Archive for July, 2006

CONFERENZA DI ROMA: UN’ALTRA OCCASIONE MANCATA

Sunday, July 30th, 2006

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Dopo il sì al rifinanziamento della missione in Afghanistan, l’esito della conferenza di Roma sul Libano rappresenta una nuova prova di viltà e ipocrisia e l’ennesima occasione perduta per varare una politica internazionale in grado di rompere con le logiche di guerra finora seguite.
L’Italia non è stata l’unica a chinare la testa davanti ai diktat degli Stati Uniti, sempre pronti a difendere il loro fedele alleato Israele. A rimangiarsi l’impegno per un cessate il fuoco immediato sono stati infatti anche l’ONU e praticamente tutti i paesi partecipanti alla conferenza. La Gran Bretagna di Blair come al solito si è accodata al potente padrone statunitense, salvo poi chiedere insieme a Bush una tregua tardiva.
L’ONU e la comunità internazionale non hanno neanche avuto il coraggio di condannare con fermezza il massacro dei 4 caschi blu uccisi a Khiam da un missile israeliano, limitandosi a una dichiarazione timida e fiacca.
Israele ha ringraziato per il via libera e proseguito gli spaventosi bombardamenti sul Libano e su Gaza, impiegando contro i civili armi chimiche proibite, devastanti cluster bombs e ordigni sconosciuti, che provocano ferite spaventose.
La richiesta di un cessate il fuoco immediato è più urgente che mai, ma ad essa vanno aggiunti il blocco della cooperazione militare tra Italia e Israele e un’indagine internazionale sull’uso delle armi israeliane, come chiesto da Alex Zanotelli.
La forza internazionale da mandare in Medio Oriente, infine, deve essere una missione ONU e comprendere, oltre al Libano, anche Gaza e la Cisgiordania, escludendo nel modo più assoluto l’invio di truppe della Nato.
 
Partito Umanista

Video presentazione Forum Lisbona 3-4-5 novembre 2006

Wednesday, July 19th, 2006

Parleremo presto più approfonditamente del Forum Umanista Europeo che si terrà a Libona il 3, 4 e 5 novembre 2006. Nel frattempo vorrei chiedere quali di questi 2 spot di presentazione vi piace di più. Non so fare i sondaggi, quindi potete lasciare nei commenti la vostra preferenza.

Scarica il video 1 ad alta risoluzione.

 

Scarica il video 2 ad alta risoluzione. 

Posizione e proposta rispetto agli eventi in Palestina ed Israele

Tuesday, July 18th, 2006

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A seguito delle ultime esplosioni di violenza in Medio Oriente, la Regionale Europea dell’Internazionale Umanista dichiara:

Gli Umanisti rifiutano la violenza che i gruppi implicati in questo conflitto stanno applicando; un conflitto che dura già da tanti anni e che è costato tante vite umane.

In particolare denunciamo l’invasione delle Forze Armate Israeliane a Gaza ed in Libano. Questa aggressione non è diretta solamente contro i gruppi armati, ma contro i popoli palestinese e libanese in generale che vivono nei territori colpiti, per i quali chiediamo il ritiro immediato delle truppe israeliane dai territori occupati.

Allo stesso modo denunciamo gli attacchi degli Hesbollah e di Hamas  contro il popolo Israeliano ed esigiamo la liberazione immediata dei giovani israeliani prigionieri di quei gruppi armati.

Non c’è giustificazione alcuna per gli attacchi terroristi contro la popolazione civile, sia essa di origine palestinese o israeliana. Tutte le fazioni implicate stanno seguendo ciecamente la logica irrazionale della violenza, sentendosi in diritto di uccidere gli altri, in una spirale di vendetta senza fine. Con ciò dimostrano chiaramente all’umanità la loro faccia anti-umanista.

Ripetiamo una volta di più che la violenza fa parte della preistoria umana ed è totalmente opposta ai desideri della grande maggioranza della popolazione mondiale.

Per uscire dalla spirale di violenza, proponiamo in primo luogo che tutti quelli che stanno invadendo i territori si ritirino immediatamente e che vengano messe in pratica le risoluzioni e le raccomandazioni delle Nazioni Unite. Questo implica che Israele deve distruggere il muro che è stato definito dall’ONU come “contrario al diritto internazionale”. In secondo luogo, proponiamo la creazione di una forza militare diretta dall’ONU che stabilisca corridoi che proteggano entrambi i popoli. In terzo luogo proponiamo che si inizi un processo di riconciliazione che abbracci il tema della riconciliazione delle vittime e dei carnefici per entrambe le parti. Proponiamo di stabilire un “Tribunale per la Verità e la Riconciliazione” in cui si faccia giustizia, che non significhi produrre sofferenza per i carnefici ma che faccia cessare la sofferenza tanto per le vittime quanto per i responsabili. E per ultimo chiediamo il disarmo nucleare totale tanto di Israele quanto di tutti i paesi in possesso di armi nucleari come priorità internazionale.

