Archive for November, 2007

Forum Umanista toscano

Monday, November 12th, 2007

img_0521.JPG
Si e’ chiuso il secondo Forum Umanista toscano. Due giorni di incontri, di condivisione di esperienze e punti di vista, di interessi e scoperte. Hanno partecipato sia il primo giorno che il secondo svariate centinaia di persone.
Il primo giorno alla Facolta’ di Novoli (Firenze), si sono aperti i tavoli di lavoro con gli inquadramenti dei responsabili di area. I lavori dei tavoli si sono chiusi alle 16.30 con la lettura delle sintesi in plenaria e la chiusura ad opera del portavoce del Nuovo Umanesimo in Toscana Paolo Vecchi.
Il secondo giorno alla “Stazione di Confine” c’erano incontri, conferenze, meditazioni, mostre d’arte…a cui moltissima gente ha partecipato uscendone arricchita; tutte manifestazioni di una sensibilita’ crescente verso un mondo dove l’essere umano sia finalmente il valore piu’ alto.
Qui potete vedere un po’ di foto del primo giorno (galleria, panoramiche). Nei prossimi giorni nella sezione documentazione del sito saranno pubblicate altre foto e sul sito ufficiale del Forum saranno pubblicati tutti i materiali prodotti dalle aree e nelle conferenze del secondo giorno.

FORUM UMANISTA FIRENZE 10-11 novembre 2007

Wednesday, November 7th, 2007

screenshot_1.jpg
L A F O R Z A D E L L A N O N V I O L E N Z A
Polo Universitario di Novoli - angolo viale Guidoni - via Forlanini Firenze - palazzina D6

PROGRAMMA SABATO 10 Novembre

ore 10.30
Aula Magna - Sessione Plenaria
Apertura del forum. Benvenuto e introduzione alle aree tematiche.

ore 11.00
Inizio lavoro delle aree tematiche
Educazione - sub area Movimenti studenteschi
Salute
Qualita’ della vita
Dialogo tra civilta’
Spiritualita’
Arte ed espressioni popolari
Nuove generazioni
Non violenza

ore 13.30
Pausa pranzo

ore 15.00
Riprende il lavoro delle aree tematiche
Inizio elaborazione delle sintesi

ore 16.30
Aula Magna - Presentazione delle sintesi

ore 17.30
Conclusioni del 1 giorno
Intervento di Paolo Vecchi, portavoce del Movimento Umanista di Firenze

ore 22.00
Cinema Romito - Cineforum - via del Romito, 10 - Firenze
Rassegna cinematografica per la non violenza
La dignita’ degli ultimi di E. Solanas (2004)

SPAZIO DI LAVORO PER I BAMBINI
ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE TRIBU’

PROGRAMMA DOMENICA 11 Novembre
Centro Culturale - Stazione di Confine
via Attavante 5 alla fine di via Pisana - Firenze

COME ARRIVARE. In autobus: da Firenze prendere linea ATAF 26, fermata Baccio da Montelupo 9, altezza incrocio via Livorno.
In auto: da ponte all’Indiano verso Scandicci, in fondo allo stop girare a destra, arrivati al semaforo sul ponte girare a sinistra, all’incrocio a sinistra, direzione Firenze. Poco dopo, la prima a destra e’ via Attavante.

ore 14.00
Sala Leonardo - Contro l’uso degli psicofarmaci in eta’ infantile a cura del Centro Umanista LO SCOSSONE

ore 15.30
Sala conferenze 1 piano - Conferenza: La religione nella societa’ laica a cura della fondazione BAHAI ITALIA

ore 15.30
Sala conferenze 2 piano - L’esperienza politica umanista nel momento attuale a cura del PARTITO UMANISTA FIRENZE

ore 16.00
Sala Gusias 1 piano - Conferenza/esperienza - La non violenza l’unica forza che trasformera’ il mondo a cura della COMUNITA’ PER LO SVILUPPO UMANO

