Archive for April, 2006

Basco non è solo un berretto…

Saturday, April 15th, 2006

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Ricevo dagli Umanisti in Spagna… 

Cari amici, vorrei farvi arrivare alcune novità che abbiamo prodotto in questi giorni in Europa, e nello specifico nel paese Basco. In occasione della presentazione personale di un libro del mio editore (la cui diffusione è stata straordinaria), abbiamo preso contatto con varie personalità del Governo e della opposizione basca. Abbiamo conversato attivamente con dirigenti di prima linea e altri di forte influenza con il gruppo politico Herri Batasuna (attualmente fuori legge ma con una presenza nelle strade incredibile), con i quali abbiamo trovato molti punti di convergenza nel processo di lotta degli emarginati. Ovviamente abbiamo incontrato anche alcune differenze, soprattutto nella metodologia rigida che loro adottano. Ci hanno chiesto molto materiale sulla non-violenza, sull’umanesimo e sul Messaggio di Silo. Si sono mostrati molto entusiasti della nostra visione delle cose e alcuni hanno detto di conoscere molto poco del siloismo. Ci siamo scambiati materiali e ci hanno spiegato molto sulla questione basca e i sistemi di oppressione del Governo Spagnolo ancora oggi durante la tregua. D’altra parte altri settori della sinistra e dei Diritti Umani (il Comitato contro la tortura del Paese Basco e l’associazione dei familiari dei prigionieri politici Baschi nella Democrazia Spagnola) si sono mostrati molto gentili con noi e disposti a sostenere un dialogo costruttivo da qui in avanti, con l’obiettivo di rafforzare i vincoli. Abbiamo realizzato una esperienza di benessere nel contesto di una Cerimonia di richiesta per il ritorno dei prigionieri politici di Euskal Herria nelle terre Basche, e si è prodotta una sensazione incredibile che ad oggi ci ringraziano per la strada. La nostra presenza è stata molto commentata tra le persone di Zarautz, Ori, Zumaia e Donostia. Abbiamo molta fiducia di aver sparso più umanesimo per queste terre dove non c’era molta informazione su di noi e, forse, aiutare a potenziare esperienze future degne di essere commentate. Approfitto per lasciare a tutti un forte abbraccio. (tradotto dallo spagnolo)

Néstor Elias Consejo 96

Primo giorno di attività di tutto il Consiglio 234 in appoggio al Centro delle Culture

Friday, April 14th, 2006

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Ieri cè stato il primo giorno in cui tutto il Consiglio 234 ha appoggiato un’attività specifica. Siamo andati a contattare gente interessata alle attività del Centro delle Culture. Ci siamo trovati alle 15.15 alla sede del Centro delle Culture in Via San Gallo 109/r e ci siamo divisi in 3 gruppi: 1 è andato all’Università dagli studenti, 1 in centro dagli immigrati e 1 altro nella zona di P.za Libertà direttamente nelle case delle persone. Eravamo una ventina di persone, e abbiamo fatto in tutto 84 contatti di gente interessata che ha lasciato i propri dati.

Sabato 22 aprile saremo ad Arezzo.

Venerdì 28 Aprile a San Frediano.

Mercoledì 17 Maggio a "CarovanaX".

Mercoledì 31 Maggio a Rifredi.

Venerdì 9 Giugno a Pistoia.

