Afghanistan: il Senato ha approvato il finanziamento delle missioni militari all’estero del governo Prodi.

Il Partito Umanista, Mondo senza Guerre, insieme a Rdb, Cobas, partito dell’Alternativa comunista, partito comunista dei lavoratori, hanno fatto un sit-in di fronte al Senato contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan (foto).
La maggioranza dei senatori, dopo quella dei deputati, ha autorizzato lo stanziamento di risorse richiesto dal governo per dare il sostegno italiano alla guerra voluta dall’amministrazione USA.
Quella in Afghanistan, la missione ISAF, e’ di fatto una guerra travestita da missione di pace, nonostante il governo risponda rivendicandone gli scopi umanitari e di ricostruzione del Paese.
La natura della missione ISAF, che costa ai contribuenti circa 300 milioni di euro all’anno solo per le spese di mantenimento truppe e mezzi, e’ completamente cambiata, poiche’ si e’ mescolata con Enduring Freedom diventando una guerra contro i talebani.
L’accordo internazionale preso dal governo italiano nel 2002 per la creazione della missione ISAF autorizzata da una risoluzione Onu, non puo’ piu’ essere ritenuto valido, essendo completamente cambiati gli obbiettivi e la situazione in campo.
Con l’apertura del fronte di guerra iracheno nel 2003, gli Usa hanno deciso di lasciare l’allora piu’ tranquillo fronte afgano agli alleati della Nato. Per fare questo, pero’, non hanno chiesto loro di entrare in Enduring Freedom, ma hanno imposto un cambiamento strutturale della missione ISAF. Nell’agosto 2003, la missione ISAF diventa quindi a comando Nato: alleanza militare formalmente in guerra a fianco degli Usa in virtu’ del richiamo all’art. 5 del Trattato.
Pochi mesi dopo, un’altra risoluzione Onu stabilisce l’espansione della missione ISAF dalla sola Kabul a tutto il territorio nazionale afgano, prevedendo per il 2006 un’espansione anche nelle zone meridionali e orientali del paese. Dopo un anno di relativa quiete, proprio quelle regioni vengono riconquistate dalla resistenza talebana nel 2005.
Nei quartieri generali della Nato si inizia a parlare dell’esigenza di “irrobustire” le regole d’ingaggio per la missione ISAF visto l’impegno in un teatro “ostile”.
Invece di espandersi, come previsto, in zone che dovevano essere gia’ state pacificate e ‘bonificate’ dai soldati Usa, nel 2006 la missione ISAF si e’ trovata essa stessa impegnata, a fianco e al posto delle forze Usa, nella ‘bonifica’ di queste zone, ovvero nella guerra ai talebani.
Cosi, la missione ISAF e’ diventata una missione di guerra, sovrapponendosi e confondendosi con Enduring Freedom.
Dopo una fase decrescente del conflitto durata tre anni (1.500 morti nel 2002, 1.000 nel 2003, 700 nel 2004), la guerra in Afghanistan e’ ricominciata piu’ violenta che mai (2.000 morti nel 2005, 6.000 nel 2006 e gia’ 250 nei primi 15 giorni del gennaio 2007).
Confermare la partecipazione ad ISAF ignorando i cambiamenti che invece ci sono stati, significa mentire all’opinione pubblica, calpestare l’articolo 11 della nostra Costituzione, tradire per l’ennesima volta la volonta’ dell’elettorato dell’Unione e della maggior parte degli italiani, contrari alla partecipazione a questa guerra.
Qui l’articolo del Manifesto… in cui siamo presenti anche con la dichiarazione di Mondosenzaguerre (Federica Frattini): “le menzogne che continuano ad essere raccontate sulla reale situazione in Afghanistan, dove siamo complici di aver istituito un governo di criminali”.