Petizione per l’utilizzo del Software Libero in Italia! Meno licenziamenti, più SL…
Per contribuire a ridurre il deficit del settore pubblico, a fronte delle forti preoccupazioni sul piano dell’occupazione, della precarietà del lavoro, dei possibili tagli alla sanità e via dicendo, i firmatari propongono che ci si occupi in primis delle "spese superflue", come quelle per software inadatti e costosi. "Ogni anno - sottolinea la lettera - la PA (…) spende molto denaro per acquistare software proprietari, quando se ne potrebbero usare di analoghi, distribuiti liberamente, cioè gratis. A titolo di puro esempio, ricordo che nell’anno 2004 sono stati spesi in software applicativo 483.801 Milioni di Euro, che si vanno a sommare ai 438.728 Milioni di Euro destinati ad hardware e software di base. Questi dati includono solo una minima parte delle risorse destinate a questo scopo perché riguardano solo le spese delle amministrazioni centrali". Documentazione alla mano i firmatari spiegano come università, enti di ricerca, scuole, comuni (in quello di Milano 300mila euro ogni anno di licenze Microsoft, sottolinea la lettera) non facciano che spendere per acquistare software proprietario o, meglio, il diritto all’utilizzo di quel software. "Come cittadini - si legge nella lettera - apprezzeremmo molto se, prima di bloccare le assunzioni o gli stipendi, si decidesse di adottare il criterio del risparmio limitando i costi dei programmi proprietari". Per farlo la lettera propone la via maestra dell’estensione al software libero delle modalità di procurement Consip, ovvero le forme di acquisto da parte della PA attraverso la società pubblica dedicata. Una via peraltro già indicata da una indagine, dal titolo Usare l’open source nella Pubblica Amministrazione, resa pubblica già nel 2003 dall’allora ministero all’Innovazione.
"La proprietà intellettuale - spiega la lettera - assicura ai detentori dei diritti sul software un reddito praticamente eterno, a fronte di un solo sforzo di sviluppo e ricerca, che si è concluso nel momento in cui si registra il brevetto. La teoria economica ci insegna che tutte le volte che qualcuno percepisce un reddito che non produce, c’è qualcun altro che produce un reddito che non percepisce: in questo caso ci sembra evidente che a produrre senza percepire siamo tutti noi, attraverso un apparato che destina enormi risorse pubbliche al pagamento di licenze sui software".