Bolivia, un si ad un referendum illegale


Ieri, nel referendum sull’autonomia di Santa Cruz il SI ha ottenuto l’86% di voti, contro il 14% di NO, la percentuale di votanti e’ stata del 61%, superiore alla maggioranza del 50% necessaria affinche’ gli stessi proponenti lo considerassero valido. Del resto la Legge boliviana sul referendum dice chiaramente che i referendum dipartimentali si possono tenere esclusivamente “Para temas que hacen exclusivamente al ambito y competencias de un determinado departamento”. Ora, bisogna spiegare agli autonomisti di tutto il mondo, compresi i nostri leghisti, che attribuirsi le competenze esclusive, come si evince dallo Statuto autonomico all’articolo 6, non e’ propriamente materia di esclusiva competenza dipartimentale, anzi, come qualsiasi buon manuale di diritto pubblico insegna, e’ solo lo Stato che puo’ dire quali sono le competenze proprio e quelle delle autonomie locali. E’ evidente quindi che fare un referendum in cui si auto-proclama la propria autonomia non e’ materia dipartimentale ma materia statale, pertanto il referendum e’ chiaramente illegale. Detto questo ieri e’ stata un’altra giornata drammatica, ci sono stati un morto (a causa dei gas lacrimogeni lanciati dalla Polizia) e diversi feriti, negli scontri tra gli oppositori e i favorevoli al referendum. C’e’ poco da gioire, considerando che sono state le consultazioni piu’ violente e meno partecipate nei 25 anni di democrazia boliviana. Come gli stessi leader autonomisti hanno affermato, ora dovranno negoziare con il governo centrale, cosa che si sono sempre rifiutati di fare.
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