Archive for the ‘fatti’ Category

Dichiarazione di Jan Tamas sulla sospensione del progetto di Difesa Missilistica in Europa Centrale

Friday, September 18th, 2009

Oggi e’ un grande giorno e rappresenta una nuova era nelle relazioni internazionali, relazioni che negli ultimi anni sono state avvelenate dal riarmo e da continui conflitti, con azioni unilaterali compiute nel disprezzo della volonta’ della gente comune.
Oggi il 70% dei Cechi e’ in festa; qui a Praga e’ una giornata di liberazione. Questa e’ una grande vittoria della nonviolenza.

Allo stesso tempo osserviamo con attenzione la reazione dei potenti che hanno a lungo sostenuto il progetto dello Scudo Spaziale e probabilmente hanno interessi personali nell’installazione di queste nuove basi militari in Europa Centrale.
Ci rendiamo conto del fatto che oggi la vera minaccia non viene dagli stati nazionali, ma dai gruppi di potere economico e militare che operano al di fuori del controllo statale e in qualsiasi momento possono acuire le tensioni internazionali.

Esprimiamo il nostro pieno appoggio al Presidente Obama nei suoi sforzi per il disarmo, soprattutto per quanto riguarda il disarmo nucleare.

Questa intensa lotta e’ stata portata avanti dagli umanisti e da molte altre organizzazioni in tutto il mondo. Ringraziamo tutti per l’appoggio che abbiamo ricevuto.
Speriamo che questa vittoria sia un esempio positivo per tutti i movimenti che si oppongono alle basi e al militarismo in generale, in Europa e in tutto il mondo.
Questo successo e’ di buon augurio per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che comincera’ tra pochi giorni, il 2 ottobre e unira’ la gente che in tutto il mondo lotta per un futuro migliore.
Ci vediamo durante la Marcia!

Jan Tamas
Presidente del Partito Umanista Ceco
Leader del movimento nonviolento contro le basi militari in Repubblica Ceca
Praga, 17 Settembre 2009

EMERGENZA CARCERI Continuano le proteste.

Wednesday, August 26th, 2009

Riprendono le proteste nelle carceri, in particolare negli istituti piu’ grandi della Toscana, Sollicciano (Firenze) e Pisa. L’istituto fiorentino esplode: “Ci sono 955 detenuti e 7 bambini per 483 posti regolamentari”, denuncia Franco Corleone, il garante dei diritti dei detenuti del comune che ieri ha nuovamente visitato la struttura. Di questi, piu’ del 62% e’ straniero (583 persone). La situazione e’ talmente esplosiva che lunedi’ un detenuto marocchino con due anni di pena residua si e’ cucito la bocca per protesta contro il mancato rimpatrio – che aveva chiesto e di cui aveva diritto – nel suo paese. «Questo episodio drammatico – afferma Corleone – mette in luce una questione troppo trascurata. Si parla tanto di rimpatri e poi non si fanno quelli che si dovrebbero fare. Sono molti i detenuti stranieri che potrebbero usufruire della norma di legge che prevede la possibilita’ del rientro volontario in patria come misura alternativa quando mancano loro da scontare due anni. E’ urgente un monitoraggio per capire quanti sono questi casi e applicare la legge». A Sollicciano la protesta contro il sovraffollamento e il cibo avariato – battitura di ferri, rifiuto del cibo, incendio di suppellettili – va avanti dal 18 agosto. Oggi ci sara’ un nuovo incontro tra i rappresentanti dei detenuti (una trentina), il direttore e Corleone stesso per verificare se e come la situazione puo’ migliorare come promesso una settimana fa al capo del Dap Franco Ionta. I detenuti, in particolare, insistono nella denuncia del sovraffollamento e chiedono l’applicazione di misure alternative per i numerosi detenuti tossicodipendenti. Rivolta notturna invece a Pisa (ben 427 detenuti per 205 posti, dati Dap all’11 agosto). Intorno alle 21 in 200, praticamente tutta la sezione giudiziaria hanno incendiato cuscini, stracci, lenzuola e indumenti personali, lanciando bottiglie, bombolette del gas e perfino escrementi nei corridoi. I pochi agenti presenti – denuncia il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria – hanno dovuto usare gli estintori per evitare intossicazioni e sono riusciti a riportare la calma solo prima di mezzanotte. Situazione critica in Toscana ma anche in Emilia Romagna, la regione che registra il maggior tasso di sovraffollamento. Nei 13 istituti emiliani, i detenuti ormai sono il doppio dei posti regolamentari: 4.690 nei 2.308 posti previsti dalla legge. La meta’, 2.428 persone, sono stranieri. Situazione oltre ogni limite, in particolare, nel carcere Dozza di Bologna: 1193 ristretti per 494 posti, il triplo del consentito. Situazioni critiche anche in Liguria, a Chiavari nemmeno la terza branda basta piu’ e si fanno i turni per dormire per terra o nella palestra. Crescono anche i suicidi. A Sanremo nei giorni scorsi 4 detenuti hanno cercato di togliersi la vita, mentre a Frosinone un uomo di 46 anni recluso nella sezione tossicodipendenti si e’ suicidato.

