Un po’ di informazione sulla scarcerazione di Pasquale Pedace, giunta dal Comitato Antirazzista promotore della manifestazione del 4 Ottobre contro tutti i razzismi.
Gisby
Oggi alle ore 17.00Pasquale Pedace, piu’ noto come Antonio, e 9 immigrati eritreisono stati sono usciti dal carcere di Siracusa. Per gli immigrati eritrei il giudice ha applicato l’ingiusta decisione di espulsione amministrativa in quanto “clandestini”. Antonio, attivista antirazzista e dirigente di Socialismo Rivoluzionario, era stato arrestato la sera del 24 agosto alla Stazione di Siracusaper aver protestato verbalmentecontro il trattamento inumano che la polizia stava riservando agli immigrati nel corso di una retata.
La scarcerazione e’ frutto di una importante mobilitazione solidale scattata immediatamente dopo l’arresto di Antonio. La scarcerazione di Antonio e dei nove fratelli eritrei e’ un primo successo, ma la vicenda e’ tutt’altro che finita. Verso la fine di ottobre, infatti, si terra’ il processo sulla base di accuse del tutto infondate. Continueremo la mobilitazione solidale per la piena liberta’ e il decadimento di tutti i capi di imputazione.
Questa vicenda come quella di Termoli dimostrano la necessita’ di reagire all’ondata razzista alimentata dal governo e dalle sue misure liberticide, rafforzano ulteriormente le ragioni per mobilitarsi verso la manifestazione nazionale del 4 ottobre.
Il Consiglio di Stato non ha ammesso il ricorso di alcune associazioni, contro l’ampliamento della base militare Dal Molin di Vicenza. La costituzione italiana indica il Popolo come sovrano, ma lo Stato in caso di basi militati (e altro) non lo vuole prendere n considerazione. Nella sentenza si dice infatti che ” Non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva competenza dello Stato, la consultazione della popolazione interessata-e’ detto in una nota- ne’ tanto meno essa e’ prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995; tale consultazione e’ stata soltanto ipotizzata nelle dichiarazioni del Ministro della Difesa pro tempore in sede parlamentare “. Hanno paura di consultare direttamente i cittadini sulle decisioni che piovono dall’alto, il vero federalismo e’ la consultazione diretta . Se il Popolo e’ sovrano lo deve essere sempre, non una volta ogni cinque anni.
In continuita’ con l’iniziativa di Saverio Tommasi, l’attore fiorentino che si e’ chiuso in una gabbia per tre giorni al piazzale Michelangelo per dire NO AI CPT, oggi 18 luglio dalle ore 18.30 fino a domenica 20 alle ore 19.00 si chiudera’ nella stessa gabbia Gigi Ontanetti nato a Firenze, cittadino del mondo, membro del movimento nonviolento educatore scout ed ex consigliere comunale fiorentino per affermare con forza il SI’ ALL’ACCOGLIENZA e IL NO AI CPT.
La terza conferenza internazionale organizzata da Europe for peace si e’ tenuta stamattina a Praga in una sala del Parlamento ceco, alla presenza di oltre cento persone, tra cui numerosi deputati e senatori cechi.
Sono intervenuti Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo, Giorgo Schultze,Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo, Joanne Landy, co - direttrice di US Campaign for Peace and Democracy, Jan Tamas, Movimento Umanista, portavoce del movimento ceco contro la base radar Jan Neoral, Lega dei sindaci contro il radar e Ivona Novomestska’ , portavoce di Ne Zakladnam.
Era presente la televisione nazionale ceca, che ha fatto un servizio in diretta e ha intervistato Luisa Morgantini.
La conferenza ha ottenuto tre importanti risultati:
1.Stabilire una volta per tutte che l’installazione di una base militare straniera in Repubblica Ceca e’ un tema europeo e non locale.
2.Dimostrare che la vera sicurezza si puo’ ottenere solo con la pace e il disarmo e non con una corsa agli armamenti sempre piu’ costosi e sofisticati.
3.Portare ancora una volta a livello europeo la lotta in Repubblica Ceca, con l’invito fatto da Luisa Morgantini alle donne del movimento contro la base radar, affinche’ partecipino all’audizione prevista a meta’ settembre al Parlamento Europeo, con rappresentanti di altri movimenti simili ( No Dal Molin in Italia, gruppi in Polonia, ecc ).