ore 16.45
Sala infoland piano terra - letture e spettacolo: L’umanesimo ieri e oggi a cura di MIMESIS Associazione Culturale Umanista

ore 17.00
Sala conferenze 1 piano - meditazione intereligiosa a cura di TEMPIO PER LA PACE

ore 18.30
Sala conferenze 2 piano - La rinascita del divino Femminile a cura del gruppo LILITH - relatore C. Miconi

ore 18.45
Sala conf. 1 piano - Violenza in fuorigioco a cura della F.U.S Federazione Umanista Sportiva

sala infoland - piano terra
Video installazione la cultura della diversita’ e tolleranza a cura del C.D.C
I parchi della nuova spiritualita’ a cura della comunita’ del messaggio di Silo - Firenze
stand-libreria Multimage a cura della Casa editrice Multimage
PUNTO INFORMATIVO DEL FORUM

Itinerario - 2 piano
Pitture e sculture Espressioni
espone Salvatici T., De Filippo A., Bellandi S., Caldirola M. e altri artisti

www.forumumanistafirenze.net

Sulla “sicurezza”

Monday, November 5th, 2007

sistemi-di-sicurezza-nemasistemi-la-spezia.jpg
C’e’ un detto cinese che dice: “dai da mangiare al tuo cane, ma mai abbastanza. Cosi ti seguira’ ovunque”. E’ cosi che l’Italia inquadra il fenomeno dell’immigrazione, dal punto di vista economico. Loro servono all’economia, verita’ tanto innegabile quanto taciuta dai media che fanno opinione. Solo che devono pretendere poco, e sempre meno, in denaro e in diritti. Cosi si concedono permessi di soggiorno sulla base di quote flussi mentre si costringono i lavoratori extracomunitari regolari ad attese spesso di un anno per il rinnovo dello stesso. L’immigrazione clandestina serve all’industria che usufruisce cosi di manodopera a basso costo, mentre si agita lo spauracchio clandestino-delinquente in faccia al cittadino-telespettatore.
Veniamo ai risultati. Una realta’ di lavoratori stranieri estremamente ricattabili in competizione con altri, quelli italiani, che hanno visto i loro diritti svanire di stagione in stagione grazie alla complicita’ dei sindacati con gli interessi della grande industria, che solo grazie a questo puo’ sopravvivere. Un tasso di paura crescente verso lo straniero, fomentata dai grandi mezzi di diffusione, grazie al quale si controlla meglio la gente che ancora, purtroppo, in massima parte crede a cio’ che questi raccontano. Una “integrazione” della quale si parla ma che non conviene ad un gioco politico che deve creare consenso, e ricaduta in termini di voti, creando al contempo i falsi colpevoli e le loro “giuste punizioni”. Un clima di “tutti contro tutti” in cui l’italiano odia il marocchino che a sua volta odia l’albanese il quale odia il suo connazionale clandestino che gli rende la vita difficile. Il 31 ottobre scorso una seduta straordinaria del consiglio dei ministri convocato d’urgenza in serata ha approvato un decreto legge che norma la possibilita’ di espellere anche i cittadini comunitari, nella fattispecie Rom e Rumeni, in base a considerazioni relative alla pubblica sicurezza, nozione quella della “sicurezza”, sempre piu’ arbitraria ed estensiva. La decisione di procedere tanto rapidamente e’ seguita al fatto di cronaca che ha visto un cittadino rumeno violentare e ridurre in fin di vita una signora italiana. I disegni di legge elaborati su questo tema prevedono nuove ipotesi di reato, aggravamenti di pena per reati gia’ esistenti, e la sparizione di provvedimenti alternativi alla detenzione. Come sempre viene data una risposta carceraria e repressiva ai complessissimi problemi sociali che richiederebbero invece un approccio ben diverso da quello che si sta attuando e che, contrariamente agli scopi dichiarati, colpisce di fatto i soggetti piu’ deboli. Il fulcro della nuova politica con cui il governo avrebbe affrontato il fenomeno migratorio doveva essere il superamento dei CPT e dell’ottica straniero/ordine pubblico/criminalita’: assistiamo invece al consolidarsi della legge Bossi - Fini, tuttora pienamente in vigore ed anzi in questo modo ulteriormente rafforzata. L’Italia ha conosciuto varie ondate di razzismo. Negli anni novanta dovevamo avere paura dell’invasione degli albanesi. Una banda di albanesi, ci raccontarono subito, era colpevole dell’omicidio che si scopri presto opera dei poi famossissimi Erika e Omar. Poi i musulmani, tutti, ansiosi di vendicarsi di nessuno ha mai saputo bene cosa. E i cinesi, rei di uccidere il mercato con la manodopera a basso costo. E le prostitute nigeriane, i venditori senegalesi, i lavavetri rumeni. Viene da chiedersi: quando e’ che tocchera’ anche a me?
Probabilmente passera’ lo spauracchio rumeno e si trovera’ un altro pericolo contro il quale prendersela. Il rigurgito razzista che l’Italia sta vivendo in una maniera molto forte e’ totalmente istituzionale. Si tratta del fatto che ministri della repubblica e segretari di partiti nascenti o, in qualche caso, morenti, fanno a gara a chi la dice piu’ grossa sui rumeni e la Romania. Questo tra l’altro legittima tutti quegli episodi di violenza razzista che si verificano quotidianamente e di cui i giornali parlano purtroppo molto meno. Un caso su tutti: i continui attentati incendiari alle moschee del nord Italia. Da questo gioco perverso non si esce. E’ come un vortice che trascina verso la distruzione e l’eccesso, e non esistono soluzioni provvisorie o di comodo. La certezza di avere uguali diritti ed identiche opportunita’ per tutti. Questo e’ realmente cio’ che infonde la “sicurezza” di cui tanto, a tutti i livelli, si parla.

