Archive for February, 2008

Un San Valentino speciale

Thursday, February 14th, 2008


Gli umanisti di Roma il 14 febbraio dalle ore 15 a Ponte Milvio organizzano un San Valentino molto speciale: “Giornata della libera celebrazione del matrimonio”.
Il motto della giornata sara’: “Le vie dell’amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu”.

A proposito di tramvie e referendum a Firenze…

Wednesday, February 13th, 2008

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Fonte
Nessuna campagna pubblicitaria di palazzo potra’ nascondere gli effetti distruttivi che la cantierizzazione della prima linea tranviaria sta producendo a Firenze in ogni campo: economico, ambientale e storico-paesaggistico (a dispetto di un centro storico inserito nell’elenco dei siti UNESCO “patrimonio dell’umanita’”). Per non parlare del solco sempre piu’ profondo scavato fra cittadini disinformati e amministrazione-bulldozer, che butta giu’ alberi, ricordi e punti di riferimento urbani e affettivi in cambio di sventramenti dai costi e dai tempi in lievitazione permanente, e rimanda a un futuro lontano e improbabile (come quello promesso dalla ricetta barocca e costosissima tramvia-TAV) soluzioni che sarebbero invece a portata di mano con pochi interventi immediati e economici. L’ambientalismo del fare, lo chiamano! Chissa’ perche’, invece, poco o nulla si fa per rendere efficiente e appetibile il servizio di trasporto collettivo su ferro in superficie!

Come mai stazioni e linee ferroviarie come la Leopolda (in pieno centro!) restano chiuse, quando potrebbero assorbire quote importanti di treni? Perche’ la formazione dei convogli metropolitani deve avvenire solo nel nodo di Firenze, complicandone la vita e la funzionalita’, e non invece alle estremita’ dei percorsi metropolitani? Quanto occorrera’ attendere per vedere S. Maria Novella messa in rete con Leopolda, Statuto, Castello, Rifredi, Campo di Marte, le tante altre stazioni esistenti e le fermate metropolitane che sarebbe l’ora di istituire? Cosa impedisce il recupero dei binari dismessi, l’elettrificazione di quelli diesel (come la Faentina), l’aggiunta di raccordi di superficie? Meriteremo mai materiali rotabili decenti, adeguati e sicuri, orari congrui e certi, intermodalita’ efficienti (e non solo virtuali, come a Castello)?

Adesso viene proposto ai cittadini di Firenze un referendum sulle linee 2 e 3 della nuova generazione di tramvie. Ma e’ noto che nelle societa’ a democrazia delegata i grandi interessi economici e politici trasversali (non dimentichiamo chi beneficia in prima battuta dei profitti che derivano da questa cultura della cantierizzazione) influenzano in maniera determinante le scelte e i comportamenti di voto. All’azione delle lobby si somma il controllo delle conoscenze e l’orientamento delle coscienze assicurati dai mass media, spesso scandalosamente compiacenti e disinformanti. Non crediamo che un referendum possa sottrarsi a questo tipo di condizionamento, ne’ alla strumentalizzazione politica dei suoi risultati, gia’ ampiamente annunciata. Per questo Idra non ha firmato ne’ sostenuto la campagna per la consultazione calendarizzata il prossimo 17 febbraio, che ha goduto del supporto economico e logistico di una parte significativa della classe politica di Palazzo Vecchio. Oggi, quando i media – anche nazionali - presentano il dibattito sulla tramvia di Firenze, protagonisti non sono ancora una volta i cittadini, ma il vecchio teatrino della politica, i referenti di quegli stessi schieramenti che da anni propongono o impongono, alternandosi o succedendo a se stessi, ricette fallimentari sul piano dei trasporti, oltre che su quello della tutela dei beni comuni, dell’ambiente e della salute. Appare ormai strettamente connessa all’eventuale bocciatura referendaria del progetto tramvia a Firenze, ad esempio, l’opzione del cosiddetto “micrometro’” sotterraneo, dipinto come un innocente giocattolo magico privo di impatti ambientali ed effetti collaterali sulla finanza pubblica!

