico per evitare mali peggiori, pero’ la realta’ e’  che quella mostruosita’  ha creato un pericolo molto piu’ grande, perche’  la capacita’  nucleare a cui diedero vita e’ cresciuta e si e’ moltiplicata fino a minacciare l’esistenza dell’umanita’.

Gli USA cercarono di mantenere l’esclusiva sul nucleare per far si che nessun altro possedesse quella capacita’ di distruzione. Ciononostante nel 1949 l’Unione Sovietica faceva esplodere la propria bomba nucleare. Da quell’epoca il Regno Unito, la Francia, la Cina, l’India, il Pakistan e la Corea del Nord hanno sviluppato l’arsenale nucleare. Ci sono inoltre dei sospetti non smentiti che anche Israele disponga di queste armi di distruzione massiva.

Oggi circa 30.000 testate nucleari minacciano il mondo intero.

Anche se e’ incoraggiante vedere che i mandatari degli Stati Uniti e della Russia sono tornati a mettere la questione del disarmo nucleare sul tavolo dei negoziati, non ci possiamo dimenticare che viviamo in un momento di alto rischio. Agli irresponsabili interessi delle potenze nucleari e alla follia di gruppi violenti con possibile accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, dobbiamo aggiungere il rischio di incidente che potrebbe far scoppiare un conflitto devastatore.

Per evitare che si ripeta una catastrofe nucleare nel futuro dobbiamo agire oggi. E’ necessario creare coscienza della necessita’ di distensione e di cooperazione tra i popoli.

Uniamo le forze nella Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza esigendo a coloro che decidono:

  • il disarmo nucleare totale a livello mondiale,
  • il ritiro immediato delle truppe invasore dai territori occupati,
  • la riduzione progressiva e proporzionale dell’arsenale convenzionale,
  • la firma di trattati di non aggressione fra paesi, e
  • la rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo per risolvere i conflitti.

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e’ un richiamo rivolto alla coscienza di ciascuno di noi, e’ la voce che dobbiamo tutti insieme far sentire, e’  una proposta morale ed e’ quello che bisogna fare in questo momento difficile che stiamo attraversando.

L’orrore di Hiroshima e Nagasaki non e’ rimasto la’ nella storia. Le immagini del dolore e della morte assurda continuano ad essere vive nella nostra coscienza, ma allo stesso tempo alimentano la nostra profonda aspirazione per un mondo dove questa atrocita’ non sia mai piu’ possibile.

Oggi ricordiamo le genti di Hiroshima e Nagasaki per dare dignita’ alla loro memoria e per rafforzare un movimento mondiale aperto e diverso, che rifiuti qualunque forma di violenza ed affermi l’essere umano come massimo valore.

logoMarciaMondiale

Rafael de la Rubia

Coordinatore Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

www.marchamundial.org

A Pitti Immagine Bimbo si muore da invisibili

Friday, July 3rd, 2009


“Una morte atroce quella di un giovane marocchino rimasto gravemente ferito martedì scorso all’interno della Fortezza da Basso di Firenze , dopo essere stato travolto da uno stand in legno durante lo smontaggio della struttura” dice oggi, giovedi’ 2 Luglio, La Nazione. Il giovane marocchino aveva 22 anni ma non esisteva, anche se il suo preziosissimo lavoro sottopagato, insieme a quello delle migliaia di Ahmed, Bubakar, Ali, rende possibili fantastici guadagni per costruttori immobiliari, organizzatori fieristici e all’industria italiana in genere. Per non parlare delle donne inesistenti che si prendono cura dei nostri nonni non piu’ autosufficienti.

Il giovane marocchino muore il giorno in cui passa al Senato il Pacchetto Sicurezza, che comporta il reato di immigrazione clandestina. L’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso questo complesso di norme proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione e quindi la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia. E’ cosi’ per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilita’, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.La richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile rende generalizzata la possibilita’ di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno piu’ strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi e’ privo di passaporto) o la registrazione dei decessi.

E anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalita’ sullo sfruttamento di manodopera “irregolare”, sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

C’e’ chi dice che una cosa del genere non si vedeva dai tempi del terzo reich, eppure ognuno di noi (o quasi) continua la sua vita normalmente. Forse perche’ non e’ ancora stato toccato, direttamente o indirettamente, dalla mano assassina del pacchetto normativo, ne’ si immagina che lo sara’. O forse perche’ si sente, o si sforza di sentirsi, terribilmente lontano da quegli Ahmed, Bubakar, Ali di cui adesso le nostre leggi sanciscono la condizione di “carne da lavoro”: gente che puo’ morire, da invisibile, mentre smonta un padiglione fieristico di alta moda.