Il futuro dell’umanità non può basarsi nell’autoaffermazione di un popolo a spese di un altro. Il processo dell’umanità va verso la creazione di una Nazione Umana Universale, nella quale confluiscano le diversità in una direzione comune di superamento del dolore e della sofferenza degli individui e dei popoli.

In particolare desideriamo che questo messaggio arrivi ai più giovani, tanto della Palestina quanto d’Israele, perchè possano condividere con noi una rivoluzione non violenta.

Regionale Umanista Europea
16 Luglio 2006

Forum Umanista a Dhaka, Bangladesh

Monday, July 17th, 2006

Il 14 Luglio si è celebrato il Primo Forum Umanista del Bangladesh, a Dhaka, a cui hanno partecipato 500 persone. Ci sono stati 8 aree tematiche: Salute, Educazione, Qualità della vita, Donne, Giovani, Cultura, Ecologia, Non-Violenza. Il punto di vista con il quale sono stati affrontati questi temi è la fine dei conflitti, l’applicazione dell’ideologia umanista e la proposizione di fronti di azione. Si sono lette le sintesi e una dichiarazione d’impegno, e per finire c’è stato un evento culturale. Hanno partecipato al Forum amici degli USA, Hong Kong, Nepal, Pakista, Mozambico, Australia e Spagna. E’ stata una esperienza eccelente di lavoro d’insieme in vista della prossima Regionale Asiatica.

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Afghanistan e non solo: la vera posta in gioco

Thursday, July 13th, 2006

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Nelle ultime settimane si è parlato molto della missione italiana in Afghanistan e discusso all’infinito se sia giusto o no rifinanziarla.
Come umanisti, la nostra posizione è chiara: checché ne dica il governo, questa non è una missione di pace sotto l’egida dell’ONU, giacché nessuna risoluzione del Consiglio di sicurezza ha mai autorizzato la Nato ad assumere il comando dell’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) in Afghanistan. Eppure dall’agosto 2003 a guidare la missione non è più l’ONU ma la Nato, ossia di fatto il Pentagono.
La nostra presenza in Afghanistan rappresenta un servile adeguamento alla politica terrorista degli Stati Uniti, capaci solo di rispondere con invasioni, massacri, bombe e torture alla violenza altrettanto bestiale dei terroristi.
Restare in Afghanistan significa assecondare le favole della “caccia a Bin Laden” o del “riportare la democrazia dove prima c’erano i burqua”, quando sappiamo benissimo che l’Afghanistan costituisce un territorio strategico per gli interessi degli Stati Uniti.
Rifinanziare la missione significa infine continuare a violare l’articolo 11 della Costituzione, che afferma chiaramente il ripudio della guerra come strumento di soluzione dei conflitti internazionali, anche quando questa viene travestita da “missione umanitaria.”
Qui però non si tratta solo di una questione di politica interna, o di una disputa tra le varie anime della sinistra italiana.  La questione è più ampia e investe temi di enorme importanza e gravità come il disarmo e la necessità di una vera politica estera di pace, in alternativa a quella imperialista degli Stati Uniti.
Alcuni dati possono aiutare a capire la posta in gioco.
- La guerra è un grande business: le esportazioni di armi rappresentano un giro d’affari di 21 miliardi di dollari all’anno e i maggiori produttori ed esportatori di armi leggere sono i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Usa, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna).
- Negli ultimi dieci anni la spesa militare mondiale è aumentata del 2,4 % l’anno, raggiungendo nel 2005 l’incredibile cifra di 1.120 miliardi di dollari.
- Moltissimi paesi hanno sostenuto le invasioni statunitensi in Afghanistan e Iraq. Non sono sempre gli stessi (per es. la Germania e la Francia hanno mandato truppe in Afghanistan, ma non in Iraq e la Spagna le ha ritirate dall’Iraq per mandarle in Afghanistan), ma la sostanziale sottomissione alla politica USA è evidente.  In Iraq la cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” che ha appoggiato l’invasione americana nel 2003 era composta all’inizio da 52 paesi, molti dei quali hanno poi ritirato le truppe per la pressione dell’opinione pubblica contraria alla guerra. Meno noto è il caso dell’Afghanistan, dove 35 paesi hanno mandato truppe o in qualche modo sostenuto l’invasione.
La Nato si muove al di fuori degli accordi del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, violandoli apertamente. Gli Stati Uniti hanno dislocato 480 bombe in otto basi aeree di sei paesi Nato europei.
- In tutto il pianeta rimangono 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per intero 25 volte.