Tutti concordi in realta’, da destra come da sinistra, nel trascurare le soluzioni piu’ razionali, rapide ed economiche. Nessuno che metta in discussione il modello insostenibile della crescita illimitata: ad essere in conflitto appaiono soltanto alcune varianti della stessa filosofia di fondo e magari, qua e la’, cordate economiche concorrenti. Firenze ha invece bisogno urgente di una inversione netta di tendenza, di una vera e propria decrescita dei tassi di cemento, asfalto e urbanizzazione violenta a cui e’ stata sottoposta negli ultimi anni. Da quando le amministrazioni che governano la citta’ sono state prese da questa febbre di cantiere permanente, sono tempi duri infatti non solo per i monumenti, l’identita’ storica e la memoria (nel silenzio o con l’avallo esplicito degli organi di tutela dei beni culturali), ma anche per gli esseri viventi: in particolare i bambini, i ragazzi, le donne, gli anziani, i disabili. E’ diventato proibitivo camminare, e’ ormai impossibile passeggiare. Senza che ce ne accorgiamo, ci stiamo abituando a un paesaggio squallido fatto di percorsi obbligati che cambiano da un mese all’altro, disegnato da barriere e transenne. Stiamo subendo una mutazione antropologica strisciante?

IL PUNTO DI VISTA - Electrolux, 450 persone senza futuro

Tuesday, February 12th, 2008

Giovedi mi imbatto nella notizia della chiusura dello stabilimento Electrolux di Scandicci. L’Electroux e’ il secondo marchio mondiale di elettrodomestici, in Italia ha due stabilimenti, uno vicino Treviso e uno appunto a Scandicci in provincia di Firenze, dove produce frigoriferi.
Quello di Scandicci occupa oggi 450 persone: fino a due anni fa erano 700. Quelle persone che mancano oggi all’appello sono state licenziate due/tre anni fa, poiche’ a detta della multinazionale Svedese lo stabilimento doveva essere piu’ concorrenziale sul mercato mondiale.
Questa e’ un po’ la storia recente.
Allarmato da questa notizia, mando un sms a mia sorella che da anni lavora li dentro, lei mi risponde e la sera richiama raccontandomi che avuta la notizia gli operai sono usciti subito in strada cercando di bloccare il traffico vicino alla coop di Scandicci ma stranamente il traffico in quella zona era stato gia’ deviato. Allora sempre piu’ convinti si dirigono verso la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Sorpresa! Trovano all’entrata qualche decina di celerini che subito si mettono in posizione antisommossa per non farli entrare. Alcuni operai, soprattutto quelli piu’ giovani non si fermano, tentano di passare, ma vengono ostacolati dalla Polizia, qualcuno rischia di finire oltre il guardrail, allora l’ispettore sensatamente da l’ordine ai suoi di farli passare: inizia cosi il blocco della superstrada per un’ora e mezza, senza scontri ne’ proteste da parte degli automobilisti bloccati che comprendono la situazione.
Questi sono un po’ i fatti raccontatimi da mia sorella della prima giornata quando hanno saputo della decisione della multinazionale. Poi mi racconta della situazione produttiva; del fatto che vogliono ormai delocalizzare la produzione nei Paesi dell’Est dove i profitti sono piu’ alti, vista la situazione lavorativa di quei Paesi. Non solo, mi racconta come le quotazioni in borsa dell’Electrolux quel giorno abbiano avuto un’impennata facendo guadagnare agli investitori diverso denaro, di come la gente abbia grossi timori di non avere piu’ il sostentamento per le loro famiglie per pagare mutui, e ovviamente la paura di un futuro incerto in un mondo dove trovare un lavoro e decente e’ un impresa. Il giorno dopo titoli sui giornali locali dichiarazioni degli esponenti del governo della regione e dei vari politici toscani…due giorni dopo piu’ nulla. Oggi cerco informazione in internet sulle piu’ grosse testate nazionali e locali, niente. Allora clicco sul motore di ricerca, per avere notizie; l’unica notizia è su Yahoo finanza e manda la notizia che alcuni consiglieri del PD chiedono di costituire vari tavoli di trattativa fino a quello del governo (quale?). Questi i fatti riassunti.
