Archive for April, 2007

Rahmatullah Hanefi, Emergency e gli umanisti

Monday, April 30th, 2007

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Questo e’ l’appello per salvare la vita a Rahmatullah Hanefi, il mediatore di Emergency, che dopo aver liberato il giornalista Mastrogiacomo, e’ stato incarcerato dal Governo Afgano, con accuse di connivenza con i Talebani e con la pena di morte sul capo e nell’indifferenza del Governo italiano.
Il contesto in cui nasce questa inziativa e’ stato il concerto per il disarmo organizzato sabato scorso dalla struttura di Torino, attraverso l’organismo della Comunita’.
Davanti ad una platea gremitissima (oltre 3.500 persone!) e mentre andava in continuo un bellissimo video con silo, le nostre manifestazioni e immagini di guerra, abbiamo parlato io e la
rappresentante di Emergency, Marina Castellano (che qualche giorno prima era stata invitata al programma di Santoro ed aveva accusato il governo Prodi e il ministro D’Alema per la loro vergognosa azione in Afghanistan).
In quella occasione mi ha detto delle gravi calunnie che sta vivendo Emergency e soprattutto di questa grande ingiustizia.
A quel punto ha riconosciuto che tra i pochi che coerentemente erano rimasti a fianco ad Emergency erano gli umanisti (a Torino e’ gia’ da tempo esiste un ottimo rapparto tra noi e le diverse organizzaizoni che gravitano intorno ai “Cantieri di Pace”).
Questo ha creato un buon ponte con Emergency nazionale che gia’, domenica 21 fissava con me (portavoce europeo) e con Barbara (responsabile diffusione) un incontro per lunedi mattina. Da qui scaturiva l’idea dell’appello e della mobilitazione anche di piccoli gruppi davanti alle ambiasciate d’italia e afganistan, per protestare contro una condanna a morte assurda e una ingiustizia profonda.
Io credo che questo possa rappresentare un primo passo importante di avvicinamento tra noi ed Emergency non solo a livello formale o nazionale ma in tutte le sedi dove noi operiamo.
Intanto un forte abbraccio,
Giorgio Schultze, portavoce del Nuovo Umanesimo Europeo.

Pare che il fatto non sussista

Sunday, April 29th, 2007

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Gerardo D’Ambrosio sulla assoluzione in appello di Berlusconi al processo SME.

“Tra il ‘92 e il ‘94 siamo stati ingenui: pensavamo che ottenere 1408 condanne definitive per tangenti bastasse a dare un colpo decisivo alla corruzione. Invece quando abbiamo toccato interessi piu’ forti, ci hanno cambiato le leggi. Contro questa criminalita’ superiore, in ogni periodo storico, ci vogliono magistrati eccezionalmente capaci, autorevoli e preparati. E anche piu’ coraggiosi. Ora questa sentenza servira’ a far credere che eravamo tutti toghe rosse compreso Davigo: Berlusconi lo ripete da 15 anni. Prima del Vajont, l’unica giornalista che denuncio’ la frana era bollata come comunista. Di me e Alessandrini lo dicevano gia’ quando indagavamo sui terroristi di destra per la strage di piazza Fontana”.

Decreto Amato-Ferrero: un decreto fuori dal tempo

Friday, April 27th, 2007

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Senza inoltrarci nei meandri degli articoli del decreto Amato-Ferrero, osserviamo la sua totale inadeguatezza rispetto alla situazione attuale. Pur ammettendo che con tale decreto si cancella la legge Bossi-Fini, la legge piu’ discriminatoria che sia mai stata promulgata nell’Italia repubblicana, il decreto Amato-Ferrero e’ comunque fuori dal tempo. Ancora una volta si tenta di regolamentare, con un’interminabile serie di norme e regole, un fenomeno che proprio non si riesce o non si vuole capire.
Di fronte ad un contesto mondiale, fatto di milioni di persone che continuano a migrare sulla superficie terrestre per fuggire dalla fame, dalla guerra e dalla poverta’, il governo di un singolo stato risponde con misere leggine assolutamente inadeguate e ridicole.
Di fronte ad una persona disperata, disposta a rischiare la vita per fuggire da un paese in cui non ha futuro, che cosa fa lo stato italiano? Gli chiede se parla la lingua italiana e se conosce la nostra costituzione? Sarebbe come chiedere ad una persona che deve essere immediatamente rianimata con una respirazione bocca a bocca, se si sia prima lavati i denti.

