Archive for October, 2007

Non stiamo chiudendo niente, stiamo aprendo un grande fronte Latinoamericano

Wednesday, October 31st, 2007

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Si e’ espresso cosi Luis Amman, candidato a Presidente del FRAL (FRonte Ampio verso l’unita’ Latinoamericana) alla domanda sulla chiusura della campagna (che ha raggiunto lo 0,41% di preferenze a livello nazionale), che ha aggiunto:
“Oggi stesso iniziamo a rafforzare il contatto tra comunisti e umanisti di tutto il continente, affinche’ insieme possiamo dare forza a un grande fronte Regionale. Come prima azione comune proporremo di appoggiare l’iniziativa del Presidente boliviano Evo Morales di proibire l’installazione di basi militari statunitensi in tutti i nostri paesi. Di conseguenza il FRAL chiedera’ al potere esecutivo che risulta eletto e ai senatori e deputati nazionali, che si adoperino affinche’ questa proposta sia tradotta in realta’ in Argentina.
Con le basi militari statunitensi in qualsiasi paese della Regione si assicura solo la mancanza di sicurezza alla nostra gente.
Non si tratta solo di basi militari di forze armate estranee al latinoamerica, ma anche di tecnologia e mezzi di trasporto che oggi permettono che con una sola pista di atterraggio (senza altre installazioni) si dispieghi in pochi giorni un esercito con tutta la logistica (trasporti, comunicazioni, sanita’…). Gia’ esiste una pista con queste caratteristiche: lunga 3.800 metri e larga 70 metri, a Mariscal Estigarribia, in Paraguay, molto vicina alla Bolivia, al Brasile e all’Argentina, nel cuore del sudamerica.”

Fonte

Continua la lotta per il diritto alla casa degli umanisti a Palermo

Tuesday, October 30th, 2007

Continua l’occupazione del Comune di Palermo da parte del gruppo consiliare AltraPalermo formato anche dal Partito Umanista. Sopra potete vedere una delle tante interviste che sono andate in onda in tv e qui sotto proposte fatte all’amministrazione.
Maggiori informazioni su www.umanistipalermo.it.

In merito a tale emergenza si propone di assegnare temporaneamente alle famiglie che dimostrino di averne i requisiti alloggi di proprieta’ comunale e beni confiscati.
Nello specifico, rilevando l’assenza di proposte dell’amministrazione attiva, il Comitato segnala gia’ le seguenti soluzioni possibili:

- alloggi di proprieta’ comunale siti in via XXXXXXX
- alloggi di proprieta’ comunale siti in via Porta di Castro
- alloggi confiscati nel n. di 10 unita’ cosi come indicato sulla stampa su nota della Prefettura.
- Attivare le procedure per l’affitto in compartecipazione di appartamenti per la durata di anni 5 (ad es. 50 appartamenti costerebbero in media 500 € al mese per una cifra annua pari a € 300.000). Per rendere piu’ vantaggioso dal punto di vista dei proprietari il comune deve impegnarsi a individuare dei benefici economici a favore dei soggetti stipulanti, come l’abbattimento dell’ICI e/o dell’addizionale comunale all’IRPEF
- Requisizione della struttura demaniale (ex proprieta’ dei gesuiti) da destinare a ricovero cittadino per le emergenze (vedi il crollo odierno della palazzina al Capo) con successivo protocollo d’intesa per ottenerne la disponibilita’ almeno trentennale da utilizzare anche subito anche in autogestione.
- Attivare, al fine di procedere all’immediata assegnazione anche dei beni in questione, le procedure per l’autorecupero. Si individua inoltre lo strumento del microcredito con partner Banca Etica (cosi come indicato dal Direttore di quest’ultima sulla Stampa) quello piu’ idoneo al finanziamento dell’autorecupero.

Ad Evo Morales la prima edizione del premio del Centro delle Culture

Monday, October 29th, 2007


Domenica 28/10 in Campidoglio a Roma Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo Umanesimo, ha consegnato a Morales il “Premio Centro delle culture 2007″, dedicato a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la costruzione di una Nazione Umana Universale.