Di fronte a dati spaventosi come questi, è evidente che qui non si tratta semplicemente di sganciarsi da una singola missione militare, ma di impostare una politica estera che vada in direzione opposta a quella seguita finora. Questo non può essere uno sforzo individuale di un paese, ma come minimo dovrebbe diventare la direzione imboccata da tutta l’Europa.
Stiamo parlando di una politica estera basata sul ripudio della guerra come mezzo per risolvere i conflitti internazionali e sul riconoscimento della pace come diritto fondamentale di popoli e individui.
Una politica estera che preveda:
- l’uscita dalla Nato, in quanto chiaro strumento della politica imperialista statunitense.
- il ritiro di tutti gli eserciti invasori dai territori occupati
- la ricerca del dialogo e della mediazione diplomatica per risolvere i conflitti
- il disarmo progressivo
- la riconversione dell’industria bellica.

Può sembrare una “mission impossible”, ma è inutile ingannarsi: questa è la posta in gioco. E l’unica forma per imporre questa agenda ai governi, anche “amici”, consiste  nella costruzione di un’alternativa non prevista nel copione dei potenti.  Un’alternativa basata sul rafforzamento dei vincoli tra i popoli, l’appoggio reciproco, la solidarietà, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la mobilitazione e la pressione su coloro che pretendono di decidere il destino di tutti.

Petizione per l’utilizzo del Software Libero in Italia! Meno licenziamenti, più SL…

Wednesday, July 12th, 2006

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Per contribuire a ridurre il deficit del settore pubblico, a fronte delle forti preoccupazioni sul piano dell’occupazione, della precarietà del lavoro, dei possibili tagli alla sanità e via dicendo, i firmatari propongono che ci si occupi in primis delle "spese superflue", come quelle per software inadatti e costosi. "Ogni anno - sottolinea la lettera - la PA (…) spende molto denaro per acquistare software proprietari, quando se ne potrebbero usare di analoghi, distribuiti liberamente, cioè gratis. A titolo di puro esempio, ricordo che nell’anno 2004 sono stati spesi in software applicativo 483.801 Milioni di Euro, che si vanno a sommare ai 438.728 Milioni di Euro destinati ad hardware e software di base. Questi dati includono solo una minima parte delle risorse destinate a questo scopo perché riguardano solo le spese delle amministrazioni centrali". Documentazione alla mano i firmatari spiegano come università, enti di ricerca, scuole, comuni (in quello di Milano 300mila euro ogni anno di licenze Microsoft, sottolinea la lettera) non facciano che spendere per acquistare software proprietario o, meglio, il diritto all’utilizzo di quel software. "Come cittadini - si legge nella lettera - apprezzeremmo molto se, prima di bloccare le assunzioni o gli stipendi, si decidesse di adottare il criterio del risparmio limitando i costi dei programmi proprietari". Per farlo la lettera propone la via maestra dell’estensione al software libero delle modalità di procurement Consip, ovvero le forme di acquisto da parte della PA attraverso la società pubblica dedicata. Una via peraltro già indicata da una indagine, dal titolo Usare l’open source nella Pubblica Amministrazione, resa pubblica già nel 2003 dall’allora ministero all’Innovazione.

"La proprietà intellettuale - spiega la lettera - assicura ai detentori dei diritti sul software un reddito praticamente eterno, a fronte di un solo sforzo di sviluppo e ricerca, che si è concluso nel momento in cui si registra il brevetto. La teoria economica ci insegna che tutte le volte che qualcuno percepisce un reddito che non produce, c’è qualcun altro che produce un reddito che non percepisce: in questo caso ci sembra evidente che a produrre senza percepire siamo tutti noi, attraverso un apparato che destina enormi risorse pubbliche al pagamento di licenze sui software".

Qui si può firmare… 

Per chi non lo sapesse l’Italia ha vinto i campionati del mondo…

Tuesday, July 11th, 2006

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…e non è la prima volta, è la quarta volta. Ho ricordi vivissimi dei mondiali del 1982 anche perchè allora ero un tifoso del calcio e di tante altre cose che ora onestamente mi interessano assai meno…ma una cosa me la ricordo bene: al ritorno in italia i giocatori furono riportati a casa con l’aereo presidenziale, furono appaluditi all’areoporto e ricevuti e premiati dall’allora presidente Pertini con cui giocarono a scopone nel viaggio di ritorno e inoltre si spartirono li per li anche il premio (al nero) ricevuto dallo sponsor tecnico….Ora invece osservando lunedì il ritorno degli "eroi di berlino", la festa, la massa di gente che ha intasato Roma, non potevano che tornarmi in mente che i gol e i rigori il fatto che ormai ogni cosa aquisisce valore solo attraverso la TV che amplifica, indirizza, solletica e quant’altro l’interesse nei confronti di QUALSIASI cosa (conoscete qualcuno che disquisisce su strambate e virate durante la coppa america di vela?). Nel caso dei mondiali di calcio andando a solleticare una passione probabilmente anche un po’ insana di questo paese (volutamente minuscolo) che attira più di venti milioni di persone davanti alla tv e forse un milione al circo massimo e a roma in generale. Ogni evento esiste e ha valore solo attraverso la TV che lo rende praticamente reale. E allora anche per noi andare verso la TV è veramente una priorità essenziale in quanto se davanti a tutte queste telecamere invece di cantare il pezzo dei white stripes e "chi non salta è un francese" si fosse urlato con altrettanta forza quanto questo mondo fa schifo lo avrebbero creduto finalmente un bel po’ di persone?

bye bye stefanopt

Il Punto video

Friday, July 7th, 2006

Il 6 maggio 2006 c’è stata lacelebrazione annuale del "Messaggio di Silo". Contemporaneamente a Manantiales è stata anche inaugurata la sala del messaggio. Alcune persone del nostro Consiglio erano presenti, e Ettore ha montato questo video/documento. E’ abbastanza lungo (35 minuti) e tutto da guardare. Buona visione…

 

Campeggio Umanista 2006

Thursday, July 6th, 2006

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Come tutti gli anni dal 1 al 20 agosto organizziamo un campeggio. L’anno scorso eravamo più di mille persone, e quest’anno dovremmo essere altrettanti. Il campeggio si farà a al Camping Village Torre Rinalda, 15 km. a nord di Lecce. E’ un’esperienza che consigliamo a tutti, molto interessande, divertente e profonda, dove conoscere e/o approfondire relazioni. Le foto rendono comunque meglio di qualsiasi spiegazione.

Come ci si arriva:
In auto: Autostrada A14 per Bari; Uscita Bari centro - Brindisi - Lecce; prendere la SS16/E55, seguire per Polignano a Mare, Brindisi, Casalabate; dopo Casalabate a circa 2 km si trova il campeggio Torre Rinalda.
In treno: stazioni vicine: Lecce, Squinzano, Trepuzzi.
In aereo: aeroporto di Brindisi a 35 km. 

Per maggiori informazioni scrivere a astroboy71@gmail.com

In vino veritas?

Wednesday, July 5th, 2006

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Sull’alcol (e comunque sulle droghe in generale) trovo che l’informazione sia incompleta, in molti casi intenzionalmente scorretta o addirittura “deviata”. Le conseguenze che questa mala informazione produce sono devastanti per la società, basta aprire gli occhi intorno alla nostra realtà quotidiana. Non voglio approfondire il tema con questo articolino, ma solo riportare alcune informazioni fondamentali che non circolano. Per chi rimanesse troppo incredulo e volesse verificare la fonte, consiglio di leggersi tutto il pezzo, che è una puntata di una trasmissione televisiva del miglior giornalismo d’inchiesta italiano.

1) Il vino contiene l’alcol, e l’alcol è una molecola che sulla cellula umana crea dei problemi. Quindi un bicchiere produce un danno da un bicchiere, due, tre, quattro…l’alcol è sempre tossico per la cellula.

2) In gravidanza non si deve bere vino

3) Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino d’industria; è una verità assoluta.

4) Quando c’è scritto “imbottigliato da”, il vino è di imbottigliatori o commercianti. E questo ci porta diritti alle frodi, dai dati dell’ispettorato repressioni frodi risultano falsi doc proprio nelle zone più famose.

5) Il vino non si fa schiacciando l’uva e facendolo fermentare. Non basta. Aggiungono lieviti per avere una garanzia di fermentazione. Viene usato una botte di solforosa nei mosti per ammazzare tutti i batteri. E poi la gomma arabica, quella delle caramelle, per ammorbidire il vino, il mosto concentrato per l’alcol (per aumentare la gradazione), i tannini che sono ricavati dal legno. A costruire il vino, oggi, nelle cantine, è il consulente, l’enologo.

6) Il prezzo di una bottiglia di vino, ormai esposto nelle gioiellerie, è formato dalla combinazione tra costi di cantina e i premi delle guide più famose. C’è anche il modo di produrre un vino in maniera tale che sia più facile che raggiunga un punteggio molto alto, e quindi anche che ottenga qualche premio.

Il consiglio appassionato che posso dare è quello di informarsi sul prossimo seminario sulla lucidità mentale che organizzeremo…