Archive for September, 2006

Amir e’ libero! Firenze, ore 24.00 del 29 settembre 2006

Saturday, September 30th, 2006


Le immagini spiegano meglio di tante parole l’infinita emozione e gioia di rivedere Amir dopo 25 giorni di attesa, di lotta, di giorni e notti di lavoro in equipe. Ora godiamoci questa stupenda sensazione di gioia, liberta’ e futuro aperto…prendiamo nuove energie…e stiamo tutti uniti e in contatto…insieme si puo’!

Qui ci sono un po’ di foto di Amir appena uscito dal Corelli.

Amir E’ LIBERO!

Friday, September 29th, 2006

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Si, avete letto bene!
oggi pomeriggio (29/09 n.d.r.), Amir sara’ fuori dal lager di via Corelli!
Sono molto emozionato, a prestissimo per i primi commenti, appuntamenti, festeggiamenti, testimonianze, piani di come prosegue la lotta per la chiusura di questi lager…
Bentornato Amir…

Forum Firenze, sintesi Tavolo Educazione

Friday, September 29th, 2006

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Come promesso, ecco una prima sintesi dei lavori del 23 settembre al Forum di Firenze. Iniziamo con il tavolo EDUCAZIONE.

“Eravamo in aula 3, faceva freddo, ma non era per la temperatura, era l’atmosfera… quattro file di banchini bianchi, stretti stretti, e un mostro davanti a noi… la cattedra!
La nostra passivita’ e la nostra inerzia rifletteva un preciso modello educativo che non ci piace e a cui siamo stati esposti fin da piccoli.
Dopo le prime parole abbiamo iniziato a spostarci fisicamente ed insieme ai nostri corpi, hanno iniziato a muoversi anche i nostri punti di vista; abbiamo cosi corso il rischio di perdere il filo: non c’era piu’ chi dava la parola, chi assegnava gli argomenti, ecc. E’ stata una crisi di crescita da cui sono scaturite le seguenti proposte:
Continuare a sviluppare il progetto di educazione sulla non violenza nelle scuole.
Ri-conformazione delle aule per abbattere la barriera tra insegnanti e alunni.
Autorganizzazione degli insegnanti per un cambiamento del modello educativo attuale a favore di uno più incentrato sull’essere umano.
Creare ambiti di interscambio e di interazione tra insegnanti, genitori, alunni.
Creare nel tessuto sociale (quartiere, vicinato, ecc.) luoghi di sviluppo di una comunità educativa.
Creazione di un sito web sul tema, che raccolga informazione, esperienze concrete sulla questione e che favorisca l’interscambio e azione, da proporre a livello Europeo.
Promuovere ed introdurre il tema della parità di genere in ambito scolastico e nell’educazione non formale.
Prendersi cura delle cose e delle persone senza confondere l’una con l’altra, sviluppando la tendenza alla coerenza, risvegliando uno sguardo attento al come penso, come sento, cosa faccio.”

Firenze, Forum Umanista, 23-9-2006.

Inquadramento aree tematiche Forum di Firenze

Thursday, September 28th, 2006

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Questi sono i materiali di inquadramento delle aree tematiche del Forum Umanista di Firenze del 23 settembre scorso.

Diritti Umani e Non-violenza

In che situazione ci troviamo oggi per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani? Personalmente, non sono in grado di dare una risposta precisa. Credo, pero’, che quanti hanno sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e cioe’ oltre 160 Stati della Terra, debbano saperlo. Tali Stati hanno firmato il 10 dicembre 1948, o successivamente, l’accettazione del documento elaborato dalle Nazioni Unite. Tutti avevano compreso di cosa trattasse, tutti si erano impegnati a difendere i diritti ivi proclamati.
Se consideriamo cio’ che e’ accaduto in questo campo negli ultimi tempi rifacendoci alla cronaca quotidiana, dovremo riformulare la domanda in questo modo: “Qual’e’ il gioco ipocrita di manipolazione dei diritti umani che i governi portano avanti?”