A nome del Centro delle Culture, organismo internazionale del Movimento Umanista, Le invio, in allegato alla presente, la motivazione unanime e commossa al premio da noi conferito al Vostro Presidente Evo Morales Ayma, grande uomo umanista, come riconoscimento per l’opera politica e sociale che sta realizzando nel Vostro Paese.
Il premio “Centro delle Culture” nasce come riconoscimento dedicato a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la costruzione di una nazione umana universale e non violenta.
Ritroviamo nell’azione del vostro Presidente l’attuazione concreta della nostra speranza di costruire e realizzare un mondo in cui i diritti, le aspirazioni, la cultura e l’identita’ delle persone, in quanto esseri umani, siano non solo rispettati, ma siano alla base stessa dell’organizzazione sociale…”

Palermo: senzatetto occupano il Comune

Friday, October 26th, 2007

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Diciotto famiglie di senza tetto e i rappresentanti di comitati cittadini, tra i quali il Comitato 12 Luglio, appoggiati dal gruppo consiliare “L’Altra Palermo” formato dal Partito Umanista, Rifondazione e Verdi, da ieri sera stanno occupando la sala delle Lapidi all’interno del Palazzo delle Aquile sede del Comune di Palermo, per porre l’attenzione sulla gravissima situazione dei senza tetto a Palermo, ultima di una serie di problematiche che stanno colpendo le fasce piu’ deboli alle quali l’Amministrazione non da risposte.

Info su: www.umanistipalermo.it

MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LE ARMI NUCLEARI E LE NUOVE BASI MILITARI IN REPUBBLICA CECA

Wednesday, October 24th, 2007

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Sabato 20 ottobre si e’ tenuta a Brdy, in Repubblica Ceca, nella zona dove gli Stati Uniti vogliono costruire la base radar anti-missile, la manifestazione internazionale contro le armi nucleari e le nuove basi militari organizzata dalla campagna Europe for peace e da Ne zakladnam (No alle basi). Hanno partecipato 86 sindaci cechi, importanti esponenti di organizzazioni per il disarmo e centinaia di cittadini europei e cechi, in un’atmosfera di entusiasmo, speranza e unita’.
Accolto da calorosi applausi, Jan Neoral, sindaco di Trokavec, ha espresso l’indignazione di milioni di persone comuni diventate pedine nella folle corsa al riarmo nucleare.
Sono intervenuti con efficacia e passione anche Kate Hudson, (Campaign for Nuclear Disarmament), Bruce Gagnon (Global Networks against Weapons and Nuclear Power in Space) e Pol D’Huyvetter (Mayors for Peace, Abolition 2020).
Il presidente boliviano Evo Morales e Ken Livingstone, sindaco di Londra, hanno inviato messaggi di appoggio, insieme a molte organizzazioni pacifiste di tutta Europa. Il video-messaggio del sindaco di Hiroshima Tadatoshi Akiba ha espresso con efficacia l’indignazione per tutto il dolore e l’assurda distruzione che ancora una volta minacciano l’umanita’.
Il portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa, Giorgio Schultze, ha riassunto le richieste di tutti i partecipanti: ritiro delle truppe d’invasione, smantellamento degli arsenali nucleari, restituzione dei territori occupati.
Dall’Italia hanno partecipato esponenti di No Dal Molin e del comitato Via le Bombe di Pordenone.
Nel pomeriggio si sono tenuti vari gruppi di lavoro per approfondire le questioni del disarmo, della militarizzazione dell’Europa e dello scudo stellare. L’incontro e’ terminato con una riunione tra le organizzazioni presenti per elaborare un piano di appoggio reciproco e azioni coordinate.
Altre info e foto si trovano nel sito www.europeforpeace.eu
Qui potete scaricare il materiale con tutte le dichiarazioni.

Spazio alle nuove generazioni

Tuesday, October 23rd, 2007


Il 22 novembre 2007 a La Paz (Bolivia) si terra’ il Forum Umanista Latinoamericano inaugurato da Evo Morales. Una parte sara’ dedicata ai lavori delle nuove generazioni, di cui penso abbiamo tanto bisogno. Questo e’ il video di invito.