Che opinione do’ a questo avvenimento? L’opinione sul lavoro, sui soldi, sul profitto, sull’ordine pubblico, sulla politica, sulla situazione sociale…da che punto di vista lo guardo? Anche perche’ in tanti ci troviamo nella situazione di questi 450 esseri umani.
Essere Umano, ancora oggi l’essere umano e’ incatenato a dover lavorare per sopravvivere, ancora oggi l’Essere Umano e’ attaccato al profitto sfruttando gli altri.
Ancora oggi l’Essere Umano pensa che se risolvera’ i suoi problemi economici sara’ felice e risolvera’ tutti i suoi problemi; ancora oggi si crede che la concorrenza selvaggia e deregolarizzata risolvera’ i problemi di tutti.
Cosi si e’ creato un circolo vizioso dove i tanti si indebitano, e pochi concedono falsi sogni incatenando i sognatori, che poi licenziano giustificandosi che i profitti devono aumentare che cosi tutti gli oggetti saranno a minor costo e cosi piu’ accessibili a tutti. Tutto falso. Come false sono le soluzioni che si vorranno dare a queste 450 persone: tagliare solo qualche centinaio di posti di lavoro, dare una buonuscita economica, una ricollocazione lavorativa, tutto all’interno dello stessa schema… lo schema di questo sistema oramai fallito. Soluzioni miopi, soluzioni che non mettono realmente in discussione la questione centrale: come faccio a liberare me stesso e gli altri da questa catena di sofferenza? Come facciamo a liberarsi dalla catena della sopravvivenza?
Questa e’ la domanda vera che i lavoratori si devono porre. Il lavoratore e’ un essere umano ed e’ dentro di se’ nel suo Profondo che deve trovare la risposta che gli fara’ spezzare queste catene.
Dovra’ cambiare la relazione tra capitale e lavoro, non dovra’ piu’ esistere che si considera solo il rischio del capitale investito: lo stesso rischio e’ del lavoratore che nella produzione e’ parte attiva e rischia tanto quanto il capitale. Dovra’ essere l’imprenditore a rendersi conto che il suo piu’ grande alleato e’ il lavoratore e non la banca; e’ il lavoratore che ha lo stesso interesse nella produzione, e non la banca che ha interesse nella speculazione finanziaria. Il lavoratore dovra’ spingere affinche’ le decisioni sulla gestione e sul profitto vengano condivise con l’imprenditore riconoscendo a quest’ultimo una capacita’ diversa dalla sua.
Per approfondire questo tema consiglio di leggere “Lettere ai miei amici”, di Silo, al capitolo “Documento del Movimento Umanista” 1- Il capitale mondiale.
Tornando ai lavoratori dell’Electrolux, gli Umanisti appoggiano qualsiasi loro iniziativa non violenta; sono solidali con la loro battaglia per il posto di lavoro; chiediamo che i politici si facciano veramente carico della loro situazione, ad esempio chiedendo con forza a questa multinazionale che se vogliono andare se ne vadano - non si puo’ obbligare nessuno a fare una cosa che non vuole - ma proprio per questo motivo che lascino una fetta del loro guadagno fatto in borsa e sulla produzione di questi anni ai loro lavoratori, una fetta bella consistente compresa dello stabilimento e macchinari esistenti che permetta a queste 450 persone di continuare la produzione in compartecipazione con la Regione Toscana.
Un saluto di Pace e Forza per tutti i lavoratori dell’Electrolux dagli Umanisti.
Sicuramente molti di voi che leggete avete un opinione o esperienze che volete condividere aspetto solo che riempite i commenti a questo articolo.
Gisberto Gallucci

