Il primo Giornale del mese!
Friday, March 31st, 2006 
Grazie ad Alfredo è uscito il primo impaginato de "Il Punto di Vista - Informazione Umanista dal Consiglio 234"!

Grazie ad Alfredo è uscito il primo impaginato de "Il Punto di Vista - Informazione Umanista dal Consiglio 234"!

Più di 3.00 persone hanno formato il simbolo della pace a Heroes Square il 18 marzo 2006 alle ore 20.30.
Nel terzo anniversario della guerra in Iraq 3.600 torcie sono apparse nella grande piazza. Durante l’evento la Piazza è stata chiusa al traffico, e i partecipanti sono stati intrattenuti da musica, giocolieri, mangiafuoco, e dagli attiviti di "Young Humanists for peace" (giovani umanisti per la pace).
Tibor Varady ha espresso che alle vicine elezioni in Ungheria nessun partito rappresenta realmente i valori umanisti.Per questo, gli organizzatori del "Segno della Pace" invitano a annullare il voto. Lo slogan è stato: "Alziamoci contro la violenza: annulliamo il voto e organizziamoci".Questo è il terzo anno in cui gli amici umanisti ungheresi organizzano questa protesta: nel 2004 ci sono stati 750 partecipanti, nel 2005 1500, e nel 2006 3500.Per maggiori informazioni: http://www.bekejel.net/index.php?loader=hirek&page=hirek&id=38

Lo ha stabilito il Giudice di Pace di Torre Annunziata, accogliendo il ricorso di un utente e condannando l’incumbent a rimborsare i canoni percepiti e al pagamento delle spese di giudizio. Il Codacons: si apre una voragine
Torre Annunziata (NA) - Il canone che Telecom Italia chiede all’utenza è illegittimo. Questa sentenza, destinata a suscitare clamore, proviene dal Giudice di Pace di Torre Annunziata, l’avvocato Prof. Giuseppe D’Angelo, che ha accolto la denuncia di un utente."Il Giudice - fa sapere il Codacons - dopo aver esaminato il disposto dell’art. 3 del D.P.R. n° 318/97 (che impone alla Telecom l’incarico di fornire "il servizio universale" su tutto il territorio nazionale), ha ritenuto che il servizio consiste nella fornitura di alcuni servizi, ma nella norma non viene nominato il canone di abbonamento. Il comma 4 infatti attribuisce il servizio alla società Telecom S.p.A. ed aggiunge che suddetto servizio viene effettuato dallo stesso gestore, ma dal 1° Gennaio 1998, può essere espletato anche da altre società di telecomunicazioni".L’associazione di consumatori sottolinea che l’importante onere, quello del servizio universale, "deve essere sopportato solo ed esclusivamente, come dice il legislatore:
- dagli operatori che gestiscono reti pubbliche di telecomunicazioni;
- dai fornitori di servizi di telefonia vocale accessibili al pubblico;
- dagli organismi che prestano servizi di comunicazioni mobili e personali".
"Gli utenti finali - conclude l’associazione - sono esclusi dall’onere di costi aggiuntivi, compreso il pagamento del canone di abbonamento richiesto dalla Telecom".
Il Giudice di Pace partenopeo non ha trascurato di affrontare l’aspetto relativo alla clausola contrattuale che vincola l’utente al pagamento del canone: la sentenza definisce che il contratto di utenza telefonica intervenuto tra le parti è un "contratto di adesione".
In quanto tale, è necessario verificare la eventuale vessatorietà della clausola che prevede il pagamento del canone di abbonamento, facendo riferimento all’art. 1469 bis del Codice Civile. La clausola predisposta da Telecom Italia, secondo il Giudice, genera uno squilibrio tra diritti e obblighi: dal lato dell’utente, al pagamento del canone, non corrisponderebbe infatti alcun servizio erogato dall’operatore. Di conseguenza si creano situazioni ritenute paradossali, come il pagamento del canone di linea in un periodo (bimestre) in cui l’utente non ha generato traffico telefonico di alcun genere. La clausola è quindi considerata ingiusta e vessatoria, ai sensi dell’art. 1469 bis del Codice Civile e, quindi, è stata dichiarata inefficace.
"Tale sentenza - come conclude il Codacons - apre la strada a oltre 20 milioni di cause analoghe dinanzi ai Giudici di pace, da parte degli utenti Telecom ancora costretti a versare l’odioso canone. Se anche altri giudici concorderanno con la decisione del GdP di Torre Annunziata, svariati miliardi di euro dovranno uscire dalle casse dell’azienda telefonica per rientrare nelle tasche degli utenti".

