L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, lancia un allarme tragico: inverno al buio e al freddo! Citando testualmente: “Siamo ancora più fragili di due anni fa perche’ aumentano i consumi e perche’ si sono ridotti gli stoccaggi per una errata interpretazione del Ministero dell’ambiente.”
E di chi e’ la colpa? Del Ministero dell’Ambiente! Che c’entra il Ministero dell’Ambiente con gli approvvigionamenti di gas?
L’ENEL avvisa (a mezzo stampa compiacente) il governo che il Ministero dell’Ambiente fara’ bene a smetterla di ostacolare i progetti sulle nuove centrali a carbone. Trattasi insomma di avvertimento trasversale a mezzo stampa: si dimostra agli avversari di avere in mano giornalisti compiacenti, editori interessati e testate in prestito pronti ad infangare a comando chi si mette in mezzo al business.
E c’e’ ancora chi pensa che i politici controllano la stampa? La stampa e’ controllata da chi la finanzia.
Inoltre, se abbiamo tutta questa carenza di rifornimenti come mai Enel esporta energia?
Il potenziale di energia elettrica installata e’ di oltre 80 mila MW, molto piu’ di quella che si consuma nel nostro paese.
L’unica ragione e’ che se Enel vende energia, il prezzo della stessa sale, la necessita’ di aumentare il potenziale energetico del paese rimane e allora i conti tornano (per ENEL): 1+1= CARBONE.
Aggiornamento: Bersani (sempre a mezzo stampa compiacente) avverte Rutelli: “L’ambiente e’ importante, ma non possiamo fare a meno del carbone!”
Alla luce dell’articolo sopra scritto e’ semplice interpretare la ragione di questa affermazione, no?
Segnalo con enorme piacere l’uscita in alcuni cinema italiani del film Il Rabdomante.
Un film coprodotto dai comitati sull’acqua (e anche dall’associazione umanista “UnAltroMondo”) sul tema dell’acqua, appunto, e su tutto quello che gli gira dietro.
E’ un film decisamente anomalo, per il circuito “grosso” nazionale, e durera’ nelle sale solo alcuni giorni.
Come potete vedere in fondo alla descrizione a Firenze uscira’ di programmazione oggi quindi stasera andiamo a vederlo…ci vediamo al Colonna
Titolo originale: Il rabdomante
Genere: drammatico
Durata: 85 min
Nazione di produzione: Italia
Anno di produzione: 2007
Felice, uno schizofrenico che vive completamente isolato dal resto del mondo in una masseria, situata alla periferia della citta’ di Matera. Qui aiuta i contadini a trovare l’acqua, mettendosi subito in contrasto con un malavitoso che ne ha il completo controllo. Intanto si fa avanti una venticinquenne dell’Est, Harja, compagna del boss. Rimasta incinta cerca in tutti i modi di scappare. Fugge e si rifugia nella masseria di Felice. I due hanno in comune un passato difficile e una profonda solitudine che li attanaglia…
Regia: Fabrizio Cattani
Attori: Pascal Zullino, Andrea Osvart, Riccardo Zinna, Antonio Gerardi, Massimo Sarchielli, Lucianna De Falco.
Colonna Atelier - Firenze - Lungarno F. Ferrucci, 23
In programmazione dal 07/09/2007 al 13/09/2007
Inizio spettacoli: 20,45/22,30
Traduco letteralmente la lettera di Tomas Hirsch dalla Bolivia: Ciao amici,
siamo usciti da 20 minuti dalla riunione con il Presidente della Bolivia, Evo Morales.
Dopo averlo invitato ha accettato immediatamente di inaugurare il nostro Forum Umanista Regionale Latinoamericano, Venerdi 23 novembre, la sera.
Dopo la riunione abbiamo avuto una conferenza stampo nella quale insieme a Luis Amman, abbiamo fatto conoscere la notizia.
Piu’ tardi invieremo foto e video della riunione.
Durante i prossimi 2 giorni avremo 4 riunioni che ci ha organizzato lo staff del Presidente e il Governo boliviano con intellettuali, altre organizzazioni sociali, una con i parlamentari e un’altra con giovani, per far conoscere il progetto Umanista.
Come immaginerete siamo molto felici di condividere con tutti voi questa notizia.
