Tomàs Hirsch, Dario Ergas e Francisco Ruiz Tagle analizzano la situazione sociale di fronte alla globalizzazione. Un punto di vista Umanista molto interessante, che oltre al mondo LatinoAmericano, riguarda sicuramente tutti noi. Pubblico l’inizio per far venire la voglia di continuare…
"Di questi tempi, è molto difficile per un cittadino comune vedere se stesso come agente di cambiamento del corso degli avvenimenti sociali. “In quali panni?”, si domanda uno, e si rassegna poi ad essere un passeggero più o meno fortunato di una barca della quale non conosce assolutamente nè l’itinerario nè il destino. Oltretutto, le urgenze del presente ci fanno dimenticare continuamente che viaggiamo insieme ad altri verso qualche meta e immaginiamo il domani come la ripetizione infinita dell’oggi. Allora tendiamo a credere che il cambiamento globale si produce grazie all’accumulazione dei milioni di affanni individuali, per cui smettiamo di preoccuparci del destino comune e ci richiudiamo nella nostra cella d’ape compiendo più o meno brillantemente il ruolo che le circostanze ci hanno destinato all’interno dell’alveare.
Comunque sia, non percepire che la terra si muove non significa che questa abbia smesso di muoversi…