ia Usa, musulmani pregano in sinagoga

Tuesday, August 25th, 2009

Fonte Peacereporter

La soluzione di un rabbino della Virginia ai “problemi di spazio”

Negli Stati Uniti la comunita’ musulmana e’ in rapidissima crescita, tanto che non si hanno studi che ne riferiscano il numero. Questo puo’ essere un problema quando, nel mese del Ramadan, a pregare in moschea si recano tutti quei fedeli che normalmente non praticano: un po’ quello che succede ai cristiani col Natale o agli ebrei con Hannuka.  La soluzione adottata nella citta’ di Reston, nel nord della Virginia, ha del sorprendente: la comunita’ ebraica locale, accorgendosi di questa necessita’ dei musulmani, ha deciso di prestare loro gli spazi della sinagoga cittadina.
Il  rabbino Robert Nosanchuk sostiene che “il profeta Isaia disse che le case che avremmo costruito sarebbero state luoghi di preghiera per tutte le genti” e la comunita’ islamica, per questa interpretazione davvero “open-minded”, ringrazia di cuore.


6 AGOSTO 1945, HIROSHIMA. Per evitare la catastrofe futura,dobbiamo agire oggi.

Thursday, August 6th, 2009

6 AGOSTO 1945, HIROSHIMA.

Per evitare la catastrofe futura,dobbiamo agire oggi.Rafael de la Rubia

Il 6 agosto 1945 alle 8.00 Truman, il presidente degli Stati Uniti, ordino’ di lanciare la prima bomba atomica su Hiroschima. Il 9 agosto 1945 la seconda bomba atomica veniva lanciata su Nagasaki. In pochi secondi le due citta’ furono rase al suolo e migliaia di persona morirono all’istante. Nei giorni successivi continuarono a morire coloro che si trovavano piu’ distanti dai centri dell’esplosione e i pochi sopravvissuti soffrono ancora oggi per le conseguenze della radiazione, che si sono trasmesse alle generazioni posteriori. Alcuni giorni dopo L’Impero giapponese si arrendeva, segnano la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Gli autori di quel massacro hanno preteso di giustificarlo replicando che era necessario forzare la resa del nemico per evitare mali peggiori, pero’ la realta’ e’  che quella mostruosita’  ha creato un pericolo molto piu’ grande, perche’  la capacita’  nucleare a cui diedero vita e’ cresciuta e si e’ moltiplicata fino a minacciare l’esistenza dell’umanita’.

Gli USA cercarono di mantenere l’esclusiva sul nucleare per far si che nessun altro possedesse quella capacita’ di distruzione. Ciononostante nel 1949 l’Unione Sovietica faceva esplodere la propria bomba nucleare. Da quell’epoca il Regno Unito, la Francia, la Cina, l’India, il Pakistan e la Corea del Nord hanno sviluppato l’arsenale nucleare. Ci sono inoltre dei sospetti non smentiti che anche Israele disponga di queste armi di distruzione massiva.

Oggi circa 30.000 testate nucleari minacciano il mondo intero.