Il Kenya sull’orlo di una guerra civile

Friday, February 8th, 2008

Lo stato di continuo disagio sociale in Kenia crea grande preoccupazione agli umanisti, sia in Kenia che nel resto del mondo. Questa situazione in embrione sin dall’indipendenza, ora si manifesta. Ci troviamo di fronte ad una stato nel quale le persone in Kenia sono manipolate ad entrare nel falso gioco di tribu’ contro tribu’. Gli amici dei Kikuyu presumibilmente da una parte e gli amici dei Luo presumibilmente da un’altra.
Tuttavia, gli umanisti vedono questo gioco per quello che e’ realmente: un gioco di due uomini in lotta per il loro potere personale. Due uomini che non si fermeranno di fronte a niente pur di arrivare al potere; per accedere a tutti i contratti da sottoscrivere; controllare dove vanno gli aiuti e chi prendera’ la percentuale piu’ alta per intascarsela.
Questa situazione e’ un disgustoso legato della colonizzazione, quando venivano elargiti favori ad alcuni personaggi per poter controllare tutto. Le divisioni tribali sono diventate piu’ profonde e piu’ intense. Le tribu’ si sono caratterizzate con parole quali: ladro, corrotto, vanesio, promiscuo, ecc.
Anziche’ cercare di armonizzare le genti, dopo decadi di potere post-coloniale queste divisioni si sono acutizzate ancor di piu’. I politici sapevano che l’accesso piu’ semplice al potere era quello di dividere e imperare.
Il problema del Kenia oggi non riguarda una tribu’ contro l’altra. Riguarda la maggioranza della popolazione che vive in condizioni miserabili mentre una minuscola maggioranza vive da re, nei loro ricchi sobborghi.
Gli umanisti di tutto il mondo denunciano la politica tribale che si gioca in Kenia e vogliono puntare i riflettori sui veri responsabili.
Denunciamo le antiche potenze coloniali che per primi hanno creato questo sistema e che erano pienamente consapevoli che, instaurando un sistema facilmente manipolabile, i veri temi riguardanti la poverta’, la salute, l’educazione e la possibilita’ di vivere dignitosamente potevano essere messi da parte. In questo sistema il “neocolonialismo” puo’ prosperare: ai kenioti si da accesso al potere politico, mentre il potere economico - le banche e tutte le risorse del paese - viene controllato da interessi esterni. E’ risaputo che l’Africa ha ripagato il suo debito molte volte. Perche’ l’Africa continua a pagare?
Il fatto che le antiche potenze coloniali e gli Stati Uniti (al momento tutti parte del ricco occidente e membri di organizzazioni internazionali quali la UE ed il G8) non fanno niente mentre il Kenia brucia, dimostra la loro complicita’ circa gli avvenimenti attuali.
Vediamo in questa situazione una strategia piu’ ampia di genocidio. Questa e’ la strategia implicita del G8, dell’Unione Europa e sempre di piu’ della Cina; una strategia che lascia morire milioni di esseri umani ogni anno di malaria e di AIDS, malattie perfettamente curabili e prevenibili; una strategia che fomenta le guerre civili per poter controllare le risorse minerali e petrolifere e vendere armi:una strategia che sfrutta una fonte inesauribile di mano d’opera a buon mercato, costretta a lavorare in condizioni indegne, senza diritti o protezione.
Denunciamo inoltre Mwai Kibaki e Raila Odinga - due uomini che potrebbero fare cosi tanto per cambiare il Kenia - di lasciarsi manipolare in questo modo, di permettere ai loro sostenitori di girare armati per le strade, di permettere che la polizia combatta con gas lacrimogeni e proiettili veri; di non chiedere, non insistere sulla nonviolenza, quale forma di risoluzione del conflitto. Sanno bene quello che fanno e lo fanno con la peggiore delle intenzioni - il loro guadagno personale.
Omaggiamo gli africani che stanno tentando e hanno tentato di aiutare in questa situazione. Omaggiamo Julius Nyerere, defunto presidente della Tanzania, che proprio al di la’ del confine, ha aiutato a costruire una Nazione che considerava gli esseri umani piu’ importanti delle tribu’ da cui provengono. Ringraziamo John Kufour e Kofi Annan, due ghanesi, con un profondo interesse nella ricerca di una soluzione nonviolenta. Ringraziamo anche personaggi quali Graca Machel del Sud Africa e Benjamin Mkapa della Tanzania per il loro contributo.
Omaggiamo Nelson Mandela, il cui governo ha aperto la strada verso la verita’ e la riconciliazione; un processo che speriamo possa essere utile in Kenya nei tempi a venire.
Gli Umanisti nel mondo - nei 5 continenti - guardano preoccupati questa situazione e sono disposti ad appoggiare in qualsiasi modo possibile.
Chiediamo a tutti i kenioti di formare dei comitati di base della nonviolenza, scegliendo la strada della nonviolenza indicata da Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Silo.
Chiediamo agli umanisti africani di aggiungersi alla lotta per la fine del neo-colonialismo, e di pretendere la fine del fraudolento ed illegale debito del terzo mondo.
Chiediamo a tutti i governi africani di non restare muti, di non permettersi di partecipare a questo neocolonialismo. Dimostrate solidarieta’ al popolo keniota. Rifiutate tutte le richieste di esportare armi in Kenia; non permettete alle armi di entrare nei vostri paesi! Reclamate che cessino le interferenze esterne sulle questioni africane, in modo che l’Africa stessa possa trovare le soluzioni ai suoi problemi, e che gli unici interventi siano quelli basati su risoluzioni dell’ONU!
Chiediamo ai governi occidentali e alle multinazionali di cessare il loro sfruttamento dell’Africa, che risponde soltanto ai loro egoistici interessi riguardo al petrolio e alle risorse minerarie.
Chiediamo al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di seguire la situazione in Kenia con grande attenzione e preoccupazione e di preparare tutte le misure necessarie per intervenire rapidamente nel caso in cui si rendesse necessaria una missione di pace.
Finalmente, chiediamo che si permettano gli sforzi di Mediazione e che ambedue gli schieramenti aderiscano al processo. Se questo risultasse nella necessita’ di nuove elezioni, gli umanisti del Kenia e l’Internazionale Umanista sono disponibili ad aiutare in qualsiasi ruolo la comunita’ internazionale ritenesse utile.
Sottoscritto a nome dell’Internazionale Umanista da parte di,

Giorgio Schultze,
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo
Tomas Hirsch,
Portavoce latinoamericano del Nuovo Umanesimo
Chris Wells,
Portavoce nordamericano del Nuovo Umanesimo
Sudhir Gandotra,
Portavoce per l’Asia ed il Pacifico del Nuovo Umanesimo

Gli umanisti appoggiano Obama

Thursday, February 7th, 2008

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Barack Obama e’ l’unico candidato che si e’ opposto fin dall’inizio all’invasione dell’Iraq. Respinge con decisione la tortura ed e’ favorevole alla chiusura di Guantanamo e alla re-introduzione dell’habeas corpus. Come nessun altro candidato, Obama attira nuove energie, getta ponti tra le generazioni, le etnie e le religioni. Il movimento da lui ispirato ha dato voce al desiderio di un profondo cambiamento nelle parti piu’ ferite della nostra societa’. Come umanisti condividiamo questo desiderio di un mondo giusto e pacifico, in cui i diritti umani e l’uguaglianza di opportunita’ vengano assicurati a tutti, per il solo fatto di essere nati.
Ampliando la visione, Barack Obama sara’ una buona scelta anche per il mondo. Il Presidente degli Stati Uniti ha un impatto significativo anche sugli altri paesi. Con l’amministrazione Bush siamo diventati il vicino piu’ detestato al mondo; eleggere un afro-americano, rappresentante dei settori piu’ svantaggiati della societa’, invierebbe il segnale che l’America e’ pronta ad imboccare una nuova direzione. Gli Stati Uniti avrebbero nuovamente l’opportunita’ di ispirare speranza, invece che paura e violenza e cio’ che e’ buono per il mondo lo e’ anche per gli Stati Uniti. Non siamo d’accordo con tutto cio’ che dice il senatore Obama, ma questo non e’ il momento di aggrapparsi al purismo, con il rischio di restare emarginati. E’ il momento di mettere l’accento su cio’ che abbiamo in comune, di avviare un dialogo aperto senza nascondere le differenze e di appoggiare la possibilita’ di muoversi in una nuova direzione in una situazione di grande urgenza.

Per questo gli umanisti degli Stati Uniti appoggiano la candidatura a presidente di Barack Obama.

Chris Wells
Portavoce del Nuovo Umanesimo in Nordamerica

Watch More TV…

Wednesday, February 6th, 2008

Punto di vista

Tuesday, February 5th, 2008

Da oggi inizia una nuova rubrica settimanale “Punto di vista”.
Con questa rubrica daremo il punto di vista umanista alle cose per noi salienti successe nella settimana, nel mondo umanista e non. Sarebbe bello che le cose qui scritte venissero discusse o commentate cosi da poter creare un ambito di relazioni che affrontino i tempi che vengono con amicizia e vera solidarieta’.