In alternativa al decreto Amato-Ferrero, gli umanisti propongono:

1. Chiusura immediata di tutti i Centri di Permanenza Temporanea.
2. Abrogazione della legge Bossi-Fini ancora in vigore e varo di una legge che riconosca pari diritti e opportunita’ ai cittadini stranieri.
3. Non dipendenza del permesso di soggiorno dall’esistenza di un contratto di lavoro.
4. Cittadinanza di residenza e diritto di voto in tutti i tipi di elezioni.
5. Rilascio immediato di tutti i permessi ancora bloccati.
6. Competenza del rilascio dei permessi ai Comuni.
7. Introduzione nella Costituzione di un articolo che dichiari che nessun essere umano sara’ piu’ dichiarato clandestino sul suolo italiano.
8. Proposta da parte del governo italiano dell’inserimento nella Carta europea di un articolo che dichiari che nessun essere umano verra’ piu’ considerato clandestino in tutta la Regione Europea.

I diritti degli altri sono anche i tuoi

Thursday, April 26th, 2007

Durata video: 1 minuto

“In una Democrazia reale deve essere data alle minoranze la garanzia di una rappresentativita’ adeguata ma, oltre a questo, si devono prendere tutte le misure che ne favoriscano nella pratica l’inserimento e lo sviluppo. Oggi le minoranze assediate dalla xenofobia e dalla discriminazione chiedono disperatamente di essere riconosciute e, in questo senso, e’ responsabilita’ degli umanisti elevare questo tema a livello di discussione prioritaria, capeggiando ovunque la lotta contro i neofascismi, palesi o mascherati che siano. In definitiva, lottare per i diritti delle minoranze significa lottare per i diritti di tutti gli esseri umani.

Da Opere Complete Volume 1, Ed. Multimage.

Sudamerica piu’ libero dal FMI

Tuesday, April 24th, 2007

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L’Ecuador ha comunicato di aver saldato il proprio debito nei confronti del Fondo Monetario Internazionale; si aggrega quindi a paesi come Venezuela, Brasile, Argentina ed Uruguay, che gia’ in precedenza si erano resi indipendenti nei confronti dell’istituzione economica internazionale. Purtroppo questa notizia, cosi come quella di solo qualche giorno fa (il Venezuela ha annunciato il saldo del proprio debito con il Fondo Monetario Internazionale), non ha trovato il giusto risalto nei media italiani ed europei.
Ritengo siano assolutamente da sottolineare le conseguenze previste: tutti i paesi sudamericani attualmente indipendenti dal FMI renderanno, infatti, le proprie economie decisamente piu’ libere di operare rispetto a prima, quando proprio il FMI faceva spesso sentire il suo forte peso nelle decisioni politico-monetarie degli stati sovrani.

Fonte: Verosudamerica

Elezioni in Francia

Monday, April 23rd, 2007

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Tempo di elezioni in Francia. Ieri i candidati (12) si sono confrontati alle urne nel primo round. I primi due domenica 6 maggio si confronteranno per eleggere il vincitore.
Anche in Francia il panorama politico fara’ scegliere fra il centrosinistra, rappresentato da Segolene Royal, e dall’altra Nicolas Sarkozy (centrodestra), tristemente famoso per le politiche repressive usate nelle rivolte delle periferie parigine.
Ormai in tutto il mondo occidentale la democrazia si e’ ridotta a un confronto tra il centrodestra e il centrosinistra, pressoche’ uguali o forse complementari: l’esistenza dell’uno e’ funzionale all’esistenza dell’altro.
Gli umanisti (e fortunatamente non solo loro) aspirano alla formazione di una forza che si differenzi da questo duopolio (monopolio) mondiale. Una forza che faccia convergere:
- coloro che sono contro ogni guerra (non violenza attiva)
- coloro che vogliono andare oltre al capitalismo (proprieta’ partecipata dei lavoratori)
- coloro che vogliono partecipare alla democrazia, e non delegare (democrazia partecipata)
- coloro che vogliono un modo dove niente sia al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano sia al di sotto di un altro
- coloro che pensano che lottare per i diritti delle minoranze sia lottare per tutti gli esseri umani.
E sono la maggioranza!
Fino ad oggi questa forza e’ stata costruita in Cile, ma il momento storico sembra essere molto propizio visto che questo falso bipolarismo e’ ormai fallito per molti.

