Il paese rinuncera’ a qualsiasi guerra- Il capitalismo e’ il peggior nemico dell’umanita’

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A pochi giorni dalla tappa toscana della Carovana contro la guerra, Evo Morales ribadisce che il NO alla guerra sara’ presente nella Costituzione Boliviana.
La Paz - Il Presidente della Bolivia, Evo Morales, ha affermato oggi che il capitalismo “e’ il peggior nemico dell’umanita’” perche’ si alimenta dai conflitti bellici gestiti dalle multinazionali, e ha assicurato che il suo paese rinuncera’ alla guerra nella nuova Costituzione.
“Le multinazionali provocano sempre conflitti per accumulare il capitale (…) e non c’e’ nessuna soluzione per i poveri del mondo e per questo giungo alla conclusione che il capitalismo e’ il peggior nemico dell’umanita’” dice Morales.
Il discorso e’ stato pronunciato all’inaugurazione del “V incontro della rete mondiale degli intellettuali e artisti in difesa dell’umanita’” nella citta’ centrale di Cochabamba.
All’evento hanno partecipato i Ministri della Cultura del Venezuela, Francisco Sesto; di Cuba, Abel Prieto; dell’Ecuador, Antonio Preciado, e il Viceministro boliviano del settore, Pablo Groux.
Il mandatario ha detto che il mondo deve analizzare altre classi di societa’, distinte dal capitalismo, ed ha segnalato che non e’ possibile che alcuni paesi e multinazionali “continuino a provocare l’umanita’” e “pensando all’egemonia.”
Nel foro, Morales ha fatto notare, inoltre, che il suo partito, il Movimiento Al Socialismo (MAS), lavorera’ affinche’ la nuova Costituzione, che sara’ redatta dall’Assemblea Costituente, fissi che il paese “rinuncera’ a qualsiasi guerra”.
“Non e’ possibile che possiamo continuare a pensare alla guerra. Se c’e’ la guerra, devi produrre piu’ armamenti per uccidere l’umanita’” ha sottolineato Morales.
“Invece di pensare a piu’ armamenti, a piu’ pallottole che uccidano l’umanita’, bisogna pensare a produrre piu’ alimenti, piu’ medicinali” aggiungendo che il gruppo di intellettuali riuniti a Cochabamba deve discutere su come “salvare il mondo”.
L’incontro internazionale della rete degli intellettuali analizzera’ domani la condotta dei media di comunicazione nel processo di cambio dell’America Latina e del mondo.
Fonte: EFE

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