Discorso di Giorgio Schultze a Brdy, Repubblica Ceca, 20 ottobre 2007

Sunday, October 21st, 2007

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Brdy - Repubblica Ceca, 20 ottobre 2007
Una Europa di pace e non-violenza e’ una Europa senza armi nucleari
Cari amici di Brdy, di Praga, della Repubblica Ceca, fratelli d’Europa,
oggi 20 Ottobre 2007 si segna una data storica per la nostra terra, per il nostro futuro.

Siamo arrivati fin qui, da luoghi molto lontani e molto differenti, parliamo lingue differenti, abbiamo storie ed eta’ differenti, ma qualcosa di nuovo ci unisce; qualcosa piu’ forte della paura della violenza, della minaccia delle armi, del terrore della guerra.

Come si dice pace e non-violenza nella tua lingua?: peace, paz, pace, mir…?

Non importa se non capisco le tue parole. Ti ho capito attraverso il tuo caldo abbraccio e il tuo sguardo emozionato. E questo canale di comunicazione “segreto”, cosi semplice quanto potente, non si puo’ ne’ distruggere, ne’ bombardare, ne’ ammazzare, ne’ fermare.

Fratello, un tempo i nostri padri e i padri dei nostri padri, furono lanciati l’uno contro l’altro come nemici, in guerre non loro, non nostre ed ora in questi campi di grano che un tempo furono campi di battaglia, ora insieme, siamo qui per affermare con poche parole e con la voce ferma: un Europa di pace e non-violenza.

Si, noi, la “voce dei popoli d’Europa”, non i governi, non gli interessi privati, non le lobbies militari.

Noi, popoli d’Europa chiediamo:
un’Europa libera da armi nucleari: pretendere dagli Stati Uniti il ritiro di tutti gli ordigni nucleari presenti nelle basi USA-Nato per il loro smantellamento, e l’eliminazione degli arsenali nucleari della Francia e della Gran Bretagna, come primi passi per avviare il programma di disarmo nucleare globale con la supervisione dell’ONU.
Dichiarare illegali le armi nucleari secondo la sentenza del Tribunale Internazionale del 1996.
La cancellazione di qualsiasi accordo per l’installazione o l’ampliamento di basi militari di potenze straniere sul territorio; ad iniziare dalla Base Radar in Rapublica Ceca e la Base Dal Molin in Italia e in tutte le altre regione d’Europa.
Il ritiro delle truppe dei paesi europei dai territori occupati.
La ricerca della mediazione diplomatica e del dialogo per la soluzione dei conflitti.
E come dice il nostro caro amico e maestro, messaggero di pace, poeta della non-violenza, Silo: “Diamo una opportunita’ alla pace!”.

Non c’e’ futuro senza pace, non c’e’ pace senza non-violenza.

In questa Europa dei popoli, parte e avanguardia della Nazione Umana Universale, decretiamo, la resistenza civile e non-violenta, ad ogni corsa agli armamenti, ad ogni aggressione ad altri popoli vicini e lontani, ad ogni forma di violenza.

In questa Europa, terra delle diversita’, continueremo a coltivare i nostri campi della speranza fino a quando gli dei della pace potranno atterrare, fino a quando la forza dell’unione degli uomini sara’ piu’ forte della paura della solitudine, fino a quando l’allegria delle future generazioni inondera’ ogni spazio, fino a quando faremo retrocedere ogni forma di violenza e sofferenza.

Siamo molti di piu’ di quanto noi stessi possiamo immaginare.

Che in questo giorno di gran festa a tutti noi, ai nostri figli, a tutti coloro che non sono qui, giunga un grande vento di pace, forza ed allegria.

Giorgio Schultze
Portavoce del Forum Umanista Europeo
Promotore di “Europe for Peace”

Primarie e antipolitica

Friday, October 19th, 2007

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L’unico risultato reale di questa consultazione e’ che i partiti possono continuare a credere. A credere che gli italiani ancora possono convincersi che la realta’ e’ quella che i loro media configurano, e il futuro e’ quello che il politico, nel salotto di turno, prefigura.
Una manifestazione elettorale da candidato unico del PCUS, spacciata e, a loro intendere creduta, una espressione di democrazia, e’ stata la loro conferma che l’italiano medio puo’ ancora convincersi di tutto.
Infatti nessuno ha commentato la vittoria del candidato unico qual’e’ quando la competizione e’ reale: la vittoria di una visione su un’altra, di un programma, di un’azione. Il rilievo posto dai giornalisti e’ stato la “vittoria” della politica sull’anti-politica. Quella che cosi hanno definito, “anti”-politica, cioe’ “anti” tutto cio’ che ha consentito loro di trovarsi dietro ad una telecamera o sui fogli di un giornale, e che continuera’ a consentirlo se saranno bravi megafoni.
Volevano e hanno finalmente tirato un sospiro di sollievo, tanto agognato al punto che non sono riusciti a notare, nonostante la riduzione ad un solo euro del prezzo del voto, il decremento di un quarto (soltanto?) dei votanti. Lo slogan “anti-politica” secondo costoro puo’ funzionare. A fermare quella che in realta’ e’ l’anti-”partitocrazia”: la rinnovata partitocrazia che nega la vera democrazia, quella partecipata, grazie al possesso della televisione pubblica e privata e dei giornali, grazie alla presentazione di un candidato unico alle primarie e di liste bloccate alle politiche. La partitocrazia che alimentano per esserne alimentati. Che possiede il sapere dell’uomo comune, il quale non sa o non puo’ cercare da se’ l’informazione: sul web, nei movimenti d’impegno civile, nelle organizzazioni umanitarie.
Hanno tirato un sospiro di sollievo, questo solo attendevano, non un candidato vincente. E sollievo e’ stato gia’ soltanto perche’ la vera democrazia non li ha ancora travolti. La democrazia partecipata, quella delle proposte di legge di iniziativa popolare, quella dei referendum, quella delle liste civiche “certificate”, e’ l’incubo di questa informazione.
Questa informazione che identifica la politica con la partitocrazia, che non si accorge del paradosso che vi sia il bisogno di “certificare” semplicemente che una lista sia quello che dovrebbe essere in un paese normale. Cioe’ una lista composta da persone che non sono state condannate (com’e’ per chiunque altro voglia svolgere una funzione pubblica), che non contempla trasformisti della politica (nomadi che transitano da un partito ad un altro cambiando posizioni come mutande), che non da’ sostentamento a politicanti “professionisti”, obbligando, col limite dei due mandati, a conservare il contatto con la vita reale (e un lavoro normale, come gli altri).
Per la partitocrazia e per i suoi megafoni questa e’ anti-politica.

Fonte

Nasce in India un partito delle donne

Thursday, October 18th, 2007

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Dopo troppe promesse non mantenute dai partiti politici dominati da uomini, 100 donne indiane hanno deciso di fondare una rappresentanza politica esclusivamente femminile. Lo “United Women Front” (Fronte unito delle donne), presentato ufficialmente ieri, e’ guidato da Suman Krishan Kant, una delle principali attiviste indiane per i diritti delle donne e vedova dell’ex-vicepresidente Krishan Kant; anche il comitato direttivo della nuova formazione politica e’ composto da note intellettuali, attiviste e donne di cultura, con un cospicuo bagaglio di lotte per l’emancipazione femminile. Il “Fronte” intende mettere al centro della sua attivita’ politica la lotta alla poverta’, alla violenza domestica, alle molestie sessuali e contro l’aborto selettivo dei feti femminili, l’abolizione della pratica sociale della dote matrimoniale (che condiziona il destino di molte donne): in breve tutte quelle tematiche messe in cima nei programmi in tempo di elezioni dai partiti tradizionali e poi retrocessi in tempi di normale gestione politica. Ma soprattutto, ha sottolineato Khan, il nuovo partito vuole distinguersi dallo stile delle altre formazioni politiche rifiutando la corruzione e non ricorrendo alle pratiche di compravendita del voto. Il “Fronte” partecipera’ alle prossime elezioni amministrative tra novembre e dicembre in Gujarat e in Himachal Pradesh, per poi presentarsi in altri stati.