Anche se e’ incoraggiante vedere che i mandatari degli Stati Uniti e della Russia sono tornati a mettere la questione del disarmo nucleare sul tavolo dei negoziati, non ci possiamo dimenticare che viviamo in un momento di alto rischio. Agli irresponsabili interessi delle potenze nucleari e alla follia di gruppi violenti con possibile accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, dobbiamo aggiungere il rischio di incidente che potrebbe far scoppiare un conflitto devastatore.

Per evitare che si ripeta una catastrofe nucleare nel futuro dobbiamo agire oggi. E’ necessario creare coscienza della necessita’ di distensione e di cooperazione tra i popoli.

Uniamo le forze nella Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza esigendo a coloro che decidono:

  • il disarmo nucleare totale a livello mondiale,
  • il ritiro immediato delle truppe invasore dai territori occupati,
  • la riduzione progressiva e proporzionale dell’arsenale convenzionale,
  • la firma di trattati di non aggressione fra paesi, e
  • la rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo per risolvere i conflitti.

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e’ un richiamo rivolto alla coscienza di ciascuno di noi, e’ la voce che dobbiamo tutti insieme far sentire, e’  una proposta morale ed e’ quello che bisogna fare in questo momento difficile che stiamo attraversando.

L’orrore di Hiroshima e Nagasaki non e’ rimasto la’ nella storia. Le immagini del dolore e della morte assurda continuano ad essere vive nella nostra coscienza, ma allo stesso tempo alimentano la nostra profonda aspirazione per un mondo dove questa atrocita’ non sia mai piu’ possibile.

Oggi ricordiamo le genti di Hiroshima e Nagasaki per dare dignita’ alla loro memoria e per rafforzare un movimento mondiale aperto e diverso, che rifiuti qualunque forma di violenza ed affermi l’essere umano come massimo valore.

logoMarciaMondiale

Rafael de la Rubia

Coordinatore Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

www.marchamundial.org

A Pitti Immagine Bimbo si muore da invisibili

Friday, July 3rd, 2009


“Una morte atroce quella di un giovane marocchino rimasto gravemente ferito martedì scorso all’interno della Fortezza da Basso di Firenze , dopo essere stato travolto da uno stand in legno durante lo smontaggio della struttura” dice oggi, giovedi’ 2 Luglio, La Nazione. Il giovane marocchino aveva 22 anni ma non esisteva, anche se il suo preziosissimo lavoro sottopagato, insieme a quello delle migliaia di Ahmed, Bubakar, Ali, rende possibili fantastici guadagni per costruttori immobiliari, organizzatori fieristici e all’industria italiana in genere. Per non parlare delle donne inesistenti che si prendono cura dei nostri nonni non piu’ autosufficienti.

Il giovane marocchino muore il giorno in cui passa al Senato il Pacchetto Sicurezza, che comporta il reato di immigrazione clandestina. L’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso questo complesso di norme proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione e quindi la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia. E’ cosi’ per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilita’, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.La richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile rende generalizzata la possibilita’ di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno piu’ strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi e’ privo di passaporto) o la registrazione dei decessi.

E anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalita’ sullo sfruttamento di manodopera “irregolare”, sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

C’e’ chi dice che una cosa del genere non si vedeva dai tempi del terzo reich, eppure ognuno di noi (o quasi) continua la sua vita normalmente. Forse perche’ non e’ ancora stato toccato, direttamente o indirettamente, dalla mano assassina del pacchetto normativo, ne’ si immagina che lo sara’. O forse perche’ si sente, o si sforza di sentirsi, terribilmente lontano da quegli Ahmed, Bubakar, Ali di cui adesso le nostre leggi sanciscono la condizione di “carne da lavoro”: gente che puo’ morire, da invisibile, mentre smonta un padiglione fieristico di alta moda.

Saverio Ragonesi
Centro delle Culture – Firenze

Viareggio, una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

Tuesday, June 30th, 2009

un automezzo distrutto dal fuoco

un automezzo distrutto dal fuoco (foto di Elena Torre)

Comunicato stampa del Comitato contro il Sottoattraversamento TAV di Firenze

L’entita’ del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l’estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato vanno a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.

Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non puo’ esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima e’ che l’aver convogliato la quasi totalita’ delle risorse economiche ad un progetto faraonico come l’Alta Velocita’ “all’italiana” ha provocato l’abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non puo’ che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo e’ frutto di una greve decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.

La seconda e’ una riflessione sul processo di privatizzazione delle FS che ha dato nella generalita’ un esito negativo. In particolare nel settore delle merci ha visto un abbassamento delle norme di sicurezza per i lavoratori interessati tra i quali gli incidenti sono, in percentuale, molto aumentati. Il fatto che il presidente delle FS Moretti si trinceri, per scaricarsi delle responsabilita’ aziendali, dietro il fatto che i carri coinvolti nell’incidente non sono di proprieta’ delle FS e’ un implicito riconoscimento del fatto che ai privati non puo’ essere delegato un fatto importante come la sicurezza e la manutenzione. E’ la constatazione che “il porsi sul mercato”, come ama dire Moretti, non e’ la panacea per tutti i problemi, anzi i vincoli di bilancio e la ricerca ossessiva di profitto provocano economie che spesso portano a tragiche conseguenze. Il degrado delle ferrovie della Gran Bretagna (le prime privatizzate) avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma pare che i nostri politici e i nostri manager non se ne siano accorti.

Una azienda pubblica sana (moralmente ed economicamente), il cui unico compito sarebbe quello di produrre e garantire il trasporto pubblico, dovrebbe sovrintendere e coordinare lo sviluppo di un settore cosi’ importante per un paese moderno e non delegarlo ad una fantomatica imprenditorialita’ che non puo’ e non vuole farlo.

Invece oggi siamo attoniti a contare i morti, i feriti, le case distrutte di un disastro che sarebbe stato improbabile se le risorse fossero state saggiamente destinate a garantire manutenzione e controlli di sicurezza.

Per questo ribadiamo la nostra ossessiva richiesta: che le risorse pubbliche siano destinate alla sicurezza e al trasporto pubblico, quello dei pendolari, delle merci, di tutti quelli che hanno bisogno di spostarsi nel nostro paese. Che si abbandonino progetti folli come il tunnel sotto Firenze: inutile per le ferrovie, dannoso per citta’ e ambiente, catastrofico per le casse dello stato.

info: notavfirenze@gmail.com

IRAN: l’uso della violenza e’ indifendibile

Thursday, June 25th, 2009


Le drammatiche testimonianze che filtrano dall’Iran in assenza di giornalisti ci parlano di una dura repressione della piazza, che ha causato e sta causando grandi sofferenze. Gli umanisti, da sempre e per sempre contrari ad ogni forma di violenza, condannano senza appello il governo iraniano che ha schierato l’esercito contro i manifestanti e che autorizza organizzazioni paramilitari a esercitare l’uso della forza in maniera indiscriminata. Il governo del presidente Ahmadinejad e’ responsabile di queste violenze, e’ responsabile della decisione arbitraria di espellere i giornalisti esteri dal paese, ed e’ responsabile di non ascoltare il suo stesso popolo, minoranza o maggioranza che sia. Le tragiche giornate che si susseguono a Teheran segnano la continua violazione dei diritti umani e l’incomprensibile e testardo arroccamento del presidente e degli uomini del potere iraniano in indifendibili posizioni repressive e sanguinarie, arbitrarie ed intollerabili. Chiediamo al governo iraniano di fermare la violenza, di aprire un confronto con le opposizioni politiche e di accettare di svolgere una verifica dei risultati elettorali, che tanto sangue hanno provocato. Chiediamo inoltre che il paese venga aperto ai corrispondenti della stampa estera e che ai cittadini iraniani venga data la possibilita’ di comunicare e di esprimersi liberamente e pacificamente. I diritti umani sono universali e non soggetti alla volonta’ di presidenti, eserciti o presunti Dei. Ogni volta che vengono violati, in ogni parte del mondo, l’umanita’ stessa arretra nel suo cammino di liberazione.

