Archive for September, 2008

2 Ottobre Programma di Firenze giornata mondiale della nonviolenza

Tuesday, September 30th, 2008

Ecco il programma della Toscana

IL PROSSIMO SONO IO

MANIFESTAZIONE PER IL RITIRO DEL DECRETO GELMINI


PALAZZO VECCHIO SALA DELLE MINIATURE LA COMUNITA’ PER LO SVILUPPO UMANO

MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI P.ZZA S. MARCO

BICICLETTATA PER FIRENZE

PISTOIA, FILM “WATER” ASSOCIAZIONE UMANISTA SU LA TESTA

Il Movimento Umanista insieme ad altre associazioni organizza per il 2 ottobre le seguenti iniziative in Toscana*:
tutte le informazioni e dettagli sul sito: http://www.marciamondialetoscana.org/

**Firenze**
La Comunita’ per lo Sviluppo Umano:
Presentazione della Tavola per la nonviolenza, ore 10,30 Palazzo Vecchio – Sala delle Miniature.

Coordinamento Studenti:
Corteo studentesco, ore 9,30 Piazza S.Marco.

Centro delle Culture:
Presidio, Il prossimo sono io, ore 16 - 20 Piazza della Signoria.

Insieme per la Pace:
Meditazione per la pace e la nonviolenza, ore 18,30 Piazza della Signoria.

Centro di comunicazione diretta di Rifredi:
Biciclettata per la nonviolenza, ore 18,30 Piazza Dalmazia con arrivo in Piazza Signoria.

Carovana missionaria della pace:
Vinci la paura accogliendo l’altro, ore 21,00 Teatro Stensen.

Federazione Umanista Sportiva:
Dai un calcio alla violenza, ore 20.

Iniziativa: I prossimi siamo noi - Manifestazione per il ritiro del Decreto Gelmini
*
*Garfagnana - Lucca**
Un tavolo informativo e come coorganizzatori della festa APUANIA in provincia di Lucca e culminera’ Giovedi’ 2 ottobre con una maxy campagna di diffusione ed invito nelle scuole della provincia di Lucca.

**Pistoia**
Proiezione video per celebrare la Nonviolenza. L’associazione Umanista “Su la Testa” (via la Pira 29 Pistoia) e il circolo Cral Breda Sezione Cinema (via Ciliegiole 77 Pistoia): Invitano alla proiezione del film “Water” di Deepa Mehta.

**Prato**
Il 2 ottobre alle ore 9.00 presso l’Istituto professionale Francesco Datini a Prato, le classi quarte dell’indirizzo per i servizi sociali assisteranno alla proiezione del film “La dignita’ degli ultimi”.
Il film sara’ introdotto da una riflessione sulla giornata mondiale della pace e della nonviolenza,
mentre a conclusione daremo il via a un interscambio a cui parteciperanno gli alunni e i professori.
Inoltre saranno rivolti gli inviti per la manifestazione del 4 ottobre a Roma e verra’ presentato il progetto della Marcia Mondiale che partira’ ad un anno esatto dalla data odierna.

**Arezzo**
Conferenza stampa

Dalla Repubblica alla Nazione Umana Universale

Monday, September 29th, 2008

Sconcerto, ogni tanto capita di leggere qualche dichiarazione del Nostro Presidente della Repubblica, Napolitano e rimango sconcertato. No che mi sia mai piaciuto, (si puo’ dire o e’ vilipendio?), ma immagino un Presidente della Repubblica, quindi colui che deve pensare e far si’ che i propri cittadini abbiano tutelato i diritti almeno quelli acquisiti. Dai Cpt che insieme alla signora Turco, ha progettato e dato il nome alla legge che li ha instaurati, all’appoggio alle guerre in Afghanistan e Iraq, al suo dire Basta! Ad ogni morto sul lavoro, che non ha portato mai a niente, fino alla dichiarazione di oggi sulla scuola in cui approva i tagli a cui gli insegnanti sono contrari per vari motivi, non solo economici. Io mi immagino un Presidente di una Repubblica, che sta’ in mezzo alla gente, ma veramente, quindi si fa’ garante delle richieste. Mi pare, che siamo molto lontani da questa immagine, mi pare che oramai La Repubblica sia un concetto superato, ma superato perche’ sembra gestito piu’ dall’Economicismo, piu’ che da una vera organizzazione di popoli. Mai un accenno alla distruzione che sta’ portando questo sistema. I disoccupati aumentano, notizia di oggi, mentre migliaglia di miliardi vengono bruciati dalla speculazione finanziaria, si vuole tagliare la scuola, come si sta’ proponendo di privatizzare gli ospedali, e viene dato l’immigrato come capo espiatoria per l’ignoranza della gente, mentre vengono buttati migliaglia di miliardi nel pozzo senza fine della crisi dell’economia capitalista.

Ci deve essere un cambio di tendenza, ma non si capisce, si continua a dar credito a chi sta’ da anni cannibalizzando tutto, finche’ non cannibalizzera’ anche se stesso.

Cosi da cittadino Italiano, non mi riconosco nel Nostro Presidente della Repubblica, non me ne voglia, ma mi riconosco di piu’ nella possibilita’ futura di poter superare questo momento di crisi profonda in cui ci siamo incanalati, e che questo superamento sia fatto da chi si sente cittadino di Una Nazione Umana Universale.

Gisby

Intervento alla conferenza “SCUOLA, QUALE FUTURO?” di Paola Poggi

Saturday, September 27th, 2008

26/09/08

Intervento alla conferenza SCUOLA, QUALE FUTURO?

Buona sera a tutti e grazie alla Sig.ra Clara Vella per la possibilita’ di questo intervento oggi. Io sono Paola Poggi, insegnante elementare in ruolo dallo scorso anno, dopo un precariato di piu’ di 10 anni e membro della Comunita’ per lo Sviluppo Umano da piu’ della meta’ della mia vita.

Quale futuro?

Non c’e’ nessun futuro per la scuola, come per nessun altro ambito sia umano che naturale, in un mondo come questo dove l’essere umano sembra aver completamente perso il suo senso. L’unica cosa che conta nel mondo di oggi e’ il denaro. Il denaro o l’ottica del guadagno che e’ la stessa cosa, sta alla radice di ogni scelta politica e non solo di quella. Il decreto Gelmini che il ministro tenta di giustificare con false ideologie e pragmatismo trova negli interessi economici la sua radice. Cosi’ si lasceranno a casa nei prossimi anni 150.000 persone. Si struttureranno classi di oltre 30 bambini con un unico maestro, che cosi’ non  potra’ piu’ essere in grado di seguire personalmente ogni bambino nella sua crescita. I bambini oggi, provengono tutti, non solo i bambini stranieri, da realta’ familiari difficili e spesso violente. Perche’ questa e’ la realta’ che viviamo oggi, una realta’ molto violenta. Quindi tutti e neanche soltanto i bambini autistici o con handicap, hanno bisogno di un appoggio individualizzato. Cosa che oggi, nonostante tutte le difficolta’, gli insegnanti svolgono, volontariamente, con straordinari non pagati e lavoro a casa che nessuno gli chiede ma che fanno perche’ hanno a cuore i loro bambini. Nonostante gli stipendi da miseria, i minimi in tutta Europa.

Nonostante attualmente la scuola italiana, almeno la elementare, sia la migliore di tutto il Vecchio Continente come scuola dove nessun alunno viene lasciato indietro, l’insegnamento didattico con il maestro unico necessariamente diventera’ piu’ diluito perche’ si pretende un insegnante tuttologo, cosa che non e’ fattibile, a meno che non si stia pensando che al momento che l’insegnante sia formato adeguatamente e’ anche il momento in cui questo deve andare in pensione, sempre che ci sara’ ancora una pensione…. Un tempo il maestro unico era tuttologo perche’ gli insegnanti, cosi’ come gli alunni erano piu’ ignoranti, insegnavano meno e con metodi mnemonici perche’ il mondo era diverso, tutto era diverso, anche la diffusione della conoscenza, internet non esisteva. Nel mondo attuale si richiede ad un insegnante una conoscenza universitaria, giustamente per poter dare al bimbo la conoscenza di cui ha bisogno e una formazione adeguata e aggiornata per poterla dare con forme sempre piu’ adeguate all’epoca e al bambino che non e’ più quello di 20 anni fa, perche’ il mondo e’ cambiato e cambia ogni giorno di piu’. Come fara’ questo insegnante a dare istruzione adeguata? Semplicemente non potra’. E cosi’ l’educazione del nostro popolo sara’ ancora più misera, le nuove generazioni saranno sempre piu’ ignoranti, senza allenamento al pensare, allo studiare, senza dati sul mondo. E sappiamo bene che e’ anche dall’ignoranza che nasce la violenza.

Maestro unico significa anche un unico punto di vista che i bambini avranno sulle cose che lui insegnera’, con le conseguenza che questo porta.

Se stiamo pensando di formare una specie di robot programmato per produrre, questa istruzione andra’ benissimo. Ma se stiamo pensando alla formazione di un essere umano completo, cosi’ come dicono le indicazione del nuovo curricolo. Siamo assolutamente fuori strada.

Questi cambiamenti che il decreto vuole portare cosi’ come il 5 in condotta o i voti numerici sono assolutamente inadeguati, e ingenui se si pensa che un 5 in condotta cambi il comportamento di un bambino, sia la soluzione al bullismo. Potremmo anche chiederci sulla pedagogia che sta dietro a queste introduzioni…chi e’ il bambino secondo la Gelmini? Una specie di animaletto che dovrebbe muoversi secondo la meccanica della carota e del bastone? Stiamo immaginando e lavorando con particelle invisibili che riescono a viaggiare a una velocita’ impossibile e rimaniamo alla pedagogia del bastone e della carota?

Questo decreto non tiene conto dell’essere umano, non tiene conto del bambino come non tiene conto delle persone qualificate e con esperienza che perderanno la possibilita’ di insegnare in un momento dove di loro c’e’ estremo bisogno, non tiene conto delle famiglie, della loro necessita’ del tempo pieno per ragioni lavorative….e che se vorranno continuare a usufruirne dovranno pagare le cooperative che se ne occuperanno…Tiene conto solo del risparmio di soldi che con questi tagli ricaveranno. Le conseguenze di questo, riportando le parole del Ministro, “Non sono un loro problema”.