Da lunedi’ scorso fino a Domenica 20 Luglio a Barcellona in Spagna si sta’ svolgendo La settimana della creativita’ per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Promossa da ” Mondo senza guerre ” (pagina web italiana) questa settimana vede riunite nella citta’ iberica decine di persone di varie organizzazioni e non, che stanno creando la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partira’ dalla Nuova Zelanda nel 2009 e arrivera’ in Punta de Vacas (Argentina) a Gennaio del 2010 facendo il giro del mondo coinvolgendo organizzazioni, istituzioni e individui nei Paesi dove passera’. Prossimamente un articolo scritto da Sabrina Paoli, che ha partecipato a queste giornate. Per vedere e avere informazione in tempo reale sulla Settimana della Creativita’ MarciaMondiale.
Gisby
foto di gruppo dei partecipanti alla giornata di mercoledi’
Presenza sul territorio e nuovo umanesimo, il P.U. verso le amministrative
Ieri 10 luglio, il Partito Umanista fiorentino ha tracciato il proprio profilo per le prossime elezioni amministrative del 2009.
Il percorso che seguiremo sara’ contraddistinto da una forte presenza sul territorio, dichiara Antonio Berti segr. fiorentino, sono gia’ chiare le persone che si candideranno alle circoscrizioni, nel mese di settembre avranno costruito il proprio comitato elettorale.
Inoltre siamo soddisfatti che per le candidature al consiglio comunale si siano proposte molte persone del panorama associativo, ci saranno coloro che gia’ da anni si occupano degli argomenti piu’ importanti per la nostra citta’ e contiamo di contribuire con permanenza all’ interno di quei comitati in cui siamo gia’ presenti.
E’ un nuovo ciclo quello che vogliamo intraprendere fatto di, apertura al dialogo e al confronto, ricco di azioni concrete che dimostrino l’importanza di una sinistra umanista, necessaria in un momento in cui avanzano gli oscurantismi e le violenze di vario genere.
Vogliamo che Firenze si riappropri del suo ruolo storico di citta’ modello, non per i decreti contro i lavavetri o le misure repressive, ma come esempio di saggezza morale e di rinascimento sociale, virtu’ che sono assopite ma presenti nei fiorentini.
Segnalo con enorme piacere l’uscita in alcuni cinema italiani del film Il Rabdomante.
Un film coprodotto dai comitati sull’acqua (e anche dall’associazione umanista “UnAltroMondo”) sul tema dell’acqua, appunto, e su tutto quello che gli gira dietro.
E’ un film decisamente anomalo, per il circuito “grosso” nazionale, e durera’ nelle sale solo alcuni giorni.
Come potete vedere in fondo alla descrizione a Firenze uscira’ di programmazione oggi quindi stasera andiamo a vederlo…ci vediamo al Colonna
Titolo originale: Il rabdomante
Genere: drammatico
Durata: 85 min
Nazione di produzione: Italia
Anno di produzione: 2007
Felice, uno schizofrenico che vive completamente isolato dal resto del mondo in una masseria, situata alla periferia della citta’ di Matera. Qui aiuta i contadini a trovare l’acqua, mettendosi subito in contrasto con un malavitoso che ne ha il completo controllo. Intanto si fa avanti una venticinquenne dell’Est, Harja, compagna del boss. Rimasta incinta cerca in tutti i modi di scappare. Fugge e si rifugia nella masseria di Felice. I due hanno in comune un passato difficile e una profonda solitudine che li attanaglia…
Regia: Fabrizio Cattani
Attori: Pascal Zullino, Andrea Osvart, Riccardo Zinna, Antonio Gerardi, Massimo Sarchielli, Lucianna De Falco.
Colonna Atelier - Firenze - Lungarno F. Ferrucci, 23
In programmazione dal 07/09/2007 al 13/09/2007
Inizio spettacoli: 20,45/22,30
Il rapporto dell’Unodc (Ufficio Onu contro la droga e il Crimine) parla chiaro: in Afghanistan in un anno la produzione di oppio e’ cresciuta del 34% e questo anno si prevede che raggiungera’ la quota record di 8200 tonnellate. La superficie coltivata a oppio sarebbe addirittura cresciuta del 17%. Il direttore dell’Unodc ha accusato le truppe straniare stanziate nelle province al confine con il Pakistan di tollerare questo traffico in cambio di informazioni di intelligence contro i guerriglieri talebani: aggiunge poi che in una situazione nella quale il traffico di droga e’ la maggior fonte di finanziamento dei talebani la lotta contro di esso dovrebbe essere invece prioritaria.
In Cile una manifestazione convocata dalla Central Unica de Trabajadores (CUT) contro il modello economico neoliberale, imposto con la dittatura di Augusto Pinochet, continuato in democrazia e lasciato intatto da Michelle Bachelet, e’ stata repressa con la forza come ai tempi del dittatore, come potete ben vedere dal video e dalla lettera di un protagonista della manifestazione.