Saverio Ragonesi
Centro delle Culture – Firenze

Viareggio, una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

Tuesday, June 30th, 2009

un automezzo distrutto dal fuoco

un automezzo distrutto dal fuoco (foto di Elena Torre)

Comunicato stampa del Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze

L’entita’ del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l’estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato vanno a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.

Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non puo’ esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima e’ che l’aver convogliato la quasi totalita’ delle risorse economiche ad un progetto faraonico come l’Alta Velocita’ “all’italiana” ha provocato l’abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non puo’ che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo e’ frutto di una greve decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.

La seconda e’ una riflessione sul processo di privatizzazione delle FS che ha dato nella generalita’ un esito negativo. In particolare nel settore delle merci ha visto un abbassamento delle norme di sicurezza per i lavoratori interessati tra i quali gli incidenti sono, in percentuale, molto aumentati. Il fatto che il presidente delle FS Moretti si trinceri, per scaricarsi delle responsabilita’ aziendali, dietro il fatto che i carri coinvolti nell’incidente non sono di proprieta’ delle FS e’ un implicito riconoscimento del fatto che ai privati non puo’ essere delegato un fatto importante come la sicurezza e la manutenzione. E’ la constatazione che “il porsi sul mercato”, come ama dire Moretti, non e’ la panacea per tutti i problemi, anzi i vincoli di bilancio e la ricerca ossessiva di profitto provocano economie che spesso portano a tragiche conseguenze. Il degrado delle ferrovie della Gran Bretagna (le prime privatizzate) avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma pare che i nostri politici e i nostri manager non se ne siano accorti.

Una azienda pubblica sana (moralmente ed economicamente), il cui unico compito sarebbe quello di produrre e garantire il trasporto pubblico, dovrebbe sovrintendere e coordinare lo sviluppo di un settore cosi’ importante per un paese moderno e non delegarlo ad una fantomatica imprenditorialita’ che non puo’ e non vuole farlo.

Invece oggi siamo attoniti a contare i morti, i feriti, le case distrutte di un disastro che sarebbe stato improbabile se le risorse fossero state saggiamente destinate a garantire manutenzione e controlli di sicurezza.

Per questo ribadiamo la nostra ossessiva richiesta: che le risorse pubbliche siano destinate alla sicurezza e al trasporto pubblico, quello dei pendolari, delle merci, di tutti quelli che hanno bisogno di spostarsi nel nostro paese. Che si abbandonino progetti folli come il tunnel sotto Firenze: inutile per le ferrovie, dannoso per citta’ e ambiente, catastrofico per le casse dello stato.

info: notavfirenze@gmail.com

Colpo di stato in Honduras

Monday, June 29th, 2009

Il golpe di Stato in Honduras, con l’intento di
sconfiggere il Presidente costituzionale, Manuelhonduras1-thumb1
Zelaya, e’ l’inizio di una strategia attuata
dalle forze piu’ conservatrici e golpiste che
sperano di ritornare al potere in gran parte dell’America Latina.
Dobbiamo denunciare in tutto il mondo la gravita’
di questa situazione che fa retrocedere il
processo di liberazione dei popoli e cerca di
fermare l’incontenibile urgenza e necessita’ di
costruire la Nazione Umana Universale.

Desideriamo far arrivare dai popoli d’Europa,
dai Marciatori per la Pace e la Nonviolenza, un forte abbraccio di solidarieta’ a tutti gli
umanisti dell’Honduras e dell’America Latina.

Desideriamo rinnovare la speranza che si possano
difendere i diritti e la liberta’ dei popoli
attraverso la ferma determinazione della non violenza attiva.

A livello internazionale i Portavoce del Nuovo
Umanesimo si mobilizzeranno per sostenere con tutte le proprie forze la luce dei nuovi tempi
che, alla fine dell’oscurita’ di questa lunga preistoria, finalmente trionferanno.