Partito Umanista

Fao: oltre un miliardo d’affamati. Con il 10% delle spese per le armi si risolverebbe la fame nel mondo

Friday, June 19th, 2009

15 milioni di persone soffrono la fame anche nei paesi sviluppati

Fao: oltre un miliardo d’affamati

E’ la prima volta nella storia umana. Sono cento milioni in piu’ dell’anno scorso a causa della crisi

ROMA – Per la prima volta nella storia umana, oltre un miliardo di persone in tutto il mondo risultano sottonutrite. Lo rende noto la Fao, che ha rivisto al rialzo le stime per il 2009 sul numero di persone che soffrono la fame, indicando la cifra di 1,02 miliardi. Tale cifra supera di oltre 100 milioni il livello dell’anno scorso e rappresenta circa un sesto della popolazione mondiale.

Dal Corriere.it del 19 giugno 2009.

“…Naturalmente, a partire dal disarmo nucleare e dal ritiro delle truppe dai territori occupati dovrebbe iniziare un disarmo generale progressivo di ogni tipo di armamenti. Bisogna riconvertire l’industria bellica, l’industria della morte, in un’industria per la vita. Basti dire che con il 10% del denaro destinato alle armi si potrebbe risolvere la fame in tutto il pianeta.logoMarciaMondiale

Naturalmente, mentre la minaccia della guerra e della distruzione si allontana, sarà necessario parlare anche di risolvere in modo nonviolento i problemi di ingiustizia, di poverta’, di salute, di istruzione, di ambiente e tanti altri, dal punto di vista di un Umanesimo Universalista.

Ma sappiamo che la costruzione di una Nazione Umana Universale inizia dalla pace e dalla nonviolenza attiva…”


dal documento ideologico della Marcia Mondiale per la Pace e la nonviolenza

Italia in guerra in Afghanistan

Wednesday, June 17th, 2009

Molto si parla delle scappatelle del presidente del consiglio, della sua moralita’ per le sue feste con giovani donne consenzienti o a pagamento poco importa. Poco del fatto che l’Italia, e’ un Paese in guerra. non ce l’abbiamo in casa ma l’esercito italiano e’ impegnato in missioni cosidette di “Pace”, ma dove invece si spara. La Pace non la si puo’ portare con le armi, sembra tanto logico, ma non e’ cosi’. Poco importa se con i nostri soldi si va’ in giro per il mondo con l’esercito, a fare una guerra, a uccidere e impoverire ancora. Sembrano tutti daccordo, poche voci si alzano contro questo. Quando la morale ci fara’ indignare perche’ il nostro governo, continua a finanziare queste missioni, in accordo con la triste opposizione, che quando c’e’ da votare o dare un giudizio non esce dalla logica della guerra.Manderemo nuove truppe in Afghanistan, come richiesto dagli USA, perche’ nessuno e’ contrario a Berlusconi per questo?

Gisberto Gallucci

Clicca sulla foto per vedere il video che mostra azioni militari italiane in Afghanistan

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Appoggio ai popoli indigeni del Peru’

Friday, June 12th, 2009

bambina dell'amazzonia del PerùIn Peru’, nell’Amazonia, e’ in atto una feroce repressione nei confronti delle diverse etnie indigenas che stanno lottando per le loro terre, che il governo intende privatizzare. Sono stati uccisi piu’ di 40 indigeni e sono anche morti 11 agenti di polizia, piu’ qualche centinaio di feriti. La repressione continua, con stato di emergenza e coprifuoco. Gli indigenas stavano manifestando da 54 gg in modo pacifico e sono stati brutalmente provocati e repressi con automezzi blindati ed elicotteri. La situazione non puo’ che peggiorare. Per questo con gli amici di A.latina stiamo organizzandoci per manifestare davanti ai consolati ed ambasciate peruviane, il giorno 11-06 cioe’ giovedi’, in piu’ punti possibili, per dare visibilita’ ai senza voce, agli invisibili.

Sarebbe molto significativo organizzare qualcosa, anche simbolico, per consegnare una lettera di protesta nei confronti del governo di Alan Garcia, e per dare un carattere internazionale alla vicenda.

I consolati peruviani in Italia si trovano: a Trieste, Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli.