Archive for May, 2008

L’Europa dice NO allo Scudo spaziale

Friday, May 16th, 2008


In solidarieta’ con lo sciopero della fame in Repubblica Ceca a Milano e Trieste sono iniziati presidi permanenti.

Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD - sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale” - e’ in realta’ un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Come sostiene Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale e’ praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.
Il progetto e’ avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non e’ riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.
In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanita’, e’ una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui e’ in gioco la vita di milioni di persone, e’ in gioco il futuro stesso dell’umanita’. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.
Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. Esprimiamo solidarieta’ agli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar, che a Praga hanno cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volonta’ del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel suo paese si decida democraticamente tramite un referendum.
Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la pace e la coesistenza dei nostri popoli.
Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, ne’ l’allargamento di quelle gia’ esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.
Giorgio Schultze
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

Sicurezza per chi?

Thursday, May 15th, 2008


Nella foto una delle tante cose che non potremmo piu’ fare!
A Firenze e’ stato presentata la bozza del nuovo regolamento della Polizia Municipale: non si puo’ bivaccare su suolo pubblico o sui gradini dei monumenti o chiese (dove invece si potra’ stare seduti); campeggiare dove non previsto; lavarsi o lavare animali nelle fontane; dare da mangiare ai randagi. E’ vietato non raccogliere escrementi dei cani; attaccare i lucchetti dell’amore; lanciare sassi o frisbee o usare cerbottane o pistole ad acqua che potrebbero recare fastidio; scrivere sui muri; stendere i panni sulle facciate dei palazzi; vietato esporre ferite o menomazioni suscitando ribrezzo; se si e’ ubriachi, poi, il regolamento proibisce di frequentare locali e zone affollate; i vigili potranno aprire i borsoni e i lenzuoli dove i venditori ambulanti tengono le merci e, se non posseggono gli scontrini di acquisto sequestrare e multare…sono previste multe per tutte queste azioni vietate.
Firenze diventa sempre piu’ inflessibile con la povera gente. Di questo passo dove arriveremo?
Una politica repressiva, miope, violenta, contro la povera gente a favore di una citta’ vetrina che perde sempre piu’ cio’ che l’ha resa cosi bella: la creativita’, l’arte, la cultura, l’accoglienza.

Conferenza stampa per l’inizio dello sciopero della fame contro lo scudo stellare

Wednesday, May 14th, 2008


Ieri mattina (13 maggio) alle ore 11:00 gli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar hanno iniziato a Praga lo sciopero della fame contro il radar americano in Repubblica Ceca.
La notizia e’ stata diffusa in una conferenza stampa a cui hanno partecipato diversi giornalisti locali e internazionali.
Nella foto il nuovo locale che gli umanisti cechi hanno affittato per questa protesta.

La protesta contro lo scudo stellare americano si estende a tutta l’Europa

Tuesday, May 13th, 2008


Martedi 13 maggio Jan Tamas, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincera’ uno sciopero della fame insieme all’attivista Jan Bednar. 20 citta’ europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si uniranno alla protesta portata avanti a Praga.

“Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi e’ contrario all’installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica” sostiene Tamas. “Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale.”

Jan Tamas e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una conferenza stampa in inglese a mezzogiorno del 13 maggio.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicati nel sito www.nonviolence.cz, dove la petizione on-line per chiedere che l’installazione della base radar in Repubblica ceca venga sottoposta a referendum ha gia’ raggiunto le 75.000 firme.

Link video:
http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare

Le ultime interviste di Jan Tamas: http://www.democracynow.org/2008/4/18/no_bases_for_empire_international_activists http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170

Umanisti in libreria

Monday, May 12th, 2008

Finalmente nelle librerie di tutta italia (Feltrinelli in primis, ma anche molte altre) due fondamentali libri per tutti gli umanisti:


Macro Edizioni

“Qui si racconta come il non-senso della vita si trasformi in senso e pienezza. Qui c’e’ allegria, amore per il corpo, per la natura, per l’umanita’ e per lo spirito. Qui si rinnegano i sacrifici, il senso di colpa e le minacce dell’oltretomba. Qui cio’ che e’ terreno non si oppone a cio’ che e’ eterno. Qui si parla della rivelazione interiore a cui giunge chi medita in umile e attenta ricerca”.

Scheda del libro.

Un cammino verso la liberta’
di Tomas Hirsch, prefazione di Evo Morales
Nuovi Mondi Edizioni

“Che lo sappiamo o no, il nostro destino dipende dal destino del sistema di cui facciamo parte e non il contrario. E’ come se fossimo a bordo di un treno diretto verso un precipizio; non e’ spostando i sedili all’interno dei vagoni che eviteremo l’incidente. Per questo dobbiamo arrestare il convoglio o cambiare la sua direzione di marcia”.

Scheda del libro.

Documento Umanista

Friday, May 9th, 2008


tratto da Silo, Lettere ai miei amici, 1993, ed. Multimage
“Gli umanisti sono donne ed uomini di questo secolo, di quest’epoca. Ritrovano nell’Umanesimo storico le proprie radici e si ispirano agli apporti di diverse culture e non solo di quelle che in questo momento occupano una posizione centrale. Sono inoltre uomini e donne che si lasciano alle spalle questo secolo e questo millennio e che si lanciano verso un mondo nuovo.
Gli umanisti sentono che la loro storia passata e’ molto lunga e che quella futura lo sara’ ancora di piu’. Pensano all’avvenire mentre lottano per superare la crisi generale del presente. Sono ottimisti, credono nella liberta’e nel progresso sociale.
Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano ad una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensi multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, localita’; multiforme per idee e aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosita’; multiforme nel lavoro; multiforme nella creativita’.
Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti ne’ capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno. Gli umanisti non vogliono uno Stato centralizzato ne’ uno Stato Parallelo che lo sostituisca. Gli umanisti non vogliono eserciti polizieschi ne’ bande armate che ne prendano il posto.
Ma tra le aspirazioni degli umanisti e la realta’ del mondo d’oggi si e’ alzato un muro. E’ ormai giunto il momento di abbattere questo muro. Per farlo e’ necessaria l’unione di tutti
gli umanisti del mondo.

Superate le 70.000 firme contro la militarizzazione della Cecoslovacchia

Wednesday, May 7th, 2008

Abbiamo superato le 70.000 firme. Se non hai ancora firmato, firma ora!
La campagna sta dando i suoi frutti. La decisione e’ stata spostata di un mese.

“Non sono d’accordo con l’installazione di una base militare americana sul territorio della Repubblica Ceca, all’interno del progetto statunitense NMD - sistema missilistico nazionale. La realizzazione di questo progetto aumenta le tensioni internazionali, sta generando una nuova corsa agli armamenti ed e’ il primo passo verso la militarizzazione ed il controllo dello spazio. Poiche’ il 70% della popolazione ceca e’ contro questo progetto credo sia giusto che i cechi abbiano il diritto di decidere su una questione cosi importante tramite un referendum nazionale.”

Bolivia, un si ad un referendum illegale

Tuesday, May 6th, 2008


Ieri, nel referendum sull’autonomia di Santa Cruz il SI ha ottenuto l’86% di voti, contro il 14% di NO, la percentuale di votanti e’ stata del 61%, superiore alla maggioranza del 50% necessaria affinche’ gli stessi proponenti lo considerassero valido. Del resto la Legge boliviana sul referendum dice chiaramente che i referendum dipartimentali si possono tenere esclusivamente “Para temas que hacen exclusivamente al ambito y competencias de un determinado departamento”. Ora, bisogna spiegare agli autonomisti di tutto il mondo, compresi i nostri leghisti, che attribuirsi le competenze esclusive, come si evince dallo Statuto autonomico all’articolo 6, non e’ propriamente materia di esclusiva competenza dipartimentale, anzi, come qualsiasi buon manuale di diritto pubblico insegna, e’ solo lo Stato che puo’ dire quali sono le competenze proprio e quelle delle autonomie locali. E’ evidente quindi che fare un referendum in cui si auto-proclama la propria autonomia non e’ materia dipartimentale ma materia statale, pertanto il referendum e’ chiaramente illegale. Detto questo ieri e’ stata un’altra giornata drammatica, ci sono stati un morto (a causa dei gas lacrimogeni lanciati dalla Polizia) e diversi feriti, negli scontri tra gli oppositori e i favorevoli al referendum. C’e’ poco da gioire, considerando che sono state le consultazioni piu’ violente e meno partecipate nei 25 anni di democrazia boliviana. Come gli stessi leader autonomisti hanno affermato, ora dovranno negoziare con il governo centrale, cosa che si sono sempre rifiutati di fare.
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