Fonte: MISNA

Certo ci si puo’ vedere una forma di discriminazione, ma devo dire che mi ispira simpatia e la questione femminile e’ una delle questioni piu’ importanti da affrontare.

Luis Amman omaggia “Che” Guevara

Wednesday, October 17th, 2007

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Si e’ realizzato lo scorso 6 ottobre, convocato dal partito comunista argentino, un’importante evento presso la “Casa Suiza” di Buenos Aires, tra militanti diversi forse per cultura e provenienza, ma non per il desiderio di lottare per la liberazione degli oppressi e per la costruzione di un nuovo orizzonte futuro.

L’incontro, nato per commemorare la figura del “Che” a 40 anni dalla sua morte, e’ stato intenso e dai toni forti ed emotivi.
In un salone stracolmo di militanti comunisti, umanisti e altre organizzazioni, hanno parlato diverse personalita’. Luis Ammann, candidato Presidente per il FRAL (Fronte Amplio Latinoamericano) alle prossime elezioni, ha spiegato il senso di questa alleanza e ha omaggiato la storica figura del medico argentino, nota al mondo come Ernesto “Che” Guevara.
L’intenzione che il FRAL sia una costruzione in permanente crescita la mostreremo nei prossimi 6 anni, termine che ci siamo dati per valutare tutta la cosa fatta nel nostro paese e nella nostra America - ha affermato Amman - Il FRAL e’ venuto per rimanere e per crescere fino ad essere un’alternativa effettiva di cambiamento sociale.

Segue letteralmente la traduzione dell’ultima parte del discorso, quella di omaggio al Che.

In questa data in cui si compiono 40 anni dalla morte di Ernesto Guevara, come umanisti gli rendiamo omaggio perche’, oltre le differenze metodologiche che avevamo potuto temere, rispettiamo la sua enorme coerenza e la sua concezione del cambiamento sociale e del cambiamento personale.
Guevara fu un uomo che volle la rivoluzione, che la penso’ e la fece, a volte con successo come in Cuba ed a volte, come in Bolivia, consegnando la vita nel conseguimento dei propri obiettivi.
E’ un esempio della coerenza che necessitiamo tutti noi, ogni giorno delle nostre vite. Fare la rivoluzione non e’ un’impresa facile, ma non c’e’ un obiettivo migliore che riempia di tanto senso la vita umana.
Da differenti concezioni metodologiche ma con un stesso proposito, comunisti ed umanisti ci sentiamo piu’ argentini, piu’ latinoamericani e piu’ responsabili di fare la nostra parte nella costruzione rivoluzionaria quando evochiamo la coerenza di vita di Ernesto Guevara.

Ed aggiungiamo solo un paragrafo riguardo la finalita’, del perche’ dell’azione. Naturalmente la meta dell’azione e’ il cambiamento sociale e verso li si dirige lo sforzo rivoluzionario. Ma l’aspetto personale ha valore nel pensiero del Che: nel discorso del 1961 in Uruguay, egli spiegava: “Quella che importa e’ la soddisfazione morale di contribuire all’ingrandimento della societa’, la soddisfazione morale di stare mettendo qualcosa di ciascuno in questo compito collettivo e vedere come, grazie a quella piccola parte del lavoro individuale che si unisce in milioni e milioni di lavori individuali, si fa un lavoro collettivo armonico, che e’ il riflesso di una societa’ che avanza”.

Militanti, amiche, amici, compagne e compagni, per la nostra Argentina, per la nostra America raggiungiamo quella soddisfazione morale della quale parla il Che, facendo la nostra parte in questa impresa che condividiamo insieme comunisti ed umanisti.

Un abbraccio fraterno e rivoluzionario per tutti