Giorgio Schultze
Portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa

IRAN: l’uso della violenza e’ indifendibile

Thursday, June 25th, 2009


Le drammatiche testimonianze che filtrano dall’Iran in assenza di giornalisti ci parlano di una dura repressione della piazza, che ha causato e sta causando grandi sofferenze. Gli umanisti, da sempre e per sempre contrari ad ogni forma di violenza, condannano senza appello il governo iraniano che ha schierato l’esercito contro i manifestanti e che autorizza organizzazioni paramilitari a esercitare l’uso della forza in maniera indiscriminata. Il governo del presidente Ahmadinejad e’ responsabile di queste violenze, e’ responsabile della decisione arbitraria di espellere i giornalisti esteri dal paese, ed e’ responsabile di non ascoltare il suo stesso popolo, minoranza o maggioranza che sia. Le tragiche giornate che si susseguono a Teheran segnano la continua violazione dei diritti umani e l’incomprensibile e testardo arroccamento del presidente e degli uomini del potere iraniano in indifendibili posizioni repressive e sanguinarie, arbitrarie ed intollerabili. Chiediamo al governo iraniano di fermare la violenza, di aprire un confronto con le opposizioni politiche e di accettare di svolgere una verifica dei risultati elettorali, che tanto sangue hanno provocato. Chiediamo inoltre che il paese venga aperto ai corrispondenti della stampa estera e che ai cittadini iraniani venga data la possibilita’ di comunicare e di esprimersi liberamente e pacificamente. I diritti umani sono universali e non soggetti alla volonta’ di presidenti, eserciti o presunti Dei. Ogni volta che vengono violati, in ogni parte del mondo, l’umanita’ stessa arretra nel suo cammino di liberazione.

Partito Umanista

Fao: oltre un miliardo d’affamati. Con il 10% delle spese per le armi si risolverebbe la fame nel mondo

Friday, June 19th, 2009

15 milioni di persone soffrono la fame anche nei paesi sviluppati

Fao: oltre un miliardo d’affamati

E’ la prima volta nella storia umana. Sono cento milioni in piu’ dell’anno scorso a causa della crisi

ROMA – Per la prima volta nella storia umana, oltre un miliardo di persone in tutto il mondo risultano sottonutrite. Lo rende noto la Fao, che ha rivisto al rialzo le stime per il 2009 sul numero di persone che soffrono la fame, indicando la cifra di 1,02 miliardi. Tale cifra supera di oltre 100 milioni il livello dell’anno scorso e rappresenta circa un sesto della popolazione mondiale.

Dal Corriere.it del 19 giugno 2009.

“…Naturalmente, a partire dal disarmo nucleare e dal ritiro delle truppe dai territori occupati dovrebbe iniziare un disarmo generale progressivo di ogni tipo di armamenti. Bisogna riconvertire l’industria bellica, l’industria della morte, in un’industria per la vita. Basti dire che con il 10% del denaro destinato alle armi si potrebbe risolvere la fame in tutto il pianeta.logoMarciaMondiale

Naturalmente, mentre la minaccia della guerra e della distruzione si allontana, sarà necessario parlare anche di risolvere in modo nonviolento i problemi di ingiustizia, di poverta’, di salute, di istruzione, di ambiente e tanti altri, dal punto di vista di un Umanesimo Universalista.

Ma sappiamo che la costruzione di una Nazione Umana Universale inizia dalla pace e dalla nonviolenza attiva…”


dal documento ideologico della Marcia Mondiale per la Pace e la nonviolenza

Italia in guerra in Afghanistan

Wednesday, June 17th, 2009

Molto si parla delle scappatelle del presidente del consiglio, della sua moralita’ per le sue feste con giovani donne consenzienti o a pagamento poco importa. Poco del fatto che l’Italia, e’ un Paese in guerra. non ce l’abbiamo in casa ma l’esercito italiano e’ impegnato in missioni cosidette di “Pace”, ma dove invece si spara. La Pace non la si puo’ portare con le armi, sembra tanto logico, ma non e’ cosi’. Poco importa se con i nostri soldi si va’ in giro per il mondo con l’esercito, a fare una guerra, a uccidere e impoverire ancora. Sembrano tutti daccordo, poche voci si alzano contro questo. Quando la morale ci fara’ indignare perche’ il nostro governo, continua a finanziare queste missioni, in accordo con la triste opposizione, che quando c’e’ da votare o dare un giudizio non esce dalla logica della guerra.Manderemo nuove truppe in Afghanistan, come richiesto dagli USA, perche’ nessuno e’ contrario a Berlusconi per questo?

Gisberto Gallucci

Clicca sulla foto per vedere il video che mostra azioni militari italiane in Afghanistan

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Un nuovo trattato per un mondo senza guerre

Saturday, May 23rd, 2009

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Dalla Marcia Mondiale potrebbe partire

la proposta di un nuovo trattato internazionale

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partira’ da Wellington (Nuova Zelanda) il 2 ottobre 2009 e terminera’ ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina) il 2 gennaio 2010, ha una piattaforma di richieste molto chiare:

- disarmo nucleare a livello mondiale,

- ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,

-  riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,

-  firma di trattati di non aggressione tra paesi,

- rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

La guerra nucleare sta diventando, insieme alla catastrofe ecologica, il maggior pericolo che incombe su tutti gli esseri umani.