A presto… 

Perché votare NO al prossimo referendum costituzionale

Thursday, April 13th, 2006

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DAL CENTRODESTRA UNA RIFORMA SBAGLIATA. È legittimo modernizzare la Costituzione collettivamente, è irresponsabile demolirla unilateralmente Giugno 2006 si vota per la Costituzione della Repubblica Italiana. Grazie al referendum promosso, in base all’articolo 138, dal Coordinamento nazionale per la difesa della Costituzione che ha il suo massimo rappresentante nel Presidente Emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il popolo italiano deciderà se respingere o promuovere la riforma costituzionale varata dal centrodestra. Il nuovo testo della Costituzione, approvato definitivamente in seconda votazione con le sedute del 20 ottobre 2005 alla Camera e del 16 novembre 2005 al Senato, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N° 269 del 18 novembre 2005. Le novità riguardano oltre cinquanta articoli della seconda parte - quella relativa all’Ordinamento della Repubblica - ed in particolare le seguenti tematiche Camera, Senato, Presidenza della Repubblica, Governo, Magistratura, Regioni, Province, Comuni, Corte Costituzionale. Entrata in vigore il 1° gennaio 1948, nel corso dei decenni la nostra Costituzione ha subito successivi adeguamenti che non ne hanno mai alterato la sostanza. L’unico aggiornamento di un certo peso, per molti versi assai discutibile, lo operò il centrosinistra durante la legislatura conclusasi nel 2001, modificando in senso federalista il titolo V della seconda parte. Ebbene, oggi come allora, i grandi mezzi di comunicazione non hanno colpevolmente dato la sufficiente enfasi ad accadimenti che riguardano tutto il Paese ed il nostro futuro. Vorremmo ricordare che la Carta originaria fu il frutto di un grandioso progetto a larghissima partecipazione, e che fu ampiamente dibattuta e laboriosamente concertata; l’attuale riforma del centrodestra svilisce quel grande lavoro, non tanto perché la Costituzione sia da considerarsi immutabile o non eventualmente modernizzabile, bensì perché è stata modificata unilateralmente, perché è stata usata come merce di scambio all’interno di un’irresponsabile coalizione di governo, ed infine perché gli effetti risultanti potrebbero minare il nostro assetto democratico. Le modifiche apportate sono radicali e danno soddisfazione soltanto alla bandiera confederale sventolata da un partito dal seguito modesto, nonché alla personalissima interpretazione della democrazia da parte di un noto leader di partito del centrodestra. I punti cardine della riforma sono stati essenzialmente voluti dalla Lega Nord (devolution) e da Silvio Berlusconi (premier forte). Entrambe le impostazioni sono esasperate e si combinano tra loro in modo disarmonico; ciascuna di esse è inoltre fonte di svariate disfunzionalità pratiche. La cosiddetta devolution, costruita con l’istituzione del Senato federale della Repubblica, fortemente legato alle Regioni, offuscherà la collegialità del Parlamento, moltiplicherà gli uffici, nonché la burocrazia e le spese, genererà conflitti di competenze non solo tra Stato e Regioni ma anche tra Camera e Senato, provocherà disparità nei servizi pubblici negando ai cittadini l’uguaglianza di diritti davanti allo Stato. Il nuovo ordinamento imperniato sul premier forte concentrerà nel Primo ministro una serie di nuovi poteri che non troveranno nessun contrappeso nelle altre istituzioni. Queste ultime, anzi, verranno indebolite, a cominciare dal Presidente della Repubblica che, privato del suo ruolo di garante, diventerà una figura di rappresentanza di secondo piano, nonostante all’articolo 87 si continui paradossalmente a chiamarlo capo dello Stato. Il Parlamento, spesso ridotto alla sola Camera dei deputati, sarà relegato al ruolo di spettatore dell’attività di governo e - nei confronti del Primo ministro - si troverà in una posizione facilmente ricattabile. Decodificando attentamente il testo criptico della riforma, si evincono alcuni spunti il Primo ministro nominerà e revocherà i ministri a prescindere dal capo dello Stato e dal Parlamento, che saranno rispettivamente notaio e spettatore; scioglierà di fatto le Camere; forzerà artificiosamente gli iter legislativi, prevaricando il Senato, qualora ritenga che le proprie modifiche ad un disegno di legge dello stesso Senato siano indispensabili per l’attuazione del proprio programma; sarà immune dalle mozioni di sfiducia, salvo quando la Camera dei deputati non paghi il prezzo di crollare su se stessa. Altri apparati, come la Corte Costituzionale, vedranno ridotta la propria autonomia ed indipendenza, in virtù dell’aumento del numero dei membri di nomina politica. Agli ex giudici della Corte verrà preclusa l’attività politica per i tre anni successivi alla scadenza del loro mandato, mentre ovviamente nessuna limitazione sarà prevista, né costituzionalmente né per via legislativa, per i titolari di conflitti di interessi economici e per i proprietari di mezzi di comunicazione di massa. Ai problemi di sostanza si aggiungeranno anche quelli di forma l’armonia del linguaggio originario della Carta sparirà per fare posto ad un labirinto di prescrizioni di ardua comprensibilità, sovente scritte con quel linguaggio burocratico - tanto inviso alla stessa Lega Nord - che allontana il cittadino medio dalle istituzioni e dal senso civico. Documento di rara e ricercata ricchezza ma al contempo essenziale, armonioso ed equilibrato, moderno e solidale, il testo originario Costituzione è alla portata di tutte le persone alfabetizzate esso è comprensibile a tutti in quanto concepito per appartenere al popolo. La XVIII disposizione transitoria e finale della Costituzione originaria recita, tra l’altro “ Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l’anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione”. Sfidiamo i sostenitori della riforma a prendere cognizione del loro testo, elaborato da pochi per l’uso di pochi.

Mario Di Pasquantonio

Sconfitta la destra è necessario costruire un’alternativa veramente di sinistra

Wednesday, April 12th, 2006

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Ricevo dal segretario generale del Partito Umanista di Firenze - Paolo Vecchi - 

Lo scenario politico italiano mostra i segni della grande crisi che anche il resto del pianeta conosce dall’inizio di questo millennio.
Ciò che accade in Italia non è molto diverso da quello che succede nel resto del mondo: una combinazione di ultra-liberismo economico, autoritarismo, fondamentalismi religiosi, istigazione allo scontro tra culture, manipolazione dell’informazione.
Gli spazi di partecipazione democratica si restringono e la competizione elettorale si riduce a una scelta forzata tra due schieramenti che, con sfumature diverse, sostengono lo stesso modello sociale ed economico neoliberista.
Il governo Berlusconi è stato un incubo: ha approvato leggi a esclusiva difesa e beneficio del presidente del consiglio e dei suoi amici; ci ha trascinato in guerra (prima in Afghanistan e poi in Iraq) contro la volontà della maggioranza della popolazione e ha sferrato ignobili attacchi all’Islam, esponendoci tutti al rischio di una ritorsione terroristica; ha approvato una legge repressiva e razzista come la Bossi-Fini, una riforma della scuola discriminatoria come quella Moratti e con la legge 30 ha istituzionalizzato il lavoro precario. Con la scusa della lotta al terrorismo ha varato leggi speciali che limitano le libertà fondamentali e infine ha stravolto la Costituzione in senso fortemente autoritario.
Quindi non possiamo non festeggiare la sconfitta di Berlusconi e della destra; non abbiamo bisogno di tante parole per definire la destra come il campo dell’antiumanesimo.
D’altra parte i precedenti governi di centrosinistra hanno grandi responsabilità: non hanno fatto la legge sul conflitto di interessi, hanno sostenuto la guerra della Nato in Kossovo, con la legge Turco-Napolitano hanno fornito la base all’attuale legge sull’immigrazione e hanno dato il via alla precarizzazione del lavoro, alle privatizzazioni e allo smantellamento dello stato sociale.
E’ probabile che la componente di sinistra dell’Unione aspiri sinceramente a un cambiamento, ma la coalizione di cui fa parte non le permetterà di realizzarlo, perché non mette in discussione il modello liberista e, pertanto, non costituisce una vera alternativa alla destra.
Nemmeno guardando al programma dell’Unione possiamo sentirci incoraggiati da quello che il prossimo governo farà; anche rispetto ad altri centro-sinistra europei la coalizione guidata da un perfetto ex-democristiano come Prodi ha dimostrato di volare piuttosto basso e di prendere posizioni su vari temi (Pacs, alta velocità, uscita da tutte le guerre, crisi energetica, alternativa economica) che non ci fanno sperare in nulla di buono.
La gente ha votato contro, non a favore. E non poteva fare altrimenti perché un vero programma alternativo, basato sui diritti umani, sulla nonviolenza, sui diritti civili, sul protagonismo della gente non è stato messo in campo. Va messo in campo al più presto!
Resta quindi l’urgente necessità di costruire una nuova forza progressista ampia e multiforme,che riscatti la migliore storia della sinistra italiana e sappia lanciare un nuovo progetto, riunendo tutti i fattori progressisti oggi frammentati. Una forza che sia genuinamente rivoluzionaria e nonviolenta, che difenda le minoranze, che promuova i diritti umani, che costruisca un modello economico e una società veramente e profondamente umane e che non sia disposta a cedere a nessun compromesso che la possa snaturare.
Questo è ciò che non volgiamo dimenticare ed è questo l’appello che vogliamo lanciare alle associazioni di base, ai comitati che lottano dal basso, alle varie componenti del movimento nonviolento, alle singole persone che sentono che battere la destra è un obbiettivo minimo: sediamoci da subito intorno a un tavolo per immaginare e costruire quell’alternativa reale al neoliberismo e alla violenza, quell’alternativa a partire dalla base sociale che sappia direzionare le lotte verso il mondo più giusto e più umano a cui tutti aspiriamo.