Un abbraccio a ognuno di voi,
Tomy
Dietro il reality show di Rai 2, in programma da meta’ settembre, c’e’ un megaprogetto turistico per un resort di lusso sulla costa caraibica dell’Honduras. Il 17 agosto e’ stata posata la prima pietra. A incaricarsi dei lavori e’ l’italiana Astaldi. La popolazione locale, i garifuna, protesta e denuncia: “Il progetto minaccia la nostra sopravvivenza”…continua dalla fonte
A Gualdo Tadino esiste da tempi immemorabili (ne danno notizie fonti dell’antica roma) la fonte detta “Della Rocchetta”. Si proprio l’acqua della ROCCHETTA che e’ pubblicizzata in TV dall’uccellino di Del Piero. Tale fonte ha per millenni dato acqua a tutta la cittadina di Gualdo e ai paesi limitrofi. Acqua buonissima e purissima nota per le sue proprieta’. Circa 20 anni fa si presenta una ditta che acquista a PREZZO ZERO (con la sola promesa di assumere 20 operai) TUTTI i diritti sull’acqua prodotta dalla fonte, dal Comune.
Risultato:
- La citta’ di Gualdo e’ oggi praticamente senza acqua e deve acquistare oggi l’acqua, di pessima qualita’ peraltro, da comuni limitrofi.
- La Societa’ imbottigliatrice non versa 1 Euro alle casse del comune ma tiene tutto per se’.
- Alcuni anni fa i vecchi operai assunti all’ora sono stati tutti messi in cassa integrazione; tutti i nuovi sono oggi riassunti con contratti tipo COCOCO.
Credo sia abbastanza per indignarsi. L’acqua deve essere gratuita e di tutti.
Dimenticavo:
L’amminstrazione di Gualdo ieri come oggi e’ post-comunista
La societa’ imbottigliatrice e’ di De Benedetti.
Dopo la grande manifestazione del 17 febbraio che ha rischiato di far cadere l’attuale Governo i mass-media hanno completamente tenuto all’oscuro la popolazione su cio’ che accade a Vicenza. Nel frattempo sono successe tante cose:
Nel centro di Vicenza e’ presente un Presidio Permanete (24h./24, 7gg./7), al quale collaborano attivamente varie centinaia di persone. Ci sono stati dibattiti, studi, conferenze, cortei… Una cosa che mi ha molto colpito nel parlare con 2 ragazzi del Presidio di Vicenza e’ stata sapere che una parte molto importante della mobilitazione e’ formata da donne vicentine alla loro prima esperienza di attivismo, segno delle profonde radici che la protesta ha impiantato nella citta’.
Dal 6 al 16 settembre ci sara’ un Festival a Vicenza. I militanti del Presidio hanno allestito un campeggio, un tendone per conferenze e dibattiti, un altro per la ristorazione, i servizi igienici, la corrente…Vogliono condividere la protesta contro la costruzione della nuova base a Vicenza (e non un ampliamento come i mass-media propagandano), unire il movimento contro le politiche di guerra, informare la popolazione.
Tutto il programma e’ disponibile sul sito del Presidio.
Il rapporto dell’Unodc (Ufficio Onu contro la droga e il Crimine) parla chiaro: in Afghanistan in un anno la produzione di oppio e’ cresciuta del 34% e questo anno si prevede che raggiungera’ la quota record di 8200 tonnellate. La superficie coltivata a oppio sarebbe addirittura cresciuta del 17%. Il direttore dell’Unodc ha accusato le truppe straniare stanziate nelle province al confine con il Pakistan di tollerare questo traffico in cambio di informazioni di intelligence contro i guerriglieri talebani: aggiunge poi che in una situazione nella quale il traffico di droga e’ la maggior fonte di finanziamento dei talebani la lotta contro di esso dovrebbe essere invece prioritaria.
In Cile una manifestazione convocata dalla Central Unica de Trabajadores (CUT) contro il modello economico neoliberale, imposto con la dittatura di Augusto Pinochet, continuato in democrazia e lasciato intatto da Michelle Bachelet, e’ stata repressa con la forza come ai tempi del dittatore, come potete ben vedere dal video e dalla lettera di un protagonista della manifestazione.
“Cari amici,
in primo luogo la situazione sugli arrestati: Belen Gallardo e’ stato rimesso in liberta’ e sta bene. Cristian Jimenez e’ ancora detenuto al 3° commissariato. L’abbiamo sentito per telefono, sta bene e attende di essere rimesso in liberta’.