I Diritti Umani non hanno la vigenza universale che sarebbe desiderabile perche’ non dipendono dal potere universale dell’essere umano ma dal potere di una parte sul tutto; e se le piu’ elementari rivendicazioni della liberta’ di disporre del proprio corpo sono calpestate in tutte le latitudini, possiamo solo parlare di aspirazioni che dovranno trasformarsi in diritti. I Diritti Umani non appartengono al passato, stanno nel futuro attraendo l’intenzionalita’, alimentando una lotta che si ravviva ad ogni nuova violazione del destino dell’uomo. Pertanto, qualunque rivendicazione di tali diritti e’ sempre valida giacche’ mostra che gli attuali poteri non sono onnipotenti e che non controllano il futuro.

La lotta per la piena affermazione dei diritti umani porta necessariamente a mettere in discussione i poteri attuali ed ad agire nella prospettiva di sostituirli con i poteri di una nuova societa’ umana.

Il concetto di nonviolenza, come tutte le forme nonviolente di protesta, continuano a sopravvivere e a svilupparsi nel mondo; lo testimoniano gli interventi quotidiani e di massa degli strati più bassi di lavoratori, manifestazioni di protesta, scioperi, movimenti femminili e studenteschi, manifestazioni contadine, la pubblicazione di manifesti, volantini e periodici, interventi alla radio e alla televisione.

Il Nuovo Umanesimo si sforza di ridurre la violenza ai minimi termini, nella prospettiva di superarla completamente, cominciando col denunciare sistematicamente tutte le forme di violenza esercitate dal sistema, avviando tutti i metodi e le forme per risolvere conflitti, come pure tattiche di lotta, applicata a situazioni definite, in cui si verifica qualunque tipo di discriminazione, lungo i binari della nonviolenza creativa.

La migliore garanzia di sopravvivenza per una minoranza discriminata sta nel far parte di un fronte comune con altri soggetti che diano alle sue rivendicazioni e alla sua lotta una direzione rivoluzionaria. In ultima analisi è il sistema considerato globalmente ad aver creato le condizioni per la discriminazione, condizioni che non scompariranno fino a quando questo ordine sociale non verrà trasformato.

Riveste estrema importanza anche la campagna per il disarmo e lo smantellamento di tutte le armi di distruzione di massa che stiamo promuovendo a livello mondiale.

In questo mondo disgraziato in cui la forza e l’ingiustizia si impadroniscono delle campagne e delle città, come si pensa di porre fine alla violenza?
Dico che a livello personale ognuno dovrebbe sforzarsi per riuscire a far coincidere ciò che pensa con ciò che sente e con ciò che fa, dando forma ad una vita coerente e sfuggendo alla contraddizione che genera violenza.
Nel frattempo, noi che non siamo ascoltati lavoreremo a partire da oggi in ogni parte del mondo per fare pressione su coloro che decidono, per diffondere gli ideali di pace in base alla metodologia della non-violenza, per preparare il cammino dei nuovi tempi”.

Salute

Nelle democrazie moderne, tutti i cittadini hanno uguali diritti politici e sociali, ma gli esseri umani si differenziano per età, sesso, salute, forza fisica, forza intellettuale ecc. Perciò, una società mediamente giusta tenta di compensare queste differenze relative ai doveri sociali liberando alcuni gruppi da determinati obblighi (bambini, invalidi, malati) e stabilendo pensioni (per malati, anziani, invalidi) e sistemi per la previdenza sociale, la disoccupazione, la qualificazione e la riqualificazione per coloro che non hanno avuto o hanno perduto determinate opportunità lavorative.

Oggi esistono le possibilità tecnologiche per risolvere, a breve termine e per vaste zone del mondo, i problemi della piena occupazione, dell’alimentazione, della salute, della casa, dell’istruzione. Se queste possibilità non si tramutano in realtà è semplicemente perché la speculazione mostruosa del grande capitale lo impedisce.

Lo sviluppo integrale del pianeta è oggi nelle mani della Banca Mondiale. La concentrazione del denaro (massimo valore) nelle mani di pochi ha trasferito ogni responsabilità alla Banca. Essa è nata come forma speculativa di concentrazione del denaro e quindi del potere.
Privatizzati la sanità, i beni e i servizi, diminuisce l’importanza dello Stato tradizionale che cesserà di svolgere una politica “assistenzialista”, per cui le sue responsabilità in questo campo verranno meno. L’incredibile sviluppo tecnico e scientifico in grado di curare tantissime malattie è in contraddizione con il fatto che tali benefici vadano a vantaggio solo di pochi e che siano in pochi a possedere una vasta conoscenza dell’argomento, così come la responsabilità della sanità pubblica e del benessere sociale .