Fonte

Intervista a Evo Morales

Friday, November 2nd, 2007

1844889.jpg

L’Espresso ha intervistato Evo Morales. Pubblico qui 3 risposte e in fondo il link per leggere tutta l’intervista.

Non puo’ negare tuttavia che la Bolivia di Morales e’ ideologicamente piu’ vicina all’asse latino-americano della sinistra radicale (Cuba, Venezuela, Ecuador) che a quello riformista (Brasile, Argentina, Cile, Uruguay).

“Non esiste una frattura netta fra radicali e riformisti. L’identita’ di una sinistra si adatta sempre alle circostanze del paese in cui opera. Io, per esempio, prima ancora che un uomo di sinistra mi definisco un umanista”.

Gli accordi sull’uso del nucleare pacifico firmati il mese scorso a La Paz con il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad forniscono a Washington ulteriori motivi di irritazione. E’ sicuro che Teheran non intenda costruirsi l’atomica?

“E se anche cosi fosse? Con quale credibilita’ protestano gli Stati Uniti e alcune nazioni europee che l’atomica in casa ce l’hanno gia’? Chi ha il diritto di stabilire se una bomba e’ buona o cattiva? E’ il trionfo della doppia morale. La nostra proposta e’ che all’uso militare del nucleare rinuncino tutti, non solo Teheran”.

Lei non esagera nel chiedere lo spostamento dagli Usa della sede dell’Onu?

“Nel mio ultimo viaggio per l’Assemblea generale dell’Onu ho assistito a episodi di intimidazione da parte delle autorita’ di New York. Ad alcuni delegati di paesi considerati evidentemente non amici erano state imposte eccessive restrizioni. Io credo che si debba pensare seriamente allo spostamento della sede in un paese neutro. Nella vita sono tante le cose che cambiano. Non e’ un’offesa per gli Usa, con cui abbiamo interesse a coltivare buone relazioni”.

Leggi l’intervista completa