Gli unici schieramenti che si prospettano (nonostante una falsa legge che afferma che vige il sistema proporzionale) sono quelli di "centrosinistra" e di "centrodestra". Chissà perchè poi tutto questo desiderio di anteporre la parola "centro"
Non c’è una sostanziale differenza tra centrosinistra e centrodestra. C’è un unico blocco di potere camuffato da due schieramenti contrapposti funzionali al mantenimento dello stesso sistema di potere.
Dove sono le differenze se:
La destra toglie finanziamenti alla sanità
La sinistra toglie finanziamenti alla sanità
La destra propone un modello economico neoliberista
La sinistra propone un modello economico neoliberista
La sinistra nel 1999 (Governo D’Alema) entra in guerra in Serbia
La destra è ancora in guerra in Iraq
La sinistra afferma: "ci ritireremo dall’Iraq entro la fine del 2006!"
La destra afferma: "ci ritireremo dall’Iraq entro la fine del 2006!"
La sinistra (legge Turco-Napolitano) crea i CPT
La destra (legge Bossi-Fini) riconferma i CPT
La sinistra introduce il lavoro temporaneo (Legge Treu)
La destra insiste sul lavoro temporaneo (Legge 30, o Biaggi)
La destra afferma: "faremo la TAV"
La sinistra afferma: "faremo la TAV"
beh…direi ke può bastare…ma…mi togliete una curiosità: chi la vuole ’sta TAV?
Ieri sera, alle 21.30, è iniziato l’incontro con Tomàs Hirsch. A introdurlo è Stato Paolo Vecchi, già candidato a sindaco di Firenze e rappresentante del PU fiorentino. Tomàs ha raccontato la storia della coalizione Juntos Podemos Màs, ha raccontato la sua esperienza personale, e poi ha risposto alle tantissime domande della gente presente. Alle 23.30 abbiamo concluso la serata, piena, pienissima, di domande, risposte e di interesse dei partecipanti. Eravamo circa 200 persone.
Ne è risultata una serata interessantissima, e Tomàs ha dato alla gente, oltre a una preziosa esperienza, l’idea di un grande umanista e di una persona semplice e disponibile.
Qui potete vedere una selezione di foto della serata .
Altre foto:
http://www.partitoumanistafirenze.net/hirsch_firenze/index.html
Qui potete vedere le foto di tutte le tappe di questo giro europeo
Nell’attesa di stasera, qui potete vedere un po’ di foto dell’incontro di Tomas Hirsch a Milano Lunedì 20.
http://www.milanoumanista.org/index.php?option=com_rsgallery&catid=17