La situazione attuale vede:
• Sanità di base per l’80% della popolazione mondiale pagata dalla popolazione stessa e limitatamente alle pratiche meno costose (educazione sanitaria, prevenzione, consultori).
• Servizi di maggiore complessità solo per chi se li può pagare e per i quali dovrà essere versata una quota supplementare che compensi tali spese.
• Smantellamento progressivo delle strutture ospedaliere (aziende) che non garantiscono un bilancio attivo per la politica di mercato.
• Le prestazioni sanitarie (es. esami diagnostici) hanno tempi di attesa che variano in base alle possibilità economiche dell’utente.

Lo Stato dovrebbe assicurare a tutti una sanità gratuita ed equa.
Dovrebbe avere un piano sanitario integrato ai diversi livelli (Nazionale, Provinciale, Comunale) che arrivi a tutti gli abitanti; provvedere all’apertura di centri di assistenza funzionanti 24 ore su 24 distribuiti in modo strategico; ha la responsabilità di organizzare e sviluppare piani di educazione e prevenzione sanitaria che arrivino a tutti e la formazione del personale sanitario su questi temi.

La nostra proposta fondamentale è quella di lavorare per sostenere e migliorare la salute delle persone e, in tale senso, diamo priorità assoluta all’educazione sanitaria, alla prevenzione sanitaria e all’attenzione primaria verso la salute.
La pratica quotidiana e senza senso del diagnosticare e prescrivere rimedi a coloro che sono già malati è in contraddizione con l’aspirazione a migliorare le condizioni di vita delle persone e ad evitare che esse si ammalino.

Se l’accesso alla sanità non avviene su basi paritarie per tutti gli abitanti di un paese, l’azione umanista implica che la sanità sia gratuita per tutti.
I cambiamenti non avverranno tramite una struttura sanitaria assistenzialista ma dovranno nascere dalla gente e dalle organizzazioni create dalla gente.
Gli umanisti propongono:
la formazione di Commissioni Sanitarie ( formate da abitanti di un quartiere che hanno deciso di farsi carico della propria salute e di cercare nuove risposte ai propri problemi) che svolgeranno da una parte un’azione verso gli abitanti e dall’altra un’azione verso il personale sanitario, le autorità e i politici.
La formazione di Promotori Sanitari di quartiere sul tema salute, che costituiscano un legame reale tra operatori sanitari e la gente, compiendo funzioni di promozione e di educazione sanitaria seguendo la linea della OMS.

La creazione di Mutue di quartiere con centri sanitari al servizio della salute e non della malattia, con strutture ambulatoriali che svolgano attività come attività sociali, corsi, incontri sulla salute, studi sulle condizioni sanitarie del luogo e proposte per miglioramenti ma che comunque garantiscano assistenza sanitaria primaria di base.
Creazione dell’Opera Sociale Comunale che garantisca la distribuzione dei farmaci ad un prezzo esente da speculazioni.
I problemi medici in quanto a prevenzione, terapia e assistenza devono essere risolti gratuitamente per tutti gli abitanti.
Questo non implica un monopolio municipale giacché tanto la nazione quanto la provincia o l’impresa particolare possono avere le loro strutture nel comune.
In quanto al prezzo dei farmaci essi devono essere abbassati dall’Opera Sociale Comunale.

Per gli Umanisti “salute” vuol dire vivere in uno stato crescente di accordo con noi stessi e con il mondo che ci circonda, con una pienezza fisica, mentale ed emozionale, d’accordo allo sviluppo scientifico e tecnologico che la nostra società ha raggiunto.

Arte

Ad ogni fine di civiltà si sperimenta una grande crisi politica, sociale, economica, culturale e sopratutto esistenziale. Nessuna parte del pianeta è esente da questa enorme e devastante crisi. Al crollo dei vecchi valori su cui si basava la società, ne succedono degli altri. Gran parte delle abitudini sociali, dei valori e delle forme in cui si esprime l’essere umano vengono sperimentate come vecchie e obsolete. Queste forme di agire, di sentire e di fare sono sentite più come trascinamenti del passato e non propriamente come eventi nuovi all’interno di una società. In un clima di decadenza tutto si veste di assurdo e di eccessivo, tutto sembra falso e stantio. Quando si è all’interno della crisi è estremamente difficile avere una visione chiara del futuro, tutto è confuso e cupo ed il disorientamento lascia spazio a tutta una serie di comportamenti estremisti e “barbarici”. Aumenta la violenza, il cinismo, la paura e la necessità di avere nuove risposte. C’è un grande senso di vuoto, di abisso, di dispersione e per quanto non tutti gli individui e i gruppi sociali vivano internamente le stesse condizioni, tutti sono coinvolti in questa spirale vertiginosa di perdita di senso. In questo clima di profonda insicurezza c’è sempre il rischio che si installino nuove dittature e che le persone più brutali e ciniche salgano al potere.

L’arte, di qualsiasi disciplina si parli dal cinema alla pittura, dal tetro alla poesia, capta, avverte, precorre il cambiamento. Percepisce il nuovo che sempre, nelle più oscure pagine della storia, avanza rispetto a ciò che viene sperimentato come vecchio. Avverte, sente e traduce nelle sue forme allegoriche e mistiche qualcosa di impalpabile di sottile. Queste persone sentono che dietro ogni crisi di un sistema complesso e globale, si cela il cambiamento verso un’epoca sconosciuta.

L’artista, lo scienziato e il mistico sono ricercatori dell’ignoto, in questa loro ricerca catturano particelle di mondi possibili e “uscite di sicurezza” da quello che sembra un cieco dispiegarsi verso la dissoluzione totale della società in cui vivono. Spesso sono semplici intuizioni, a volte sono appunti su alcuni fenomeni parziali, ma sono anche frutto di ricerche aperte a tutto senza i pregiudizi della loro epoca, premonizioni queste che si fanno sempre più strada a man mano che il vecchio crolla. Sono nuovi spazi della coscienza umana che si aprono e si sviluppano a man mano che il sistema si sgretola e lascia filtrare la luce dagli spiragli che si aprono tra le rovine della civiltà cadente.

Come un’esile mano di un bambino che esce dalle macerie di una guerra senza vincitori ma solo perdenti, l’artista afferra nelle sue mani gracili un pezzo dello sfuggente futuro evolutivo, per poi mostrarlo ai compagni che come lui solo relegati nei rifugi in cui vivono gli sfollati di una società che non pensa e non si preoccupa più dell’essere umano. Solitamente la società tarda qualche anno a riconoscere il valore innovativo e vitale di quel pezzo di futuro, ma poi gli eventi spingono in quella direzione, ed alcuni considerati pazzi o folli, alcuni calunniati e rifiutati dal vecchio regime decadente, finiscono col diventare i nuovi riferimenti di un mondo che non cesserà mai di evolversi a dispetto di qualsiasi facile e disfattista pessimismo cosmico che vede nella crisi solo la fine di un epoca, ma non, al contrario, l’avvento di una nuova sensibilità.

Che cosa è vecchio in arte? Che cosa e quali atteggiamenti sentiamo non corrispondono più ai nuovi tempi?

Viceversa che cosa sentiamo o avvertiamo vada indagato, scoperto, ampliato? Che cosa avvertiamo sia il nuovo in arte?

Educazione

Nel ‘Dizionario del nuovo umanesimo’, rispettivamente alle voci Educazione e Critica, Silo scrive:

[…] L’educazione è la preparazione dell’individuo alla cultura, al lavoro, alla scienza, alla morale, all’arte. L’educazione è la fonte più importante e tradizionale della socializzazione tra persone in quanto contribuisce alla formazione della loro ideologia, della loro cultura, della loro morale, dei loro orientamenti di vita e di lavoro.
Si è soliti parlare di educazione in almeno due diverse accezioni:
la prima si riferisce alla trasmissione di dati e di conoscenza dall’educatore all’educando e, in questo senso, le nuove tecnologie tendono a sostituire progressivamente la figura dell’educatore;
la seconda considera l’educazione una preparazione, un adeguamento dell’educando al mondo in cui vive. Il termine ‘mondo’ si riferisce tanto alle cose considerate dal punto di vista fisico quanto a elementi intangibili quali i valori e i rapporti umani. Si rende perciò necessaria l’abilitazione di vari modi di comprensione, punti di vista non uniformi e prospettive differenti per comprendere tanto le realtà degli oggetti materiali e culturali quanto quelle della stessa interiorità.
Un’educazione che si limiti sempre più alla trasmissione di dati oggettuali è un fattore importante di ‘svuotamento’ di soggettività e di senso delle azioni umane.

La capacità dell’individuo di giudicare con spirito critico l’ambiente in cui opera e di sottoporre ad analisi critica la sua stessa esperienza e il suo comportamento è una condizione indispensabile per la formazione della personalità e un elemento essenziale dell’educazione. Il grado di estensione dell’atteggiamento critico e autocritico nella società, caratterizza la sua forza o la sua decrepitezza, la sua capacità o incapacità al perfezionamento o allo sviluppo. La critica è la premessa di ogni innovazione e fa parte della forza motrice dello sviluppo e del progresso scientifico- tecnico, artistico e sociale.

In ‘Umanizzare la Terra’, Silo scrive:
[...] credo che educare consista principalmente nel rendere le nuove generazioni capaci di una visione non ingenua della realtà, nel senso che il loro sguardo consideri il mondo non come una presunta realtà obbiettiva in sé, ma come un oggetto di trasformazione sul quale l’essere umano applica la propria azione.
[...] Un’educazione elementare deve mirare allo sviluppo di un modo di pensare basato sulla coerenza. Qui non si sta parlando di conoscenza in senso stretto, ma del contatto con la propria esperienza del pensare.
In secondo luogo, l’educazione dovrà stimolare la sensibilità e facilitare lo sviluppo emotivo […], l’intenzione sta nel far sì che gli individui stabiliscano un contatto emotivo con se stessi e con gli altri, senza la confusione a cui porta un’educazione basata sulla separatezza e l’inibizione.
In terzo luogo, si dovrà ricorrere a qualche pratica che metta in gioco tutte le risorse corporee in modo armonico. […] Il punto chiave sta nel prendere contatto con il proprio corpo e nel governarlo con scioltezza.

Sulla base di quanto enunciato da Silo nei materiali appena citati, è stato stilato il “Piano comunale di azione umanista” che inquadra il tema nel seguente modo:

“Il Comune deve avere asili gratuiti nei quali sia impartita un’ediucazione prescolare e, allo stesso modo, centri di formazione e collocamento professionale. In quanto alle scuole, collegi ed istituti superiori, il Comune deve fornire, come minimo, gli ambiti per la loro installazione. La creazione di centri tecnologici, culturali e sportivi è prioritaria. Il materiale didattico sarà reso più economico dall’Opera Sociale Comunale.
Il Comune deve contare su mezzi di informazione sufficenti per arrivare a tutti gli abitanti. Radio FM, televisioni di ampiezza comunale, quotidiana, rivista e infine una rete informatica comunale che permetta una comunicazione rapida con gli abitanti e serva anche alla consultazione popolare immediata.
I temi di medicina sociale, ecologia, abitudini nocive, dietetica, educazione, formazione professionale, tecnologia, cultura, sport, vita comunale, mondo infantile, terza età, devono essere affrontati nei mezzi d’informazione comunale.”

Religiosità e spiritualità

Estratto da un’intervista a Silo – Firenze, luglio 1998

[…]
Ci troviamo in un momento storico molto speciale in cui si sta liberando un’enorme spiritualità e un’enorme ricerca. Non si tratta di forzare la gente in una direzione, che la gente cerchi come le sembra più conveniente. Se la gente crede che guardando solo se stesse otterrà grandi progressi, forse si sbaglia o forse no. Noi non siamo qui per dire alla gente quello che deve fare. Però in questa enorme spiritualità che si sta liberando, ci sono anche molte correnti, molti esperimenti; e a differenza di alcuni, che chiamerei elitari o perfezionisti, noi accettiamo tutte le forme di questa spiritualità anche quelle che possono essere considerate superstizione, perché non importa l’oggetto che si cerca, ma piuttosto la tendenza interna che cerca quello oggetto. Quella direzione interna o di libertà interna. Per farla finita con questa cosa del razionalismo del secolo scorso, io direi che prima di tutto ogni spiritualità è buona e non credo che sia più il momento di imporre inquisizioni alla ricerca spirituale.
[…]
In sintesi per noi è buono tutto quello che è ricerca spirituale.
[…]

Estratto dal discorso di Silo in occasione della Celebrazione di 30 di storia del Movimento Umanista - Punta de Vacas (Argentina), maggio 1999

[…] mettiamo in risalto anche la dimensione di ciò che è strettamente personale e interpersonale che, sebbene inscritto nel contesto sociale, costituisce il nucleo della nostra esistenza. […] dobbiamo riaffermare che ogni essere umano ha il diritto di farsi domande sul senso della vita, sull’amore, sull’amicizia… su tutto ciò che è la poesia e la grandezza dell’esistenza umana […] i trionfatori di oggi non hanno il futuro assicurato, perché una nuova spiritualità comincia ad esprimersi il tutto il mondo: non è la spiritualità della superstizione, non è la spiritualità dell’intolleranza, non è la spiritualità del dogma, non è la spiritualità della violenza religiosa, non è la pesante spiritualità delle vecchie tavole, né dei logori valori; è la spiritualità che si è risvegliata dal suo profondo sonno, per nutrire nuovamente gli esseri umani nelle loro migliori aspirazioni.
[…]

Tratto da Opere Complete, Silo, Ed. Multimage

La Campagna sul disarmo a Parigi…

Wednesday, September 27th, 2006

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Il 21 settembre a Parigi, sotto la Tour Eiffel, gli umanisti hanno organizzato la realizzazione del simbolo della pace con le fiaccole, contro la violenza e a favore della campagna mondiale sul disarmo. La dichiarazione che e’ stata letta dai partecipanti e’ stata:
“Noi rifiutiamo di vivere in un mondo trasformato in un magazzino di esplosivi.
Rifiutiamo la violenza per gestire i conflitti.
Rifiutiamo che i burocrati rendano invivibile questa Terra per generazioni.
Rifiutiamo che possano, istantaneamente, dare la morte a miliardi di esseri umani.”

Non ho dati di partecipazione, ma a vedere le foto mi sembra che l’iniziativa abbia avuto un grande successo.

Continua la raccolta firme per Amir, da tutta Italia e non solo!

Tuesday, September 26th, 2006

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Ieri Niccolo’, responsabile del Centro delle Culture di Arezzo e della campagna “NO AI C.P.T.” ha ricevuto una mail che fotografa come le nostre azioni si possano moltiplicare e come la solidarieta’ sia un sentimento vivo e vegeto. A me si apre il cuore e viene molta forza a leggere cose cosi…volevo condividerlo con voi :)

“Salve
siamo dei/lle Giovani Comunisti del Circolo Impastato di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso. Abbiamo raccolto a Vasto (CH) 80 firme per la liberazione Amir… ve le mandiamo cosi potete aggiungerle alle vostre. So che il risultato e’ piuttosto magro, ma la pioggia non ci ha permesso di fare di meglio.

Abbiamo scannerizzato i moduli di raccolta firme e li abbiamo uploaddati
in rete… ecco gli indirizzi..”….

Colletta, autofinanziamento…cos’e'?

Monday, September 25th, 2006

Tutte le nostre attivita’ sono auto-finanziate. Un attivita’ auto-finanziata non dipende da nessuno se non da chi la porta direttamente avanti e da chi la “riceve”: non dipende da finanziamenti pubblici (che prima o poi cessano), non dipende da finanziamenti privati (che normalmente chiedono qualcosa in cambio e comunque non garantiscono la continuita’).
Le nostre attivita’ si basano sempre sul principio di reciprocita’, un po’ diverso dal comune sentire:
“impegnarsi a dare ad altri cio’ che e’ risultato valido per la mia vita”.
Questa e’ una scelta molto difficile, pero’ e’ una scelta che ci ha sempre permesso di portare avanti le attivita’ garantendo un processo nel tempo.
Puoi scaricare il video anche ad alta risoluzione.

Campagna mondiale per il disarmo…

Saturday, September 23rd, 2006

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Ci troviamo in una situazione di enorme rischio, con 30.000 testate nucleari capaci di distruggere il pianeta intero 25 volte, e nessuno ne parla. Intanto la corsa al riarmo atomico prosegue e si accelera e le possibilita’ di un “incidente” nucleare, le cui conseguenze potrebbero essere devastanti, aumentano sempre di piu’.
Per questo una rete di organizzazioni umaniste attive in tutto il mondo nel campo dei diritti umani, della pace, della cooperazione internazionale e dell’ambiente ha deciso di lanciare una campagna mondiale per il disarmo e ha chiesto l’assistenza di Silo, pensatore e scrittore argentino e guida spirituale conosciuta per la sua saggezza dalla gente semplice e di buon cuore di moltissimi paesi.
Si tratta di una campagna che vuole arrivare alla coscienza della gente comune, provocando una risposta capace di raggiungere i potenti. Una campagna mondiale che porti dovunque la richiesta di pace sentita da milioni di persone.
Per arrivare al maggior numero possibile di persone si è deciso di concentrare il messaggio della campagna in uno spot di 30 secondi, durante il quale Silo lancia un appello per il disarmo nucleare. Lo spot verrà trasmesso simultaneamente dai canali televisivi internazionali e nazionali in tutto il mondo e apparirà anche sugli schermi situati negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana di moltissime città. Le prime trasmissioni sono cominciate il 20 settembre e continueranno fino al 15 ottobre. Informazioni dettagliate si trovano nel sito www.silo.ws.

Continuiamo la battaglia per tutti gli “Amir” rinchiusi nei C.P.T.

Friday, September 22nd, 2006

Ricevo da Gabriele,

Luglio 2003: Mohammad Said Al-Sahri cittadino Siriano espulso.
“GOVERNO ITALIANO MORALMENTE CORRESPONSABILE MORTE DI AL SARI. L’ITALIA RISCHIA UNA CONDANNA DA PARTE DELLA CORTE DI STRASBURGO”

Morto sotto tortura. Tra bastonate e scosse elettriche, Mohammad Said Al-Sahri, l’ingegnere siriano espulso dall’Italia insieme alla moglie e ai quattro figli nel novembre scorso, sembra che sia stato ucciso. Ha incontrato il suo boia, in un carcere di sicurezza alle porte di Damasco, dove era detenuto da quando l’Italia lo ha rispedito nel suo paese, nonostante avesse richiesto l’asilo politico perche’ perseguitato politico. A darne la notizia sono il Cir (Consiglio italiano per i
rifugiati) e la famiglia che attualmente vive a Londra. “Abbiamo avuto la notizia da alcuni parenti che vivono a Damasco”, dice Murhaf Lababidi, cognato di Mohammad (…).

(Sempre nel 2003 - tratto dal sito del Senato)
I Capigruppo dell’Ulivo in Senato Gavino Angius (Ds) e Willer Bordon (Margherita), hanno presentato oggi un’interrogazione al governo sulla vicenda del cittadino siriano Muhammad Al Sari, espulso dall’Italia “nonostante pendesse sulla sua testa una condanna a morte”. Il testo,
sottoscritto da una trentina di senatori di tutti i gruppi dell’Ulivo e di Prc, parla di una “violazione delle norme sul diritto di asilo politico previste dalla nostra Costituzione e delle norme sui rifugiati politici. La vicenda è stata trattata con burocraticità e spregiudicatezza, sulla base degli indirizzi politici predisposti dalla Bossi-Fini, secondo la quale dietro alle richieste di diritto di asilo si celerebbe un tentativo di aggirare il divieto di immigrazione clandestina”.
“Questa tragedia dimostra — spiegano i senatori — come sia quanto mai urgente rivedere la Bossi — Fini e dare attuazione, anche con una normativa apposita, al diritto di asilo”.
I firmatari chiedono anche “quali siano le considerazioni del governo in relazione al procedimento pendente presso la Corte di Strasburgo a carico dell’Italia per questa vicenda”.
Contemporaneamente, nel corso della commissione per i Diritti Umani di Palazzo Madama, i senatori dell’Ulivo, su iniziativa della senatrice Tana de Zulueta, hanno chiesto che il governo venga a riferire nella stessa sede sul mancato riconoscimento del diritto di asilo al cittadino siriano. Con una seconda interrogazione, i parlamentari chiedono “quali iniziative siano state effettivamente assunte dal governo italiano nel corso di questi mesi presso le autorità siriane per assicurare il rispetto dei diritti umani fondamentali nei confronti del signor Al Sari e della sua famiglia”.
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Questo avveniva nel luglio del 2003.
Oggi Amir rischia lo stesso destino.
Oggi al Governo ci sono gli stessi incoerenti che all’epoca presentarono l’interrogazione con accusa di violazione delle norme sul diritto di asilo politico. Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo.
Quello che invece non è affatto superfluo, ma urgente e necessario è continuare questa battaglia per tutti gli “Amir” rinchiusi nei cpt, diffondendo queste notizie e informando la gente di cosa sono in realtà i cpt e quale destino attende chi vi è rinchiuso.
AMIR LIBERO!

