Archive for March, 2007

Afghanistan: il Senato ha approvato il finanziamento delle missioni militari all’estero del governo Prodi.

Friday, March 30th, 2007

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Il Partito Umanista, Mondo senza Guerre, insieme a Rdb, Cobas, partito dell’Alternativa comunista, partito comunista dei lavoratori, hanno fatto un sit-in di fronte al Senato contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan (foto).

La maggioranza dei senatori, dopo quella dei deputati, ha autorizzato lo stanziamento di risorse richiesto dal governo per dare il sostegno italiano alla guerra voluta dall’amministrazione USA.
Quella in Afghanistan, la missione ISAF, e’ di fatto una guerra travestita da missione di pace, nonostante il governo risponda rivendicandone gli scopi umanitari e di ricostruzione del Paese.
La natura della missione ISAF, che costa ai contribuenti circa 300 milioni di euro all’anno solo per le spese di mantenimento truppe e mezzi, e’ completamente cambiata, poiche’ si e’ mescolata con Enduring Freedom diventando una guerra contro i talebani.
L’accordo internazionale preso dal governo italiano nel 2002 per la creazione della missione ISAF autorizzata da una risoluzione Onu, non puo’ piu’ essere ritenuto valido, essendo completamente cambiati gli obbiettivi e la situazione in campo.
Con l’apertura del fronte di guerra iracheno nel 2003, gli Usa hanno deciso di lasciare l’allora piu’ tranquillo fronte afgano agli alleati della Nato. Per fare questo, pero’, non hanno chiesto loro di entrare in Enduring Freedom, ma hanno imposto un cambiamento strutturale della missione ISAF. Nell’agosto 2003, la missione ISAF diventa quindi a comando Nato: alleanza militare formalmente in guerra a fianco degli Usa in virtu’ del richiamo all’art. 5 del Trattato.
Pochi mesi dopo, un’altra risoluzione Onu stabilisce l’espansione della missione ISAF dalla sola Kabul a tutto il territorio nazionale afgano, prevedendo per il 2006 un’espansione anche nelle zone meridionali e orientali del paese. Dopo un anno di relativa quiete, proprio quelle regioni vengono riconquistate dalla resistenza talebana nel 2005.
Nei quartieri generali della Nato si inizia a parlare dell’esigenza di “irrobustire” le regole d’ingaggio per la missione ISAF visto l’impegno in un teatro “ostile”.
Invece di espandersi, come previsto, in zone che dovevano essere gia’ state pacificate e ‘bonificate’ dai soldati Usa, nel 2006 la missione ISAF si e’ trovata essa stessa impegnata, a fianco e al posto delle forze Usa, nella ‘bonifica’ di queste zone, ovvero nella guerra ai talebani.
Cosi, la missione ISAF e’ diventata una missione di guerra, sovrapponendosi e confondendosi con Enduring Freedom.
Dopo una fase decrescente del conflitto durata tre anni (1.500 morti nel 2002, 1.000 nel 2003, 700 nel 2004), la guerra in Afghanistan e’ ricominciata piu’ violenta che mai (2.000 morti nel 2005, 6.000 nel 2006 e gia’ 250 nei primi 15 giorni del gennaio 2007).
Confermare la partecipazione ad ISAF ignorando i cambiamenti che invece ci sono stati, significa mentire all’opinione pubblica, calpestare l’articolo 11 della nostra Costituzione, tradire per l’ennesima volta la volonta’ dell’elettorato dell’Unione e della maggior parte degli italiani, contrari alla partecipazione a questa guerra.

Qui l’articolo del Manifesto… in cui siamo presenti anche con la dichiarazione di Mondosenzaguerre (Federica Frattini): “le menzogne che continuano ad essere raccontate sulla reale situazione in Afghanistan, dove siamo complici di aver istituito un governo di criminali”.

Campagna non violenta degli umanisti in Cile

Thursday, March 29th, 2007

Video/intervista Tomas Hirsch alla televisione cilena. Durata 1 minuto
In Cile gli umanisti hanno iniziato una campagna non violenta di disobbedienza civile sull’inefficienza dei trasporti pubblici a Santiago, con particolare riferimento al TRANSANTIAGO. La campagna consiste nel non pagare il biglietto fino a che il servizio non sara’ all’altezza di quanto e’ stato promesso.
Quella che segue e’ un’estratto della lettera di Tomas Hirsch alla Presidente della Repubblica, sig.ra Bachelet.
Maggiori informazioni su http://www.yonopago.cl.
Signora
Michelle Bachelet Jeria
Presidente della Repubblica
Santiago, 23 de marzo de 2007

Signora Presidente:
Da 45 giorni si sommette la popolazione di Santiago - in special modo i piu’ poveri - a una vera tortura giornaliera, accompagnata da umiliazioni e maltrattamenti. Il TRANSANTIAGO, progettato e costruito da tecnocrati e imprenditori alle spalle degli abitanti della nostra citta’, si e’ convertito nella goccia che fa traboccare il vaso. Non vale la pena dilungarsi nel descrivere il desolante panorama affrontato ogni mattina e ogni sera da milioni di abitanti di Santiago…
Il TRANSANTIAGO non ha compiuto nemmeno lontanamente le promesse. Sappiamo che la responsabilita’ non ricade solo sul suo Governo. Il suo predecessore, il signor Lagos, ha forzato la realizzazione di un’opera che non aveva nessuna possibilità di funzionare correttamente nei tempi previsti e con i bassi investimenti realizzati. E’ penosa la incapacita’ del sig. Lagos di mostrare il proprio volto e riconoscere le sue responsabilita’….
Nel frattempo ai lavoratori non solo si scalano le ore di ritardo a lavoro, ma - ancora piu’ grave - si comincia a lincenziarli per i ritardi, perdendo in alcuni casi l’indennizzo legale dopo anni di servizio….Si minacciano gli studenti che se continuano ad arrivare in ritardo verranno espulsi dalla scuola…
Signora presidente: siamo venuti fino alla casa del Governo per informarla che, a partire da oggi, chiameremo tutti gli abitanti di Santiago a NON PAGARE per il servizio di bus e metro del TRANSANTIAGO, fino a che non ricevano un servizio della qualita’ promessa…

TOMAS HIRSCH
Campagna di Disobbedienza Civile http://www.yonopago.cl

Nuovo sito web per Tomas Hirsch

Wednesday, March 28th, 2007


Durata video di presentazione di Tomas Hirsch (in spagnolo): 1 minuto

Il nuovo sito del portavoce umanista per il latinoamerica e’: http://www.tomashirsch.org/.

Berti-not-in-my-name

Tuesday, March 27th, 2007

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Ieri (26/03/2007 n.d.r.) il presidente della Camera e leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti e’ stato ampiamente contestato da un gruppo di studenti dell’Universita’ La Sapienza. La loro contestazione ha avuto come argomento principale la mancata azione non-violenta del Governo. Gli slogan mi sono sembrati molto interessanti oltre che divertenti:

Un impegno concreto concreto contro la guerra: spillette della pace per tutti (Fausto Bertinotti)
Soldato del Centrodestra (uomo armato) - Soldato del Centrosinistra (uomo armato con decorazione bandiera della pace)
Berti-not-in-my-name Basta guerre basta basi
Arruolati! La non violenza va in guerra No Berty No war
Bertinotti? NO ThANKS
A Fausto: da Kabul a Vicenza: ma ‘ndo sta la non violenza?
8 marzo 2007: la camera vota la guerra in Afghanistan…giorno inFAUSTO

Caso Mastrogiacomo: vigliaccheria e ingratitudine

Monday, March 26th, 2007

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Gli esempi del servilismo del governo italiano nei confronti dell’amministrazione Bush sono gia’ numerosi: dalla mancata richiesta di estradizione degli agenti della CIA che hanno rapito Abu Omar, agli attacchi ai magistrati milanesi che hanno “osato” rinviarli a giudizio, dal si all’ampliamento della base di Vicenza in barba al parere della popolazione al rifinanziamento della missione in Afghanistan, presentata come “missione di pace”, con relativi ricatti e insulti a chi dissente da questa scelta sciagurata.
Con il “caso Mastrogiacomo” pero si e’ toccato il fondo: e’ bastato che il “padrone americano” facesse la voce grossa perche’ D’Alema cedesse su tutta la linea, negasse addirittura la trattativa con i rapitori e promettesse di mandare in Afghanistan piu’ soldati e piu’ mezzi (sempre alla faccia della “missione di pace”). Il vero artefice della liberazione del giornalista, Gino Strada, e’ stato prontamente scaricato e ormai non si parla piu’ del mediatore di Emergency e dell’interprete afgano, destinati forse a perdersi nelle carceri dei servizi segreti di Kabul. All’abituale vigliaccheria del governo si somma cosi l’ingratitudine verso chi ha permesso il ritorno a casa del giornalista e ora viene additato come unico colpevole.
Il voto sulla missione in Afghanistan, previsto per la settimana prossima, potrebbe essere l’occasione per recuperare almeno un po’ di dignita’ nei confronti di un padrone che esige obbedienza cieca, ma e’ probabile invece che assisteremo alla solita resa, condita da belle parole e ricatti piu’ o meno velati a chi non si vuole piegare.
Il sit-in fuori dal Senato durante il voto ricordera’ a quanti si sono fatti eleggere vantando un impegno pacifista che votare a favore della missione in Afghanistan significa calpestare l’articolo 11 della Costituzione e tradire le promesse fatte a chi li ha votati.

Partito Umanista

Primo matrimonio omosessuale a Citta’ del Messico…

Friday, March 23rd, 2007

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Si e’ celebrato a Citta’ del Messico, grazie a una legge approvata 4 mesi fa entrata in vigore il 16 marzo, il primo (ma ci sono gia’ 580 coppie gay in attesa) “matrimonio omosessuale” riconosciuto dalle autorita’ civili (foto: La Jornada). Questa legge prevede il riconoscimento giuridico di tutti i tipi di unione - comprese quelle tra anziani e badanti - che potranno beneficiarsi d’ora in poi dei diritti successori e alimentari sinora riservati alle coppie tradizionali.
Vi assicuro per esperienza diretta che il Messico e’ un paese molto piu’ cattolico dell’Italia, governato da un partito di destra, ma evidentemente in questo diritto civile piu’ avanzato del nostro belpaese, in cui certi temi purtroppo per chi ci governa sono tabu’!
Fonte
Colgo l’occasione per ricordarvi il sito di Stargayte

COMUNICATO STAMPA di “SEMPRECONTROLAGUERRA”

Thursday, March 22nd, 2007

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20 Marzo, Roma
IL MOVIMENTO CHE VOGLIAMO
Il movimento che vogliamo e’ quello che sa dire no alla guerra “senza se e senza ma”, e’ il movimento che dice no alle basi di guerra e di morte, a Vicenza come a Sigonella, a Camp Darby come ad Aviano e Ghedi, e’ il movimento che scende in piazza con le bandiere della pace, quando tutto sembra fermo mentre la spirale di odio e di violenza della guerra e del terrorismo annientano altre vite umane innocenti. Mentre i media ufficiali tacciano sulla manifesta opposizione alla guerra della gran parte della popolazione del nostro paese, il 17 Marzo a Roma, giornata mondiale contro la guerra lanciata dal Forum Sociale Mondiale a Nairobi, nell’anniversario dell’invasione USA dell’Iraq, oltre 20.000 persone sono scese in piazza per dire con determinazione che alla guerra non si può che dire “basta”.
E cosi dopo che il movimento contro la guerra si era unito lo scorso 17 Febbraio alla lotta di Vicenza e dei suoi cittadini contro la costruzione della nuova base USA ,oggi si puo’ dire che il movimento ha scelto da che parte stare: dalla parte della pace, dell’antimilitarismo, dell’articolo 11 della costituzione che ripudia la guerra.
Il movimento per la pace - e dunque contro la guerra - non ha “governi amici” a priori. Deve in ogni caso sottrarsi a “comprensioni” o “crediti di fiducia”.
All’indomani della grande e partecipata manifestazione contro la Guerra del 17, l’Assemblea di Semprecontrolaguerra si e’ incontrata con il Coordinamento Fermiamo chi scherza con il fuoco Atomico, rete di soggetti e realta’ nata lo scorso maggio dall’appello di Padre Alex Zanotelli per il disarmo nucleare. A Roma si e’ deciso consensualmente di promuovere una Campagna sul Disarmo che sostenga attivamente la proposta di legge di iniziativa popolare per il disarmo nucleare dell’Italia promossa da alcune delle reti dei movimenti per il disarmo, e di lanciare un’iniziativa di piu’ lungo termine di azione e di contro-informazione in vista anche di una proposta di legge contro la militarizzazione dei territori, per la chiusura delle basi, per la revoca degli accordi militari bilaterali con gli USA, per la revisione delle strategie NATO, nella prospettiva della fuoriuscita da questa Alleanza militare.
Si e’ infine deciso di realizzare nei prossimi mesi una carovana nazionale per la pace e per il disarmo che partendo a maggio circa dai territori in lotta contro le basi e la guerra, da nord a sud, da ovest ad est, giungano a Roma il 2 giugno per riappropriarci del vero significato di quella giornata, anniversario della proclamazione della Repubblica e non della parata militarista lungo i Fori imperiali che ormai ha preso il suo posto, evocando un clima di guerra e di violenza
insopportabile per quanti credono che la guerra debba essere semplicemente ripudiata.

SEMPRECONTROLAGUERRA –semprecontrolaguerra@tiscali.it

Chi puo’ e chi no: Gheddafi si allea con gli Usa per costruire una centrale atomica?

Wednesday, March 21st, 2007

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Tunisi, 19 marzo - La Libia e’ pronta a firmare con gli Stati Uniti un accordo per l’utilizzo dell’energia nucleare a scopi civile proposto a Tripoli da Washington. Lo afferma l’agenzia libica Jana, secondo la quale gli Usa si sono impegnati a contribuire alla costruzione di una centrale atomica e allo sviluppo di un impianto di desalinizzazione.
Secondo l’agenzia, il Governo Usa si e’ anche impegnato a promuovere progetti di ricerca insieme a Tripoli e ad addestrare tecnici libici negli Stati Uniti. La cooperazione “sull’uso pacifico dell’energia atomica” e’ l’ultimo atto nel lungo processo di distensione tra l’Amministrazione Bush e Muammar Gheddafi.
L’annuncio di tale accordo per il nucleare avviene pochi giorni dopo che il colonnello Gheddafi ha accusato gli Stati Uniti di non aver mantenuto tutte le promesse fatte quando la Libia ha deciso di abbandonare le armi di distruzione di massa. I paesi occidentali “ci hanno detto che se avessimo abolito il programma bellico ci avrebbero aiutato a sviluppare un programma atomico per fini pacifici. Ma questo non e’ accaduto”, ha detto Gheddafi in un’intervista alla Bbc e alcuni altri media inglesi rilasciata a Sebha il 2 marzo, sostenendo che la conseguenza delle mancate promesse sara’ che “altri, come l’Iran e la Corea del Nord non seguiranno l’esempio della Libia e non abbandoneranno il nucleare”.
Il consiglio dei ministri di Tripoli ha autorizzato il ministero libico degli Affari esteri di siglare l’accordo di cooperazione.
Il Dipartimento di Stato di Washington ha smentito imbarazzatissimo che gli Stati Uniti abbiamo raggiunto “un accordo formale con la Libia per la costruzione di una centrale nucleare o su altri questioni nucleari”. Lo ha detto il portavoce del dipartimento Tom Casey. La cooperazione tra la Libia e gli Stati Uniti e’ limitata all’utilizzo di tecnologie nucleari a fini medici, in pratica, interventi per la cura dei tumori per mezzo di radiazioni. “Siamo in trattativa con i libici su un progetto destinato alla creazione di un centro di medicina nucleare. E’ questa l’unica cosa che possa giustificare l’utilizzo del termine nucleare”, ha detto Casey.
Il Dipartimento di Stato ha cancellato l’anno scorso la Libia dalla lista nera delle nazioni legate al terrorismo e in piu’ occasioni il governo Usa ha auspicato che il processo di riabilitazione seguito dalla Libia venga imitato anche da altri due Stati “canaglia”, la Siria e l’Iran.
Fonte

un po’ di informazione sul 17 marzo nel mondo…

Tuesday, March 20th, 2007


Simboli della Pace da tutto il mondo.
Discorso di Giorgio Schultze (potavoce della regionale umanista europea) e suo sito.
Altre foto di Roma.
Tenerife.
Parigi (video).
Sibiu.
Zurigo.
Budapest.
Brasile Video

Uno spartiacque? TG sul 17 marzo arancione!

Sunday, March 18th, 2007


Al di fuori delle elezioni europee del ‘99 in cui la legge sulla par-condicio (prontamente cambiata) dette l’opportunita’ di far conoscere il messaggio umanista attraverso tutti i maggiori mass-media, mai ricordo una presenza cosi forte degli umanisti sui telegiornali nazionali. Nonostante siamo una realta’ volontaria tra le piu’ attive e militanti e unica nella sua estensione mondiale i mass-media hanno sempre evitato di riportare le nostre azioni. Ebbene, da questo collage di reportage su cio’ che e’ accaduto il 17 marzo a Roma potrebbe esserci stata una svolta :)