Sulle armi nucleari in generale e sul conflitto con l’Iran in particolare

Friday, April 20th, 2007

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Gli umanisti europei osservano sgomenti le dichiarazioni dei leader europei e statunitensi contro il programma nucleare iraniano. Si calcola che il solo arsenale degli Stati Uniti in Europa sia costituito da 480 ordigni nucleari(1). A questi bisogna aggiungere le 350 testate francesi e le 185 del Regno Unito. Stiamo dunque parlando di un’Europa in cui oltre mille bombe nucleari potrebbero essere lanciate in ogni punto del pianeta. La campagna contro l’Iran e il suo programma nucleare e’ guidata dal governo Bush, che controlla un arsenale di oltre 10.500 bombe nucleari ed ha annunciate una nuova strategia che comprende l’uso di armi nucleari “preventive” contro stati e organizzazioni. Le dichiarazioni di Jacques Chirac nel gennaio 2006 prevedono la stessa opzione.

Denunciamo l’arroganza e l’ipocrisia dei leader politici europei e statunitensi che protestano contro il programma nucleare iraniano. Tutti questi paesi hanno firmato il Trattato di Non proliferazione Nucleare, ma non rispettano l’impegno a smantellare i propri arsenali. Condividiamo con la maggioranza degli abitanti del nostro pianeta la preoccupazione per il pericolo derivante dall’arsenale nucleare mondiale, ma insistiamo che l’unica soluzione consiste nell’applicare a tutti lo stesso criterio. Denunciamo il fatto che il riarmo nucleare e convenzionale viene pagato con il denaro che le nazioni dovrebbero investire nella sanità e nell’istruzione.

Chiediamo quindi ai governi di Germania, Regno Unito, Italia, Turchia, Belgio e Olanda di chiudere le basi degli Stati Uniti nel loro territorio e restituire le 480 bombe nucleari al governo statunitense a cui appartengono, come ha gia’ fatto la Grecia. Chiediamo inoltre ai governi di Francia e Regno Unito di smantellare i propri arsenali.

Allo stesso tempo invitiamo il governo iraniano a rinunciare alle sue ambizioni nucleari e investire invece in fonti di energia rinnovabile, per salvaguardare le loro riserve petrolifere, se cosi desidera.

Invitiamo anche i governi di India(2), Pakistan, Israele e Corea del nord a ratificare il TNP e insieme ai governi di USA, Russia(3) e Cina a smantellare i loro arsenali.

Chiediamo che venga definito dall’ONU un piano di disarmo proporzionale e progressivo, con verifiche e controlli indipendenti. Le potenze nucleari dovrebbero essere tenute a rispettarlo, sotto pena di sanzioni se non lo faranno.

Infine la Regionale Umanista Europea esprime il suo incondizionato appoggio alla campagna “Per un’Europa di pace, senza armi nucleari” e fa appello a individui, organizzazioni e paesi perche’ la sostengano.

Che l’Europa diventi l’avanguardia della nazione umana universale, basata sulla non-violenza e la solidarietà!

Note:
(1) Armi nucleari di tipo B -61, modelli 3, 4 e 10: 130 a Ramstein e 20 a Büchel, Germania; 90 ad Incirlik (Turkey); 50 ad Aviano e 40 a Ghedi-Torre (Italia); 110 a Lakenheath (Regno Unito); 20 a Volkel (Olanda) e 20 a Kleine Brogel (Belgio).
(2) L’India ha appena annunciate un esperimento con missili a lunga gittata con capacità nucleare.
(3) La Russia ha appena presentato la quarta generazione di sottomarini nucleari.

Le politiche di (non) accoglienza in Italia…

Thursday, April 19th, 2007

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La Regione Lombardia ha appena fatto entrare in vigore una legge “speciale” sui phone center, che prevede una serie di obblighi severi tra cui: 2 o 3 bagni (a seconda della superficie del phone center), spazi delle cabine di almeno un metro per lato (le cabine telecom sono di 85 cm.!), spazio libero di 9 mq., il divieto di funzionare anche come internet point… Oltre a questo sono obbligati a fare i poliziotti, registrando tutti i clienti e relativi indirizzi visitati; ci saranno limitazioni urbanistiche (se ci sono parcheggi vicini, quanto distano altri phone center…); una sorta di “sorvegliamento speciale” da parte della Polizia Locale…insomma: limitazioni a cui nessun altro esercizio e’ sottoposto ed in netto contrasto con le “liberta’” tanto sbandierate.
Chiunque si rende conto che i phone center sono gestiti da bengalesi, srilankesi, cinesi, senegalesi, egiziani…
Un commento di Samir: “Se ho un rimpianto e’ quello di non avere aperto un’attivita’ nel mio paese ma di averlo fatto qui. E’ che ho creduto che anche questo fosse il mio paese. Ho portato soldi da casa mia per investirli qui, in tanti abbiamo chiesto dei prestiti perche’ non ce la facevamo coi nostri soldi… e poi ogni volta chiedono di adeguarsi e noi chiediamo ancora prestiti e cosi alla fine siamo rovinati”.
Il Comune di Milano, dopo che negli anni ha concesso le licenze commerciali in via Paolo Sarpi (e vie limitrofe), ha deliberato l’impossibilita’ di transito per i muletti (carreli porta merci) sui marciapiedi (via imprescindibile del trasporto delle merci), e ha gia’ annunciato che trasformera’ via Paolo Sarpi in isola pedonale (per chi non lo sapesse i commercianti di via Paolo Sarpi e limitrofe a Milano sono quasi per la totalità cinesi). (”Parlano i cinesi di via Paolo Sarpi”)
Abbiamo gia’ parlato approfonditamente per il caso di Amir dei Centri di Permanenza Temporanea, in cui sono costretti gli stranieri che non hanno un permesso di soggiorno in regola con tutte le leggi del nostro paese.

