LEGGE 194, UNA CONQUISTA MESSA IN DISCUSSIONE

E’ da qualche anno che la Chiesa cerca di mettere in discussione la legge sull’aborto, la legge 194. Questa legge fu introdotta dal parlamento italiano dopo il referendum del 1978, dove la maggioranza degli italiani decise che ci voleva una legge per tutelare le donne che volevano abortire.. Solamente che io sono un uomo e qualsiasi opinione mia o di qualsiasi uomo potrebbe sembrare a una donna una cosa non sua. Per cui solo le donne possono decidere se portare avanti una gravidanza o no. Sono loro che sulla loro pelle sperimentano cosa vuol dire abortire. Come uomo posso solo accompagnarle nella loro scelta. Certo e’ che la legge 194 ha fatto si che molte donne non morissero piu’ e che non fossero punibili per la loro scelta. Certamente questa legge e’ stato un grosso passo avanti nella autodeterminazione delle donne, e la loro battaglia anche un grosso avanzamento per noi uomini. Quindi questa legge va difesa.
Ma la Chiesa con il suo capo, il Papa, vuole detenere la chiave della vita, e grazie ai suoi vassalli politici, cerca di cancellare questa legge. Cosi, dopo una campagna mediatica che dura da qualche mese, una povera donna che ha deciso di abortire perche’ il suo feto rischiava di nascere malato, e’ stata maltrattata senza nessuna remora e compassione dai Carabinieri subito dopo l’intervento, con un interrogatorio degno dei tempi della “Santa Inquisizione” solo per le modalita’ di come e’ avvenuto. E via a rimettere in discussione la “194″.
Sembra che sia il segno dei tempi dove tutte le conquiste fatte per una societa’ piu’ giusta vengono cancellate in poco tempo, e se ti opponi ti reprimono. Non si puo’ accettare.
Nella loro storia le donne hanno sofferto per prime i dogmi della Chiesa, per prime molte si sono ribellate e per prime hanno contribuito a levare il genere umano dall’oppressione. Come uomo non posso altro che ringraziarle e appoggiarle. Probabilmente sono loro che spingono il motore del cambiamento verso un Essere Umano libero dalla violenza, e verso un’Essere Umano costruttore del Mondo. Forse proprio quello di cui la Chiesa ha paura. Di non essere piu’ in possesso delle chiavi della vita umana e della trascendenza, cosi come del potere su questa Terra.
Si potrebbe giustificare la scelta o no dell’aborto in tanti modi con praticita’ e razionalismo, ma nemmeno quella secondo me e’ la strada giusta.
Per gli umanisti la vita si da’ quando si nasce, si da nel mondo e non con la fecondazione, e questa e’ una posizione chiara e forte sulla vita, li sta l’inizio dell’esistenza umana e dello sviluppo della sua coscienza.
Come sempre commenti e riflessioni sono ben accette…
Gisby