Kosova, un esempio di mancata riconciliazione

Il Kosovo e’ diventato Kosova. D’ora in poi, ciascuno di noi potra’ proclamare l’indipendenza di cio’ che gli pare: non sara’ piu’ necessario concordare nulla, ne’ avere l’assenso dell’unica organizzazione che (eventualmente) potrebbe sancirla, ovvero l’ONU. Ah, dimenticavo: procuratevi prima l’assenso del Segretario di Stato USA e della NATO.
I sardi, corsi, nord-irlandesi, baschi, altoatesini, bretoni…tutti coloro che voglio rendersi indipendenti, potrebbero seguire la stessa procedura.
Ieri a Belgrado hanno incendiato l’ambasciata statunitense con 1 morto e 70 feriti. L’Europa e’ completamente spaccata sul riconoscimento del Kosovo (10 stati contrari e 17 favorevoli). In casa nostra il leghista Borghezio si congratula col Kosovo sperando nell’indipendenza della Padania. Insomma, un conflitto molto vicino destinato a complicarsi col tempo.
L’unica via delle controversie internazionali e, in ultima analisi, anche a livello personale, e’ la riconciliazione:
“Non e’ il caso di tentare la falsificazione della memoria. E’ il caso di cercare di comprendere quello che e’ accaduto per entrare nel passo superiore del riconciliare. Niente di buono si ottiene personalmente o socialmente con l’oblio o col perdono. Ne’ oblio ne’ perdono! Perche’ la mente deve rimanere fresca ed attenta senza dissimulazioni ne’ falsificazioni. Stiamo considerando ora il punto piu’ importante della Riconciliazione che non ammette adulterazioni. Se cerchiamo la riconciliazione sincera con noi stessi e con quelli che ci hanno ferito intensamente e’ perche’ vogliamo una trasformazione profonda della nostra vita. Una trasformazione che ci tiri fuori dal risentimento nel quale, in definitiva, nessuno si riconcilia con nessuno e neanche con se’ stesso. Quando arriviamo a comprendere che dentro di noi non abita un nemico ma un essere pieno di speranze e fallimenti, un essere nel quale vediamo in rapida successione di immagini, bei momenti di pienezza e momenti di frustrazione e risentimento. Se arriviamo a comprendere che il nostro nemico e’ un essere che ha vissuto anch’egli con speranze e fallimenti, un essere nel quale ci sono stati bei momenti di pienezza e momenti di frustrazione e risentimento, avremo messo una sguardo umanizzatore sulla pelle della mostruosita’” - Silo, Punta de Vacas, 5 maggio 2007