Questa settimana mi sono trovato in grande difficolta’ a prendere un argomento su cui scrivere, gli avvenimenti si susseguono con grande velocita’, e l’inquietudine rispetto a questi avvenimenti cresce in me e sento che cresce anche nelle persone che mi circondano. Il governo italiano e’ cascato, e l’inquietudine e’ chi verra’ dopo? I nuovi fascisti?. Nel Ciad e’ scoppiata un’altra guerra civile. Il mondo dell’informazione si preoccupa del futuro presidente degli Stati Uniti, e qualcuno spera che un presidente nero possa cambiare l’ultima politica USA nel mondo. Gli imprenditori italiani annunciano che aumenteranno gli stipendi ma in cambio vogliono piu’ produttivita’. E intanto la Banca Centrale Europea dice che se aumenteranno i salari probabilmente crescera’ l’inflazione e saranno costretti ad aumentare i tassi d’interesse. Ogni tanto si legge o si sente parlare sui mezzi di informazione dell’emerenza ambiente. La “monnezza” in Campania e’ sempre un’emergenza e la gente si rivolta contro l’apertura di discariche. La soluzione sarebbero i termovalorizzatori, che produrranno energia pulita, ma i medici di base di mezza Europa ne chiedano la moratoria, e di non costruirne piu’, perche’ inquinano, e sono pericolosi per la salute. La Chiesa con il suo capo e qualche suo servo, rimettono in discussione la legge sull’aborto pronti a farci cascare in un nuovo medioevo esistenziale. Ogni giorno qualcuno ammazza qualcun altro, ecc. ecc.. Sarkozy forse ha messo incinta Carla Bruni.
E l’inquietudine cresce. Cresce in me e in quelli che mi circondano.
Ma io dove sto andando? E le persone accanto a me, anche loro dove vogliono andare? Io posso rispondere per me stesso non voglio farmi trascinare dagli avvenimenti, sento che chi tiene in mano la sorte di questo mondo sono degli esseri umani rimasti a un livello preistorico che con la loro clava tecnologica stanno chiudendo la loro esistenza e quella di miliardi di persone nella violenza del proprio risentimento. Devo uscire da questa via buia del risentimento e entrare in un’altra strada una strada luminosa, che porta alla riconciliazione con me e questo genere umano che tanta violenza sta soffrendo e generando. Questo lo devo fare intenzionalmente appellandomi al meglio di me e delle altre persone.
Ad Aprile i giorni 4, 5 6 a Milano chi e’ in questo percorso si ritrovera’ da tutta Europa nel “Forum Umanista Europeo”. Si incontreranno per creare e portare avanti ambiti di relazione e di discussione per liberare se stessi e gli altri dalla violenza, immaginandosi l’Europa e il mondo un posto meraviglioso dove vivere. Dove regni la Pace, dove ognuno avra’ diritto ad esistere e a vivere dignitosamente, occupandosi del senso della propria vita, dove la sanita’ sia per tutti e di buon livello, dove l’ambiente sia in comunione con l’uomo e non sfruttato per il profitto, dove il lavoro sia un’attivita’ per far progredire i popoli e non sfruttarli, dove l’istruzione sia per tutti, dove la religiosita’ serva allo spirito di tutti, dove le nuove generazioni non siano viste come un pericolo ma come coloro che vengono dopo i noi e che miglioreranno ancora il mondo.
ECCO UN POSTO DOVE VALE LA PENA ANDARE
Gisberto Gallucci

Consigliere Umanista ad Anno Zero

Monday, February 4th, 2008


Giovedì scorso Fabrizio Ferrandelli e’ stato invitato ad Anno Zero. Aveva molte cose da dire: anni di lotta antimafia, Manifestazioni organizzate, sciopero della fame, intimidazioni culminate con l’aggressione subita nell’indifferenza della polizia, esperienza umanista come Consigliere nella terra della mafia, ri-creazione di un tessuto sociale in uno dei quartieri piu’ poveri di Palermo, etc. etc.
Dal video potete invece vedere come e’ stato “tappato” per non dire censurato da un altro ospite. Comunque l’invito ad una trasmissione molto vista e’ sicuramente una nota positiva.

L’Ordine nazionale dei Medici di Francia ufficializza la dannosita’ degli inceneritori e dei termovalorizzatori

Friday, February 1st, 2008

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L’Ordine nazionale dei Medici di Francia ufficializza la dannosita’ degli inceneritori e dei termovalorizzatori reclamando una moratoria sulla costruzione di nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti.
Incenerire i rifiuti e’ dannoso per la salute, la strada non e’ quella.
E’ scientificamente dimostrato e ufficializzato che piu’ ci avviciniamo agli inceneritori piu’ l’incidenza di malattie come il cancro aumentano (Le Monde).
Vivere senza spazzatura si puo’. Il problema e’ la corruzione, perche’ gli inceneritori sono il nuovo business.