L’Espresso ha intervistato Evo Morales. Pubblico qui 3 risposte e in fondo il link per leggere tutta l’intervista.
Non puo’ negare tuttavia che la Bolivia di Morales e’ ideologicamente piu’ vicina all’asse latino-americano della sinistra radicale (Cuba, Venezuela, Ecuador) che a quello riformista (Brasile, Argentina, Cile, Uruguay).
“Non esiste una frattura netta fra radicali e riformisti. L’identita’ di una sinistra si adatta sempre alle circostanze del paese in cui opera. Io, per esempio, prima ancora che un uomo di sinistra mi definisco un umanista”.
Gli accordi sull’uso del nucleare pacifico firmati il mese scorso a La Paz con il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad forniscono a Washington ulteriori motivi di irritazione. E’ sicuro che Teheran non intenda costruirsi l’atomica?
“E se anche cosi fosse? Con quale credibilita’ protestano gli Stati Uniti e alcune nazioni europee che l’atomica in casa ce l’hanno gia’? Chi ha il diritto di stabilire se una bomba e’ buona o cattiva? E’ il trionfo della doppia morale. La nostra proposta e’ che all’uso militare del nucleare rinuncino tutti, non solo Teheran”.
Lei non esagera nel chiedere lo spostamento dagli Usa della sede dell’Onu?
“Nel mio ultimo viaggio per l’Assemblea generale dell’Onu ho assistito a episodi di intimidazione da parte delle autorita’ di New York. Ad alcuni delegati di paesi considerati evidentemente non amici erano state imposte eccessive restrizioni. Io credo che si debba pensare seriamente allo spostamento della sede in un paese neutro. Nella vita sono tante le cose che cambiano. Non e’ un’offesa per gli Usa, con cui abbiamo interesse a coltivare buone relazioni”.