Non c’e’ futuro per la scuola, per l’essere umano se il sistema di valori che muove il nostro mondo non si trasforma. Ma io credo nel futuro! Sono un inguaribile ottimista! E quindi vedo un futuro per la scuola e per il mondo attraverso la trasformazione dei valori violenti che guidano la societa’ a partire dalla nostra testa, da noi stessi, dagli ambiti in cui viviamo.L’unica via per farlo e’ la nonviolenza, il rifiuto della violenza in noi e fuori di noi. Una profonda e umile meditazione su chi siamo e dove stiamo andando. Quindi su che cos’e’ la scuola e dove sta andando. Su cosa sono le istituzioni e dove stanno andando. Dove gli insegnanti studino e propongano una nuova pedagogia, una nuova didattica e un nuovo modo di fare scuola che abbia al centro l’essere umano concreto con le sue necessita’ e le sue aspirazioni e che dia risposta alle necessita’ sociali che l’epoca impone. E dove le istituzioni appoggino l’introduzione dei cambiamenti che gli stessi insegnanti propongono e facciano le loro proposte ma a partire da questa stessa sensibilita’. Perche’ la scuola ha bisogno di riforme, ma non della riforma della Gelmini che la porterebbe ancora più nel baratro di quanto gia’ non sia.

Invito tutti noi a metterci in questo cammino da subito! Vi invito il 2/10 a celebrare con noi la giornata internazionale della nonviolenza partecipando alle varie iniziative che verranno fatte in quella giornata e in particolare a una conferenza di presentazione della tavola della nonviolenza toscana in palazzo vecchio sulla Forza della Nonviolenza come unica forza capace di trasformare il mondo. La conferenza si terra’ Alle 11 alla sala delle Miniature in Palazzo Vecchio. E il pomeriggio dalle 17 in piazza della Signoria insegnanti, genitori, bambini e chi vorra’ ci uniremo alla manifestazione della campagna “Il prossimo sono io”, perche’, dopo gli immigrati, i prossimi siamo noi, genitori, insegnanti, bambini…ci troveremo in piazza con palloncini colorati, cartelloni e tanta allegria perche’ il decreto Gelmini venga ritirato. La manifestazione sara’ un serpentone che si muovera’ nella piazza ogni 15 minuti perche’ il nuovo regolamento del Cioni non permette di occupare il suolo pubblico. Alle 18 poi sempre nella piazza realizzeremo insieme una meditazione per la pace e la nonviolenza nel mondo.

Grazie a tutti. Paola Poggi “La comunita’ per lo sviluppo Umano”

Comunicato di Assopace Napoli

Thursday, September 25th, 2008

Non possiamo non dare spazio a questo comunicato che manda Assopace di Napoli, siamo solidari con Emiliano Di Marco, e con tutte quelle persone e individui che agiscono contro la violenza e il razzismo, che purtroppo in questi tempi, sono sempre piu forti. Non resta che partecipare agli eventi del 2 Ottobre della giornata della nonviolenza, e il 4 Ottobre alla manifestazione nazionale contro il razzismo a Roma. E poi continuare a lottare a favore della pace e della nonviolenza.

Gisby

Emiliano Di Marco, dirigente dell’Associazione per la Pace, e’ stato
aggredito ieri sera a Pianura da una squadraccia fascista. Era giunto li’
insieme ad altri attivisti antirazzisti a seguito dell’ennesimo
tentativo di cacciare i cittadini immigrati che abitano nel quartiere.
L’azione pacifica e il dialogo con le istituzioni portato avanti in
quelle ore concitate, ha evitato lo sgombero, ma ha irritato quel
manipolo di delinquenti che da tempo tenta aizzare gli abitanti contro
la presenza degli stranieri. Le forze dell’ordine, pur presenti, non
hanno evitato l’aggressione e le minacce. Dopo Ponticelli e
Castelvolturno, dobbiamo forse temere che un analogo episodio possa
avvenire a Pianura ? Cosa deve succedere ancora per far si’ che questi
provocatori e teppisti vengano fermati? E fino a quando sara’ tollerata
la connivenza fra esponenti politici della destra e questi delinquenti?
Anche per queste ragioni la manifestazione indetta per sabato 27
dalla CGIL dovra’ vedere una prima risposta della societa’ contro questo
clima di razzismo e di violenza che sta prendendo piede in citta’.

Comunicato di Assopace Napoli

Nasce Humanipedia

Tuesday, September 23rd, 2008
Cari amici,

abbiamo il piacere di annunciare l’apertura al pubblico dell’Enciclopedia Umanista che potete trovare all’indirizzo:
www.humanipedia.org.Per ora e’ solo in spagnolo.

Si tratta di un lavoro realizzato con la tecnologia Wiki (la stessa di Wikipedia) che permette, allora, un grande lavoro di equipe.

L’enciclopedia conta attualmente su quasi 600 articoli, foto, video e audio. Ovviamente si tratta della prima versione.
Inoltre, ha anche una versione multimediale a www.humanipedia.org/media collegata a Humanipedia.

Resta ancora molto lavoro da fare, infatti le possibilita’ non hanno limite. Un immenso lavoro di raccolta e creazione a cui invitiamo tutti gli amici.

Per iniziare a collaborare puoi:

- visitare e iscriverti al sito
- reinviare questa mail ai tuoi contatti
- lasciare commenti a ogni articolo nella sezione discussione
- iscriverti alla lista del sito
- collaborare inserendo pagine o partecipando a un progetto (invia una mail a colaborar@humanipedia.org)

Ti aspettiamo! Un grande abbraccio
L’equipe dell’Enciclopedia Umanista

IMPLOSIONE NELL’IMPERO Il contesto nel quale si da’ questa crisi

Monday, September 22nd, 2008

di Guillermo Sullings

economista e portavoce del Nuovo Umanesimo in Argentina

In questi giorni stiamo assistendo all’approfondimento di una enorme crisi finanziaria, con l’epicentro negli Stati Uniti ma con delle conseguenze in tutto il mondo. In realta’ questa crisi e’ cominciata a mostrarsi da un anno, ma si stava generando gia’ nel 2006, e le sue radici sono anteriori. Potremmo sicuramente dire che la “terra fertile” per lo sviluppo di tali radici, sono state arate da decadi.

Nell’anno 2000, quando abbiamo pubblicato “Economia Mista”, dedicammo dei paragrafi a quello che denominammo “la trappola del credito”, come il fenomeno con il quale si stimola le persone ad anticipare il consumo mediante l’indebitamento. In un primo momento il livello di consumo si incrementa (perche’ le persone spendono l’equivalente di quello che guadagnano, in piu’ l’equivalente a cio’ di cui si fanno debitori), e in un secondo momento i loro consumi diminuiscono perche’ i debiti devono ridurre le loro spese regolari, per generare un risparmio che gli permette di pagare cio’ di cui sono debitori, piu’ gli interessi incorporati, che nel caso del credito a lungo tempo, possono arrivare a duplicare il valore di cio’ che si e’ acquistato. Da una parte genera un trasferimento di ingressi dall’economia produttiva verso la banca, e da un’altra parte genera cicli di successiva espansione e contrazione nell’economia.

Questo perche’, mentre quando si espande il credito, il maggior consumo, genera una crescita dell’economia reale, (e quindi la gente aumenta i loro ingressi e si crea le condizioni per affrontare le sue spese e i suoi debiti), siccome il ritmo di crescita reale e’ sempre minore rispetto la crescita del credito, si generano le famose “bolle”, che inevitabilmente scoppiano.

Quando parliamo di questi temi di “Economia Mista”, menzioniamo anche al livello di indebitamento che avevano gia’ nella societa’ Statunitense, ed abbiamo detto che in qualche momento questa situazione sarebbe scoppiata. Tutto indica che questo momento si sta avvicinando. Non e’ per nulla facile stimare i tempi di queste cose. Quando nel 1998 abbiamo anticipato la caduta della convertibilita’ Argentina, abbiamo potuto realizzare l’analisi su una economia molto piu’ piccola, piu’ semplice, e limitata ad un solo paese.

L’economia degli Stati Uniti invece, oltre ad essere enormemente maggiore e piu’ complessa, ha potuto “esportare” i suoi problemi, e si dovrebbe avere un enorme quantita’ di informazioni da tutto il mondo, per fare previsioni piu’ precise. Pero’ non vi sono dubbi che la tendenza sia verso una crisi ogni volta piu’ profonda.

Prima di riferirci al detonante della crisi attuale, c’e’ da capire come funziona la societa’ Statunitense rispetto al credito, al consumo e all’investimento speculativo.

In questo paese esiste una cultura molto radicata rispetto l’indebitarsi per salire nella scala sociale (mediante il consumo). E chi ha capacita’ di risparmio, ha una cultura molto diffusa nell’investire in azioni, fondi di finanziamento, e tutta una serie di complessi strumenti finanziari, che qui per la gente comune non capisce neanche di che si tratta.

Negli Stati Uniti la maggior parte della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case, e quando li termina di pagare si indebita per rinnovarli. Gli studenti universitari si indebitano per pagare i loro studi e dopo pagano i loro crediti quando li ricevono. E’ una societa’ indebitata, al punto tale che nel momento attuale, il livello di indebitamento medio delle casalinghe e’ del 120% dei loro ingressi annuali; ovvero in media, se i cittadini statunitensi potessero stare un anno senza spendere un dollaro neanche per mangiare, ugualmente dovrebbero lavorare tutto questo anno e qualche mese in piu’ per pagare quello che devono.

Il 75% di questi debiti corrispondono a debiti ipotecari, detonanti dell’attuale crisi. Pero’ questo livello di indebitamento dei cittadini Statunitensi, non e’ solamente interno (tra di loro), ma oltre a questo si sta finanziando con l’enorme deficit che ha questo paese tanto nella bilancia commerciale, come nella bilancia dei pagamenti, visto che e’ il governo piu’ indebitato del pianeta.

Tra Cina e Giappone accumulano titoli del debito Statunitense di un valore quasi di 2 bilioni di dollari, grazie al loro surplus commerciale con quel paese.

Gli antecedenti della crisi attuale

All’interno del contesto di una societa’ abituata ad indebitarsi crescentemente, da una parte, e a generare bolle di investimenti dall’altra, e’ li’ che comincia a crescere la bolla immobiliaria tra il 2002 e il 2005.

In quegli anni la Riserva Federale aveva abbassato i tassi per attivare l’economia, dopo l’impatto recessivo che genero’ i timori a partire dagli attentati dell’11 settembre.

Le banche quindi potevano indebitarsi per il 2 % annuale, e fare prestiti per l’8% annuale a chi voleva comprare o costruire una casa. Era un grande negozio finanziario, per se stesse, pero’ la voracita’ delle banche non si conformava con cio’; per attirare molti piu’ clienti che prendessero il loro credito ipotecario, rilassarono le loro regole e i loro controlli e aggiudicarono crediti a persone con meno solvenza (ipoteca “subprime”), e fu l’auge dell’affare immobiliare, che fece salire e salire il prezzo delle proprieta’.

Pero’ a loro volta per poter prestare a ogni volta piu’ clienti, le banche avevano bisogno di attrarre fondi nel mercato, cosi’ fu quando cominciarono ad offrire in garanzia le stesse ipoteche che avevano nelle cartelle dei loro clienti.

Fecero questo una e un’altra volta, e le ipoteche si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari dei quali arrivarono a partecipare anche le banche europee.

Milioni di risparmiatori, attraverso delle banche, fondi di investimento, e imprese quotate in borsa, finanziarono la crescita della bolla, la maggioranza delle volte senza sapere quale era la garanzia finale dei loro investimenti.

Tutto questo d’accordo con il prestigioso rating di rischio che tanto si sono occupati di squalificare le economie emergenti, e mai hanno avvertito i risparmiatori sul rischio di questi irrazionali strumenti di credito del primo mondo. Tutto e’ stato un affare prospero mentre le proprieta’ salivano di valore e la ruota dell’indebitamento e dei pagamenti delle quote seguiva funzionando. Pero’ come tutte le bolle un giorno e’ scoppiata.

La Riserva Federale comincio’ ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l’inflazione, e così le banche aumentarono anche loro i tassi dei crediti ipotecari gia’ aggiudicati ( quelli a tasso variabile).

Molti proprietari che non erano molto solvibili, gia’ iniziavano ad entrare in mora; con l’aumento dei tassi la mora si moltiplico’ e gia’ nel 2006 si ebbe 1.200.000 esecuzioni ipotecarie. Il valore delle proprieta’, che era arrivato a livelli irrazionali, comincio’ a sgonfiarsi, prima per la logica dei valori relativi, pero’ questo sgonfiamento si accellero’ quando molti proprietari misero in vendita le loro case perche’ non potevano pagare le quote della loro ipoteca.

Questo calo della proprieta’ fece che molti proprietari avessero con la banca un debito maggiore al valore della loro casa, con il quale l’avevano messa in vendita, valore che a sua volta condizionato dalle vendite continuo’ ad abbassarsi.

Al giorno di oggi si stima che più di 5.000.000 famiglie hanno in vendita la loro casa perche’ non possono pagare l’ipoteca, e ci sono 2.000.000 che stanno per perderla in una esecuzione ipotecaria.

Quando scoppio’ la crisi in agosto del 2007, si stimava che avevano morosita’ accumulate di piu’ di 500.000 milioni di dollari nel mercato delle ipoteche.

Pero’ molto maggiore era la perdita di valore dei titoli e azioni che stavano supportati dalle chiamate “ipoteche spazzatura”. In altre parole, molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perche’ evaporarono i loro attivi, supportati da ipoteche non creditizie e svalutate.

In questa complessa trama finanziaria, l’effetto domino inizio’ a portare al fallimento molte entita’ relazionate in qualche modo con questi strumenti finanziari appoggiati ad una fragile bolla. I casi più risonanti furono Freddie Mac, Fannie Mae, Bearns Stearns, e piu’ recentemente Lehman Brothers e AIG, ci sono state un centinaio di entita’ danneggiate in USA e alcune in Europa che hanno dovuto sostenere.

Questo effetto domino ha gia’ un anno, e ancora non e’ arrivato alla sua fine. Il governo degli Stati Uniti e la Riserva Federale iniettano centinaia di migliaia di milioni per moderare il terremoto, pero’ niente e’ sufficiente, e la crisi delle ipoteche ha contaminato tutti i mercati finanziari e di borsa. I finanziatori tolgono il denaro dalle banche e dai fondi di investimento per panico e sfiducia, con questa azione debilitano ancora piu’ il sistema finanziario. Gli intestatari di buoni o azioni cercano di venderli per avere contanti, o perche’ prevedono una maggiore svalorizzazione degli stessi, e nel farlo gli stessi perdono di valore sempre piu’. Cioe’, si sta passando dalla dimensione ipotecaria (di per se enorme), alla dimensione della profezia auto compiuta di una corrida bancaria e di borsa che genera fallimenti a catena. Oggi e’ questo il problema che sta affrontando gli Stati Uniti.

Fino a dove arrivera’ la crisi?

È molto difficile sapere quando si tocchera’ il fondo.

In primo luogo perche’ anche se non si sa bene dove e’ arrivata la contaminazione degli strumenti finanziari supportati con le “ipoteche spazzatura”, data la complessita’ di tali strumenti.

In secondo luogo perche’ oltre al problema finanziario di origine, appare il fattore psicologico della sfiducia dei risparmiatori, molto piu’ difficile da misurare e prevenire, che seguira’ ad approfondire le sue ripercussioni nell’economia reale, fondamentalmente attraverso la restrizione del credito per gli investimenti e il consumo e attraverso la perdita di capacita’ di spendere della popolazione, si andra’ accentuando la spirare recessiva.

In terzo luogo, perche’ la interdipendenza tra l’economia del mondo con quella degli Stati Uniti, aprono una ventola di molteplici conseguenze che si andranno retro alimentando.

L’economia degli Stati Uniti rappresenta il 25% dell’economia mondiale, ed e’ sommamente interdipendente con Cina, Giappone ed Europa, insieme con i quali teniamo piu’ del 50% dell’economia mondiale danneggiati direttamente dalla crisi. Quindi praticamente nessun paese sta isolato dalle conseguenze, anche se indirettamente ed in differenti gradi.

Una recessione negli Stati Uniti implica una forte diminuzione del consumo del principale compratore di prodotti fabbricati in Cina e Giappone. Un rallentamento nell’economia cinese come conseguenza della diminuzione di esportazione, implichera’ meno importazione di materie prime da parte di questo paese al resto del mondo.

A sua volta la sfiducia verso gli investimenti di rischio danneggera’ il flusso degli investimenti nei denominati paesi emergenti. Pero’ in quale profondita’ e per quanto tempo si dara’ questo, impossibile anticiparlo.

Il governo degli Stati Uniti, contraddicendo i loro propri “principi” di ortodossa liberale, di lasciare che i mercati si auto regolino e falliscano chi deve fallire, sta facendo un appello a risorse eterodosso, iniettando centinaia di migliaia di milioni di dollari nel barile senza fondo della crisi finanziaria. Se lo continuera’ a fare, forse evitera’ l’Apocalisse di un nuovo crack maggiore di quello del 1929, pero’ a costo di portare i suoi indebitamenti come nazione a dei limiti inimmaginabili. Ma più in la’ della poca o maggiore spettacolarita’ che abbia la caduta, quello che e’ sicuro e’ una recessione e un indebolimento prolungato nella maggiore economia del mondo.

Come danneggera’ l’Argentina

In una economia globalizzata, le ripercussioni di una simile crisi arrivano da per tutto, però nella misura in cui gli effetti vengono per rimbalzo sono sempre meno prevedibili nel breve tempo, e poco misurabili nel medio tempo.

Per esempio, lo sproporzionato aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime che si è dato fino a pochi mesi fa, e la loro recente e bruta caduta, riguarda il fatto che molti investitori che uscirono dal mercato immobiliario, fuggirono verso le commodities e formarono una passeggera bolla in questo mercato, che ora si sta dissolvendo.

Pero’ fino a che questi capitali si inclinino definitivamente verso un qualche tipo di investimento di medio tempo, seguiranno provocando turbolenze difficili da prevedere.

Al momento molti capitali stanno andando ai buoni del tesoro degli Stati Uniti (che in oltre sta emettendo obbligazioni a man salva che servono a detenere fondi per il salvataggio del mercato finanziario), perche’ li si considera sicuri, anche se non danno praticamente garanzia.

Per ora si vendono obbligazioni del debito argentino, con i quali abbattono il prezzo ma mettono a rischio il paese, in oltre con la loro vendita salgono i tassi di interesse con i quali l’Argentina potrebbe ottenere credito.

Al momento sono abbassati i prezzi dei prodotti agricoli che esporta Argentina, per lo sgonfiamento della bolla transitoria, ma i prezzi restano ancora redditizi per i produttori. Pero’ tutto questo e’ per questo momento.

Potrebbe succedere che quando passa il panico, qualche investitore consideri che certi prodotti in Argentina sono meno rischiosi che i mercati speculativi del primo mondo, o forse no.

Potrebbe succedere che il calo dei prezzi delle materie prime faccia diminuire la pressione inflazionistica, e questo porti sollievo.

Sicuramente che una recessione in USA contagera’ la Cina e il Brasile, che hanno una maggiore relazione commerciale con gli Stati Uniti di quella che tiene Argentina; pero’ siccome l’ Argentina ha molte relazioni commerciali con il Brasile e la Cina, resta danneggiata indirettamente.

Pero’ come si puo’ sapere la misura degli effetti indiretti, se neanche se si vuole si puo’ misurare nel caso siano effetti diretti? Quello che si sappiamo e’ che l’Argentina non e’ nella lista di quelli che si vedranno piu’ danneggiati. Perche’ anche se potra’ avere problemi per ottenere crediti, li ha avuti anche in questi ultimi anni e nonostante questo e’ cresciuta, “vivendo con il nostro”, come dice Aldo Ferrer. Perche’ sebbene alcuni paesi possono diminuire la domanda di alcuni dei prodotti che esporta l’Argentina, c’e’ da considerare che prima, in alcuni settori ha dovuto limitare le esportazioni al fine di garantire le forniture interne e non per questo sono diminuite per questo tanto le esportazioni.