Con queste politiche come possono il Governo e le Amministrazioni locali pretendere di aprire un dialogo con l’immigrante. Esorto a smascherare dati alla mano i fautori (quindi sia destra che centro che sinistra di Governo) delle politiche tese alla chiusura di ogni dialogo, violente e discriminatorie, dipinte come “politiche di accoglienza” cui sono sottoposti gli immigranti nel nostro “Bel Paese”!

Sulla strage al Virginia Campus

Wednesday, April 18th, 2007

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Negli Stati Uniti il numero di omicidi pro capite e’ tre-quattro volte piu’ alto di quello dei paesi europei.
Negli Stati Uniti circolano oltre 200 milioni di armi da fuoco.
Circa una famiglia su tre possiede un’arma.
Ogni tre omicidi, due vengono commessi sparando.
Secondo una ricerca dello scorso anno elaborata dalla Harvard School of Public Health, una particolare classifica stilata secondo il possesso di fucili e pistole, nei 12 Stati con piu’ armi pro capite, rispetto ai 12 che ne hanno meno, il tasso di omicidi per arma da fuoco e’ piu’ alto del 114 per cento: piu’ armi uguale piu’ morti.
Uno Stato che legalizza la vendita di armi legittima la violenza, come d’altronde fa per risolvere le questioni internazionali.
La strage al campus universitario di Virginia Tech e’ sintomatico di un mondo in cui la violenza e’ quotidiana, di cui anche la cronaca italiana non ne sfugge gli orrori. Ma una nazione dove chiunque ha una pistola (o puo’ averla) aumenta notevolmente il rischio che la violenza porti all’estremo le conseguenze delle proprie azioni.
Proprio contro la violenza generata da un sistema inumano gli umanisti lavorano quotidianamente, cercando di sradicarla prima di tutto dall’interno di ognuno di noi, organizzando corsi sulla non violenza, lavori personali, metodologie di azione…
Invito di cuore a vedere questo documentario per capire cos’e’ la non violenza attiva e ad unirsi a noi nella sua pratica.

Una vittoria verso l’integrazione

Tuesday, April 17th, 2007

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Avevamo parlato della campagna “Un cimitero per tutti il 7 settembre 2006:
“Sabato 09/09/06 alle ore 18.00 presso il Teatro Bicchieraia in via Bicchieraia (Arezzo) si svolgera’ la consegna ufficiale delle firme raccolte a sostegno della campagna “Un cimitero per tutti” con la quale si richiede la creazione di spazi adibiti a sepolture musulmane nei cimiteri che si trovano nel territorio della provincia di Arezzo.”

Ebbene, a un anno dall’inizio della campagna finalmente il Consiglio Comunale di Arezzo ha approvato la delibera - con 24 voti a favore e 6 astenuti (?) - con la quale si concedono 2 luoghi (nei cimiteri delle frazioni di San Leo e Rigutino) delimitati da siepi e dove i corpi saranno seppelliti con il viso orientato verso La Mecca. Alla seduta erano presenti Niccolo’ Paoli e Kamru Jamal - fondatori del Centro delle Culture di Arezzo - che hanno raccolto 550 firme per la campagna. Kamru ha dichiarato:
“questo e’ un passo avanti verso la civilta’ ed il dialogo tra le culture. E’ un esempio di convivenza dopo la morte”.
Niccolo’ ci ha commentato come con questa iniziativa il livello di discussione della Giunta si e’ spostato verso argomenti molto piu’ profondi, sulla morte e il significato dell’esistenza.
Una piccola vittoria, che ci da sempre piu’ forza e permanenza nel nostro agire quotidiano verso l’integrazione tra culture diverse, ricordando che niente deve stare “al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano al di sotto di un altro“.
Scarica l’articolo dal Corriere di Arezzo come rassegna stampa.