Mourad Akhay si butta nell’Arno lo scorso dicembre per salvare un ragazzo italiano…

Thursday, September 21st, 2006

Ricevo da Gabriele, responsabile del Centro delle Culture di Firenze…

Sul sito di Beppe Grillo abbiamo trovato questa notizia:

Mourad Akhay si butta nell’Arno lo scorso dicembre per salvare un ragazzo italiano con disturbi mentali. Mourad e’ marocchino e lavora in nero come ambulante al Mercato Multietnico di Firenze. Il sindaco di Firenze, stupito dal coraggio di Mourad nello sfidare terribili malattie infettive tuffandosi nella cloaca che attraversa Firenze, gli chiede di esprimere un desiderio. Quello che desidera piu’ di ogni altra cosa. Un po’ come nelle favole. Mourad esprime il suo desiderio: un permesso di soggiorno che gli consenta di lavorare in Italia. Domenici promette. In marzo Mourad, non ricevendo notizie dal sindaco, gli scrive una lettera in occasione del “Decreto Flussi 2006″ per gli stranieri chiedendo l’inoltro di una domanda al governo per la sua permanenza in Italia per motivi di lavoro. Nessuna risposta.
Nove mesi dopo Mourad è sempre in Italia, e’ sempre vicino all’Arno in caso di bisogno, e’ sempre ambulante, e’ sempre in nero. Domenici e’ sempre sindaco. Una storia a lieto fine. Domenici per evitare altre imbarazzanti manifestazioni di riconoscimento nei confronti di Mourad, o di altri marocchini dediti al salvataggio, ha allestito, vicino al Ponte Vecchio, un allevamento di cani Terranova da usare in caso di necessità.
Salvano le persone, ma poi non chiedono nulla, tranne qualche osso. Al posto del permesso di soggiorno gli basta una medaglietta.
“Domenici, lei dovrebbe incentivare i salvataggi in Arno. Inizi quindi a mantenere la parola data. Poi, con un’apposita ordinanza comunale, ufficializzi le ricompense per gli extracomunitari dediti al salvataggio. Un salvataggio, un permesso di soggiorno. Due, la cittadinanza. Tre, un
lavoro da bagnino. Pensi a che responsabilità si sta assumendo se nessun clandestino, per protesta nei suoi confronti, si buttasse più in Arno per motivi umanitari. A Mourad per ora la carta d’identità onoraria la dà il blog, a nome di molti italiani”.
Beppe Grillo
——

Oggi due membri del Centro delle Culture di Firenze hanno incontrato Mourad al mercato mutlietnico:
“Gli abbiamo raccontato della storia di Amir e della campagna per la chiusura dei Cpt. Faremo un’intervista per il prossimo numero di Etnie e lo abbiamo invitato al forum di Firenze al tavolo dei diritti umani.
Inoltre abbiamo scoperto che il ragazzo salvato era un nostro vecchio collaboratore e che adesso abita davanti alla sede del Centro delle Culture.”

ciao a tutti,
Gabs