Mi sono arrivate le parole che Herman Müller, uno stretto collaboratore di Evo Morales, ha pronunciato durante l’incontro di preparazione della visita di Evo Morales in Cile. Mi hanno colpito nella loro semplicità, in netta contrapposizione alle complicazioni della campagna elettorale che invade ogni mezzo di comunicazione oggi in Italia. Voglio condividerle con voi, ricordando che Evo Morales è il presidente della Bolivia e che ha recentemente affermato “Ringrazio gli umanisti, le cui idee condivido pienamente”:
"Non consideriamo stranieri i fratelli di altri paesi che vivono in Bolivia, ma uguali: danno un contributo con il loro lavoro e le loro conoscenze. Quando ci sono dei benefici, li si divide tra tutti. Non facciamo differenze, quando si tratta di rispondere alle esigenze di un boliviano o di uno straniero.
Non ci piace la forma marxista di dittatura del proletariato, non ci piace che ci siano vincitori e perdenti.
Nelle nostre riunioni cerchiamo sempre di arrivare al consenso. Non ci piace che alcuni sentano di aver perso, con un senso di disfatta. Questo fa star male la gente, che poi si tira indietro e non partecipa.
Guardate le nostre assemblee: a volte siamo 3.000 e tutti vogliono parlare e dare il loro punto di vista. Durano ore e ore, giriamo e rigiriamo i temi fino a quando non c’è accordo.
Nel ’98 abbiamo ottenuto una piccola percentuale di voti alle elezioni, ma nel 2002 ha cominciato a cambiare tutto. Li ha uniti il tema della coca, che per loro è qualcosa di sacro. Con il MAS, anche se non si sapeva bene che cos’era. Ci chiedevamo: cosa significa Movimento verso il socialismo? Però quale socialismo? Quello sovietico? Quello cubano? No, fratello, il socialismo boliviano!
Qui abbiamo di tutto, ci sono evangelici, cattolici, sindacalisti, marxisti. Non c’importa da dove viene la gente, ma quello che succede con essa.
Il MAS è uno strumento – non ci piace chiamarlo partito – uno strumento per la sovranità dei popoli.
Si è cominciato in campagna, con gli indigeni, poi si è arrivati alla periferia della città e quindi si è avanzati nelle città.
Noi diciamo che “Il presidente comanda obbedendo”, perché fa quello che il popolo ha deciso.
Non c’è un’ideologia definita, ma onestà e lealtà, ci sono valori. Al primo indizio di corruzione, chiunque sia coinvolto viene separato dal governo.
Il boliviano ha tre norme morali che dicono: non mentire, non rubare e non essere pigro. Però c’è una quarta norma, che dice che l’indigeno è fiero e ha una sua dignità.
La Costituzione boliviana non permette di chiedere la carta d’identità per strada, ma solo quando si entra o si esce dal paese; questo ci porta ad avere molti immigrati, ma non importa. Chiunque arrivi è benvenuto e lo si considera un fratello in più.
Il Presidente mi ha chiesto di trasmettervi la sua allegria e il suo ringraziamento per il magnifico atto del 10 marzo. Quando è tornato in Bolivia lo aspettava una festa: al nostro popolo piace festeggiare per vari giorni quando è allegro, così si è ripetuto quello che era successo allo stadio di Santiago.
Mi ha chiesto anche di comunicarvi che questa è l’istanza con cui si stabiliranno vincoli, voi siete un interlocutore valido (il comitato di appoggio alla Bolivia). Con il governo del Cile si stabiliranno le relazioni ufficiali, però siete voi che riconosciamo come interlocutore valido.
E visto che a noi non piace proporre, ma suggerire, suggeriamo la possibilità di creare un Comitato bilaterale tra il popolo cileno e quello boliviano.
Herman ha concluso dicendo: Ho ascoltato attentamente ognuno dei partecipanti e vi suggerisco di avere più allegria nella vostra vita e una maggiore fiducia negli altri. Non si può costruire partendo dalla sfiducia. Se uno ha qualcosa da dire all’altro, che glielo dica in faccia, in modo trasparente. Quando i boliviani litigano, lo fanno con tutto, poi si danno la mano e continuano a essere amici. E’ meglio non tenersi dentro niente, altrimenti poi esplode.
Bisogna lasciar fluire. Tutto deve imputridire per poi fiorire.
Ci saranno sempre interessi particolari delle persone, questo è inevitabile, però quando si fa parte di un insieme, gli interessi smettono di essere particolari per pensare al tutto, al bene comune."
Di seguito gli impegni fissati del giro europeo di Tomas Hirsch. (fonte: http://www.humanisteurope.org/it/tomas-hirsch/ )
Questo invece è il primo articolo pubblicato su "La Stampa".

Un po’ di domande che rovesciano un po’ di luoghi comuni:
Vi sembra giusto che ci siano milioni di persone che muoiono perchè i farmaci di cui necessitano costano troppo?
Vi sembra giusto pagare un libro 50 volte il proprio prezzo di costo?
Vi sembra giusto pagare un CD o un DVD 250/500 volte il proprio prezzo di costo?
Vi sembra giusto che la stragrande maggior parte delle persone sul pianeta non possa studiare perchè la loro materia prima ha costi insostenibili?
Vi sembra giusto che un singolo continui a guadagnare per tutta la vita somme che non riuscirà mai a spendere (e poi anche le sue generazioni future), facendo pagare al resto dell’umanità (e alle loro generazioni future) il prezzo della propria scoperta o del proprio lavoro?
Agli Umanisti non sembra giusto!
L’avanzamento tecnologico impone una continua revisione dei compensi per il cosiddetto "diritto d’autore".
Certo, quando un libro necessitava del lavoro di un amanuense per essere "duplicato" non avevamo bisogno di regolamentazioni a riguardo
Un suggerimento: la prima cosa da tutelare non è il diritto dell’autore, ma il diritto dell’umanità al progresso!
Per approfondimenti:http://www.copyleft-italia.it/