Eppure dovrebbe essere evidente, ormai, che la sicurezza degli uni non si costruisce contro quella degli altri. La vera sicurezza non puo’ che essere una sicurezza collettiva. I rischi e le minacce devono essere definiti, insieme agli strumenti per porvi rimedio, in modo tale che soddisfino tutti e non solo alcuni stati ricchi, privilegiati e dotati dell’arma atomica.

L’Onu potrebbe essere l’istituzione giusta per spingere in tale direzione ma, pur essendo indispensabile, e’ stata resa, al tempo stesso, impotente.

Abbiamo visto come tutti i governi hanno rinnegato, anche a distanza di poche ore, tutte le migliori intenzioni dichiarate, cadendo nella trappola dei propri egoistici interessi e della voglia di vendetta.

Il Trattato di Non Proliferazione non e’ in grado, evidentemente, di garantire un futuro libero dalla minaccia di una distruzione planetaria.

Sembra necessario un nuovo accordo, non piu’ basato sulla legge del piu’ forte, cosi’ come in realta’ e’ stato concepito il TNP. Nessun essere umano, in qualsiasi angolo della Terra, vorrebbe la distruzione di se stesso e della propria casa. Quindi, se e’ vero questo, e’ anche vero che tutta la popolazione umana non vuole ne’ la sua distruzione, ne’ quella della sua casa, cioe’della Terra.

Perche’ allora continuare a vivere la profonda contraddizione tra tale aspirazione ed il fatto che oggi esiste un numero di testate nucleari tale da distruggere la Terra, non un volta, ma per ben trenta volte?

La non proliferazione, d’altronde, contiene nella sua stessa definizione un vizio: mentre si dice che le bombe nucleari non devono aumentare, nello stesso tempo si accetta che le bombe gia’ esistenti debbano continuare ad esistere.

Il trattato, quindi, nasce gia’ in nome della contraddizione e, si sa, se non si fa attenzione, un’azione contraddittoria se ne tira appresso un’altra e cosìi’via. In altre parole, il TNP conteneva in se’ gia’ i germi della proliferazione di ordigni nucleari, che poi si e’ verificata e continua a verificarsi.

C’e’ bisogno, dicevamo, di un nuovo accordo, che non contenga, ben nascosti, gli stessi germi.

Un accordo che si basi, prima di tutto, sulla convinzione che l’unico modo per scongiurare l’autodistruzione e’ quello di puntare finalmente gli occhi verso il futuro.

Un accordo che si basi, quindi, sul superamento di un passato foriero solo di risentimenti che, con la voglia di vendetta a cui sono spesso associati, spingono a proseguire su una strada lastricata solo di continue contraddizioni.

Un accordo che prima di essere un trattato, deve essere un impegno. Un impegno ad evitare qualsiasi guerra, anche perche’, oggi piu’ che mai, cominciare un conflitto bellico contro un altro significherebbe entrare in guerra con se stessi. Un impegno a riconoscere che se il mondo e’ ancora dilaniato da tante guerre, questo e’ il risultato di una serie interminabile di contraddizioni. E se ci fosse ancora qualche dubbio su cio’ che qui si afferma, basterebbe osservare le innumerevoli sofferenze che da tali contraddizioni sono scaturite.

Ma una volta riconosciuta la direzione sbagliata finora intrapresa, non servono inutili dichiarazioni d’intenti. Cio’ che veramente e’ necessario e’ cominciare una nuova costruzione, usando materiali di unita’, anziche’ di contraddizione, il che vuol dire superare la contraddizione ed essere finalmente coerenti con la volonta’ di pace tanto spesso dichiarata, ma finora sempre disattesa.

Siccome stiamo parlando del futuro del genere umano, c’e’ bisogno di un impegno comune, un accordo tra tutti i paesi del mondo.

Ecco, allora, che dalla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza potrebbe partire la proposta di un nuovo trattato internazionale. La Marcia Mondiale non dovrebbe essere solo un’iniziativa che ha come scopo quello di eliminare tutti gli attuali fattori di rischio, ma anche quello di proporre la costruzione di basi più solide per un futuro di pace.

Un nuovo trattato quindi, non di “non proliferazione” (TNP), ma questa volta di “non contraddizione” (TNC), perche’ solo mediante il susseguirsi di una virtuosa serie di atti unitivi, possiamo passare dalla preistoria alla storia.

Solo così potremo finalmente vivere in un mondo senza guerre.

Roma, 23 maggio 2009

Carlo Olivieri