Paolo Vecchi
Segretario Generale
Partito Umanista Firenze

La mobilitazione in Francia fa ritirare i CPE

Monday, April 10th, 2006

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Abbiamo parlato giusto pochi giorni fa delle grandi mobilitazioni popolari, nate dagli studenti parigini e diffusesi in tutta la Francia contro i cpe.

Oggi, con una nausea profonda da elezioni, sposto lo sguardo verso un grande risultato di democrazia diretta, che crea inoltre un precedente molto importante: quando la gente si mobilita riesce a far cambiare i disegni di legge; i cpe sono stati ritirati.

Gli umanisti sono molto contenti per questo… 

Notizie e considerazioni sul viaggio di Tomas Hirsch in Europa

Monday, April 10th, 2006

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Il viaggio di Tomas è ancora molto lontano dalla conclusione (ripartirà il 3 maggio per il Cile), ma dalle informazioni che arrivano dai vari paesi visitati si possono già trarre conclusioni interessanti. In generale, si può dire che questo viaggio sta aiutando le strutture europee a fare un salto di livello, a “osare” cose che fino a poco tempo fa sarebbero state impensabili e a realizzarle: per esempio invitare ambasciatori a un’iniziativa organizzata da noi (e averli tra gli oratori), organizzare un incontro con eurodeputati al Parlamento Europeo, affittare sale grandi e famose (come la Camera del Lavoro a Milano) e riempirle, ottenere articoli e interviste in mezzi d’informazione, aprire relazioni con organizzazioni che fino a poco tempo ci ignoravano o discriminavano, come sta succedendo in Spagna, Francia e Svizzera. Anche nel caso in cui i giornalisti che hanno conosciuto Tomy non hanno poi scritto un articolo o mandato in onda un’intervista (come è successo finora in Italia, probabilmente per il momento elettorale), si sono comunque creati o rafforzati rapporti a un livello molto interessane. Facendo riferimento alla chiacchierata di Luis Amman con il Negro sulla stampa, cominciamo ad avere “amici” in vari mezzi di comunicazione. Alcuni esempi degli ultimi eventi del viaggio in diversi paesi: A Bruxelles: incontro con l’eurodeputata tedesca verde Gaby Küppers, con interscambio di dati sulla situazione ambientale e impegno a continuare il rapporto, pranzo con Paul Emile Dupret, collaboratore del deputato spagnolo di Izquierda Unida Meyer e di Pedro Guerreiro, deputato del Partito Comunista portoghese, incontro con l’eurodeputato tedesco André Brie, presidente della Commissione Unione Europea – Cile, con l’impegno a vedersi (anche con associazioni e sindacati) in occasione della prossima visita della commissione in Cile, in ottobre, riunione con circa 70 persone (deputati, collaboratori) del gruppo della Sinistra Europea, che comprende 41 deputati di diversi paesi (ci sono 5 italiani di Rifondazione, però non siamo riusciti a capire se qualcuno di loro era presente) con discorso di Tomy. A Madrid il programma è stato molto intenso: riunione con membri della dirigenza del Partito Comunista e di Izquierda Unida, interviste con vari giornali tra i più noti e diffusi del paese, incontro con l’ambasciatore del Venezuela Arevalo Mendel e con quello della Bolivia Alvaro del Pozo, che poi hanno partecipato all’ Università