La mattinata e’ stata realmente dura. Eravamo in Piazza Italia: Tomas, Lobito, Pato Andreu, Fernando Ortiz, Carlo Messina, Fdo. Lira, Marta, Jorge, Juan Enrique ed io.
Con Tomas eravamo in prima fila, un blocco di carabinieri a cavallo ci ha impedito la marcia e mentre tentavamo di andare avanti una carabiniera cerca di fermare Tomas e lo vuole arrestare (cosa che poi non e’ successa).
Siamo stati molto tempo con i cavalli davanti a noi, sentendo il loro respiro e i loro sbuffi in faccia e nelle orecchie. A intermittenza i carabinieri tentavano di farci retrocedere e noi tentavamo di resistere. Tomas si e’ mantenuto fermo insieme a Lobito e Pato Andreu.
Eravamo faccia a faccia con i cavalli nervosi e da dietro i manifestanti pressavano per avanzare. A momenti i cavalli si innervosivano e saltavano. Tomas ed io abbiamo ricevuto alcune pedate dai cavalli, che ci hanno fatto intravedere cosa poteva succedere se alcune di queste bestie (mi riferisco ai cavalli) fossero finite fuori controllo.
Le altre bestie (mi riferisco ai carabinieri) avevano lo sguardo perso e cercavano di reprimere. A differenza di altre manifestazioni, dove si accordano prima di picchiare, picchiavano senza distinzione, e senza stare attenti alle videocamere. Era ovvio che qualcuno gli aveva dato l’ordine di reprimere, che avevano il campo libero e si sentivano protetti nell’esercizio della loro repressione.
Qui nasce un dialogo e si sente il colpo che danno a Navarro (socialista) a due metri da noi. Io non ho visto il colpo, l’ho sentito, ed era molto molto forte.
Questo ha agitato ancor piu’ gli animi, facendo arrivare le contestazioni della gente contro il dirigente socialista Arturo Barrios: “questo e’ il tuo Governo socialista che sta reprimendo, il tuo Governo cittadino”, gridavano a Barrios.
Dopo e’ arrivata la prima ondata di gas: dura, forte. Sento un rimbombo, corro nel tentativo di scappare e trovo Juan Enrique che cerca di respirare e vedere visto che il gas ci impediva l’apertura degli occhi. Juan Enrique e’ fradicio e gli suggerisco di rifugiarsi al nostro locale. Recupero forze e torno a cercare Tomas, di nuovo in prima fila con Lobito e Pato Andreu.
Nuovamente c’e’ una carica dei carabinieri. Con Tomas, Navarro e Tellier cerchiamo di avanzare verso Alameda in direzione centro mentre Navarro sanguina. Avanziamo due passi e ci lanciano nuovamente gas.
Finalmente riusciamo a sorpassare il cordone di polizia. Ogni 40 metri i carabinieri cercano di arrestarci. Volevamo proseguire, calcare la via Alameda che Allende invitava ad aprire e che oggi una Presidente socialista, impedisce che vi si cammini.
Abbiamo proseguito, abbiamo passato i picchetti dei carabinieri, arrivando all’angolo con via Portogallo dove c’era il picchetto dei carabinieri piu’ grande. Il nostro gruppo era ridotto a una trentina di persone. Ci fermano, proviamo a dialogare ma i carabinieri usano come sostantivi i manganelli e come verbo il gas.
Ci sparano nuovamente con gli idranti: provo a proteggermi e osservo come Tomas si ferma e Pato Andreu e Lobito si uniscono a lui. E’ stata una pioggia intensa, forte e lunga. I corpi protetti dai corpi, la solidarieta’ di una spalla sopra l’altra, la barbarie ha resistito tra corpi sconosciuti che in quel momenti si erano uniti nel resistere alla repressione.
Finalmente il diluvio appestante termina, ma non potevamo aprire gli occhi per i gas irritanti. Tomas cerca di asciugare gli occhiali mentre molte fotocamere lo fotografavano.
La pioggia degli idranti era stata intensa; camminavamo e le nostre scarpe emettevano il tipico suono di quando sono piene d’acqua.
Non potevamo proseguire, ci rimaneva solo da andare al nostro locale, asciugarci e valutare gli avvenimenti.
Al locale, accanto alla stufa, senza scarpe e calzini, i media cominciano a chiamare Tomas che parla ai media senza scarpe e calzini e con una maglia da donna fino alle ginocchia. Tutti noi ancora fradici.
Un abbraccio, Efren Osorio”