
Ricevo dal Comitato contro il Sottoattraversamento Alta Velocita’ di Firenze
Firenze, 24 gennaio 2008
Abbiamo presenziato alle deposizioni come testimoni dell’ex presidente della Regione Toscana Vannino Chiti e dell’attuale presidente Claudio Martini al processo in cui si cerca di stabilire la responsabilita’ dei disastri ambientali prodotti dalla galleria TAV in Mugello.
Lasciamo ai giudici il compito improbo di stabilire se le responsabilita’ della vandalizzazione dell’Appennino sono di Cavet , dei decisori politici o di entrambi. A noi semplici cittadini fa gia’ effetto vedere questi nostri importanti esponenti politici mentre balbettano che “si prevedevano danni idrogeologici” e al tempo stesso che questi danni “non erano tutti preventivabili”. Crea imbarazzo vedere questi esponenti politici nelle loro veste contraddittoria di “testi per la difesa” (di Cavet) e al tempo stesso “parte civile” che chiede conto alla stessa Cavet dei danni avvenuti.
Ci auguriamo che le responsabilita’ possano emergere chiaramente da questo processo.
Per il momento prendiamo atto di una dichiarazione del presidente Martini che ci fa paura, quando dice, a proposito dei danni alle risorse idriche del Mugello, che “l’impatto si sarebbe visto strada facendo”. Una filosofia, questa, pericolosissima perche’ pone la collettivita’ davanti al fatto compiuto ogni volta che un progetto di impatto come quello della TAV viene imposto senza studi preliminari tali da verificare quel che potrebbe accadere. Una filosofia pericolosa perche’ e’ ancora alla base della costruzione delle attuali linee di tranvia (e lo si vede nei problemi sorti sulla linea 1) e soprattutto del progetto di sottoattraversamento AV di Firenze.
Gia’ lunedi scorso abbiamo sentito, in una seduta del Consiglio di Quartiere 5, il presidente dell’Osservatorio Rubellini dire che si sono rilevate criticita’ nel progetto fiorentino, specie nella costruzione della stazione dei Macelli. Il fatto che si preveda di procedere senza una “valutazione di impatto ambientale” sul progetto esecutivo, mentre quello definitivo e’ di una vaghezza sconcertante.
Se si procedera’ a Firenze con la stessa superficialita’ con cui si e’ operato in Mugello le conseguenze saranno terribili.
Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze