Intervento alla conferenza “SCUOLA, QUALE FUTURO?” di Paola Poggi
26/09/08
Intervento alla conferenza SCUOLA, QUALE FUTURO?
Buona sera a tutti e grazie alla Sig.ra Clara Vella per la possibilita’ di questo intervento oggi. Io sono Paola Poggi, insegnante elementare in ruolo dallo scorso anno, dopo un precariato di piu’ di 10 anni e membro della Comunita’ per lo Sviluppo Umano da piu’ della meta’ della mia vita.
Quale futuro?
Non c’e’ nessun futuro per la scuola, come per nessun altro ambito sia umano che naturale, in un mondo come questo dove l’essere umano sembra aver completamente perso il suo senso. L’unica cosa che conta nel mondo di oggi e’ il denaro. Il denaro o l’ottica del guadagno che e’ la stessa cosa, sta alla radice di ogni scelta politica e non solo di quella. Il decreto Gelmini che il ministro tenta di giustificare con false ideologie e pragmatismo trova negli interessi economici la sua radice. Cosi’ si lasceranno a casa nei prossimi anni 150.000 persone. Si struttureranno classi di oltre 30 bambini con un unico maestro, che cosi’ non potra’ piu’ essere in grado di seguire personalmente ogni bambino nella sua crescita. I bambini oggi, provengono tutti, non solo i bambini stranieri, da realta’ familiari difficili e spesso violente. Perche’ questa e’ la realta’ che viviamo oggi, una realta’ molto violenta. Quindi tutti e neanche soltanto i bambini autistici o con handicap, hanno bisogno di un appoggio individualizzato. Cosa che oggi, nonostante tutte le difficolta’, gli insegnanti svolgono, volontariamente, con straordinari non pagati e lavoro a casa che nessuno gli chiede ma che fanno perche’ hanno a cuore i loro bambini. Nonostante gli stipendi da miseria, i minimi in tutta Europa.
Nonostante attualmente la scuola italiana, almeno la elementare, sia la migliore di tutto il Vecchio Continente come scuola dove nessun alunno viene lasciato indietro, l’insegnamento didattico con il maestro unico necessariamente diventera’ piu’ diluito perche’ si pretende un insegnante tuttologo, cosa che non e’ fattibile, a meno che non si stia pensando che al momento che l’insegnante sia formato adeguatamente e’ anche il momento in cui questo deve andare in pensione, sempre che ci sara’ ancora una pensione…. Un tempo il maestro unico era tuttologo perche’ gli insegnanti, cosi’ come gli alunni erano piu’ ignoranti, insegnavano meno e con metodi mnemonici perche’ il mondo era diverso, tutto era diverso, anche la diffusione della conoscenza, internet non esisteva. Nel mondo attuale si richiede ad un insegnante una conoscenza universitaria, giustamente per poter dare al bimbo la conoscenza di cui ha bisogno e una formazione adeguata e aggiornata per poterla dare con forme sempre piu’ adeguate all’epoca e al bambino che non e’ più quello di 20 anni fa, perche’ il mondo e’ cambiato e cambia ogni giorno di piu’. Come fara’ questo insegnante a dare istruzione adeguata? Semplicemente non potra’. E cosi’ l’educazione del nostro popolo sara’ ancora più misera, le nuove generazioni saranno sempre piu’ ignoranti, senza allenamento al pensare, allo studiare, senza dati sul mondo. E sappiamo bene che e’ anche dall’ignoranza che nasce la violenza.
Maestro unico significa anche un unico punto di vista che i bambini avranno sulle cose che lui insegnera’, con le conseguenza che questo porta.
Se stiamo pensando di formare una specie di robot programmato per produrre, questa istruzione andra’ benissimo. Ma se stiamo pensando alla formazione di un essere umano completo, cosi’ come dicono le indicazione del nuovo curricolo. Siamo assolutamente fuori strada.
Questi cambiamenti che il decreto vuole portare cosi’ come il 5 in condotta o i voti numerici sono assolutamente inadeguati, e ingenui se si pensa che un 5 in condotta cambi il comportamento di un bambino, sia la soluzione al bullismo. Potremmo anche chiederci sulla pedagogia che sta dietro a queste introduzioni…chi e’ il bambino secondo la Gelmini? Una specie di animaletto che dovrebbe muoversi secondo la meccanica della carota e del bastone? Stiamo immaginando e lavorando con particelle invisibili che riescono a viaggiare a una velocita’ impossibile e rimaniamo alla pedagogia del bastone e della carota?
Questo decreto non tiene conto dell’essere umano, non tiene conto del bambino come non tiene conto delle persone qualificate e con esperienza che perderanno la possibilita’ di insegnare in un momento dove di loro c’e’ estremo bisogno, non tiene conto delle famiglie, della loro necessita’ del tempo pieno per ragioni lavorative….e che se vorranno continuare a usufruirne dovranno pagare le cooperative che se ne occuperanno…Tiene conto solo del risparmio di soldi che con questi tagli ricaveranno. Le conseguenze di questo, riportando le parole del Ministro, “Non sono un loro problema”.
Non c’e’ futuro per la scuola, per l’essere umano se il sistema di valori che muove il nostro mondo non si trasforma. Ma io credo nel futuro! Sono un inguaribile ottimista! E quindi vedo un futuro per la scuola e per il mondo attraverso la trasformazione dei valori violenti che guidano la societa’ a partire dalla nostra testa, da noi stessi, dagli ambiti in cui viviamo.L’unica via per farlo e’ la nonviolenza, il rifiuto della violenza in noi e fuori di noi. Una profonda e umile meditazione su chi siamo e dove stiamo andando. Quindi su che cos’e’ la scuola e dove sta andando. Su cosa sono le istituzioni e dove stanno andando. Dove gli insegnanti studino e propongano una nuova pedagogia, una nuova didattica e un nuovo modo di fare scuola che abbia al centro l’essere umano concreto con le sue necessita’ e le sue aspirazioni e che dia risposta alle necessita’ sociali che l’epoca impone. E dove le istituzioni appoggino l’introduzione dei cambiamenti che gli stessi insegnanti propongono e facciano le loro proposte ma a partire da questa stessa sensibilita’. Perche’ la scuola ha bisogno di riforme, ma non della riforma della Gelmini che la porterebbe ancora più nel baratro di quanto gia’ non sia.
Invito tutti noi a metterci in questo cammino da subito! Vi invito il 2/10 a celebrare con noi la giornata internazionale della nonviolenza partecipando alle varie iniziative che verranno fatte in quella giornata e in particolare a una conferenza di presentazione della tavola della nonviolenza toscana in palazzo vecchio sulla Forza della Nonviolenza come unica forza capace di trasformare il mondo. La conferenza si terra’ Alle 11 alla sala delle Miniature in Palazzo Vecchio. E il pomeriggio dalle 17 in piazza della Signoria insegnanti, genitori, bambini e chi vorra’ ci uniremo alla manifestazione della campagna “Il prossimo sono io”, perche’, dopo gli immigrati, i prossimi siamo noi, genitori, insegnanti, bambini…ci troveremo in piazza con palloncini colorati, cartelloni e tanta allegria perche’ il decreto Gelmini venga ritirato. La manifestazione sara’ un serpentone che si muovera’ nella piazza ogni 15 minuti perche’ il nuovo regolamento del Cioni non permette di occupare il suolo pubblico. Alle 18 poi sempre nella piazza realizzeremo insieme una meditazione per la pace e la nonviolenza nel mondo.
Grazie a tutti. Paola Poggi “La comunita’ per lo sviluppo Umano”