Le riserve accumulate in Argentina, il margine che ancora ha di avanzo fiscale e commerciale, le danno una copertura che le permettira’ di ammortizzare fino ad un certo punto gli effetti collaterali della crisi degli Stati Uniti.

Pero’ ora piu’ che niente si dovra’ lavorare in un piano economico e una riforma tributaria che assicuri, oltre all’avanzo fiscale il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali, per raggiungere uno sviluppo e redistribuzione della ricchezza, finora in grado di contrastare qualsiasi collasso di recessione in alcuni settori più esposti alla crisi internazionale.

Conclusioni

in definitiva, questa crisi del capitalismo e della globalizzazione, dimostrano una volta in piu’ che si deve smettere con la speculazione finanziaria nel mondo, forzando il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali.

Il mondo non puo’ essere governato dalla tirannia del capitale speculativo, che genera poverta’ e caos dovunque.

Il mondo deve avanzare verso una Nazione Umana Universale, nella quale i popoli, attraverso la democrazia diretta, trovino una soluzione al fatto che le immense risorse che oggi si destinano alla speculazione finanziaria, all’usura e agli armamenti, vadano invece a contribuire allo sviluppo che faccia terminare la poverta’.

In questo senso ci sara’ da stare attenti, perche’ questa implosione finanziaria nell’impero lo sta debilitando, ma come una belva ferita, che al fine di riconquistare il potere, puo’ pretendere di ricorrere alla forza bruta, piu’ di quanto ha fatto finora.

Guillermo Sullings

18/09/08

Vari appuntamenti per la giornata della Nonviolenza del 2 Ottobre a Firenze

Thursday, September 18th, 2008

Manifestazioni del 2 ottobre 2008 organizzate a Firenze IL Movimento Umanista insieme ad altre associazioni organizza per il 2 ottobre le seguenti iniziative:

La Comunita’ per lo Sviluppo Umano:

Presentazione della Tavola per la Nonviolenza, ore 10,30 Palazzo Vecchio – Sala delle Miniature.

Coordinamento Studenti:

Corteo studentesco, ore 9,30 Piazza S.Marco.

Centro delle Culture:
Presidio, Il prossimo sono io, ore 16 -20 Piazza della Signoria.

Insieme per la Pace:

Meditazione interreligiosa, ore 18,30 Piazza della Signoria.

Centro di comunicazione diretta di Rifredi:

Biciclettata per la Nonviolenza, ore 18,30 Piazza Dalmazia con arrivo in Piazza Signoria.


Carovana missionaria della pace:

Vinci la paura accogliendo l’altro, ore 21 Teatro Stensen.

Federazione Umanista Sportiva:
Dai un calcio alla violenza, ore 20.

E se il sitema capitalista crollasse…?

Wednesday, September 17th, 2008

Allarme, le borse sono in caduta libera. L’economia fasulla delle grandi banche di affari le sta’ facendo fallire.

Le grandi banche d’affari americane stanno crollando una dietro l’altra tanto che il Governo USA, in contraddizione al libero mercato che tanto loda e di cui si fa massima espressione, ha dovuto mettersi in prima persona per salvarle, quasi che Bush fosse un Socialista.

Non sono uno specialista in economia, ma le critiche mosse a questo sistema economico, stanno diventando realta’. Le grandi Banche finanziarie, come Merryl e Linch, Morgan Stanley stanno in agonia, mente la quarta Banca d’affari la Lehaman Brothers l’hanno gia’ fatta fallire. Si sono tutte quelle banche che fanno i soldi con i soldi facendo tutti quei giochetti che fregano magari i risparmiatori, o che grazie a qualche loro manovra vedono licenziati migliaglia di persone in qualsiasi parte del mondo, o mandano in crisi Nazioni intere: Gli Speculatori, i fautori della Finanza sfrenata e fasulla.

Ma stanno cadendo delle certezze? che il neoliberalismo sia l’unica strada per l’umanita’? In quanti saranno coinvolti da questo disastro? E se questo sistema crolla con cosa verra’ rimpiazzato? chi dovra’ pagarne il prezzo maggiore? Negli USA che si vedono crollare tutte le loro certezze oramai da anni cosa succedera’? Come si riperquotera’ nel resto del mondo?

Il problema maggiore e’ che gli USA hanno una forte presenza militare e potenza bellica e nucleare, come utilizzeranno questo apparato, visto che sono nel fallimento e sono guidati da dei Pazzi scatenati?

Ci dovremmo preoccupare di allontanare le loro forze militare e nucleare dai nostri territori, questa e’ la cosa piu’ urgente. Sicuramente l’Europa si deve occupare di questo e fare pressione affinche’ ci sia uno smantellamento nucleare mondiale. Questa e’ la questione piu’ urgente. Da qui potrebbe partire un Nuovo Mondo, e un Nuovo Essere Umano. Altrimenti…? Il fattore Economico non puo’ essere cambiato con questa spada di Damocle delle armi nucleari e del riarmo, visto che servono a tenere soggiogate le popolazioni e i governi, creando sempre piu’ tensione mondiale.