“Cari amici,
in primo luogo la situazione sugli arrestati: Belen Gallardo e’ stato rimesso in liberta’ e sta bene. Cristian Jimenez e’ ancora detenuto al 3° commissariato. L’abbiamo sentito per telefono, sta bene e attende di essere rimesso in liberta’.
La mattinata e’ stata realmente dura. Eravamo in Piazza Italia: Tomas, Lobito, Pato Andreu, Fernando Ortiz, Carlo Messina, Fdo. Lira, Marta, Jorge, Juan Enrique ed io.
Con Tomas eravamo in prima fila, un blocco di carabinieri a cavallo ci ha impedito la marcia e mentre tentavamo di andare avanti una carabiniera cerca di fermare Tomas e lo vuole arrestare (cosa che poi non e’ successa).
Siamo stati molto tempo con i cavalli davanti a noi, sentendo il loro respiro e i loro sbuffi in faccia e nelle orecchie. A intermittenza i carabinieri tentavano di farci retrocedere e noi tentavamo di resistere. Tomas si e’ mantenuto fermo insieme a Lobito e Pato Andreu.
Eravamo faccia a faccia con i cavalli nervosi e da dietro i manifestanti pressavano per avanzare. A momenti i cavalli si innervosivano e saltavano. Tomas ed io abbiamo ricevuto alcune pedate dai cavalli, che ci hanno fatto intravedere cosa poteva succedere se alcune di queste bestie (mi riferisco ai cavalli) fossero finite fuori controllo.
Le altre bestie (mi riferisco ai carabinieri) avevano lo sguardo perso e cercavano di reprimere. A differenza di altre manifestazioni, dove si accordano prima di picchiare, picchiavano senza distinzione, e senza stare attenti alle videocamere. Era ovvio che qualcuno gli aveva dato l’ordine di reprimere, che avevano il campo libero e si sentivano protetti nell’esercizio della loro repressione.
Qui nasce un dialogo e si sente il colpo che danno a Navarro (socialista) a due metri da noi. Io non ho visto il colpo, l’ho sentito, ed era molto molto forte.
Questo ha agitato ancor piu’ gli animi, facendo arrivare le contestazioni della gente contro il dirigente socialista Arturo Barrios: “questo e’ il tuo Governo socialista che sta reprimendo, il tuo Governo cittadino”, gridavano a Barrios.
Dopo e’ arrivata la prima ondata di gas: dura, forte. Sento un rimbombo, corro nel tentativo di scappare e trovo Juan Enrique che cerca di respirare e vedere visto che il gas ci impediva l’apertura degli occhi. Juan Enrique e’ fradicio e gli suggerisco di rifugiarsi al nostro locale. Recupero forze e torno a cercare Tomas, di nuovo in prima fila con Lobito e Pato Andreu.
Nuovamente c’e’ una carica dei carabinieri. Con Tomas, Navarro e Tellier cerchiamo di avanzare verso Alameda in direzione centro mentre Navarro sanguina. Avanziamo due passi e ci lanciano nuovamente gas.
Finalmente riusciamo a sorpassare il cordone di polizia. Ogni 40 metri i carabinieri cercano di arrestarci. Volevamo proseguire, calcare la via Alameda che Allende invitava ad aprire e che oggi una Presidente socialista, impedisce che vi si cammini.
Abbiamo proseguito, abbiamo passato i picchetti dei carabinieri, arrivando all’angolo con via Portogallo dove c’era il picchetto dei carabinieri piu’ grande. Il nostro gruppo era ridotto a una trentina di persone. Ci fermano, proviamo a dialogare ma i carabinieri usano come sostantivi i manganelli e come verbo il gas.
Ci sparano nuovamente con gli idranti: provo a proteggermi e osservo come Tomas si ferma e Pato Andreu e Lobito si uniscono a lui. E’ stata una pioggia intensa, forte e lunga. I corpi protetti dai corpi, la solidarieta’ di una spalla sopra l’altra, la barbarie ha resistito tra corpi sconosciuti che in quel momenti si erano uniti nel resistere alla repressione.
Finalmente il diluvio appestante termina, ma non potevamo aprire gli occhi per i gas irritanti. Tomas cerca di asciugare gli occhiali mentre molte fotocamere lo fotografavano.
La pioggia degli idranti era stata intensa; camminavamo e le nostre scarpe emettevano il tipico suono di quando sono piene d’acqua.
Non potevamo proseguire, ci rimaneva solo da andare al nostro locale, asciugarci e valutare gli avvenimenti.
Al locale, accanto alla stufa, senza scarpe e calzini, i media cominciano a chiamare Tomas che parla ai media senza scarpe e calzini e con una maglia da donna fino alle ginocchia. Tutti noi ancora fradici.
Un abbraccio, Efren Osorio”