Complutense alla tavola rotonda sulle nuove esperienze di sinistra in America Latina all’interno dell’Incontro dei movimenti sociali di Madrid. Questo incontro è stato organizzato da 97 forze di sinistra, tra cui i nostri 3 organismi e 13 fronti umanisti, presenti anche con stand informativi. La tavola rotonda in cui è intervenuto Tomy si è tenuta nella sala più grande (220 posti), che era strapiena, con gente seduta per terra, fino ad arrivare a 250 persone; nessun altro evento all’interno dell’Incontro ha registrato tanta partecipazione. Le altre forze di sinistra erano allibite e invidiose vedendo che due ambasciatori erano intervenuti a un evento organizzato da noi. Infatti non è facile invitarli e tanto meno ottenere la loro presenza. In una chat i nostri hanno commentato che si stanno aprendo porte prima chiuse e che non hanno mai avuto tante relazioni con altre forze. Lo stesso commento arriva da Parigi, dove per anni il Movimento e il partito sono stati discriminati e additati come setta, mentre adesso si stanno aprendo nuove possibilità. Tomy ha parlato in un Istituto di Scienze Politiche molto prestigioso, durante un incontro con una settantina di persone organizzato da un’associazione di studenti chiamata “Amici dell’ America Latina” e ha fatto un’intervista a Radio Nova, molto ascoltata dai giovani. Alla conferenza stampa hanno partecipato soprattutto giornalisti della stampa sudamericana (Bolivia, Cile, Messico), però anche una giornalista di Radio Francia Internacional, che trasmette in America Latina e tutti sono rimasti affascinati da Tomy! C’è stato anche un incontro molto positivo e caloroso con due membri della commissione nazionale del Partito Comunista francese, di una corrente che si oppone all’attuale dirigenza. Sia questo incontro che la conferenza stampa sono stati organizzati grazie a Paco Penat del PC cileno. Alla fine i due hanno chiesto informazioni del Partito Umanista francese e si è fissato un altro incontro per interscambiare e vedere come possiamo lavorare insieme, un evento mai successo prima e per il quale i nostri sono felicissimi.

Elezioni, che fare? Andiamo a votare!

Saturday, April 8th, 2006

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A queste elezioni non siamo presenti…un partito che ci piace non c’è…una forza che sia genuinamente rivoluzionaria e nonviolenta non c’è…un partito che difenda le minoranze non c’è… che promuova i diritti umani non c’è…che costruisca un modello economico e una società veramente e profondamente umane non c’è…una forza che non sia disposta a cedere a nessun compromesso che la possa snaturare nemmeno c’è…e allora il quesito: che fare?

…invitiamo tutti ad andare a votare il 9 e 10 aprile. Ovviamente una volta nel seggio si aprono 2 possibilità: chi non volesse cedere al ricatto del "tutti uniti per battere la destra" potrà annullare il suo voto, ma resta anche la possibilità di votare contro Berlusconi e questa ci sembra una scelta altrettanto valida.  (tratto dalla "Posizione del Partito Umanista alle Elezioni politiche del 9 e 10 aprile "

 …invitiamo tutti anche a votare il logo che preferite per la prossima Regionale Umanista Europea a Libona e - se siete grafici o avete voglia di farlo - a proporre voi un logo.

Il futuro della telefonia è il VoIP

Friday, April 7th, 2006

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Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una sentenza che ha stabilito l’illegittimità del canone Telecom . Oggi vediamo come le nuove tecnologie faranno sì che questo canone illegittimo sarà inutile. Il futuro della telefonia è senz’altro il cosiddetto VoIP (Voice over Internet Protocol). Si tratta in sintesi di sfruttare il proprio computer con microfono e casse connesso ad Internet per telefonare, abbassando drasticamente i costi. Ad oggi nel caso si "telefoni" a un utente che sfrutta la stessa tecnologia (VoIP) la "telefonata" sarà gratuita; nel caso si "telefoni" a un numero fisso il costo sarà circa 10 volte inferiore; nel caso si "telefoni" ad un telefono mobile il costo è di poco inferiore a quello attuale. Oltre a pagare meno le telefonate, possedendo una connessione ad Internet e un numero di VoIP non dovremo più pagare l’ingiusto canone Telecom. Inoltre avremo il nostro "numero di telefono" ovunque possiamo accedere a Internet, quindi in un futuro prossimo praticamente dappertutto. Registriamo finalmente i primi adeguamenti legislativi in merito, che dovrebbero garantire principalmente il diritto a "possedere" un numero telefonico identificativo e "trasportabile", indipendentemente dal gestore del VoIP a cui ci rivolgiamo. Ancora siamo lontani dalla diffusione in larga scala di questo nuovo modo per telefonare (costi di attivazione ancora alti, necessità di specifiche competenze, confusione nelle proposte), ma già ci sono varie possibilità, che prossimamente illustrerò.

Continua la mobilitazione in Francia contro il lavoro precario

Thursday, April 6th, 2006

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E sono già 5 le grandi mobilitazioni in Francia contro il CPE (Contratto di primo impiego, che in sintesi dà la possibilità ai datori di lavoro di licenziare senza giustificazione i lavoratori con meno di 26 anni nei primi due anni di impiego). Le cifre delle mobilitazioni sono come sempre discordanti, 1 milione secondo la questura francese e 3 milioni secondo gli organizzatori. Secondo un sondaggio Bva-Bfm-Les Echos-Akerys pubblicato martedì, la politica economica del governo è stata giudicata «piuttosto negativa» dal 43% degli interpellati e «molto negativa» dal 29%, con giudizi contrari, quindi, che raggiungono complessivamente il 72% a fronte del 25% che ha espresso «una buona» opinione.

Gli umanisti si uniscono alle proteste francesi, "esigendo il ritiro puro e semplice del CPE e un’apertura di dialogo con i giovani".

Sommossa all’università di Dakar

Wednesday, April 5th, 2006

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Ricevo dalla nostra struttura senegalese… 

Nella costituzione senegalese, il diritto allo sciopero è riconosciuto ai cittadini; ma senza compromettere il buon funzionamento dell’impresa. E’ a partire da questo principio che gli studenti dell’università di Dakar Cheick Anta Diop (UCAD) e di Gaston Pastore Santo Louis (UGBS), hanno rivendicato i loro mali. Questi malcontenti nascono verso la fine dell’anno accademico 2004-2005 assieme alla piattaforma per l’ammodernamento del sistema pedagogico (dotazione delle sale di studio di computer, nuova amplificazione, alloggi per la residenza per studenti ecc.). Questo è il motivo per cui all’inizio dell’anno 2005-2006, gli studenti hanno reiterato (per facoltà), le loro rivendicazioni. A seguito di questo venerdì 17-02-2006, comunemente chiamato "venerdì nero", lo sciopero si è diffuso nelle università perché sembra che agli studenti siano stati serviti dei piatti contenenti dei vermi, provenienti da carne putrefatta. Gli studenti hanno attaccato e bruciato alcune automobili dell’amministrazione. In risposta a ciò, il ministro dell’interno ordina alla polizia di entrare nel campus sociale per riportare gli studenti alla ragione. La polizia è entrata nel campus, inseguendo gli studenti nelle camere, sfondando le porte, lanciando granate lacrimogene che hanno incendiato delle camere del padiglione G. Gli avvenimenti hanno provocato molti feriti ed alcuni arresti. Così gli studenti di UGBS sono entrati anch’essi in lotta per sostenere i loro compagni di UCAD. Tutto questo ha anche causato l’amputazione della gamba di un studente in licenza a causa di una granata. Peraltro, l’avvenimento ha preso una direzione politica, perché il presidente della Repubblica accusa l’opposizione di essere dietro ai fatti. Così, si assiste ad attacchi di ogni natura sia dalla sinistra che dalla destra.