Magari puo’ sembrare catastrofismo, ma non siamo messi benissimo se uno vede la sua situazione personale e riesce a relazionarla al macro puo’ pero’ avere dei dubbi. Ma il dubbio piu’ importante e’ quello di ritenere possibile un cambiamento, e se fosse possibile…?

E se l’incontro del Forum Umanista Europeo, fosse un inizio del contributo al cambiamento?

E se la Marcia Mondiale potesse contribuire a costruire un mondo basato sulla Nonviolenza?

E se tutto questo fosse possibile?

Gisby

Evo ed il popolo boliviano affrontano il razzismo e l’odio dell’antiumanesimo.

Tuesday, September 16th, 2008

L’opposizione boliviana non ha ottenuto l’appoggio popolare nel recente referendum, dove e’ stata sconfitta con piu’ del 66 percento dei voti e nemmeno ha ottenuto l’appoggio internazionale per abbattere il governo di Evo Morales. Invece di accettare la sconfitta come avviene in un processo democratico, hanno preso una decisione abominevole e mostruosa: destabilizzare il governo boliviano a qualunque prezzo, senza occuparsi della vita delle persone, mettendo in pericolo tutta la societa’ nel disprezzo dei loro stessi figli e del loro stesso sangue.

Nonostante che al governo Bush gli restino pochi mesi , ha ancora il tempo sufficiente per continuare a procurare disastri all’umanita’, in Georgia, in Iraq, in Afghanistan ed ora anche in Bolivia.

L’espulsione dell’ambasciatore nordamericano a La Paz e’ un atto coraggioso ed un appello a tutta la comunita’ internazionale affinche’ ostacolino l’interventismo nordamericano che appoggia un’opposizione malata di odio e violenza.

Chiediamo a tutti i governi del mondo che convochino l’ambasciatore degli Stati Uniti in ogni paese per dare spiegazioni di quello che sta succedendo in Bolivia. Non possono permettere questo intervento senza una minima dimostrazione di preoccupazione. Gli Stati Uniti devono sapere che il mondo e’ cambiato e che non si puo’ incentivare la divisione in fazioni all’interno dei paesi.

Chiediamo al popolo boliviano, in particolare a quello che appoggia l’opposizione, che non si lasci trascinare dai discorsi accesi e non si lascino contagiare dall’odio, gli insulti, il razzismo, l’isteria dei leader irresponsabili che rischiano le vite altrui per i propri interessi.

Chiediamo al popolo boliviano, a quello che sta con Evo ed il processo di trasformazione, che resista in forma nonviolenta ad ogni provocazione, che resista alle offese e continui la sua lotta nonviolenta, che si uniscano in questo momento intorno alla figura di Evo Morales perche’ non e’ il momento per discussioni ne’ divisioni; e’ il momento di resistere attraverso la nonviolenza, di unirsi ed avanzare verso il referendum sulla Costituzione.

Gli umanisti del mondo sono uniti nell’esigere dai nostri governi il ripudio dell’intervento nordamericano in Bolivia; chiediamo ai nostri governi che appoggino con decisione il mandato popolare che il popolo boliviano ha espresso democraticamente nel recente referendum.

Da parte nostra, esprimiamo la nostra totale solidarieta’ ed appoggio al Presidente della Bolivia, Evo Morales ed al popolo boliviano che cerca di costruire un futuro migliore.


Tomas Hirsch, Chile

Portavoce per il Nuovo Umanesimo per L’America Latina

Giorgio Schultze, Italy
Portavoce per il Nuovo Umanesimo per l’Europa

Ivan Andrade, Mozambique
Portavoce per il Nuovo Umanesimo per l’Africa

Chris Wells, USA
Portavoce per il Nuovo Umanesimo in Nord America

Sudhir Gandotra, India
Portavoce per il Nuovo Umanesimo in Asia Pacifico

Indignati dal razzismo democratico

Monday, September 15th, 2008

Davanti all’omicidio di Abdul a Milano il nostro cuore si spezza davanti a questa incessante e crescente violenza. Non sono in dubbio le responsabilita’ dei commercianti che hanno ucciso questo ragazzo di 19 anni. Appare pero’ evidente come sia frutto del seme razzista che si annida nel nostro paese. Tutti si devono sentire responsabili di queste violenze che sono fomentate ogni giorno dal governo nazionale e locale attraverso la cultura della repressione e i decreti a mano armata che autorizzano una sorta di “razzismo democratico”. Siamo indignati e feriti da come l’opinione pubblica non si ribelli allo stato delle cose, la lontananza dei partiti della sinistra dalla base sociale e’ il motivo dell’avanzata fascista e xenofoba e chiediamo a gran voce che il popolo antirazzista si unisca e manifesti al massimo il proprio sdegno.

Il 4 ottobre ( in occasione della manifestazione nazionale antirazzista ) sara’ ancora più importante che il nostro grido  si alzi insieme al nostro ripudio per la violenza.

Antonio Berti

Partito Umanista Firenze

Per la manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma contro ogni razzismo partiranno da Firenze dei Pulman, per chi desidera venire e farlo insieme ad altri ecco a chi puo’ chiedere informazioni per il pulman

Centro delle Culture, Gabriele 339/5495116

Partito Umanista Firenze,  Gisby 347/9931186, Sascha 347/9839839