Fuga per la vittoria

La nazionale iraquena di calcio ha vinto la coppa d’Asia.
Sciiti, Sunniti, Curdi…tutti insieme hanno raggiunto un traguardo che va al di la’ del merito sportivo diventando un simbolo di integrazione.
Il successo, inquadrato nel tremendo contesto vitale dei giocatori, da’ ancora piu’ valore al merito di questa squadra. Molti atleti sono stati segnati da lutti, come ad esempio il portiere Noor Sabri, eroe della semifinale vinta ai rigori contro la Corea del Sud, a cui una settimana fa e’ stato ucciso il cognato.
Nell’estate del 2004, con il quarto posto ottenuto dalla Nazionale alle Olimpiadi di Atene, gli Stati Uniti hanno capito l’importanza del calcio per gli iracheni. Il presidente Bush cerco’ di appropriarsi di quel successo sostenendo che fosse una prova dei benefici portati dall’occupazione. Per gli Usa era periodo di campagna elettorale per le presidenziali, ma gli iracheni non gradirono comunque. Saleh Sader, un centrocampista ancora oggi colonna della squadra, parlo’ a nome della squadra auspicando che gli Usa se ne andassero.
Lezione imparata: finora l’amministrazione Bush non ha commentato i successi iracheni in Coppa d’Asia.